«Esteros» è un vocabolo spagnolo che significa "zone umide". «Iberá» è un vocabolo che deriva da due termini dalla lingua guaraní: «î» (acqua) e «berá» (luminoso) e pertanto «Îberá» potrebbe essere tradotto in italiano con l'espressione "acqua splendente"; il nome Iberá fu dato presumibilmente dagli antichi abitanti della zona, i Guaraní, in base alla luminosità della superficie acquatica.
Gli Esteros del Iberá sono un insieme di paludi, acquitrini, stagni, piccoli laghi, torbe collegati fra di loro da brevi canali, che costituiscono una vasta zona umida, la seconda più grande zona umida del pianeta dopo il Pantanal brasiliano. Le acque degli Esteros sono di origine pluviale e ricoprono una superficie totale per circa 20.000 km². Gli Esteros del Iberá sono anche una delle più importanti riserve di acqua dolce del Sud America.
Grazie alla posizione geografica e al suo difficile accesso, l'area ha una popolazione animale ricco e variegato.
La fauna selvatica include molte specie a rischio per i quali questo è uno degli ultimi habitat rimasti; tra questi si includono il cervo delle paludi, il cervo delle pampas, il capibara, il lupo dalla criniera o crisocione, il caimano dal muso largo, il Caiman yacareovero, l'anaconda curiyú, la lontra neotropicale e circa 350 specie di uccelli.
La zona è stata considerata a lungo inaccessibile; le prime descrizioni risalgono alla fine del XVIII secolo, grazie allo spagnolo Félix de Azara, e ai primi del XIX secolo, grazie al francese Alcide Dessalines d'Orbigny. Dal 1982 13.000 km² degli Esteros del Iberá fanno parte di un'area naturale protetta (la Reserva Natural Provincial del Iberá): è la più grande area protetta dell'Argentina e costituisce il 14% della superficie dell'intera provincia di Corrientes).
fonti:

Ricerca personalizzata
Se ti è piaciuto questo articolo, iscriviti al feed cliccando sull'immagine qui sotto per essere informato sui nuovi contenuti del blog:













0 commenti:
Posta un commento