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martedì 25 giugno 2019

Milanesa a la napolitana: derivata argentina dalla cotoletta alla milanese italiana.

La milanesa a la napolitana è una preparazione gustosa e calorica della cucina Argentina.

Tipico di Buenos Aires e della zona del Rio de la Plata, questo piatto di carne viene realizzato solitamente con fesa di manzo o vitellone e arricchito da ingredienti che ne testimoniano la provenienza italiana.

Deriva sicuramente dalla cotoletta alla milanese (la milanesa, per l’appunto) ma con due varianti fondamentalu, laddove in Italia veniva utilizzata carne di vitello con l’osso in Argentina viene usata carne di manzo, facilmente reperibile e a buon mercato; se in Italia è fritta in abbondante burro oltreoceano si usa l’olio.

 

Per rendere ancor più saporito il piatto lombardo, la carne dopo la frittura viene condita con passata di pomodoro, una fetta di prosciutto cotto e una di mozzarella. La cottura si completa in forno con la funzione grill. Simile per impostazione alla cotoletta alla bolognese, può essere servita come piatto unico accompagnandola con una insalata di stagione.

Ingredienti:

Manzo (fette) 400 g
Uova 2
Pangrattato 200 g
Sale Quanto basta
Pepe Quanto basta
Origano Quanto basta
Pomodori (passata) 80 ml
Mozzarella 120 g
Prosciutto cotto 100 g
Olio di semi Quanto basta


Preparazione e Cottura:

  • In una ciotola mescolate il pangrattato con sale, pepe e origano.
  • In una seconda ciotola sbattete le uova.
  • Impanate la carne passandola prima nell'uovo e poi nel pangrattato.
  • riggetela nell'olio bollente, fino a che è dorata da entrambi i lati.
  • Scolate le cotolette su un foglio di carta assorbente e disponetele su una teglia da forno.
  • Coprite ogni fetta con un cucchiaio di passata di pomodoro, una fettina di prosciutto cotto e una fetta di mozzarella.
  • Passate in forno sotto il grill fino a che la mozzarella è filante.
  • Condite con una spolverata di pepe e servite caldissimo.
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lunedì 24 giugno 2019

Il lomito è un piatto tipico della gastronomia argentina, farcito con fette di carne di vitella.

Il lomito è un piatto tipico della gastronomia argentina: si tratta di un panino farcito con fette di carne di vitella e altri ingredienti come ortaggi, formaggio e uova.

Il lomito deve il suo nome al taglio di carne utilizzato per il ripieno ovvero il lomo (lombo) di vitella. Il lomito viene spesso consumato per strada, per questo è considerato lo street food più amato in Argentina, insieme al choripán e al morcipán che vengono preparati in ogni angolo delle città.

 

In Uruguay invece la variante di questo panino viene chiamata Chivito: si dice che questa ricetta sia nata quando una turista argentina chiese in un ristorante un panino con chivito, (la carne di capretto molto consumata in Argentina); il ristoratore, che non aveva a disposizione quel tipo di carne, decise ugualmente di preparare un panino con fette di manzo, formaggio, uova e ortaggi e la turista rimase incantata.

Se preferite un panino più ricco e saporito, potete completare il vostro lomito con salsa criolla o salsa chimichurri.

Ingredienti:

Panini arabi 4
Vitella (lombo) 400 g
Fontina 200 g
Prosciutto cotto 200 g
Uova 4
Lattuga romana 150 g
Pomodori 200 g
Maionese 80 g
Senape 40 g
Olio extravergine di oliva Quanto basta
Burro Quanto basta
Pepe Quanto basta
Sale Quanto basta


Preparazione e Cottura:

  • Lavate i pomodori e tagliateli a fette.
  • Tagliate a fette sottili la fontina; lavate le foglie di lattuga e tamponatele con carta da cucina.
  • Tenete da parte. Salate e pepate la carne, rosolatela pochi minuti in una padella con un cucchiaino di olio, in modo che prenda colore senza seccarsi.
  • Toglietela dalla padella e tenetela in caldo: copritela con un secondo piatto per conservare intatta la succulenza.
  • Friggete le uova separatamente e tenete da parte.
  • Tagliate i panini a metà.
  • Nella padella dove avete cotto la carne, sciogliete un po' di burro e tostate i panini su entrambi i lati.
  • Nella stessa padella lasciate scogliere la fontina a fiamma dolce, coperta da una fetta di prosciutto cotto.
  • Spalmate un po' di maionese sulla metà inferiore di ogni panino, poi spalmate la senape su quello superiore.
  • omponete il panino: sovrapponete sulla parte ricoperta di maionese con una foglia di lattuga, qualche fetta di pomodoro e salate leggermente.
  • Completate con la carne, il prosciutto e la fontina piastrata e infine l'uovo fritto.
  • hiudete il panino e servite.
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lunedì 17 giugno 2019

I quartieri più centrali, turistici e interessanti della città di Buenos Aires: Agronomia.

Agronomía è un barrio nella parte centrale della città di Buenos Aires, in Argentina. Prende il nome dalla Facoltà di Agronomia e Scienze veterinarie dell'Università di Buenos Aires, che si trova lì. I suoi confini sono Avenida San Martín, Campana, Avenida Salvador María del Carril, Avenida de los Constituyentes, e Avenida Chorroarín.

Parque Chas è stato precedentemente una parte di Agronomía, ma gli è stato assegnato lo stato di barrio nel dicembre 2005.


Superficie    2,1 km²
Abitanti    13 963 ab.
Densità    6 649,05 ab./km²
Giorno festivo    25 settembre


La terra occupata dal quartiere originariamente apparteneva ai gesuiti, e fu chiamata la Chacra dei Gesuiti . Quando i gesuiti furono espulsi nel 1769 , le terre vengono espropriate dallo Stato, che le consegna al Royal College of San Carlos e ai suoi successori, tra cui il National College of Buenos Aires . I primi studenti della scuola passavano le loro vacanze in queste terre, per quello che erano conosciuti come la Chacarita de los Colegiales .

Alla fine del 19 ° secolo fu progettata la costruzione di un parco in queste terre. Nel 1901 la Potenza esecutiva decretò la concessione di 185 ettari per la costruzione del parco, ma 30 dovettero essere utilizzati per la costruzione della stazione agronomica con Model Farm e School of Agriculture, un'istituzione educativa necessaria per il modello agroexport dell'epoca.

Il quartiere era formato attorno al parco, che aveva diversi nomi: "Del Oeste", "Nacional", "Buenos Aires" e "de Agronomía", il suo cognome. Ha anche cambiato la stazione agronomica , che è stata ribattezzata Istituto Superiore di Agronomia e Medicina Veterinaria ed è diventata un progetto più ambizioso. L'Istituto fu inaugurato il 25 settembre 1904 e cinque anni dopo fu trasformato nella Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria dell'Università di Buenos Aires . Nel 1973 le loro rispettive Facoltà erano divise, con le loro stesse autorità.

Era sempre un quartiere tranquillo, con le sue strade non così affollate, con i suoi edifici di non più di 3 piani e i suoi piccoli negozi sul viale Nazca. Attualmente, con non più di 15 mila abitanti, è ancora un quartiere sicuro, bello e poco commerciale rispetto agli altri. I vicini che vivono intorno al "Parque Agronomía", si godono i fine settimana per andare a correre e fare attività sportiva.

Molti prima di tutto questo, nei primi decenni del XX secolo, il "Parco Agronomico", popolarmente conosciuto come "Agronomia" faceva parte del quartiere di Villa del Parque , e la parte settentrionale dell'attuale quartiere di Agronomia (cioè, la linea stradale Francisco P. Moreno, ex Salvador María del Carril, e La Pampa a sud) faceva parte del quartiere di Villa Talar , che ora è un quartiere non registrato nella legislazione. Il restante 50% di Villa Talar - dalla linea sopra menzionata a nord - fa ora parte del quartiere di Villa Pueyrredón . Vale a dire che il quartiere dell'Agronomia è stato formato senza molto rispetto per la storia dell'area, portando via da Villa del Parque (Buenos Aires) tutto il "Parco Agronomico" che gli ha dato il nome e quindi il triangolo chiamato Barrio Rawson (in Av. San Martín), e incorporando anche la metà meridionale di Villa Talar . Infine, quello che ora è il quartiere di Parque Chas faceva parte dell'Agronomia fino a pochi anni fa. Anche se i limiti non sono ancora ufficiali, i vicini del "Barrio Arata" (Av. De los Incas, Av. Chorroarín , Av. Costituenti e Combattenti delle Malvinas), identificano di più con Agronomia (perché questa terra è di fronte al ingresso di Costituenti del Parco Agronomy) rispetto a Chas Park , poiché tutti pensano che il limite di Chas Park sia fino agli Incas e non a Chorroarín.

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mercoledì 12 giugno 2019

I quartieri più centrali, turistici e interessanti della città di Buenos Aires.

Buenos Aires è una città molto grande e ha tantissimi quartieri e zone.

Ecco quali sono i quartieri più centrali, turistici e interessanti della città.

Dal punto di vista amministrativo la città è divisa nei seguenti quartieri (48):


•Agronomía
•Almagro
•Balvanera
•Barracas
•Belgrano
•Boedo
•Caballito
•Chacarita
•Coghlan
•Colegiales
•Constitución
•Flores
•Floresta
•La Boca
•La Paternal
•Liniers
•Mataderos
•Monte Castro
•Monserrat
•Nueva Pompeya
•Núñez
•Palermo
•Parque Avellaneda
•Parque Chacabuco
•Parque Chas
•Parque Patricios
•Puerto Madero
•Recoleta
•Retiro
•Saavedra
•San Cristóbal
•San Nicolás
•San Telmo
•Vélez Sársfield
•Versalles
•Villa Crespo
•Villa del Parque
•Villa Devoto
•Villa Gral. Mitre
•Villa Lugano
•Villa Luro
•Villa Ortúzar
•Villa Pueyrredón
•Villa Real
•Villa Riachuelo
•Villa Santa Rita
•Villa Soldati
•Villa Urquiza


Ci sono anche dei quartieri non riconosciuti amministrativamente come quartieri ma definiti come tali dalla consuetudine degli abitanti di Buenos Aires.
Abasto
El Bajo
Bajo Flores
Barrio Caferatta
Barrio Norte
Barrio Parque
Belgrano C
Belgrano R
Botánico
La Calabria
Las Cañitas
Ciudad Deportiva de Boca Juniors
Ciudad Oculta
Ciudad Universitaria
Congreso
Microcentro
Once
Pacífico
Palermo Viejo
Palermo Soho
Palermo Hollywood
Parque Centenario
El Pilar
El Socorro
Tres Esquinas
Tribunales
Villa Malcolm

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lunedì 10 giugno 2019

Churrasco secondo piatto di carne cotto alla griglia, simbolo della cucina Argentina.

Il churrasco è un secondo piatto di carne cotto alla griglia, tipico della cucina argentina.

Per cucinare un perfetto churrasco è necessario trovare il taglio giusto: il taglio migliore è il codino di manzo (la picanha), la porzione del quarto posteriore generalmente usata per la tagliata.

Il taglio più utilizzato però corrisponde alle prime 3 o 4 costole del manzo tagliate in verticale, con i muscoli della pancia ancora attaccati. Questo taglio si presenta particolarmente duro (in Italia è considerato di seconda categoria), per questo motivo i maestri del fuoco argentini usano carni frollate a lungo.

Per rendere la carne più tenera abbiamo preparato i nostri churrasco con un doppio sistema di cottura: un primo passaggio a calore diretto per cuocere la parte esterna e far uscire fuori il suo caratteristico profumo e un secondo passaggio al cartoccio, avvolto in un foglio di alluminio e cotto a fuoco dolce. In questo modo si crea un ambiente umido in cui la carne può continuare a cuocere con i suoi stessi succhi, abbassando la temperatura della griglia inoltre, si prolunga la cottura, aspetto che rende la carne molto tenera.

Nella nostra ricetta come condimento abbiamo utilizzato un poco di olio spennellato sui churrasco: se preferite potete insaporire ulteriormente la carne spennellandola con un po’ di salsa chimichurri, prima di trasferirla sulla griglia.

Servite accompagnato da salsa criolla.

Preparazione.

Lasciate la carne a temperatura ambiente per un'ora coperta con un panno pulito da cucina. Riscaldate una griglia, spennellate di olio i churrascos e sistemateli sulla griglia quando è ben calda.

Lasciate cuocere qualche minuto un solo lato, quando i sughi cominciano a colare e si è formata una crosticina, spolverizzate di sale grosso e girate dall'altro lato, lasciando cuocere qualche minuto.

Avvolgete ogni pezzo di carne con la carta stagnola, abbassate la fiamma al minimo e continuate la cottura per altri 10 minuti girando di tanto in tanto. Sistemate la carne su di un piatto e portate subito a tavola. Servite accompagnata di patatine fritte, salsa chimichurri e salsa criolla.

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domenica 9 giugno 2019

Puchero de gallina: il bollito argentino per eccelllenza.

Ricorda il nostro bollito, viene consumato principalmente nei mesi più freddi e, proprio come il bollito nostrano la carne è consumata separatamente rispetto al brodo.

Per il puchero si dispongono la carne e le verdure in un secondo piatto di portata, vengono portate in tavola accompagnate con la salsa criolla in cui intingere la carne. Il puchero di gallina è un piatto povero, la carne viene cotta in brodo arricchito di diversi ingredienti, che conferiscono un sapore unico.

 

Oltre la gallina, parte fondamentale di questa preparazione, si aggiunge il chorizo spagnolo, la pancetta e diversi ortaggi tra cui porri, patate e carote. Ogni famiglia ha la sua tradizione e la sua ricetta, ciascuna arricchita e variata in diversi modi. In alcune varianti gli ingredienti vengono messi a cuocere tutti insieme, in altre invece si rispettano i tempi di cottura di ogni singolo ingrediente.

Anche gli ingredienti variano: secondo la versione più legata alla tradizione spagnola vanno aggiunti i legumi, in particolare i ceci, la variante più vicina alla tradizione creola prevede l’aggiunta di pannocchie di mais e le batate (patate dolci).


Preparazione e Cottura:

  • Pulite la zucca privandola della buccia e dei semi, tagliatela a cubetti.
  • Pulite il porro tagliando l'estremità legnosa ed eliminando le foglie più esterne, lavatelo, tamponatelo con carta da cucina e tagliatelo a pezzi.
  • Lavate le carote e le patate, sbucciatele e tagliatele a pezzi grossi. Infine lavate accuratamente la verza e tagliatela a pezzi.
  • Tagliate il chorizo e la pancetta a pezzi piccoli, tenete tutto da parte.
  • Lavate la gallina e mettetela in una pentola capiente, coprite con abbondante acqua, salate e portate a bollore. 
  • Coprite con il coperchio e lasciate cuocere per 30 minuti a fiamma bassa.
  • Trascorsi i 30 minuti unite la pancetta, il chorizo e la paprika e lasciate sobbollire a pentola coperta per altri 20 minuti.
  • Togliete la carne dalla pentola, mettetela su un piatto da portata e copritela con pellicola da cucina per non farla seccare.
  • Filtrate il brodo e riportatelo a bollore, unite i porri, le patate e le carote e un altro po' d'acqua se necessario.
  • Lasciate cuocere 10 minuti a fiamma media.
  • Unite la verza e la zucca e lasciate sobollire per altri 10 - 15 minuti o fino che le verdure sono tenere.
  • Servite mettendo in un piatto la carne con accanto le verdure e una ciotolina con il brodo.
  • Accompagnate con salsa criolla.
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venerdì 24 maggio 2019

Quando si inizia a organizzare un viaggio uno dei costi di cui bisogna tenere conto è proprio quello del parcheggio.

Ormai è un dato di fatto: con l’avvento di internet, le persone hanno iniziato a organizzare i viaggi senza ricorrere alle agenzie e ai professionisti del settore, risparmiando soldi e facendo ricerche su ricerche fino a trovare l’hotel, il volo e la vacanza ideale.

Se l’idea di acquistare biglietti aerei a prezzi stracciati può sembrare un’illusione, tirate pure un sospiro di sollievo perché non lo è. Esistono davvero una serie di escamotage e trucchetti da mettere in pratica per riuscire a trovare voli economici.

Quando si inizia a organizzare un viaggio uno dei costi di cui bisogna tenere conto è proprio quello del parcheggio.

Come organizzare da sè il proprio viaggio.

Organizzare da sè il proprio viaggio dà anche grande soddisfazione e permette di conoscere meglio il territorio che si andrà ad esplorare: ma quali sono i siti migliori per prenotare voli, hotel e servizi?

Dove lasciare la macchina.


Quando si inizia a organizzare un viaggio, uno dei costi di cui bisogna tenere conto è proprio quello del viaggio verso l’aeroporto. Non tutti siamo così fortunati da vivere in città in cui ci sono grandi aeroporti e soprattutto per viaggi a lungo raggio, spesso bisogna muoversi per diversi chilometri prima di arrivare negli aeroporti internazionali da cui partire.

Questa è spesso considerata la prima spesa di viaggio. Prima in senso di tempistica non di costo, ma comunque una spesa importante se pensiamo al numero di giorni in cui lasceremo la nostra auto in un parcheggio custodito, magari al coperto vicino all’aeroporto di partenza e di arrivo del nostro viaggio. Come trovare l’alternativa migliore per noi? La risposta più facile è: confrontando i diversi parcheggi che si trovano vicino all’aeroporto e confrontando soprattutto i loro servizi.

Per esempio, parcheggio orio al serio ti offre un confronto gratuito su tantissime parcheggi italiani e aeroporti diversi. Ma anche vicino a casa tua, in città, stazioni ferrovarie. Basta girovagare, prendete un abbonamento e siete al sicuro. Prenotazioni anche dei parcheggi in Spagna (aeroporti di Barajas, Valencia Manises , El Prat Barcelona)

Trucchi e consigli per viaggiare che tutti dovrebbero conoscere.


Il viaggiatore che pianifica un viaggio all’estero, magari in un Paese lontano ed esotico, deve fare la propria parte affinché il viaggio diventi veramente indimenticabile, inteso nel senso positivo del termine.

Dunque, non fatevi cogliere alla sprovvista e ascoltate i consigli dei viaggiatori più esperti: alcuni vi sembreranno banali, ma se vi troverete davanti a un imprevisto potranno facilitarvi la vita e in alcuni casi addirittura salvarvela.

1 – Cambiate sempre il denaro all’aeroporto di destinazione
Se avete con voi valuta in euro o in dollari, cambiatela subito arrivati all’aeroporto di destinazione, dove le commissioni sono generalmente più basse che nel resto del territorio.

2 – Non perdetevi una buona toilette
Se vedete una buona toilette, approfittatene. Non è detto che la prossima sia altrettanto pulita o a portata di mano.

3 – Portate sempre con voi medicinali per i disordini intestinali
Mentre gli antibiotici sono generalmente a portata di mano in quasi tutto il mondo, quelli che curano le infiammazioni dell’intestino non sono altrettanto universali ed efficaci come quelli che possiamo procurarci in Italia.

4 – Portate sempre con voi medicinali contro il dolore
Meglio avere sempre con sé i vostri antidolorifici: non è detto che siano commercializzati o facilmente disponibili anche in altri Paesi

5 – Imparate sempre tre frasi della lingua locale: grazie, sì e no
Spesso vi tornerà utile conoscere un vocabolario di base nella lingua locale, anche perché in alcuni Paesi quasi nessuno parla inglese, eccetto le nuove generazioni

6 – Documentatevi sulle usanze e sui tabù locali
Conoscere il modo di salutare e le usanze di buona educazione e gentilezza della popolazione locale vi faciliterà la vita ed eviterà spiacevoli equivoci.

Apps che tutti i viaggiatori dovrebbero avere.


Con l’avvento degli smartphone e delle tecnologie più moderne, le operazioni che prima chiedevano molto tempo, ora possono essere fatte in pochi secondi grazie all’utilizzo delle app. Cercare un alloggio, trovare la strada giusta, convertire la valuta, trovare la traduzione di una parola nella lingua locale e custodire i propri documenti di viaggio, sono operazioni che possono essere fatte in modo del tutto digitale, alleggerendo il carico del bagaglio e offrendo una garanzia di sicurezza. Ecco quindi le

Google maps off-line.
Il noleggio dei navigatori satellitari è sempre più costoso, a questo Google maps pone rimedio grazie alla sua app che permette di avere la mappa dell’area visitata anche in modalità off-line. Questo è uno strumento molto utile anche se ci si trova in zone con segnale telefonico ridotto.

Hotel Tonight.
Ci sono numerose app che permettono di prenotare gli alloggi, ma questa aiuta a trovare la soluzione più adatta in base a dove ci troviamo, per la sera stessa. Gli hotel e le strutture ricettive comunicano alla app le camere rimaste libere per la notte e le offerte dell’ultimo minuto a prezzi scontatissimi, così non ci sarà più il problema di mettersi al telefono e chiamare decine di hotel per riservare una camera.

Mobile Passport.
Quante volte è successo di trovarsi in fila al check-in di un aeroporto e di non trovare il passaporto nella borsa? Ora c’è un rimedio a tutto questo e si chiama Mobile Passport. Questa app permette di scannerizzare il proprio documento e di esibirlo ai controlli di sicurezza per l’imbarco.

XE Currency.
Questa app permette di effettuare la conversione di oltre 180 valute anche in modalità off-line ed è aggiornata costantemente: la soluzione per ogni viaggiatore!

Triposo.
Non serve più portare la guida cartacea quando c’è Triposo, una app che raccoglie tutte le informazioni sulle destinazioni, come ad esempio i monumenti, i musei, i bar e i ristoranti. È possibile anche scaricare la mappa della destinazione prima della partenza e utilizzarla in modalità off-line durante il viaggio
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giovedì 23 maggio 2019

Il parco nazionale di El Palmar fu creato per preservare gli alberi di palma yatay.

Il parco nazionale di El Palmar (in spagnolo Parque Nacional El Palmar) è un'area naturale protetta argentina situata nella regione centro-occidentale della provincia di Entre Ríos, a metà strada tra le città di Colón (distante 54 km) e Concordia (distante 60 km).

Ricopre un'area di circa 85 km² e venne istituito nel 1966 per preservare i caratteristici alberi di palma yatay (Syagrus yatay, in passato Butia yatay, famiglia delle Arecacee).
Parco Nazionale "El Palmar" ingresso.


Parco nazionale di El Palmar.


La zona del parco ospita l'ecosistema della savana temperato-umida tipica della Mesopotamia Argentina.



Sul terreno crescono macchie di palme di varie specie, praterie, piccoli boschetti e foreste, interrotte da torrenti che scorrono verso est per congiungersi al fiume Uruguay.

La Butia Yatay.


La Butia Yatay è una palma alta fino a 12 m. Mostra foglie pennate, con 140 foglioline, di colore verde leggermente bluastro, lunghe fino a 2 m con un picciolo di 60 cm, subleñoso e dotate di spine. I fiori formano infiorescenze gialle, che possono contenere fino a 100 fiori protetti da una spatola legnosa e scanalata.

Il frutto appare raggruppato; è ovato, apicale, di colore arancione e tra 5 e 3 cm di diametro, protetto alla base da brattee che coprono un terzo della sua superficie. I suoi frutti sono commestibili e da questi viene elaborato il "yatay liquor", oltre ad attirare numerosi uccelli. Erano il cibo principale del macao blu, Anodorhynchus glaucus, oggi estinto.

Fauna.

Leggi anche: Entre Ríos come lo indica il nome, si trova circondata da cosi fluviali maestosi come il Parana, l’Uruguay, il Gualeguay e il Gualeguaychu.
Anfibi : rospo cururú ( Bufo paracnemis).

Rettili : lucertola ovata ( Tupinambis teguixin), serpente cieco dalla fronte bianca ( Leptotyphlops albifrons).

Uccelli : Nandu ( Rhea americana), Anatra creola ( Cairina moschata), Picchio comune ( Penelope oscura), Espartillero pampa ( Asthenes hudsoni),  Aquila di collare ( Alectrurus risorius), Cardinale giallo (cardinal gialla ), Federale ( Amblyramphus holosericeus).

Mammiferi : Molosso comune ( Tadaridabrasiliensis), Volpe di Montagna (Cerdocyon thous), Gatto pajero (Oncifelis colocolo), Gatto selvatico (Oncifelis geoffroyi), Furetto giovanile (Galictis cuja) , Lupo di fiume (lontra longicaudis), vizcacha (Lagostomus maximus), capibara (hydrochaeris).



Il capibara vive in riva ai fiumi e ai laghi, nelle paludi e in genere in tutti i luoghi umidi nelle zone tropicali e temperate del Sud America, a est delle Ande.
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