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mercoledì 28 agosto 2013

Buenos Aires e il fascino del tango un pensiero triste che si balla.

Tristezza pervasa di sensualità, racconto nostalgico di un passato felice ma molto lontano, danza appassionata e virile, desiderio tra corpi che si stringono. È il tango, miscuglio di ritmi, di sentimenti, forti e puri come lo sono i molteplici pezzi di quell’affascinante mosaico che è la città di Buenos Aires. Una città complessa, dove si fondono i più diversi stili architettonici e culture, il passato col presente, la ricchezza con la miseria.

Buenos Aires è la malinconia del tango, l’atmosfera luminosa e chic di Puerto Madero, il lento fluire del crepuscolo nell’antico quartiere di San Telmo, la simpatia dei “portenos”, i colori e l’allegria del “Caminito”, la desolazione dei “cartoneros” che frugano nella spazzatura e dormono su materassi di cartoni negli angoli e nelle piazze del centro.

“Santissima Trinidad y Puerto de Nuestra Senora del Buen Ayre” : così si chiamava nel 1536 il piccolo villaggio vicino al Rio della Plata, scoperto e così battezzato dai primi coloni spagnoli, giunti fin lì con le loro navi, spinti dai venti favorevoli. L’insediamento fu poi distrutto dalle tribù nomadi della pampa. I sopravvissuti si spinsero a nord oltre il fiume, dove fondarono la seconda Buenos Aires, che prese allora l’attuale nome.

tangos-en-buenos-aires1

Nata come città agricola, circondata dalla pampa (terra piatta) e affacciata sulla costa atlantica, fu aperta nel 1776 come porto commerciale internazionale: da qui il suo sviluppo futuro ed il nome dei suoi abitanti “portenos”, ovvero “quelli del porto”. Città perduta nelle lontane terre australi, Buenos Aires fu meta negli anni ’20 del Novecento delle navi cariche di immigrati provenienti da tutta Europa. Passeggiando per le sue strade vi sembrerà di respirare la vita europea, con l’atmosfera monumentale di Madrid, il colore e l’aria popolare di Napoli, i numerosi musei  e le testimonianze di storia, arte, cultura. Se parlerete con qualcuno, scoprirete quasi sempre le sue origini italiane.

La storia di Buenos Aires è legata indissolubilmente all’affermazione ed al fascino crescente del tango: ballato inizialmente solo tra gli uomini, il tango è testimone della loro sofferenza, delle storie di povertà, del malessere, di solitudine e desiderio di una donna. Rifiutato inizialmente dalla borghesia, eppur così sensuale e coinvolgente, diventa in breve simbolo dell’identità nazionale.

La malinconia del tango s’infiltra in ogni angolo della città. Nei giorni festivi è facile incontrare giovani che esprimono la loro passione e gioia di ballare per le vie del centro, e nel quartiere La Boca il turista è attratto dalla drammaticità dei ballerini che si esibiscono davanti a ristoranti e caffè. Ogni sera dopo le 19 aprono le “milongas”, dove tutti possono ascoltare musica, prendere lezioni e provare il brivido del tango. E poi ci sono i “cabaret” che offrono spettacoli di altissima qualità: forse l’atmosfera sembra meno autentica perché le sale sono piene di spettatori stranieri, ma gli artisti sono tutti professionisti di incredibile livello, capaci di rapirti in un gioco di irresistibile seduzione.

Buenos Aires al primo impatto potrebbe spaventare. Una metropoli immensa, che raccoglie un terzo della popolazione argentina in appena un centesimo del territorio nazionale: quattro milioni di abitanti, dodici se si aggiungono quelli dei 19 quartieri periferici. Un contrasto sconvolgente, dopo l’incontro con le sconfinate solitudini della Patagonia. Nonostante tutto la pianta della città permette un facile orientamento, con una struttura a scacchiera quasi perfetta: le strade si incrociano ad angolo retto, formando degli isolati detti “manzanas”; ogni lato dell’isolato misura circa 100 metri (una quadra), con i numeri che vanno dall’1 al 99 e poi dal 100 al 199, e così di seguito. Il consiglio per chi non dispone di troppo tempo, ma vuole avere una visione piuttosto completa delle tante sfaccettature della capitale argentina, è di pianificare un tour che tocchi i sette principali quartieri allineati lungo il Rio de La Plata.

buenos aires centro

IL CENTRO. L’anima di Buenos Aires è concentrata tra Plaza de Mayo e Plaza del Congreso, ma il cuore pulsante è Plaza de Mayo, dove si sono scritte le pagine più importanti e drammatiche della storia del Paese. Qui sorse il primo accampamento spagnolo, qui si riunivano le folle per acclamare Evita Peròn, qui si gridava la disperazione delle madri dei “desaparecidos” sotto la giunta militare di Videla: le madri della Plaza de Mayo, simbolo di un passato di repressioni violente e criminali, che ancora oggi non si può dimenticare. Sul lato est della piazza è la famosa Casa Rosada, sede del governo, dalle cui finestre i coniugi Peròn conquistavano i cuori degli argentini.

Avenida de Mayo, con una architettura tipicamente spagnola che ricorda Madrid, sale dalla piazza fino a congiungersi con Plaza del Congreso. È qua che si alza maestoso il Congreso Nacional, sede del Senato e della Camera dei Deputati. Attira la curiosità del turista “il corso più largo del mondo”, cioé Avenida 9 de Julio, con i suoi125 metri di larghezza ed al suo centro l’Obelisco, eretto nel1936 a ricordo dei quattrocento anni dalla fondazione della città.

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PUERTO MADERO. Passeggiare lungo i bacini, in un clima di assoluta tranquillità, scoprire l’eleganza dei suoi vecchi docks completamente ristrutturati, affacciarsi sul Puente de la Mujer, firmato dal raffinato e inconfondibile stile di Santiago Calatrava, unica opera su suolo americano del geniale architetto catalano. Godersi il sole, gustarsi il panorama insieme alla carne più buona del mondo, sono i motivi che vi faranno avere nostalgia di questa oasi.

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LA BOCA. E’ qui il ricordo malinconico e nostalgico degli immigrati, la culla del proletariato di Buenos Aires, l’immagine grigia delle fabbriche dismesse sul vecchio porto, molte volte inondato dalle acque del fiume Riachuelo, che si getta nel cosiddetto antepuerto, da cui il nome del quartiere: La Boca, cioè “l’imboccatura”. La Boca non è certo il luogo più sicuro di Buenos Aires, ma non potete lasciare la città senza aver vissuto almeno un po’ l’atmosfera bohemien del Caminito, la sua strada più tipica e vivace. Sembra quasi un villaggio, con piccole case basse, di legno e lamiera ondulata, dai colori smaglianti: rosa, blu, giallo, rosso. La musica struggente del tango pervade queste viuzze, oggi meta di turisti e non più delle migliaia di immigrati che venivano a cercar fortuna o sfuggivano agli orrori della guerra. La Boca è anche meta obbligatoria per i patiti del calcio, che troveranno il loro momento di estasi alla Bombonera, stadio imponente che ricorda nella forma una scatola per confetti, cattedrale dei tifosi del Boca Juniors, squadra rinomata in tutto il mondo.

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SAN TELMO. Quartiere in autentico stile coloniale, abitato da intellettuali, artisti, antiquari e rigattieri. Pittoreschi gli scorci delle sue piazzette, rallegrate dai mercatini domenicali e vissute dai “portenos” nelle ore lente del tramonto, quando seduti ai tavolini all’aperto dei suggestivi e antichi bar, si perdono nel fascino del tango, una musica che che inonda e trasporta ogni cuore nel vortice della danza.

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RECOLETA. Negozi di lusso, bar alla moda e ristoranti esclusivi: Recoleta è il centro culturali e artistico della città. Famoso per il Cementerio de La Recoleta, con le tombe di personaggi storici e delle grandi famiglie di Buenos Aires: la più visitata quella di Evita Peron, poichè “Evita vive! Un mito che non si spegne mai…”

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PALERMO. Il quartiere forse più chic: magnifico parco con lago, giardini fioriti, ariose avenidas e sedi di ambasciate.

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BELGRANO. Piacevole e verde zona residenziale, con alta concentrazione di negozi, conosciuta per il suo micro-quartiere notturno Las Canitas, uno dei più frequentati della città per i simpatici ristoranti con piatti gustosissimi e profumati.

Ma Buenos Aires è molto di più… è l’orgoglio di un popolo che vuole rinascere, è l’armonia dei contrasti, è un gioco di seduzioni, è il presente nella nostalgia di un ricordo…

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lunedì 26 agosto 2013

L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (2a parte).

 

SEMBRAVA FACILE…
Nel realizzare la mia lista degli “undici” mi sono trovato di fronte diversi problemi. Innanzitutto un fumetto argentino per essere chiamato tale deve essere di autori (sceneggiatore e disegnatore) ambedue argentini? Ho deciso di sì, eliminando le molte opere significative dove un autore era per esempio spagnolo ed eliminando di conseguenza dalla lista tutte le opere che hanno per esempio visto al lavoro Hugo Pratt. Ma ho dovuto fare un’eccezione. Infatti il fumetto argentino non sarebbe stato lo stesso senza il contributo fondante di Alberto Breccia, che ne è stato il massimo esponente, seppure uruguayano. Allo stesso modo ho deciso di inserire un’opera di Josè Munoz e Carlos Sampayo realizzata in Europa e per il mercato europeo, essendo comunque gli autori ambedue argentini e formatisi in Argentina.
Inoltre ho cercato di non inserire riduzioni di romanzi o racconti, privilegiando le sceneggiature originali nate per il fumetto (e quindi non comprendendo per esempio le opere di Alberto Breccia tratte da Lovecraft o da Poe).
Ho quindi pensato di comprendere nella lista sia grandi romanzi, sia opere dalla struttura seriale, sia storie brevi equivalenti a racconti, in modo da non privilegiare nessun tipo di narrativa (è chiaro che alcune opere sono di maggiore impatto, ma questo non dovrebbe influire sul valore dell’opera in sé).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni

Ho fatto delle vittime certo, ma il numero undici è tiranno… Tra le vittime eccellenti non posso non segnalare:
- Robin Wood, grande scrittore che più di altri ha imposto al fumetto la struttura e l’enfasi del grande romanzo, specie con il suo Savarese;
- Quino, l’autore di
Mafalda, che ritengo il più grande umorista grafico del mondo, ma soprattutto per ciò che ha prodotto dopo Mafalda e cioè per le formidabili e sempre profondamente cupe opere umoristiche che però non si configurano (o almeno non sempre) come vero e proprio fumetto;
- Edoardo Risso, che ha elaborato negli anni un tratto importante e imitato in tutto il mondo;
- Carlos Meglia, il cui
Cibersix resta comunque un’opera importantissima, seppure fiaccata dalla serialità.

6) Disegnare o no di Juan Sasturian e Alberto Breccia

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni C’era una volta un paese molto disegnato, governato da un ammiraglio dispotico e brutale, che non sapeva disegnare”. Questo è l’incipit di una breve storia, Disegnare o no, scritta da Juan Sasturian e disegnata da Alberto Breccia per il volume Los derechos humanos pubblicato in Spagna da Ikusager Ediciones di Bilbao nel 1985. Si tratta di una favola, seppure cruenta, raccontata con la passione di chi ha vissuto la negazione dei diritti umani, illustrata da un Breccia che ormai trascende completamente la tecnica del fumetto tradizionale per riappropriarsi di un segno realmente “libero”. Forse perché tutti coloro che amano il disegno ne percepiscono il potenziale liberatorio, la storia nella sua semplicità risulta emozionante.

Per leggerlo:

  • la storia è stata ripubblicata nel primo di una serie di volumi dal titolo I diritti umani, edito dalla ComicArt di Rinaldo Traini nel 1986, riprendendo l’edizione basca con l’aggiunta di tre storie prodotte appositamente in Italia da Pablo Echaurren, Cinzia Leone e Andrea Pazienza.

7) Fantagas di Carlos Nine

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Il fondato sospetto che il seggio Luigi XV se la faccia con la gatta di casa inquieta non poco l’ispettore Pernot, quando in casa Renaud l’orrore bussa alla porta…
Il più visionario e surreale artista argentino, Carlos Nine, paragonabile forse solo all’Herriman di Krazy Kat, confeziona un’opera di grande suggestione visiva (due storie di 46 pagine per essere precisi) che narra di Pernot, poliziotto alcolizzato a caccia del serial killer Fantagas, in un paesaggio onirico, dai contorni sfumati, tra un’umanità (se così si possono chiamare gli strani animali che popolano la storia) quanto mai allucinata e schizofrenica, spesso travolta da insopprimibili pulsioni erotiche.

Per leggerlo:

  • ahimé mai pubblicato in volume in Italia;
  • esiste una versione della prima delle due storie pubblicata a puntate sulla rimpianta rivista Blue (edizioni MareNero, dal numero 106 del 2000), purtroppo non stampata benissimo;
  • si può leggere in francese nell’edizione originale (Delcourt 1995) ovvero nella bella ristampa in due volumi brossurati ma eleganti delle edizioni Les Reveurs de Rune (2006/2007);
  • in spagnolo nell’edizione Sins entido (2002).

8) L’Eternauta di Hector German Oesterheld e Francisco Solano Lopez

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Si racconta che nel 2007, in occasione dell’inaugurazione della mostra sui cinquanta anni dell’Eternauta, opera capostipite del fumetto moderno, realizzata nel 1957 da Hector German Oesterheld e Francisco Solano Lopez, a Buenos Aires abbia nevicato. Non stupisca se la cosa ci ha commosso, visto che la storia ha inizio con una nevicata sulla città; che Oesterheld è desaparecido nel ’77 e le sue quattro figlie anche; che si tratta della più inquietante variazione sul tema della “guerra dei mondi” e soprattutto della più angosciosa premonizione del clima di impotenza, terrore, violenza che lo sfortunato paese avrebbe vissuto di lì a pochi anni.

Per leggerlo:

  • ci sono tre volumi nella collana Euracomix dell’Eura, nn. 55, 56 e 57 del 1993, che raccolgono la prima e la seconda storia, quelle scritte da Oesterheld;
  • ci sono le raccolte degli inserti di Lanciostory, in tre volumetti, che comprendono anche la terza storia scritta da Alberto Ongaro;
  • c’è il numero 29 dei Classici del Fumetto di Repubblica, che riporta solo la prima storia;
  • c’è poi la versione ridisegnata da Alberto Breccia, pubblicata in Italia da L’Isola Trovata (brossurato, 1979) e oggi riproposta da Comma 22 (cartonato 2009);
  • l’edizione integrale di 001 Edizioni (2011), con molte tavole ripulite, nuove traduzioni e apparato critico.

9) Cayenna di Guillermo Saccomanno e Domingo Mandrafina

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Una serie solo apparentemente leggera, quella delle storie di Cayenna, realizzate da Domingo Mandrafina su testi di Guillermo Saccomanno; le avventure del fuggitivo protagonista, innocente condannato (titolo originale El condenado) ed evaso, che si trova a inventarsi nuove vite in un’odissea attraverso l’America latina, sono più che altro un viaggio nella psicologia di comprimari fissi e occasionali. Il nostro eroe diventa una specie di cronista che comincia a scrivere a macchina un diario, voce fuori campo che dona alla narrazione una dolce malinconia di fondo.
Un’opera estremamente matura, un non-eroe nella migliore tradizione della scuola argentina.

Per leggerlo:

  • sulla rivista Lanciostory dal n. 50 del dicembre 1977;
  • in inserti staccabili da raccogliere allegati alla rivista Skorpio n. 23 del 1987;
  • in due albi della collana I Giganti dell’Avventura n. 5 (1997) e n. 10 (1998); questa è la migliore edizione sia per il grande formato che poiché in bianco e nero;
  • tutte le edizioni Eura.

10) Boogie l’Oleoso di Roberto Fontanarrosa

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Se esiste l’antieroe, se un cattivo può essere il protagonista di storie a fumetti, tuttavia c’è un limite alla simpatia che può ispirare un figlio di puttana! O almeno ci dovrebbe essere! Invece no, non c’è limite per Boogie l’Oleoso! Le vicende di questo killer prezzolato, violento, fascista, razzista (e chi ne ha più ne metta) creato nel 1971 da Roberto Fontanarrosa non riescono a non essere spassose, anche quando toccano temi scottanti come il traffico d’armi o di esseri umani.
Fontanarrosa ha la vena, tutta argentina e figlia del grande Quino (l’autore di Mafalda), di mescolare senza problemi l’umorismo con una sorta di malinconia fatalista di fondo, che somiglia tanto alle melodie del tango.

Per leggerlo:

  • Boogie l’oleoso è stato pubblicato in Italia solo nella singolare collana Humor Satira di Glenat Italia, nel 1989. È facile comunque trovare l’albo brossurato nelle librerie di remainders.

11) Alack Sinner di Josè Munoz e Carlos Sampayo

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni L’opera intera di Josè Munoz e Carlos Sampayo è di estrema importanza, e in particolare il ciclo delle storie di Alack Sinner, realizzato in Europa e per il mercato europeo, è uno degli elementi fondanti del fumetto moderno.
Dall’eterogeneità dei singoli racconti (che hanno seguito lo sviluppo del lavoro della coppia da interessanti interpretazioni dell’hard boiled fino a opere di splendida letteratura disegnata al di fuori dei generi) non è semplice estrapolare una storia significativa più di altre, ma Por unos dibujos, pubblicata nel 1991 sulla rivista Corto Maltese, è quella che amo di più. Perché c’è rabbia ed eleganza, c’è umanità e politica, e c’è ormai una maturità narrativa e grafica che la rende un vero gioiello…

Per leggerlo:

  • le storie di Alack Sinner si avviano sulla rivista Alterlinus (Milano Libri) nel 1974, per proseguire sulla rivista Corto Maltese, RCS;
  • saranno quindi riproposte in parte da Milano Libri nei volumi Perché lo fai, Alack Sinner (1976) e Alack Sinner così com’era (1981);
  • saranno ripubblicate in parte in alcuni albi della collana BlackBird delle edizioni Acme (1992/93);
  • saranno ripubblicate in parte in due volumi delle edizioni Hazard (Nicaragua e Trovare e ritrovare) senza indicazione di data;
  • Alack Sinner comparirà anche nelle storie di Sophie e Nel bar, nonché nel volume Billie Holiday;
  • la storia Por unos dibujos è stata pubblicata sul n. 1 di gennaio 1991 della rivista Corto Maltese, RCS;
  • tutte le storie di Alack Sinner sono in corso di ristampa da parte delle edizioni Nuages di Milano.

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L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (1a parte).

SEMBRAVA FACILE…
Nel realizzare la mia lista degli “undici” mi sono trovato di fronte diversi problemi. Innanzitutto un fumetto argentino per essere chiamato tale deve essere di autori (sceneggiatore e disegnatore) ambedue argentini? Ho deciso di sì, eliminando le molte opere significative dove un autore era per esempio spagnolo ed eliminando di conseguenza dalla lista tutte le opere che hanno per esempio visto al lavoro Hugo Pratt. Ma ho dovuto fare un’eccezione. Infatti il fumetto argentino non sarebbe stato lo stesso senza il contributo fondante di Alberto Breccia, che ne è stato il massimo esponente, seppure uruguayano. Allo stesso modo ho deciso di inserire un’opera di Josè Munoz e Carlos Sampayo realizzata in Europa e per il mercato europeo, essendo comunque gli autori ambedue argentini e formatisi in Argentina.
Inoltre ho cercato di non inserire riduzioni di romanzi o racconti, privilegiando le sceneggiature originali nate per il fumetto (e quindi non comprendendo per esempio le opere di Alberto Breccia tratte da Lovecraft o da Poe).
Ho quindi pensato di comprendere nella lista sia grandi romanzi, sia opere dalla struttura seriale, sia storie brevi equivalenti a racconti, in modo da non privilegiare nessun tipo di narrativa (è chiaro che alcune opere sono di maggiore impatto, ma questo non dovrebbe influire sul valore dell’opera in sé).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni

Ho fatto delle vittime certo, ma il numero undici è tiranno… Tra le vittime eccellenti non posso non segnalare:
- Robin Wood, grande scrittore che più di altri ha imposto al fumetto la struttura e l’enfasi del grande romanzo, specie con il suo Savarese;
- Quino, l’autore di
Mafalda, che ritengo il più grande umorista grafico del mondo, ma soprattutto per ciò che ha prodotto dopo Mafalda e cioè per le formidabili e sempre profondamente cupe opere umoristiche che però non si configurano (o almeno non sempre) come vero e proprio fumetto;
- Edoardo Risso, che ha elaborato negli anni un tratto importante e imitato in tutto il mondo;
- Carlos Meglia, il cui
Cibersix resta comunque un’opera importantissima, seppure fiaccata dalla serialità.

1) Las puertitas del señor Lopez di Carlos Trillo e Horacio Altuna

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Chi non ha desiderato almeno una volta di aprire una porta oltre la quale trovare un mondo migliore? Las puertitas del señor Lopez, tradotto in italiano come Uscita di sicurezza, è forse il più poetico e surreale fumetto argentino.
Scritta da Carlos Trillo per i disegni di Horacio Altuna, la serie narra le vicissitudini (oniriche?) del povero Lopez, impiegato, borghese, fortemente represso e angustiato da colleghi, superiori, familiari, che nei momenti bui dell’esistenza non fa che varcare una piccola porta (che trova, dovunque si trovi) e al di là della quale c’è un altro mondo. Le fughe di Lopez sono le nostre fughe, nostra è la frustrazione quando, immancabilmente, ritorna alla vita reale, ma per fortuna c’è sempre un’altra porta!

Per leggerlo:

  • con il titolo Uscita di sicurezza nei volumi Euracomix dell’Eura editoriale nn. 36 e 47 (1991/92), purtroppo malamente colorato;
  • con il titolo Le scappatelle del sig. Lopez nel primo volume della collana dedicata a Horacio Altuna da Planeta De Agostini (2009).

2) La città di Ricardo Barreiro e Juan Gimenez

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni La città di Ricardo Barreiro e Juan Gimenez è certamente una tra le opere più importanti dei due autori argentini. Rifugiatisi ambedue a Parigi sul finire degli anni Settanta a causa della dittatura del Generale Videla e ivi conosciutisi, danno vita al serial a fumetti che più di ogni altro trasmette il senso di angoscia e disperazione della condizione argentina dell’epoca, seppur narrato in chiave fantascientifica. È la storia di un giovane che dalla vita di tutti i giorni si trova improvvisamente prigioniero di una città sconosciuta e ostile, popolata da altri disperati e dalla quale non c’è via d’uscita, una città al di fuori dello spazio e del tempo nella quale farà un incontro sconvolgente.

Per leggerlo:

  • in Euracomix n. 16, Eura Editoriale, raccoglie tutta la prima parte della serie, ma le tavole sono state colorate e rimontate per compattare la storia in un volume di 126 pagine;
  • in Fantacomix-Day n. 1, sempre Eura Editoriale, ma preferibile perché in bianco e nero [è presente tutta la prima parte, più la continuazione disegnata da Luis Garcia Duran e la serie Robin delle Stelle di Carlos Trillo e Enrique Breccia];
  • sulla rivista Lanciostory dal n. 7 del 1982.

3) Peter Kampf lo sapeva di Carlos Trillo e Domingo Mandrafina

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Peter Kampf lo sapeva è una singolare storia a fumetti del duo Trillo/Mandrafina, ambientata in una versione fantapolitica degli Stati Uniti negli anni Cinquanta.
Immaginate che Adolf Hitler fosse emigrato in America e là avesse fatto l’autore di fumetti… non ci sarebbe stata la seconda guerra mondiale, ma quei fumetti avrebbero ispirato forse dei fanatici razzisti. E se poi si scopre che il capo dell’agenzia che cura la campagna elettorale di John Wayne, candidato presidente per i repubblicani, si chiama Joseph Goebbels…
Un’opera coinvolgente, dal ritmo serrato e magistralmente disegnata, con un finale amaro, come solo le storie “vere” hanno.

Per leggerlo:

  • pubblicata prima sulla rivista Skorpio, poi ripubblicata in un albetto spillato monografico (Skorpio Più) allegato alla rivista stessa nel 1992. Difficile da trovare, ma qualcuno dovrà pur ristamparla.

4) Frutto acerbo di Carlos Trillo e Domingo Mandrafina

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Realizzata nel 1991 direttamente per il mercato europeo, la storia Frutto acerbo (Cosecha verde in originale) è uno dei più interessanti risultati della collaborazione tra lo scrittore Carlos Trillo e il disegnatore Domingo Mandrafina. In particolare il taglio della sceneggiatura, che è il rincorrersi delle diverse voci narranti degli intriganti protagonisti e dei comprimari, rende la vicenda ritmata e coinvolgente, e il disegno è al massimo dell’espressione di Mandrafina (seppure penalizzato dal colore nell’edizione in volume).
Ennesima riflessione sul potere (in questo caso con un’incursione riguardante il potere dei media e la responsabilità degli intellettuali) gioca con gli stereotipi e le psicologie dei protagonisti, creandone di indimenticabili.

Per leggerlo:

  • pubblicato in origine sulla rivista Lanciostory, vede poi la luce in due volumi (numeri 46 e 60) della collana Euracomix, ancora reperibili.

5) Mort Cinder di Alberto Breccia e Hector German Oesterheld

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Un anziano antiquario compra oggetti del passato e il suo strano amico li riconosce, seppure antichissimi, per averli già avuti tra le mani durante la sua incredibile vita, perché egli è immortale.
Può sembrare banale, ma nelle storie rievocate da Mort (così si chiama l’uomo eterno) siano esse risalenti alla costruzione della Torre di Babele, alla battaglia delle Termopili, alla tratta degli schiavi negri dall’Africa o alla prima guerra mondiale, c’è tutta l’umanità e il suo dramma, illuminati dall’imperitura presenza di questo testimone profondamente umano, il corpo inossidabile al tempo che il tempo stesso ha dotato di una saggezza epica.
Il fumetto è Mort Cinder (1962, Argentina), il capolavoro del disegnatore Alberto Breccia realizzato su testi di Hector German Oesterheld, scrittore ed editore.

Per leggerlo:

  • in riviste (Il Mago, Mondatori anni ’70; Lanciostory, Eura Editoriale 1986);
  • nelle raccolte rilegate degli inserti di Lanciostory;
  • in quattro volumi cartonati della Imago Libri (1979);
  • nell’Oscar Mondadori n. 521 del 1974 , che riporta solo due episodi della serie: Gli uomini dagli occhi di piombo (che dà il titolo alla pubblicazione) e La nave degli schiavi, malamente rimontati per il formato tascabile;
  • in volume cartonato edito da Glénat Italia, 1988;
  • nell’edizione integrale di Comma 22 (2008).

NB: nelle edizioni più accurate l’episodio Gli uomini dagli occhi di piombo è pubblicato (come in originale sulla rivista argentina Misterix) in formato orizzontale.

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domenica 25 agosto 2013

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Luglio 2013.

1.- Calendario delle feste nazionali.
carnaval humahuacaGENNAIO
1 Gennaio - Venerdì Santo.
Festa Nazionale del Chivo. Malargüe. Torneo Nazionale del fútbol d’estate Copa de Oro. Feste delle vendemmie nei dipartimenti.
FEBBRAIO
2 Febbraio
- Jujuy: Candelaria, festa religiosa con suggestiva e pittoresca processione.
2 Febbraio - Purmamarca-Jujuy, Fiesta de la
2.- Buenos Aires è diventata la capitale gay-friendly del pianeta.
Turismo LGBTTurismo LGBT.
Il turismo LGBT è una forma di turismo rivolto a persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che desiderano viaggiare in destinazioni gay o in strutture selezionate per essere "gay-owned" (cioè di proprietà e/o gestite da gay) o per essere "gay-friendly". Come forma di industria turistica, ha raggiunto un qualche rilievo negli ultimi anni, dal momento che sono sorti, in Italia come nel mondo, agenzie di viaggio, tour operator, linee di crociera e aeree, enti del turismo nazionali o regionali che si sono rivolti a questo target, in maniera esclusiva o come una delle tante nicchie di mercato da scoprire.
3.- Prodotti tipici argentini: il mate e i suoi significati.
IM000952.JPGIl nome scientifico della pianta dalla quale si ricava la Yerba Mate è Ilex paraguayensis. Si tratta di un albero o arbusto appartenente alla famiglia delle Aghifogliacee che può misurare tra i 3 e gli 8 metri di altezza. Ha foglie perenni dicolore verde brillante leggermente chiuse con una lunghezza che varia da 4 a 10 centimetri. Di origine Sud Americana si coltiva nel Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina (provincia di Misiones), e nel sud della Bolivia. La Yerba Mate viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido.
Il Mate.
Il Mate e’ la bevanda tipica argentina, preparata con le foglie dell’erba mate, che sii mettono in infusione in acqua bollente. Ed ha molte proprietà terapeutiche.
4.- Il ghiacciaio Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio.

All´interno del Parco Nazionale I Ghiacciai si trova il ghiacciaio Perito Moreno, una meravigliosa lingua o massa di ghiaccio di 5000 metri di fronte e 60 m di altezza sopra il livello del lago Argentino.È il piú famoso dei 356 ghiacciai che integrano il parco. A differenza d´altri ghiacciai, dove soltanto si producono distaccamenti, il Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio.Lo spettacolo è impressionante. Una massa colossale di ghiaccio bianco azzurro emerge dalle gelide acque. I crolli delle sue pareti si producono costantemente, causando un forte strepito, dopo il quale la calma e il silenzio tornano a irrompere in questo paradiso gelato.

5.- Mordillo fumettista e autore di cartoon di animazione pubblicati in numerosi paesi del mondo.

Mordillo_Buchmesse_FrankfurtGuillermo Mordillo, più conosciuto semplicemente come Mordillo (Villa Pueyrredon, 4 agosto 1932), è un fumettista e autore di cartoon di animazione argentino.Nato da una famiglia di emigrati dalla Spagna ha realizzato il suo primo disegno all'età di dodici anni.È stato fra i cartoonist maggiormente pubblicati in numerosi paesi del mondo durante gli anni settanta.I suoi disegni - che appaiono su puzzle, diari e poster - sono caratterizzati da colori vivaci e, soprattutto, da uno spiccato senso umoristico che restituisce ai suoi buffi e pacifici personaggi, che non si esprimono a parole ma attraverso la gestualità, in scene sviluppate particolarmente nell'ambito dello sport (specialmente calcio e golf).

6.- L'asado argentino, il modo per eccellenza di concepire la cottura della carne.

C'è un luogo sulla Terra in cui la carne e la sua produzione sono una tradizione centenaria e un business colossale: l'Argentina. Dalla seconda metà dell'Ottocento, con l'invenzione delle celle frigorifere e la loro introduzione sulle navi, il Paese sudamericano è divenuto, grazie alle sue infinite praterie e ai suoi allevamenti, uno dei maggiori esportatori di carne del mondo.Un primato economico che ha i suoi risvolti anche sul piano meramente gastronomico: in Argentina il piatto nazionale non poteva che essere un grigliata mista di carne, il famos Il nome non è altro che la traduzione spagnola di arrosto, ma non un arrosto qualsiasi, per gli argentini asado è l'Arrosto per eccellenza, l'unico modo di concepire la cottura della carne.

7.- Il Teatro Colón di Buenos Aires è uno dei teatri più grandi del mondo.

teatro colonIl Teatro Colón di Buenos Aires è uno dei teatri più grandi del mondo e una delle attrazioni più richieste dal visitatore.  La struttura magnifica e l'impegno costante nella cura e nelle rappresentazioni ne fanno un monumento dell'arte teatrale e lirica.Acusticamente considerato uno dei primi cinque teatri al mondo per la rappresentazione di opere liriche. Il teatro si trova vicino alla famosissima Avenida 9 de Julio, uno dei viali più ampi del mondo.

8.- San Carlos de Bariloche, nota come la Svizzera Argentina.

San Carlos de Bariloche (detta anche semplicemente Bariloche) è una città dell'Argentina con una popolazione di circa 89.000 abitanti. Si trova nella provincia del Río Negro, nella Patagonia nord-occidentale, ai piedi delle Ande, sulle sponde del lago Nahuel Huapi, circondata dai monti Tronador, Cerro Catedral e Cerro López. È una famosa stazione sciistica ma offre anche altre attività quali sport aquatici, trekking e alpinismo. È nota come la Svizzera Argentina.Il nome Bariloche deriva dal termine Mapuche Vuriloche, che significa "popolo che abita dietro la montagna" (furi = dietro, che = popolo).
Il passo Vuriloche era utilizzato dai Mapuche per attraversare le Ande e fu tenuto a lungo nascosto ai preti europei.

9.- Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Maggio 2013.
Pampas significa "pianura senza alberi", impressionante vastità che colpisce più intensamente la memoria del viaggiatore.

Pampa è una parola di origine quechua che significa "pianura senza alberi". Onorando il suo nome, la maggior parte della sua superficie è proprio rappresentata da una piatta regione di terre fertili, priva di alberi significativi, dove la figura del gaucho è ancora presente nel costume ereditato dalla tradizione contadina. La regione geografica della Pampa Argentina è il cuore agricolo e la casa di quel simbolo del nazionalismo romantico, e cioè il gaucho. Comprende le province di Buenos Aires, de La Pampa e le principali parti di quelle di Santa Fe e Cordoba, ed i suoi ambienti includono oltre le piatte pianure anche colline fitte di di boschi, pascoli e laghi salati rivestiti da fenicotteri.

10.- Salta è famosa per la tipica architettura in stile coloniale spagnolo ed è circondata da magnifici paesaggi.
salta_hidrografiaSalta è una città situata nel nord-ovest dell'Argentina ai piedi della cordigliera delle Ande, capitale dell'omonima provincia. Famosa per la tipica architettura in stile coloniale spagnolo e circondata da magnifici paesaggi, è una delle più belle città argentine.
Ha una popolazione di circa 464.000 abitanti (2001), il che la pone all'ottavo posto fra le città dell'Argentina. La città è situata nella Valle del Lerma, ad un'altitudine di 1152 metri sul livello del mare. Il clima è caldo e secco, con una media annua di 756 mm di pioggia e una temperatura media di 16.4 °C (20.4 °C in estate, 10.8 °C in inverno). Gennaio e Febbraio sono i mesi con le maggiori precipitazioni.
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sabato 24 agosto 2013

Buenos Aires è diventata la capitale gay-friendly del pianeta.

Turismo LGBT.
Il turismo LGBT è una forma di turismo rivolto a persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che desiderano viaggiare in destinazioni gay o in strutture selezionate per essere "gay-owned" (cioè di proprietà e/o gestite da gay) o per essere "gay-friendly".

Come forma di industria turistica, ha raggiunto un qualche rilievo negli ultimi anni, dal momento che sono sorti, in Italia come nel mondo, agenzie di viaggio, tour operator, linee di crociera e aeree, enti del turismo nazionali o regionali che si sono rivolti a questo target, in maniera esclusiva o come una delle tante nicchie di mercato da scoprire.

Secondo Tourism Intelligence International (2000), circa il 10% dei turisti internazionali sono gay o lesbiche: 70 milioni di turisti che costituiscono ormai un importante segmento di mercato destinato a crescere come risultato della condizione sociale delle persone omosessuali.
Turismo LGBT
Destinazioni.
Le destinazioni gay sono tali presso la comunità gay quando l'offerta di locali e strutture destinate a persone LGBT è ampia e variegata e comprende gay bar, discoteche e locali notturni, ristoranti, hotel e guest houses, media e associazioni, alcune di proprietà e/o gestite da gay, altre semplicemente gay friendly, che diano l'opportunità alle persone di socializzare tra loro e di sentirsi sereni tra altre persone del medesimo orientamento sessuale.

Spesso le destinazioni gay coincidono con grandi città, che a volte hanno pure un quartiere gay. Gli enti del turismo cittadini o regionali sono spesso attivi per sviluppare la reputazione di destinazione turistica gay-friendly e attirare così ancora più turisti, oltre a far crescere nella popolazione locale un sentimento di accoglienza e ospitalità anche verso questa tipologia di turisti.

Quando il turismo LGBT è esclusivamente o primariamente legato al consumo di sesso, occasionale e/o a pagamento, si parla di turismo sessuale, termine che ovviamente può essere usato anche per il turismo eterosessuale e di persone single. Il turismo LGBT può coincidere con eventi LGBT come le manifestazioni del gay pride, i festival di cinema gay o gli eventi sportivi, quali gli Eurogames o i Gay Games.

Argentina.
Da quando nel 2002 le unioni civili gay e lesbo sono state legalizzate, Buenos Aires è diventata una delle mete preferite dal turismo omosessuale, che l’ha eletta capitale gay-friendly del pianeta.

La legislazione sull’unione civile tra persone dello stesso sesso ha contribuito a trasformare la capitale argentina nella destinazione principale per i turisti gay, sia del sesso maschile quanto del femminile, spodestando così anche le città brasiliane di Rio de Janeiro e San Paolo, precedentemente le loro favorite: “in passato i turisti gay sceglievano il Brasile come la loro principale destinazione turistica e andavano a conoscere Buenos Aires durante una escursione di fine settimana.

La tendenza adesso è invece quella opposta” ha detto Carlos Meliá, proprietario e direttore della Pride Travel, l’unica agenzia di viaggi argentina amministrata da gay e che quasi in esclusiva si dedica alla comunità omosessuale. Le ragioni di questo cambiamento sono numerose. Secondo alcuni specialisti dell’industria del turismo, molti viaggiatori si sono semplicemente “stancati” di andare sempre in Brasile e hanno trovato in Buenos Aires una città accogliente, con una vasta gamma di opzioni culturali e di svago oltre ai prezzi estremamente competitivi dopo la devalutazione della moneta argentina nel 2002.

I viaggiatori gay di ambedue i sessi sono diventati un mercato molto attraente per l’industria del turismo mondiale perché appartengono alla categoria dei cosí chiamati “Dinks” (dalla sigla in inglese) abbreviatura di “doppio reddito senza figli” e questo significa quasi sempre che hanno più soldi da spendere: la provenienza è principalmente dagli Stati Uniti, l’Europa, Sudafrica, Canada ed Australia.
turismo-lgtb
Sebbene non sono note delle statistiche ufficiali, la legislazione del luglio 2003 sull’unione civile tra persone dello stesso sesso a Buenos Aires ha provocato un vero boom nel turismo gay e, da a allora, questo settore ha provato una “crescita esponenziale” in Argentina.

Balizano, maestro tanguero ed insegnante affermato di Buenos Aires, ha detto: “Ho fatto lezioni di tango a argentini gay durante sei anni ma nel 2003 abbiamo dato inizio ad una “milonga” (luogo dedicato al ballo del tango) e velocemente il posto ha cominciato a riempirsi di stranieri” ha dichiarato, continuando “Alcuni preferiscono stare soltanto ad osservare, altri con un po’ più d’esperienza, ballano” per poi aggiungere che alle origini il tango lo ballavano soltanto gli uomini e tra loro. Ogni mercoledì da 100 a 120 persone riempiono la sala da ballo “The Marshall” che lui e i suoi soci affittano per la loro settimanale “milonga gay”.

The Marshall non è un luogo esclusivamente riservato ai gay, come non lo sono i club di salsa, discoteche, caffè e ristoranti di Buenos Aires frequentati da gay e lesbiche, perché vi si trovano anche clienti eterosessuali.

In Buenos Aires non esiste un quartiere gay, come si vede in altre città, ma alcuni proprietari di negozi nel quartiere di San Telmo, luogo noto per i suoi negozi di antiquariato e mercatini all’aria aperta, hanno proposto di creare un circuito di tours per i visitatori gay. Si può osservare la stessa tendenza in altri luoghi turistici importanti in Argentina, come ad esempio la città di Córdoba, capitale della provincia omonima, Rosario, in provincia di Santa Fe, e Mar del Plata, un centro turistico con una bellissima spiaggia a 400 chilometri a Sud della città di Buenos Aires. Per quanto riguarda il pernottamento, negli ultimi anni sono sorti diversi alberghi che si auto-definiscono come “gay-friendly” assieme ad altri che si dedicano esclusivamente al turismo LGBT, specialmente quelli del tipo bed & breakfast (pernottamento e prima colazione).

A Buenos Aires i pacchetti turistici per gay offrono sovente escursioni di un giorno alla città di Colonia o Montevideo, nella vicina Uruguay.

A differenza dei paesi in cui le autorità di turismo ufficiali possiedono dei reparti speciali per occuparsi di questo settore del mercato in espansione, qui esiste “poco supporto” dalla Segreteria Nazionale di Turismo: d’altra parte, questo settore beneficia della stretta cooperazione della sottosegreteria di turismo del governo della città di Buenos Aires.

Con il patrocinio di questo ufficio del governo locale, viene pubblicata una guida tascabile che si chiama “La Ronda” (il giro) dove si trovano delle mappe, itinerari dei tours, coupons per ristoranti, club notturni, “milongas”, negozi, concerti e altri servizi tali come saloni per massaggi e di bellezza.

Elenco di destinazioni turistiche gay in Sudamerica.
• Buenos Aires, Argentina.
• Rio de Janeiro, Brasile.
• San Paolo, Brasile: ogni anno ospita il gay pride più grande al mondo.
• Cancún, Messico.
• Puerto Vallarta, Messico: attualmente la destinazione gay messicana più gettonata, specie da turisti statunitensi e canadesi.

Gli enti del turismo gay-friendly.
Sono ormai molti gli enti del turismo nazionali, regionali o cittadini che nel mondo hanno effettuato campagne di comunicazione anche importanti, per sottolineare la caratteristica di gay-friendly e di ospitalità di loro destinazioni.

Tra queste, gli enti turistici nazionali di Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna (che ha anche un sito internet in italiano), Svizzera o gli enti turistici regionali e cittadini di Atlanta (USA), Dallas (USA), Fort Lauderdale (USA, una delle località oggi più attive sotto quest’ aspetto), Miami (USA), Filadelfia (USA), Vancouver (Canada), Key West (USA, la prima al mondo a promuoversi come località gay-friendly), Ottawa (Canada), Tasmania (territorio dell'Australia), Quebec (Canada), Barcellona (Spagna), Vienna (Austria), Washington DC (USA).

L'unica esperienza in tal senso in Italia è della Regione Toscana, che nel 2005 e nuovamente nel 2006 ha finanziato il progetto Friendly-Versilia per una campagna di comunicazione in Italia e all'estero.

Le associazioni di settore.
L'IGLTA è il punto di riferimento per quanti si muovono in questo specifico settore turistico: acronimo di International Gay and Lesbian Travel Association (Associazione Internazionale di Turismo Gay e Lesbico), è una associazione formata da agenti di viaggio, tour operator, hotel, bed & breakfast, enti del turismo, compagnie aeree o aziende comunque legate al mondo dei viaggi, dedicata al turismo LGBT.
È stata fondata nel 1983 a Fort Lauderdale, in Florida: ad oggi, con oltre 1.000 affiliati, è la principale organizzazione di questo tipo al mondo.

In risposta al crescente fenomeno del turismo LGBT, Buenos Aires è stata scelta per la prima volta dall’ IGLTA come la città dove tenere un symposium, tra il 24 ed il 27 febbraio 2009.

Ogni anno la IGLTA ha una convenzione e quattro symposium in diverse destinazioni turistiche nel mondo. In ogni symposium partecipano oltre 100 rappresentanti di agenzie di turismo e pubblicazioni di viaggi specializzate nel mercato LGBT.
congreso-turismo-lgbt
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Calendario delle feste nazionali.

GENNAIO
1 Gennaio - Venerdì Santo.
Festa Nazionale del Chivo. Malargüe. Torneo Nazionale del fútbol d’estate Copa de Oro. Feste delle vendemmie nei dipartimenti.

FEBBRAIO
2 Febbraio
- Jujuy: Candelaria, festa religiosa con suggestiva e pittoresca processione.
2 Febbraio - Purmamarca-Jujuy, Fiesta de la Pachamama.
Tunuyán, Festival Nazionale della Tonada.
Parco Generale San Martín, Americanto.
Feste delle vendemmie nei dipartimenti.
El Challao, Festività e processione della Vergine di Lourdes.
Provincia di Mendoza, Gran premio Internazionale di ciclismo Vuelta di Mendoza.
Festa Nazionale del teatro.
Piazza Italia, festival gastronómico italiano- festa in piazza.

carnaval humahuaca

MARZO
Date variabili - Provincia di Jujuy: Carneval.
Momenti centrali della Fiesta Nacional de la Vendimia.
Rivadavia, Fiesta del Mosto.
Ciudad de Mendoza, Clásico Vendimia de Turf.
Ciudad de Mendoza , Regata Internacional Vendimia.
Pisada de Uva. Cabernet de las reinas. Bodega Orfila Junín.
Lavalle, Fiesta del melón y la sandía.
San Carlos, Fiesta del tomate y la producción.

APRILE
2 Aprile, festa del veterano e commemorazione dei caduti della guerra della Malvinas.
Certamen de saltos con Obstáculos. Club Hípico Mendoza.
Settimana della pesca sportiva in fiumi e bacini provinciali.
Capital Federal, Campionato nazionale di tiro.
Fiesta del canto y la melesca.
Torneo internazionale di bowling.

exposicion ternos mendoza

MAGGIO
1 maggio, festa del lavoro.
25 maggio, anniversario della formazione del primo governo nazionale.

Capital Federal, Gran premio vendimia del automovilismo.
Capital Federal, Gran premio Vendimia TC 2000.
Exposición y feria del ternero mendocino.
General Alvear, Fiesta nacional de la ganadería.

GIUGNO
20 giugno, festa della bandiera.
21 giugno - Ushuaia, Tierra del Fuego: Fiesta de la noche màs larga del año.

Apertura della stagione sciistica nei vari centri.
Capital Federal, Feria industrial y ganadera en el predio ferial.

LUGLIO
9 luglio, festa dell’indipendenza.

Apertura della festa della Neve in distinti centri sciistici.
Capital Federal, Festa patronale di Santiago Apóstol.

fiesta de la nieve malargue

AGOSTO
17 agosto, festa in onore del libertador generale Josè de San Martin
1 agosto - San Antonio de los Cobres, Salta: Fiesta de la Pachamama, festa "pagana".

La Pachamama rappresenta la madre terra alla quale, con danze rituali, vengono fatte delle offerte per chiedere l’acqua in periodi di siccità.
Malargüe, Fiesta provincial de la nieve.
Tunuyán, commemorazione del 17 agosto nel Manzano Histórico.

SETTEMBRE
2a settimana di settembre - Salta: Fiesta del Milagro, festa religiosa durante la quale si venerano le sante immagini del signore e della Vergine del Miracolo.
Semana del estudiante y Farándula estudiantel.
Encuentro nacional de escritores. Luján de Cuyo.

OTTOBRE
12 ottobre, festa della razza (anniversario della scoperta dell’America).
Festival de coros Cantapueblo en toda la provincia.
Laguna del Rosario. Lavalle.
Festività della Virgen del Rosario.
Biblos. Feria del libro en San Rafael.

NOVEMBRE
10 novembre - San Antonio de Areco, Provincia di Buenos Aires: Dia de la Tradiciòn.
Gran Mendoza, Festa provinciale dell’Acqua.
San Carlos, Festa Provinciale della Tradizione.
San Rafael, Festa Provinciale del Turismo.
Capital Federal, Festa Internazionale Aconcagua FIA.

DICEMBRE
Capital Federal, Incontro Nazionale di danze.
Las Heras, Luján e San Rafael, Campionati di Kayak e Rafting.

San Antonio de Areco, Provincia di Buenos Aires Dia de la Tradiciòn

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