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mercoledì 22 marzo 2017

Biodiversità patagonica nota per la ricchezza naturalistica delle sue aree protette.

La regione sperimenta circa sette mesi di inverno e cinque mesi di estate. Le gelate non sono rare nel deserto, ma, a causa della condizione molto secca tutto l'anno, le nevicate sono scarse.

La barriera opposta dalle Ande, che si trova ad ovest del deserto, è la ragione primaria della condizione desertica della Patagonia, dal momento che gli alti crinali (superiori ai 4.000 metri) fermano il flusso di umidità dal sud dell'oceano Pacifico.

Questo crea un'ombra pluviometrica che è la causa principale della formazione del deserto, ed è la causa principale della sua aridità, a dispetto del fatto che circa la metà del deserto si trovi a meno di 300 km dall'oceano Atlantico.

Anche la corrente delle Falkland, molto fredda e secca, che lambisce la costa atlantica del Sud America contribuisce all'aridità dell'area.
patagonia
Flora.
Per via dell'elevata variabilità nella temperatura, nelle precipitazioni e nell'altezza, ci sono vari modelli della vegetazione. La brughiera con le paludi e gli arbusti nani, chiamata brughiera di Magellano, predomina lungo il litorale occidentale del sud in cui soffiano venti forti e le precipitazioni sono abbondanti. Intorno ai campi glaciali, l'alta piovosità nelle zone riparate permette l'esistenza della foresta pluviale temperata (foreste subpolari di Magellano), con formazioni di faggio del sud (Nothofagus betuloides).

Il bosco misto (foreste pluviali temperate di Valdivian) si può ritrovare nelle zone con intensità di precipitazione più bassa, e comprende essenze come Nothofagus pumilio, Berberis buxifolia e Gunnera magellanica.

Leggi anche: Lago Fagnano una gemma nascosta immersa nel fascino delle Ande fuegine.
Dal lato orientale delle montagne, ci sono inoltre zone di foreste pluviali e di paludi in cui l'intensità delle precipitazioni è elevata. Oltre queste zone si estendono la steppa ed il pascolo con gli arbusti bassi, dominati da Festuca ed erbe resistenti alle basse intensità di precipitazione ed ai venti forti.
In primavera ed estate, il pascolo è dominato da piante basse ricoperte di piccoli fiori.

Il calafate (Berberis buxifolia) è considerato il simbolo della Patagonia. È un arbusto sempreverde, le cui bacche sono commestibili ed utilizzate per produrre una marmellata. Una leggenda dice che mangiare le bacche di questo arbusto rende la gente sicura di ritornare in Patagonia. Un grande e meraviglioso esemplare di Fitzroya cupressoides, considerato un monumento naturale, si trova nel parco nazionale di Los Alerces.

Fauna.
Il guanaco, il puma, lo zorro o volpe brasiliana (Canis azarae), lo zorrino o Mephitis patagonica (un genere di moffetta) ed il tuco-tuco o Ctenomys magellanicus (un roditore sotterraneo) sono i mammiferi più caratteristici delle pianure della Patagonia.

Il guanaco vaga in greggi nella regione e rappresentava, insieme al Rhea americana, e più raramente al Rhea darwinii, il principale mezzo di sostentamento per le popolazioni native, che li cacciavano a cavallo e con i cani, utilizzando le bolas. Il Vizcacha (Lagidum spec.) ed il Mara (Dolichotis) sono inoltre animali caratteristici della steppa e della Pampa al Nord.

L'avifauna è spesso meravigliosamente abbondante. Il Caracara del sud o carancho (Caracara plancus) è uno dei rappresentanti più caratteristici del paesaggio della Patagonia; il colibrì può essere visto in volo in mezzo alla neve appena caduta. Tra i molti generi di uccelli acquatici basti accennare al fenicottero, all'oca della regione montagnosa (Chloephaga picta) e, nello stretto, alla notevole oca di Magellano (Tachyeres pteneres). La fauna marina comprende la balena australe, il pinguino di Magellano, l'orca e l'elefante marino.
La Penisola di Valdés è stata dichiarata dell'Unesco patrimonio dell'umanità per la grande importanza che ricopre come riserva naturale.

Elenco delle specie.
Guanaco
Volpe della Patagonia
Conuro della Patagonia
Pinguino di Magellano
Condor delle Ande
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giovedì 26 gennaio 2017

Lago Fagnano una gemma nascosta immersa nel fascino delle Ande fuegine.

Il lago Fagnano (o lago Cami) è un lago che si trova sull'Isola Grande della Terra del Fuoco, suddiviso tra il Cile e l'Argentina.

Il lago si sviluppa longitudinalmente in direzione est-ovest. La sua lunghezza è di circa 98 km, dei quali 13,5 in territorio cileno ed i restanti 72,5 in territorio argentino. Della sua superficie di 645 km², 39 km² ricadono in territorio cileno.

La sponda meridionale è ripida e vi si estende un altopiano, dove è possibile riconoscere due livelli di terrazze lacustri. Lungo la sponda occidentale, si trova il rio Azopardo, che funge da emissario riversando le acque del lago nel Seno Almirantazgo.
Lago_Fagnano_Hualo
Il lago era chiamato, dagli indigeni Selknam, El descanso del horizonte, perché la linea immaginaria dell'orizzonte che è costituita dalla catena montuosa è interrotta dal lago per poi continuare al di là di esso.

Fu battezzato lago Fagnano in onore del sacerdote cattolico José Fagnano, che fu il primo administrador apostólico de la Patagonia Meridional, Tierra del Fuego y Malvinas con sede a Punta Arenas.

Dimensioni.
Superficie    645 km²
Lunghezza    98 km
Larghezza    6 km
Profondità massima    200 m
Profondità media    80.7 m
Volume    46.806 km³
Sviluppo costiero  230 km
fagnanofagnano-1fagnano-4fagnano-mapa
Lago_Fagnano_Hualolago-fagnano-1lago-fagnano08
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domenica 9 ottobre 2016

La più grande fabbrica di soia del mondo di ben 200 ettari è in Argentina.

Grazie alla sua ubicazione sulle rive del Paraná che danno sull’Atlantico, l’impianto è stato progettato per processare industrialmente la soia argentina e dei Paesi limitrofi. L’intero complesso è dotato di un sistema di cogenerazione che lo rende energeticamente autosufficiente  e il governo di Buenos Aires e Renova assicurano che «Rispetta tutti gli standard di sostenibilità e di tutela ambientale  più avanzati del mondo».

La gigantesca fabbrica è stata costruita in Timbúes nel Dipartimento di San Lorenzo grazie ad un investimento di 480 milioni di dollari del consorzio Renova, composto dalle compagnie agroindustriali Vicentín  e Glencore.

La fabbrica occupa ben 200 ettari e può scaricare 1.000 camion al giorno, è in grado di immagazzinare 310.000 tonnellate di soia ed è dotata di un porto con uno spazio di stoccaggio per 60.000 tonnellate.

Il vicepresidente di Renova, Sergio Gancberg, ha detto che «L’impianto costruito in tre anni è stato progettato da ingegneri argentini del settore oleario che hanno un posto speciale nel mondo, con un progetto unico al quale hanno lavorato 890 professionisti, provenienti da 15 università nazionali. Presentiamo un impianto tecnologico di primo livello, sicuro per il personale, con efficienza energetica e che salvaguarda l’ambiente nella maniera più rigorosa».
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La cosa non convince affatto le organizzazioni contadine e ambientaliste argentine che dicono che questa nuova gigantesca industria non è altro che l’ennesima espansione degli “amigos di glifosato , cioè Monsanto, Glencore, Louis Dreyfus, Bunge, Cargill e Co. e le loro aziende agrochimiche che hanno fatto dell’Argentina un enorme campo di sperimentazione per l’etanolo prodotto con Ogm e di  monocoltivazioni di quella che le associazioni argentine chiamano “soja maldita” perché questa coltivazione intensiva ha bisogno di più di 3 tonnellate di fertilizzanti per produrre 10 tonnellate di soia.
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La regione è sempre stata un crocevia per la comunicazione economica, sociale e culturale. È abitata da 10.000 anni, fin dai primi insediamenti delle società di caccia-raccolta, attestati dalla grande quantità di reperti preistorici. Era una via di transito per le carovane al tempo dell'Impero Inca, nel XV secolo, e successivamente un importante collegamento fra il Vicereame del Río de la Plata e il Vicereame del Perù, nonché il teatro di numerose battaglie della Guerra d'Indipendenza Argentina.
Leggi anche: Santa Fe sorge di fronte alla città di Paraná, alla quale è collegata dal Tunnel Subfluviale Hernandarias.
Santa Fe sorge di fronte alla città di Paraná, alla quale è collegata dal Tunnel Subfluviale Hernandarias.
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