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lunedì 31 agosto 2026

L'ecoturismo nella provincia di Buenos Aires: l'avvistamento della fauna nel Costero Del Sur Park

Reserva de Biósfera Parque Costero Sur | Tour de Observación de Aves |  Sandpiper Birding & Tours

Il periodo migliore per l'avvistamento della fauna nel Costero Del Sur Park e nell'area di Punta Indio varia a seconda della specie che si desidera osservare:

1. Primavera (Settembre – Novembre)

Il momento ideale per il Birdwatching e la Flora

  • Avifauna (Uccelli): È la stagione principale per gli ornitologi e i fotografi di natura. Con l'arrivo della primavera, le specie migratorie giungono nella riserva, mentre gli uccelli stanziali sono nella fase di nidificazione e corteggiamento, risultando molto più attivi e facili da avvistare nei boschi di tala e nelle zone umide.

  • Clima: Le temperature sono miti e gradevoli, perfette per lunghi trekking a piedi o in bicicletta.

2. Estate e Inizio Autunno (Febbraio – Aprile)

L'epoca della Mariposa Bandera Argentina

  • La Farfalla Bandiera Argentina (Morpho epistrophus argentinus): Il picco assoluto per osservare questa spettacolare farfalla autoctona (dai colori celeste e bianco) va da febbraio a marzo. In questo periodo gli adulti volano tra i rami dei boschi di coronillo. A Punta Indio si tiene anche una celebre festa locale dedicata a questa specie.

  • Bruchi e insetti: Tra la tarda primavera e l'estate è possibile osservare sui rami le vistose e colorate colonie di bruchi (orugas).

  • Altra fauna: Rettili e piccoli mammiferi sono molto attivi a causa del caldo.

  • Consiglio pratico: Portare un forte repellente per insetti e zanzare, molto presenti nelle zone umide durante i mesi estivi.

3. Autunno (Aprile – Maggio)

Passeggiate tranquille e migrazioni autunnali

  • Transito degli uccelli: Inizio delle migrazioni verso nord di diverse specie di avifauna.

  • Condizioni ideali: Clima fresco e secco, ideale per passeggiate nella riserva senza l'umidità e il caldo estivo.

4. Inverno (Giugno – Agosto)

Avvistamento di uccelli acquatici e rapaci

  • Visibilità: Con il diradarsi della chioma degli alberi nei boschi di tala, la visibilità per l'avvistamento di rapaci e uccelli che nidificano sui rami alti aumenta.

  • Attività ridotta: La presenza di insetti e rettili è pressoché nulla a causa del freddo.

Riepilogo consigliato
  • Per gli amanti dei lepidotteri e della natura rigogliosa: Febbraio – Marzo.

  • Per gli appassionati di birdwatching e trekking: Ottobre – Novembre o Aprile.

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lunedì 24 agosto 2026

L'ecoturismo nella provincia di Buenos Aires: Costero Del Sur Park

Costero Del Sur Park

4,5

Riserva naturale

Il Costero Del Sur ParkFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni (Parco Costiero del Sud) è una delle aree protette più rilevanti per l'ecoturismo nella provincia di Buenos Aires. Dichiarato Riserva della Biosfera dall'UNESCO nel 1985, si estende su una fascia di circa 75 km lungo la costa del Río de la Plata, comprendendo i territori dei comuni di MagdalenaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni e Punta IndioFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni.

Caratteristiche dell'Ecosistema

Il parco conserva la vegetazione autoctona della regione pampeana e rioplatense, in particolare i boschi di tala e coronillo (talares), praterie, acquitrini e zone umide costiere. Questo microclima fluviale ospita oltre 200 specie di uccelli, mammiferi nativi e l'iconica farfalla Mariposa Bandera Argentina.

Punti d'Interesse e Attività Ecoturistiche
Costero Del Sur ParkFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

Area protetta principale dove vivere un'esperienza immersiva nella natura incontaminata della pampa costiera.

  • Birdwatching e Safari Fotografici: Habitat di avifauna stanziale e migratoria, con la presenza di specie minacciate o endemiche come l'Espartillero Pampeano e il Burrito Negruzco.

  • Cicloturismo e Passeggiate a Cavallo: Percorsi lungo la scenografica Ruta Provincial 11 e le strade sterrate rurali che attraversano il parco.

  • Escursioni Botaniche: Camminate guidate ed autoguidate alla scoperta della flora autoctona e dell'ecosistema dei boschi di tala.

Punta IndioFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

Tranquillo villaggio costiero situato nel cuore della Riserva della Biosfera, ideale come base logistica.

  • Spiagge naturali di sabbia e conchiglie lungo il Río de la Plata (es. Playa El Pericón).

  • Iniziative di educazione ambientale e festival dedicati alla conservazione della fauna locale.

  • Strutture ricettive a basso impatto, campeggi e gastronomia regionale.

MagdalenaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

Cittadina storica situata al margine settentrionale del parco, dove la storia coloniale si fonde con il paesaggio rurale.

  • Centro storico con strade in pietra e architettura tradizionale del XIX secolo.

  • Accesso alle sponde del fiume contornate da esemplari secolari di ombú e coronillo.

  • Attività di turismo rurale, visita alle estancias della zona e pesca sportiva regolamentata.

Reserva Natural El Destino

4,5

Riserva naturale

Aperto· Chiusura alle ore 06:00

Reserva Natural El DestinoFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

Riserva naturale di gestione privata situata all'interno del perimetro del parco, tra Magdalena e Punta Indio.

  • Boschi nativi eccezionalmente ben conservati e sentieri immersi nella vegetazione.

  • Punto di riferimento per ornitologi e fotografi di natura per l'elevata concentrazione di avifauna.

  • Percorsi Didattici e trekking giornalieri previo contatto o prenotazione.

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lunedì 17 agosto 2026

L'ecoturismo nella provincia di Buenos Aires offre un'ampia varietà di paesaggi e riserve naturali.

Foto del luogo

L'ecoturismo nella provincia di Buenos Aires offre un'ampia varietà di paesaggi e riserve naturali, dai laghi e le zone umide del Delta alle antiche montagne della Pampa e alle riserve costiere.

Parchi Nazionali e Riserve Sulla Laguna
  • Parco Nazionale Ciervo de los Pantanos (Campana): Protegge l'ecosistema delle zone umide del Delta e della Pampa. È il rifugio del cervo delle paludi (ciervo de los pantanos), il più grande cervide del Sud America. Offre sentieri di trekking per l'avvistamento di uccelli e un centro di interpretazione ambientale.

  • Riserva della Biosfera Parco Costero del Sur (Punta Indio): Riconosciuta dall'UNESCO, questa riserva lungo il Río de la Plata protegge i boschi nativi di tala. È un'area ideale per il cicloturismo, le passeggiate fotografiche e l'osservazione della fauna costiera.

  • Riserva Naturale e Laguna di Mar Chiquita: Un'albufera unica in Argentina dove l'acqua dolce incontra l'oceano. È una tappa fondamentale per gli uccelli migratori e un luogo perfetto per passeggiate in kayak, paddleboarding ed escursioni guidate tra le dune e le paludi.

Montagne e Riserve dell'Interno
  • Parco Provinciale Ernesto Tornquist (Sierra de la Ventana): Situato nel sistema montuoso di Ventania, conserva la flora e la fauna endemiche della Pampa. I suoi sentieri permettono di fare trekking verso vette iconiche come il Cerro Ventana e la Garganta del Diablo, incontrando guanachi e paesaggi geologici unici.

  • Isola Martín García: Situata nel Río de la Plata, combina storia e una ricca riserva naturale composta da giungla in galleria, canneti e spiagge sabbiose. Raggiungibile in barca, offre percorsi di trekking storico-ecologico.

Esperienze Sostenibili e Turistiche
  • Yamay Ecoturismo (Pardo, Las Flores): Un progetto incentrato su permacultura, glamping sostenibile e biocostruzione. La posizione in piena campagna, priva di inquinamento luminoso, lo rende ideale anche per l'astroturismo e l'osservazione delle stelle.

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martedì 21 luglio 2026

Riserve naturali da visitare in provincia di Buenos Aires.

La provincia di Buenos Aires ospita un'ampia varietà di ecosistemi protetti, dalle riserve montane del sud alle albufere costiere e alle aree umide vicino ai grandi centri urbani.

Reserva Natural del Parque Tornquist

4,6

Area per passeggiate

Reserva Natural del Parque TornquistFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

La Reserva Natural del Parque TornquistFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni protegge una porzione fondamentale delle Sierras de la Ventana, offrendo un paesaggio montuoso unico nella prateria pampeana, caratterizzato da vette, gole e ruscelli di montagna.

  • Attività e Trekking: Dispone di sentieri per escursioni di varia difficoltà, tra cui le famose salite verso il Cerro Ventana (con la sua imponente apertura rocciosa naturale) e il Cerro Bahía Blanca.

  • Flora e Fauna: Ospita specie endemiche sia vegetali sia animali, tra cui l'iguana delle sierras (Pristidactylus casuhatiensis) e rapaci di alta quota.

  • Atmosfera: È la meta ideale per chi cerca trekking in quota e paesaggi collinari distinti rispetto alla pianura circostante.

Campos del Tuyú National Park

3,6

️ Parco nazionale

Aperto

Campos del Tuyú National ParkFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

Il Campos del Tuyú National ParkFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni si trova nella baia di Samborombón, vicino alla località di General Lavalle, ed è stato il primo parco nazionale della provincia di Buenos Aires.

  • Conservazione della Fauna: Costituisce uno degli ultimi rifugi naturali per il cervo delle pampas (venado de las pampas), una specie fortemente minacciata.

  • Habitat Umido: Offre un mosaico di lagune saline, canneti e praterie allagate di grande importanza per l'alimentazione e la nidificazione di uccelli acquatici e migratori.

  • Accesso Controllato: L'ingresso è regolamentato e spesso gestito tramite visite guidate ed escursioni ecologiche per preservare la fragilità dell'ecosistema.

Reserva Natural Mar Chiquita

4,8

Riserva naturale

Reserva Natural Mar ChiquitaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

La Reserva Natural Mar ChiquitaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni tutela un'albufera, ovvero una laguna costiera d'acqua salmastra separata dall'oceano da una striscia di dune e collegata al mare da un canale.

  • Riserva della Biosfera UNESCO: È un punto strategico globale per l'avvistamento di avifauna, accogliendo centinaia di specie di uccelli migratori dall'emisfero settentrionale.

  • Attività All'Aperto: Permette di praticare birdwatching, kayak, passeggiate guidate tra le dune e percorsi di educazione ambientale.

  • Biodiversità: Combina ecosistemi marini, lagunari e terrestri in un'area relativamente compatta a breve distanza da Mar del Plata.

Reserva Martin García

4,8

Riserva naturale

Reserva Martin GarcíaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

La Reserva Martin GarcíaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni sorge su un'isola di roccia granitica nel Río de la Plata, combinando una ricca giungla marginale con un rilevante patrimonio storico.

  • Patrimonio Naturale: Ospita boschi di vegetazione nativa, canneti e una straordinaria varietà di farfalle e specie d'uccelli.

  • Valore Storico: Oltre ai sentieri naturalistici, sull'isola si possono visitare antichi lazzareti, rovine storiche e il vecchio faro.

  • Logistica: È raggiungibile tramite imbarcazioni turistiche con escursioni giornaliere in partenza da Tigre o da Puerto Madero.

Reserva Municipal Los Robles

4,4

Riserva naturale

Aperto· Chiusura alle ore 06:00

Reserva Municipal Los RoblesFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

La Reserva Municipal Los RoblesFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni si trova a La Reja (comune di Moreno), sulle sponde del bacino del Dique Roggero, rappresentando un'importante oasi verde nell'area metropolitana ovest.

  • Strutture e Servizi: Offre sentieri nel bosco, aree attrezzate per il picnic, camping e spazi dedicati a laboratori ambientali.

  • Ambiente: Alterna zone boschive con flora nativa e introdotta a sponde lacustri ricche di fauna acquatica.

  • Fruibilità: È molto frequentata nel fine settimana dalle famiglie per passeggiate rilassanti e attività didattiche.

Reserva Natural del Pilar

4,4

Riserva naturale

Aperto· Chiusura alle ore 06:00

Reserva Natural del PilarFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

La Reserva Natural del PilarFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni è un'area protetta comunale situata lungo le sponde del fiume Luján nel nord del conurbano di Buenos Aires.

  • Sentieri Fluviali: Dispone di percorsi segnalati che attraversano ambienti di prateria nativa, boschi gallaici e zone umide costiere.

  • Progetti Ecologici: Svolge un costante lavoro di riforestazione con specie autoctone ed educazione alla conservazione del bacino idrico.

  • Attività: È indicata per passeggiate a piedi, osservazione della natura e brevi uscite in kayak lungo il fiume.

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martedì 14 luglio 2026

La storica Reserva Natural Otamendi è il punto di riferimento principale per la protezione della biodiversità pampeana.

La storica Reserva Natural Otamendi è stata ampliata e riorganizzata nel 2018 per formare il parco nazionale più vicino alla capitale argentina, diventando il punto di riferimento principale per la protezione dei wetland e della biodiversità pampeana.

Ciervo de los Pantanos National Park

4,4

️ Parco nazionale

Aperto· Chiusura alle ore 06:00

Ciervo de los Pantanos National ParkFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni (ex Reserva Natural Otamendi)

Campana

Situato nel comune di CampanaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni, a circa 70 km a nord della città di Buenos AiresFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni, il parco si estende su oltre 5.500 ettari di ambienti protetti. L'area tutela tre ecoregioni fondamentali della regione pampeana: il pascolo nativo (pastizal pampeano), il bosco di tala lungo le scarpate e le zone umide (humedales) del basso Delta del Paraná.

  • Fauna e Avistaggio di Uccelli: È un punto di riferimento primario per gli appassionati di birdwatching, con oltre 300 specie di uccelli censite. La riserva è anche il principale rifugio per la conservazione del cervo delle paludi (ciervo de los pantanos), una specie minacciata da cui prende il nome il parco, oltre a capibara (carpinchos) e gatti selvatici.

  • Sentieri Interpretativi: Il parco dispone di diversi percorsi autoguidati, tra cui Historias del Pastizal (un percorso pianeggiante attraverso la prateria nativa), Guardianes de la Barranca (che sale la scarpata inoltrandosi nel bosco di tala) e Recuperando lo Nuestro (focalizzato sul vivaio di flora autoctona).

  • Servizi per i Visitatori: Include un Centro d'Interpretazione con mostre informative, aree attrezzate per il picnic e punti panoramici sulle lagune (Laguna Grande e Laguna del Pescado). L'accesso è gratuito e il parco è solitamente aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.

  • Come Arrivare: In auto è raggiungibile percorrendo la Ruta Nacional 9 (Panamericana) fino alla località Rómulo Otamendi (km 67,5). In trasporto pubblico si possono utilizzare i bus a lunga percorrenza (linea 194) o il treno della linea Mitre (ramo Zárate) scendendo alla stazione Rómulo Otamendi.

Reserva Ecológica Costanera Sur

4,5

Riserva naturale

Aperto· Chiusura alle ore 06:00

Reserva Ecológica Costanera SurFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni

Se desideri visitare un'altra riserva naturale di valore ecologico nella stessa regione senza allontanarti dall'area urbana di Buenos AiresFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni, questo grande spazio verde protetto si trova proprio a ridosso del quartiere di Puerto Madero.

  • Ambienti e Flora: Abbraccia oltre 350 ettari di lagune, canneti e boschi spontanei sviluppatisi sulle sponde del Río de la Plata.

  • Passeggiate e Avifauna: Offre lunghi sentieri pianeggianti perfetti per passeggiate a piedi o in bicicletta, oltre a capanni d'osservazione per avvistare centinaia di specie di uccelli acquatici.

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sabato 16 novembre 2024

L'uomo, la Biosfera e il Programma MaB delle Nazioni Unite.



Il Programma Uomo e Biosfera dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) è stato creato nel 1971.

Il programma MaB è un programma scientifico intergovernativo che mira a migliorare il rapporto tra le persone e il loro ambiente. Combina le scienze naturali e sociali con l’obiettivo di migliorare i mezzi di sussistenza umani e salvaguardare gli ecosistemi naturali e gestiti, promuovendo così approcci innovativi allo sviluppo economico che siano socialmente e culturalmente appropriati e sostenibili dal punto di vista ambientale. Ciò è possibile attraverso la figura della riserva della biosfera.

Cosa sono le riserve della biosfera?

Le riserve della biosfera sono “luoghi di apprendimento per lo sviluppo sostenibile”. Sono luoghi in cui testare approcci interdisciplinari per comprendere e gestire i cambiamenti e le interazioni tra i sistemi sociali ed ecologici, compresa la prevenzione dei conflitti e la gestione della biodiversità.
Le riserve della biosfera coinvolgono le comunità locali e tutte le parti interessate nella pianificazione e nella gestione. Si compone di tre “funzioni” principali:

  • Conservazione della biodiversità e della diversità culturale.
  • Sviluppo economico socioculturale e ambientalmente sostenibile.
  • Supporto logistico, che sostiene lo sviluppo attraverso la ricerca, il monitoraggio, l'istruzione e la formazione.

Queste tre funzioni sono complementari e si rafforzano a vicenda attraverso le tre principali “zone” delle riserve della biosfera:

  • L’area centrale, composta da un ecosistema legalmente costituito, che contribuisce alla conservazione dei paesaggi, degli ecosistemi, delle specie e delle variazioni genetiche.
  • La zona cuscinetto, che circonda il nucleo, dove si svolgono attività compatibili con pratiche ecologiche adeguate che possono contribuire alla ricerca scientifica e ambientale, al monitoraggio, alla formazione e all'istruzione.
  • La zona di transizione è il margine esterno della riserva dove vengono incoraggiate e praticate forme di uso sostenibile delle risorse e dove viene promosso uno sviluppo economico e umano sostenibile dal punto di vista sociale, culturale ed ecologico.

Le riserve della biosfera possono includere altre categorie di gestione come parchi nazionali, riserve naturali provinciali, riserve private e anche altri siti riconosciuti a livello internazionale come siti del patrimonio mondiale, siti Ramsar o geoparchi.
L'Argentina ha una Rete Nazionale di Riserve della Biosfera e attualmente conta 15 siti in 11 province, inclusi 2 siti transprovinciali.

Creazione e valutazione gestionale delle riserve della biosfera

La Conferenza Generale dell'UNESCO ha approvato la Strategia di Siviglia per le Riserve della Biosfera e il Quadro Statutario della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera nel 1995; Quest’ultimo funziona come un “quadro giuridico morbido” per lo sviluppo e il riconoscimento formale delle Riserve della Biosfera.

Le riserve della biosfera sono create dalle giurisdizioni del governo nazionale e rimangono sotto la giurisdizione sovrana del paese in cui si trovano. Le giurisdizioni possono richiederne la creazione attraverso il processo di designazione. Al fine di assistere le parti interessate nel processo di designazione , nonché nelle revisioni periodiche, è stata realizzata una guida tecnica .

Le riserve della biosfera sono designate nell'ambito del Programma MaB dal Direttore Generale dell'UNESCO in seguito alle decisioni del Consiglio di Coordinamento Internazionale MaB (MAB ICC). Il suo status è riconosciuto a livello internazionale.
Ogni dieci anni viene effettuata una valutazione dello stato di gestione della riserva di biosfera, attraverso la scheda di revisione periodica .

Comitato Nazionale MaB

L'agenda del Programma MaB a livello nazionale è definita dal suo principale organo di governo, il Comitato Nazionale MaB . Il Comitato è composto da 7 organismi statali che costituiscono il Consiglio direttivo del Comitato Nazionale MaB e ha sede presso la Direzione Nazionale della Pianificazione e Gestione Ambientale del Territorio del Ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile.

Giornata internazionale delle Riserve della Biosfera

In seguito alla decisione della 41a sessione della Conferenza Generale, il 3 novembre è la Giornata internazionale delle Riserve della Biosfera. L’obiettivo della Giornata Internazionale delle Riserve della Biosfera è quello di richiamare, con cadenza annuale, l’attenzione sull’approccio allo sviluppo sostenibile della vita e sul ruolo guida ed esemplare che la Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera (WNBR) può svolgere in questo senso.

Mappa della Rete Nazionale delle Riserve della Biosfera dell'Argentina.

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domenica 30 agosto 2020

Viaggio attraverso i parchi nazionali dell'Argentina: Pre-Delta, un paradiso naturale sulla riva del fiume.

Inizio a raccontarvi da questo post le mie storie attraversando i principali Parchi Nazionali dell'Argentina.

Con un totale di 34 riserve naturali, la creazione delle prime due risale al 1934 mentre la provincia con il maggior numero di territori protetti è quella di Santa Cruz.

In alcuni mi sono dedicato al birdwatching, in altri ho fotografato la morfologia del terreno, la sua fauna e le sue piante, mentre in altri mi sono semplicemente dedicata ad ammirare la splendida natura e il suo paesaggio.

I Parchi Nazionali dell'Argentina sono davvero numerosi e mozzafiato. Non potendoli illustrare tutti, oggi ci concentriamo sul Parco Nazionale Pre-Delta.

I Parchi Nazionali argentini sono le aree naturali protette più importanti.

Pre-Delta un paradiso naturale sulla riva del fiume.


A titolo di esempio vi dico che in Argentina i Parchi Nazionali sono le aree naturali protette più importanti poiché consentono di preservare la biodiversità e gli ecosistemi nel modo più naturale possibile.

Comprende un gran numero di isole, ruscelli, lagune e ruscelli vicino al fiume Paraná.

Proteggono anche siti paleontologici e archeologici; promuovono l'educazione ambientale, la ricerca scientifica e il turismo naturalistico.
Queste isole sono crinali con montagne, il cui interno è una piccola depressione, in cui si possono trovare praterie e lagune.

In questo modo viene garantita la diversità culturale e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

Iniziamo con uno dei Parchi Nazionali dell'Argentina di recente creazione: il Parco Nazionale PreDelta, la porta d'accesso al Delta del Paraná.

Le immagini parlano da sole.
Il Parco Nazionale Pre-Delta copre una parte dell'ecoregione del delta e delle isole del fiume Paraná, che comprende un'area di isole basse e allagate, comprese nelle valli alluvionali dei corsi medi dei fiumi Paraná e Paraguay .

Ubicazione.


Il Parco Nazionale del Pre-Delta si trova a Diamante, nella provincia di Entre Ríos. Ha una superficie di 2.608 ettari appartenenti all'ecoregione Delta e Islas del Paraná.
Leggi anche: Viaggio attraverso i Parchi Nazionali dell'Argentina: Parco Nazionale dell'Iguazu.
Creato verso la fine del 1991 il nome deriva dai criteri degli specialisti che chiamarono il tratto iniziale del Delta Superiore Pre-Delta.
La fauna è composta principalmente da mammiferi, rettili acquatici e uccelli. 

Fauna.


Ci sono circa 260 diverse specie di uccelli come dichiarato dal ranger del parco.

La maggior parte di loro si è adattata all'ambiente acquatico poiché il 60-70% della superficie del parco sono zone umide.
Las especies de aves son muy variadas, destacándose el espinero rojizo (que construye sus nidos con palitos, los cuales penden sobre el agua), patos, caraús , chajás, cigüeñas, garzas y también martines pescadores, 

 Galleria d'immagini.






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mercoledì 22 marzo 2017

Biodiversità patagonica nota per la ricchezza naturalistica delle sue aree protette.

La regione sperimenta circa sette mesi di inverno e cinque mesi di estate. Le gelate non sono rare nel deserto, ma, a causa della condizione molto secca tutto l'anno, le nevicate sono scarse.

La barriera opposta dalle Ande, che si trova ad ovest del deserto, è la ragione primaria della condizione desertica della Patagonia, dal momento che gli alti crinali (superiori ai 4.000 metri) fermano il flusso di umidità dal sud dell'oceano Pacifico.

Questo crea un'ombra pluviometrica che è la causa principale della formazione del deserto, ed è la causa principale della sua aridità, a dispetto del fatto che circa la metà del deserto si trovi a meno di 300 km dall'oceano Atlantico.

Anche la corrente delle Falkland, molto fredda e secca, che lambisce la costa atlantica del Sud America contribuisce all'aridità dell'area.
patagonia
Flora.
Per via dell'elevata variabilità nella temperatura, nelle precipitazioni e nell'altezza, ci sono vari modelli della vegetazione. La brughiera con le paludi e gli arbusti nani, chiamata brughiera di Magellano, predomina lungo il litorale occidentale del sud in cui soffiano venti forti e le precipitazioni sono abbondanti. Intorno ai campi glaciali, l'alta piovosità nelle zone riparate permette l'esistenza della foresta pluviale temperata (foreste subpolari di Magellano), con formazioni di faggio del sud (Nothofagus betuloides).

Il bosco misto (foreste pluviali temperate di Valdivian) si può ritrovare nelle zone con intensità di precipitazione più bassa, e comprende essenze come Nothofagus pumilio, Berberis buxifolia e Gunnera magellanica.

Leggi anche: Lago Fagnano una gemma nascosta immersa nel fascino delle Ande fuegine.
Dal lato orientale delle montagne, ci sono inoltre zone di foreste pluviali e di paludi in cui l'intensità delle precipitazioni è elevata. Oltre queste zone si estendono la steppa ed il pascolo con gli arbusti bassi, dominati da Festuca ed erbe resistenti alle basse intensità di precipitazione ed ai venti forti.
In primavera ed estate, il pascolo è dominato da piante basse ricoperte di piccoli fiori.

Il calafate (Berberis buxifolia) è considerato il simbolo della Patagonia. È un arbusto sempreverde, le cui bacche sono commestibili ed utilizzate per produrre una marmellata. Una leggenda dice che mangiare le bacche di questo arbusto rende la gente sicura di ritornare in Patagonia. Un grande e meraviglioso esemplare di Fitzroya cupressoides, considerato un monumento naturale, si trova nel parco nazionale di Los Alerces.

Fauna.
Il guanaco, il puma, lo zorro o volpe brasiliana (Canis azarae), lo zorrino o Mephitis patagonica (un genere di moffetta) ed il tuco-tuco o Ctenomys magellanicus (un roditore sotterraneo) sono i mammiferi più caratteristici delle pianure della Patagonia.

Il guanaco vaga in greggi nella regione e rappresentava, insieme al Rhea americana, e più raramente al Rhea darwinii, il principale mezzo di sostentamento per le popolazioni native, che li cacciavano a cavallo e con i cani, utilizzando le bolas. Il Vizcacha (Lagidum spec.) ed il Mara (Dolichotis) sono inoltre animali caratteristici della steppa e della Pampa al Nord.

L'avifauna è spesso meravigliosamente abbondante. Il Caracara del sud o carancho (Caracara plancus) è uno dei rappresentanti più caratteristici del paesaggio della Patagonia; il colibrì può essere visto in volo in mezzo alla neve appena caduta. Tra i molti generi di uccelli acquatici basti accennare al fenicottero, all'oca della regione montagnosa (Chloephaga picta) e, nello stretto, alla notevole oca di Magellano (Tachyeres pteneres). La fauna marina comprende la balena australe, il pinguino di Magellano, l'orca e l'elefante marino.
La Penisola di Valdés è stata dichiarata dell'Unesco patrimonio dell'umanità per la grande importanza che ricopre come riserva naturale.

Elenco delle specie.
Guanaco
Volpe della Patagonia
Conuro della Patagonia
Pinguino di Magellano
Condor delle Ande
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lunedì 25 luglio 2016

Perdita di biodiversità, più di metà degli ecosistemi è compromesso.

Secondo la Fao ogni anno vengono mediamente distrutti nel mondo ben 13 milioni di ettari di foreste (una superficie grande praticamente quanto tutta la Grecia), mentre la varietà delle piante e delle colture continua a ridursi inesorabilmente.agricoltura brianza.

Nei soli Stati Uniti d’America, per esempio, all’inizio del secolo scorso esistevano circa 2500 varietà di pere, coltivate oggi in appena due varietà, che alimentano oltre il 95% del mercato.

Svariate ricerche registrano come negli ultimi decenni sia aumentata in maniera vertiginosa la velocità con cui si estinguono specie vegetali ed animali, dovuta nella massima parte dei casi all’attività umana: deforestazione, urbanizzazione, agricoltura intensiva basata su grandi coltivazioni monocolturali, introduzione di specie geneticamente modificate che distruggono la naturale varietà delle specie autoctone, inquinamento, uso di pesticidi e fertilizzanti e così via.

Negli ultimi 400 anni si stima che siano scomparse, infatti, oltre 650 specie di piante.

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Dati allarmanti che ci pongono di fronte a seri interrogativi, che abbiamo posto a Carlo Fadda, ricercatore senior presso la Bioversity International di Nairobi nonché promotore di numerosi progetti nel campo dello sviluppo e della cooperazione internazionale legati alla salvaguardia della biodiversità agricola, a margine del quinto Forum internazionale su alimentazione e nutrizione promosso da Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn).

Leggi anche: Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze tipicamente argentini: l’asado e il mate.

Perché oggi è così importante proteggere la biodiversità?

Perché è in gioco la nostra stessa sopravvivenza. Dipendiamo dalla natura per risorse fondamentali quali cibo, principi attivi per le medicine, materie prime per costruire o produrre energia. In natura ogni specie animale o vegetale, indipendentemente da quanto sia piccola o grande, ha una sua specifica funzione che contribuisce a garantire l’equilibrio dell’ecosistema terrestre. Pensiamo, per esempio, alle api che attraverso l’impollinazione svolgono un’importantissima funzione di fertilizzazione.

Alcuni studi stimano che oltre un terzo degli alimenti umani verrebbe meno se sparissero impollinatori naturali come le api le vespe, le farfalle e altri insetti. Ecosistemi in salute, nei quali viene garantita la naturale varietà di animali e piante autoctone, sono ecosistemi che meglio reagiscono e resistono ai fenomeni atmosferici, meno vulnerabili pertanto ai cambiamenti climatici e a disastri naturali quali uragani, inondazioni, siccità e alle altre fonti di stress provocate dall’uomo e dall’inquinamento di cui è portatore. Una tematica che oggi, specialmente nei paesi più poveri, è di vitale importanza….

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Ogni anno circa il 30% dei raccolti nel mondo va perduto a causa di parassiti e malattie e l’utilizzo di colture geneticamente omogenee su grandi estensioni di terreno può causare la comparsa proprio di nuovi ceppi di malattie e parassiti. Per correre ai ripari nei paesi industrializzati si fa uso massiccio di pesticidi, notoriamente dannosi sia per l’uomo che per l’ambiente, solitamente non accessibili invece ai piccoli coltivatori dei paesi poveri. Una risposta alternativa al problema può darla proprio la salvaguardia della biodiversità agraria, capace di svolgere funzione di antiparassitario naturale. È stato dimostrato che l’utilizzo di diverse varietà di una stessa coltura riduce di molto le possibilità, per quella coltura, di essere attaccata da parassiti.

Qual è la strada da percorrere per non peggiorare ulteriormente la già precaria situazione in cui ci troviamo?

Bisogna innanzitutto partire dall’avere ben chiaro una cosa: l’agricoltura moderna è vulnerabile a causa della bassa diversità genetica delle colture. Chiarito questo, bisogna investire in ricerca e tecnologie che riducano, per esempio, l’uso dei fertilizzanti e ridiano all’agricoltura la sua naturale capacità di sopravvivenza e adattamento ai cambiamenti climatici. Questo lo si fa preservando innanzitutto colture e piante autoctone a scapito delle grandi estensioni di monoculture che sempre più negli ultimi decenni hanno preso il sopravvento nel mondo. Ovviamente risulta poi molto importante portare avanti una profonda opera di sensibilizzazione sia al livello dei governi che dei singoli cittadini, puntando innanzitutto sulle nuove generazioni.

Cosa può fare in concreto ciascuno di noi per contribuire alla salvaguardia della biodiversità?

Si potrebbe cominciare col ridurre gli sprechi d’acqua e di energia nel nostro quotidiano e preferendo sempre un’alimentazione a base di prodotti di stagione. Fondamentale sarebbe inoltre una partecipazione più attiva di ciascuno di noi nell’opera di sensibilizzazione degli altri nei confronti delle tematiche ambientali”.

Perdita di biodiversità, più di metà degli ecosistemi è compromesso

La biodiversità di animali e piante è crollata a livelli di allerta su più della metà delle terre emerse. La distruzione degli habitat naturali è talmente estesa che gli ecosistemi interessati potrebbero perdere le più basilari capacità di funzionamento. Una perdita di biodiversità così estesa, oltre a rappresentare un chiaro danno per l’ambiente, potrebbe avere ricadute negative importanti per la salute dell’uomo e per l’economia.

Sono le conclusioni di uno studio pubblicato ieri sulla rivista Science, nel quale gli scienziati forniscono la valutazione più completa sulla perdita di biodiversità su scala globale ad oggi disponibile. E il messaggio di fondo è chiaro: abbiamo oltrepassato il limite. La ricerca si basa sull’analisi di 2,4 mln di dati per circa 40mila specie raccolti su un campione di quasi 20mila siti sparsi su tutta la Terra.

Nel 58% dei casi (dove vive il 71% della popolazione mondiale) gli scienziati hanno osservato che la corruzione degli ecosistemi è ormai al di sotto del limite di sicurezza. I sistemi naturali più colpiti si trovano negli Stati Uniti, in Argentina, in Sudafrica e nell’Asia centrale.

Perdita di biodiversità, più di metà degli ecosistemi è compromesso

L’anno scorso un gruppo di esperti aveva proposto di identificare come ecosistemi gravemente compromessi quelli dove si è verificata una perdita di biodiversità superiore al 10%. “Stiamo giocando con una roulette ecologica”, sintetizza il professorAndy Purvis del Natural History Museum e uno degli autori della ricerca.

In ballo quindi non c’è soltanto la possibile estinzione di specie animali e vegetali. Anche la qualità della vita dell’uomo, e in particolare gli sforzi per mettere in campo modelli di sviluppo sostenibile nel lungo termine, sono messi a repentaglio da questa situazione. Certo disponiamo di soluzioni tecnologiche per replicare alcune funzioni svolte dalla natura – ad esempio gli impollinatori, sempre meno a causa della progressiva scomparsa delle api per l’inquinamento atmosferico e l’uso di pesticidi – ma non possiamo compensare adeguatamente una forte perdita di biodiversità.

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