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domenica 29 aprile 2012

Nota come il Giardino della Repubblica per la sua esuberante bellezza naturale, Tucumán è la porta d’ingresso al nord argentino.

A 1.310 Km da Buenos Aires è situata la provincia di Tucumán. Si arriva mediante voli nazionali nella sua capitale, San Miguel de Tucumán, luogo storico dove si dichiarò l’Indipendenza Argentina, o tramite autostrada attraverso la RN9.

Nota come il Giardino della Repubblica per la sua esuberante bellezza naturale, Tucumán è la porta d’ingresso al nord argentino ed è anche la provincia più piccola del paese. Avendo un incanto naturale, offre pianure e montagne, climi secchi e umidi, foreste fitte e terre aride, moderne città, tranquilli villaggi e rovine indigene, alte cime, bacini, fiumi e valli.

È una delle province con maggior quantità di proposte per i suoi visitatori, e soddisfa le aspettative dei più esigenti e avventurieri. Introdursi nelle attività dell’habitat rurale significa un incontro con la laboriosa natura di questa provincia. Centro industriale, commerciale e culturale tra i più importanti dell’Argentina.
Con l’arrivo della ferrovia nel 1876 la città mutò il suo aspetto iniziando a d industrializzare la coltivazione della canna da zuccheo ed a a sviluppare l’industria tessile. Oggi la vita culturale è tra le più vive tra le capitali Argentine e la sua università tra le più antiche. Visitandola si può iniziare dalla Plaza Mayor oggi chiamata Plaza Indipendencia.

Anticamente era spoglia, usata per il mercato, le processioni e le esecuzioni.

I Cascos de Estancias o le campagne che offrono servizi, permettono di scoprire la convivenza tra compaesani e degustare la loro gastronomia. Il turismo archeologico è molto sviluppato, giacché i Valles Calchaquíes furono lo scenario prediletto dei popoli primitivi ed etnie che abitarono queste terre (una delle principali reliquie di quei tempi sono le Ruinas de Quilmes).

Tucumán è nota non soltanto per i suoi splendidi paesaggi come Tafí del Valle o Amaicha del Valle, ma anche per la sua ricca storia. Per trovare le sue radici dobbiamo rifarci alla tradizione dei popoli antichi, agli atti d’indipendenza dei creoli, ai personaggi che forgiarono l’industria zuccheriera, agli intellettuali che trasformarono la provincia nel centro del movimento culturale del nord argentino.

Testimonianza della sua prosperità sono le case Patrizie ancora presenti sulla piazza come Casa Nanques. Casa Sortheix. Casa Frias Helquera. Oltre a queste Casa Padilla e la Federacion Economica che sono il stile coloniale con il “Patio” che merita essere visto.
Altro edificio importante della piazza è la Catedral edificata in stile neoclassico con all’interno tre navate e numerosi affreschi.

Proseguendo si può vedere Casa Historica de la Indipendencia, dedicata alla proclamazione dell’indipendenza delle Provincie Unite del Rio e de la Plata alla fine del 700.

Parque 9 de Julio con i suoi 200 ettari di giardini, impianti sportivi, campeggi, laghetti e percorsi.
 
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venerdì 27 aprile 2012

La Rioja provincia essenzialmente montana, al confine con il Cile.

La Rioja è una provincia dell'Argentina nord-occidentale.

Confina a nord-ovest con il Cile, ad ovest con la provincia di San Juan, a sud con quella di San Luis, con la provincia di Córdoba ad est e con quella di Catamarca a nord.

La capitale è La Rioja, nella parte centrale della provincia, che con circa 150.000 abitanti concentra la metà della popolazione complessiva della stessa.

La provincia, essenzialmente montana, nella regione andina al confine con il Cile, con alcune vette raggiunge altitudini superiori ai 6.000 metri. Procedendo verso est il paesaggio gradualmente si fa più pianeggiante ma l'altitudine è sempre elevata e si succedono diverse catene montuose minori.
Il clima è prevalentemente arido e solo nella parte più orientale ci sono precipitazioni sufficienti per uno sfruttamento agricolo del suolo (vigneti, ulivi, nocciole).

L'allevamento di bovini e di capre è un'altra attività tipica di questa regione mentre dal sottosuolo si estrae principalmente l'argilla cui seguono altri materiali tra i quali va segnalato l'uranio.

È in grande crescita il turismo, richiamato dalle bellezze naturali di questa zona e in particolare del Parco Nazionale di Talampaya.







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venerdì 20 aprile 2012

Una terra ventosa e desolata, un vasto arcipelago formato da molte isole a sud dello Stretto di Magellano.

Una terra ventosa e desolata, un vasto arcipelago formato da molte isole a sud dello Stretto di Magellano circondato dall’Oceano Pacifico e dall’Oceano Atlantico e dal Mar Artico per circa 65000Kmq.

Di tutte le isole solo alcune sono abitate: Isola Grande, Novarino e Dawson. Quando si parla di “Tierra del Fuego” nell’accezione corrente ci si riferisce invece all’Isla Grande de la Terra del Fuego. La porzione occidentale e lo stretto di Magellano sono politicamente del Cile, mentre la parte orientale tra cui alcune isolo sono Argentine.

La maggior parte della popolazione vive sull’Isola Grande.

Le differenze climatiche tra il Nord ed il Sud dell’isola influenzano le vegetazione, che appare come steppa nella parte settentrionale e come bosco nella parte meridionale. Nel 1520 Magellano arrivò a Capo Vergini oltre al quale si apriva un canale che collegava l’Oceano Atlantico e quello Pacifico. Dalle navi i marinai vedevano numerosi fuochi sulle coste che dovevano essere disabitate e da qui il nome Tierra del Fuego.

L’arrivo degli europei, ebbe un effetto disastroso sulle popolazioni autoctone portandone a breve l’estinzione. Anche gli interventi dei Salesiani furono controproducenti perché gli indigeni vennero confinati nelle missioni dove si avvicinarono all’alcol e soprattutto vennero decimati da malattie come il morbillo ed il raffreddore.

USHUAIA.
 Capitale della provincia e città più australe del mondo, si estende lungo la costa settentrionale della Baia di Ushuaia. Le principali fonti di reddito solo l’impiego pubblico, alcune industrie e ultimamente il settore turistico. Nel 1970 la città venne dichiarata Porto Franco e numerose furono le industrie che attratte dagli sgravi fiscali aprirono stabilimenti in questa zona aiutando l’economia locale.

Da vedere in città il Museo del Fin del Mundo, il Museo Maritimo ed il Museo Penitenziario, dedicato alla storia del carcere aperto nel 1899 dove i detenuti si dedicavano alla creazione di oggetti, mobili ed alla creazione delle case per i pochi abitanti.

Da Ushuaia attraverso il Canale del Bearle si possono fare escursioni verso le Isole dove si possono vedere Otarie, Cormorani e Gabbiani.

ISLA DE LOS ESTADOS.
 Di fronte a Isla Grande si trova questa isola, frequentata in passato solo dai cacciatori di Otarie, Pinguini e Balene. Oggi è visitata dalle Navi della Marina Militare e dai ricercatori.

PARQUE NACIONALE TIERRA DEL FUEGO.

A 10 Km da Ushuaia si entra nel parco omonimo creato nel 1960. Caratterizzato da catene montuose, laghi e vallate. La vegetazione è dominata dal bosco con alberi che raggiungono i trenta metri di altezza. In ogni stagione il colore dei fiori rallegra il paesaggio , le rosse Mutilla., primule e violette. Tutti i boschi del parco sono spontanei. Sulla costa si incontra “Il Cauquen Blanco” Oca Americana, che attende paziente che la bassa marea per nutrirsi di alghe. Il maschio è bianco e la femmina è nera.

All’ingresso del parco si trova il guardaparco dove si possono chiedere informazioni su i percorsi e sui permessi per la pesca e il campeggio. Proseguendo si trovano i binari dell’antica ferrovia della colonia penale oggi in parte funzionate, da non perdere la gita a bordo dei suoi piccoli vagoni.

Dopo l’ingresso lasciando la strada principale a sinistra si arriva a Ensenada che è una piccola baia protetta dalle Isole Ridonda ed Estorbo e a destra si arriva al Canadon del Toro dove terminava la vecchia linea ferroviaria.

Dopo 4Km dall’ingresso si arriva al Punto Panoramico da dove, si gode di un’ampia visuale sulla Cilena baia Yendegaia, sul Canale di Bearle sull’Isla Ridonda e sulle baie Ushuaia e Ensenada.

RIO GRANDE.
 Distante 230 Km da Ushuaia, cittadina non particolarmente interessante, spoglia e polverosa. Più affascinanti sono le bellezza naturale che la circondano, come l’alternarsi delle maree nel porto che arretrano di centinaia di metri.

Fondata nel 1893 dai Salesiani, grazie al porto crebbe rapidamente. Principale centro economico dell’isola, Rio Grande deve la sua prosperità alle industrie elettroniche, al petrolio ed alle Estancia produttrici di lana e carne. Andando verso nord si incontra La Candelaria che era una missione salesiana, una grande colonia dove si insegnava agli indigeni a leggere e scrivere ed a svolgere attività manuali. Oggi Scuola aerotecnica salesiana. Interessante il museo situato nell’antica cappella che raccoglie documenti sugli indigeni Ona.

 Nella costruzione che accoglieva la scuola è stato allestito un altro museo con uccelli e animali imbalsamati specie esistenti nella Tierra del Fuego oltre a conchiglie, minerali e fossili.
Oltre la missione si incontra un alto dirupo conosciuto come Cabo Domingo, in passato gli indigeni ci svolgevano riti di iniziazione e addestravano i giovani alla caccia.

FALKLAND – MALVINAS.

Lontane 13.000 km dall’Inghilterra alla quale appartengono sono solo lontane 664 km dall’Argentina. Sono un’ arcipelago di circa 200 isole sparse di cui sono tredici abitate. Due sono le più grandi la Orientale dove sorge la capitale Stanley e la Occidentale, separate da un ampio braccio di mare.
Il clima freddo e forti venti le rendono prive di vegetazione arborea, con molti arbusti ed erbe. La pesca e la produzione di lana costituiscono la principale industri delle Falkland.

 Le isole sono disseminate di Riserve Naturali ospitando tante varietà di pinguini, elefanti marini e migliaia di uccelli.

Rivendicate da sempre dall’Argentina durante la dittatura militare, il 2 Aprile del 1982 un gruppo di militari guidati dal Generale Menendez appoggiati da mezzi anfibi e blindati sbarcò a Puerto Stanley facendo arrendere il presidio inglese.

Il generale Galtieri aveva sottovalutato l’interesse del governo londinese che nel giro di 48 ore inviò due portaerei e migliaia di uomini che rovesciarono le sorti della guerra. Questo interesse per le isole fecero riscoprire le bellezze naturalistiche di queste coste aumentando in turismo internazionale.

STANLEY.

Puerto Argentino per gli argentini e un villaggio adagiato lungo un fiordo, con le case di legno ed i tetti variopinti.

Ci sono solo due strade, la Ross Road che attraversa il villaggio e sulla quale sono concentrati tutti gli edifici pubblici e la strada che conduce all’aeroporto.

In Ross Road si trova il 1982 War Memorial ed il Falkland Museum.

Poco lontano da Stanley si arriva York Bay, spiaggia bianchissima e dalla sabbia che sembra borotalco.


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martedì 17 aprile 2012

Santa Fe sorge di fronte alla città di Paraná, alla quale è collegata dal Tunnel Subfluviale Hernandarias.

Santa Fè è la capitale dell'omonima provincia.

È situata nella parte nord-orientale del paese, nei pressi della confluenza dei fiumi Paraná e Salado.

Sorge di fronte alla città di Paraná, alla quale è collegata dal Tunnel Subfluviale Hernandarias.

La città è inoltre collegata tramite un canale con il porto di Colastiné, sul fiume Paraná. Santa Fe ha una popolazione di circa 370.000 abitanti, mentre la sua area metropolitana raggiunge i 454.000 abitanti, ed è la nona dell'Argentina.

Santa Fe è il principale centro commerciale ed il nodo di trasporto per una ricca area agricola che produce grano, oli vegetali e carne. È sede dell'Università Cattolica di Santa Fe, inaugurata nel 1959, dell'Università Nazionale del Litorale (fondata come Università Provinciale nel 1889, e dal 1959 con l'attuale denominazione), diversi musei e un consistente numero di edifici di epoca coloniale. Il simbolo della città è il Puente Colgante, costruito negli anni '20 del XX secolo, e, in seguito all'inondazione di 1983, ricostruito durante l'anno 2003.

In origine Santa Fe fu fondata, nel 1573, nella vicina località di Cayastá, dove è sepolto Hernandarias, il primo governatore nativo americano del Sudamerica. Fu trasferita al sito attuale nel 1653 a causa delle continue esondazioni del fiume Cayastá. La città divenne capitale provinciale nel 1814, quando il territorio della provincia di Santa Fe fu separato dalla provincia di Buenos Aires dall'Assemblea Nazionale Costituente.

La città, anche nell'attuale collocazione, non è immune dalle inondazioni. Il 29 aprile 2003 il livello del fiume Salado si alzò di quasi 2 metri nel giro di un paio d'ore in seguito ad un forte acquazzone, causando una catastrofica alluvione. Non meno di 100.000 persone furono fatte evacuare, ed ampi settori della città rimasero allagati per più di una settimana.

La pesca sportiva si può praticare lungo i 700 km. di costa. A Reconquista, a 350 km dalla città di Santa Fe, si tiene la Gara Argentina di Pesca di Surubí, il torneo di pesca sportiva più importante del paese. Le sponde del Paraná hanno una lussureggiante vegetazione e una svariata avifauna composta di oltre 300 specie d’uccelli, ideale per la pratica d’avvistamento e il safari fotografico. Le forti influenze dell’agro in questa provincia invitano ad inoltrarsi nei circuiti di produzione più indicativi (ad esempio nei caseifici).

Si può rivivere la sua storia e il profondo segno che ha trasmesso la cultura ispanica in luoghi come Cayastá, dove si conservano le rovine di Santa Fe La Vieja, Monumento storico nazionale. Il capoluogo, Santa Fe e Rosario sono centri urbani di notevole densità demografica, rilevante movimento culturale e commerciale, convenienti per lo sviluppo di un turismo avviato ai business ed ai congressi.



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