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venerdì 19 ottobre 2012

Il Locro è un piatto tradizionale per celebrare le feste nazionali.

LocroMolte ricette si tramandano dall’epoca coloniale spagnola e si arricchiscono dei prodotti del luogo come mais, quinoa e patate andine, nonché con animali allevati negli enormi pascoli argentini (agnello, lama, capra). Cosi nascono le migliori “empanadas” del paese (grossi ravioli di carne) fritte o meglio cotte al forno di fango, le “humitas” (pasta di choclo fresco – ossia pannocchia - avvolta nella sua foglia di chala) e il “locro” (zuppa iper-energetica di mais con carne e molto altro ancora).

Più indicato per l'inverno per gli ingredienti che ha e per il calore che da al corpo quando si mangia, il Locro è un alimento regionale. E’ un piatto tradizionale per celebrare le feste nazionali, gustoso e di grande carattere. La sua vendita è tanto comune come quella delle” empanadas”, anche se queste vengono vendute tutto l'anno, mentre il Locro è più popolare nel periodo freddo.

E’ uno stufato di mais, fagioli, zucca gialla creola (grande con buccia verde, polpa gialla la cui consistenza è come il rosso dell’uovo quando è cotto), ai quali viene aggiunta carne e budello di manzo e ossa salate di maiale. Quando viene portato a tavola si possono aggiungere altri prodotti della zona ed al momento di mangiarlo si corona il piatto con un cucchiaio di grasso di animale fuso (un po’ il nostro strutto) e con un trito di peperoni verdi e cipolle. Più che gustosa e adatta agli inverni andini. Il tutto ovviamente accompagnato da un vino rosso Calchaquí .

Ingredienti per il Locro ( 10 persone):
400 gr. di mais bianco frantumato
1 kg di zucca
2 cipolle grandi
3 peperoni tra rossi e gialli
2 carote
2 spicchi d'aglio
4 foglie di alloro
1 piedino di maiale
2 salsicce affumicate
4 costine di maiale affumicate
250 gr. di pancetta
4 patate grandi
2 patate dolci dette patate americane
200 gr. di fagioli bianchi (ho usato i cannellini)
sale e pepe q.b.
Per la salsa di condimento fare un soffritto fatto di:
erba cipollina tagliuzzata
1 peperone verde
peperoncino abbondante
aceto di vino rosso
1 cucchiaio di zucchero di canna
sale, origano e prezzemolo
  
Preparazione:
  • Lasciare il mais a mollo, come i fagioli, la sera prima.
  • Proseguire pulendo e tagliando tutte le verdure: la cipolla ad anelli grandi ed i peperoni in quarti.
  • L'aglio va lasciato intero o tagliato fino secondo le preferenze.
  • Si inizia con la cottura della carne con le verdure.
  • In primo luogo, la cipolla ed l'aglio insieme con la pancetta a strisce grosse.
  • Alcune persone cuociono tutti gli ingredienti insieme, è preferibile farlo in due fasi.
  • Poi si aggiungono i peperoni.
  • Dopo la carne, le salsiccia e le carote.
  • Si rosola tutto ed si aggiunge dell'acqua per continuare la cottura per circa un'ora lasciando sobbollire.
  • Nel frattempo, dopo aver lasciato riposare il mais ed i fagioli per circa 12 ore, si mette in una pentola separata, con del acqua , per cucinarli insieme.
  • Nel giro di un'ora, devono essere cotti.
  • Una volta cotta la carne, la mettiamo da parte.
  • Mentre si cucina il mais aggiungiamo nella stessa pentola , la zucca tagliata a pezzi grossi.
  • Puliamo le patate, anche quelle dolci e le teniamo da parte.
  • Quando il mais sarà cotto lo versiamo nella pentola con la carne e le verdure tenute da parte.
  • Volendo possiamo cucinare la carne il giorno prima e lasciare in frigorifero per il giorno successivo, questo farà che i sapori si concentrino di più.
  • Per ultimo incorporare le patate quelle bianche e quelle dolci.
  • In 20 minuti quando saranno cotte, questa minestra è pronta.
  • La zucca diventerà una purea che si disfa con la lunga cottura e questo porta la cremosità al piatto.
  • In tutto si cucina con 2/4 ore, tutto dipende dal tipo e dalla quantità di carne.
  • Ci vorrà tutta una mattina, un po’ come fare un buon sugo con il ragù di carne!.
  • Ma, credetemi, sebbene i tempi sono lunghi, vale la pena!
Preparare la salsa per il condimento:
  • Il Locro è condito con una salsa piccante, fatta con aglio, scalogno, peperoncino ( detti "Ajies" in Argentina) e peperoni verdi dolci.
  • La mia è una versione adattata con cipolle, erba cipollina o porri, pepe , aglio, peperoni verdi e peperoncino.
  • Si fa un soffritto di cipolla, erba cipollina, peperoni , più un paio di cucchiai di aceto di vino rosso e si lascia cuocere por un po'.
  • Aggiungere anche della paprika dolce, in mancanza del "Pimentòn Dulce" usato in Argentina per dare il tipico colore rosso a questa salsa.
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giovedì 27 settembre 2012

Cartoon (fumetto) in Argentina: Tabaré e la sua creazione più famosa "Diogenes e Il Linyera".

tabare gomez laborde Gomez Tabaré Laborde, conosciuto artisticamente come Tabaré, (21 agosto 1948 ) è un vignettista uruguaiano, umorista e fumettista nazionalizzato argentino autore di fumetti, cartoni animati e illustrazioni di libri, soprattutto in America Latina, noto per il suo personaggio "Diogenes e Il Linyera ", pubblicato ininterrottamente dal 1977 a Buenos Aires dal quotidiano Clarin.
Nato nella città di La Paz (Canelones) in Uruguay  ha attraversato varie attività di lavoro fino a quando entra a far parte di un'agenzia pubblicitaria a Montevideo, il lavoro che avrebbe definito la sua carriera.
Dal 1969 ha iniziato a pubblicare nei media argentini, dove ha vissuto dal 1976.

diogenesyellinyera Comics.
Diogenes e il Linyera - sul retro della copertina di Clarin (Buenos Aires), pubblicato ininterrottamente dal 1977. Co-creatori e scrittori: Jorge Carlos Abrevaya e Guinzburg fino al 1993. Le avventure di un vagabondo e il suo cane (Diogenes), con brevi dialoghi che sempre mostrano una satira della realtà sociale e politica dal punto di vista di due senzatetto urbani.

Paja Brava - ha 24 capitoli pubblicati in Argentina, Satyricon e altri media. Un capo metà indiano metà gaucho condannato in materia di conquiste sessuali.
Eustaquio.
 
tabare eustaquio
tabare diogenes-y-el-linyera
tabare diogenes
tabare diogenestira
tabare gaucho
Tabaré Paja Brava
tabare paja brava1
Tabaré Paja Brava1
tabare paja brava2
tabare paja brava4
tabare relatos inmortales
tabare3
Tabaré bicherio
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mercoledì 26 settembre 2012

Dopo le ceneri, Villa La Angostura è di nuovo la località invernale con più stile e glamour.

Viila La Angostura map
VillaLaAngosturaVilla La Angostura  è una cittadina situata nella parte meridionale della province argentina di Neuquén, sulla sponda nord-occidentale del lago Nahuel Huapi. Ha una popolazione di circa 11.000 abitanti.
La cittadina è situata a metà strada fra San Martín de los Andes e San Carlos de Bariloche, nel Parco Nazionale Nahuel Huapi.

La Angostura è considerata una delle principali attrazioni della Patagonia andina, per la città stessa, dalle caratteristiche costruzioni in legno strutturale, ma anche per la bellezza dei panorami nella regione circostante. Dalla parte opposta della città rispetto al Nahuel Huapi, si trova il Lago Correntoso.

I due laghi sono collegati dal fiume Correntoso, lungo soltanto 200 metri, una delle principali mete per la pesca nei dintorni di Villa La Angostura. La panoramica Strada dei Sette Laghi (110 km) collega la città a San Martín de los Andes.

L'architettura della cittadina segue uno stile prettamente alpino, con l'utilizzo del legno, la città fu fondata infatti da emigranti italiani, quasi tutti Bellunesi, tedeschi ed austriaci. È ricca di negozi di artigianato e prodotti alimentari locali, come il cioccolato, la carne di cervo e la trota.

Il microclima dell'area è temperato, con influenze dell'Oceano Pacifico, dalla parte opposta della Cordigliera delle Ande, sebbene in inverno vi siano abbondanti nevicate. Nelle vicinanze di La Angostura si trova la stazione sciistica di Cerro Bayo.
Villa_La_Angostura_Panoramica_Cerros_Belvedere_Inacayal_Bayo
Altri link di interesse:
 
villa-la-angostura-peninsula-quetrihue
villa la angostura cerro-bayo-2
villa la angostura
villa la angostura1
villa la angostura3
villa la angostura4
villa la angostura5
villa la angostura6
villa la angostura7
villa la angostura8
villa la angostura9
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domenica 2 settembre 2012

Il turismo sostenibile in Argentina rispetta e preserva a lungo termine le risorse naturali.

Atardecer
"Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali". (da Conferenza Mondiale sul turismo sostenibile, Lanzarote 1995).

Si intende per turismo sostenibile ogni forma di attività turistica che rispetta e preserva a lungo termine le risorse naturali, culturali e sociali e che contribuisce in modo positivo ed equo allo sviluppo economico e al benessere degli individui che vivono e lavorano in questi spazi.

Un'industria in netta crescita che certamente genera guadagni e benefici per le popolazioni nei luoghi di destinazione. Ma anche impatti negativi. Questi hanno ricadute su tre aspetti interconnessi: l'ambiente naturale, gli aspetti socio-culturali e quelli legati all'economia e allo sviluppo. Ci riferiamo alla distruzione di coste ed ambienti naturali per far posto agli insediamenti turistici, allo sfruttamento del lavoro minorile, al traffico illegale di specie protette per il mercato dei souvenir, alla perdita d'identità culturale delle popolazioni nei luoghi di destinazione e a molte altre cose. Lo stretto legame di dipendenza tra l'attività turistica e le risorse sulle quali questa vive (ambientali, culturali, umane) rende necessaria una riflessione sui modi di vivere e proporre il turismo.

Il contenuto del documento "Turismo Responsabile: Carta d'Identità per Viaggi Sostenibili" è frutto di un lavoro di condivisione nell'ambito del Terzo Settore che, a partire dal 1994, ha portato alla nascita di un Forum Nazionale sul Turismo Responsabile, alla firma il 23 novembre 1997, a Verona della Carta stessa ed alla costituzione nel maggio 1998 dell'Associazione Italiana Turismo Responsabile per la diffusione e la realizzazione dei principi contenuti nella Carta che oggi 50 associazioni non profit italiano.

Carta d'Identità per viaggi sostenibili
Dato che il turismo, alle soglie del 2000:
  • è la principale attività economica del globo;
  • sposta oltre 5 miliardi di persone ogni anno (tra cui quasi 600 milioni verso l'estero);
  • occupa milioni di lavoratori (1 ogni 15 occupati in tutto il mondo);
  • è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi decenni, favorito dallo sviluppo dei trasporti e comunicazioni;
ma considerato anche che il turismo, nelle sue applicazioni di massa e di lusso, ha spesso avuto effetti molto negativi su ambienti, culture, società, economie nei paesi di destìnazlone, specie nel sud del mondo; é fondamentale che per il suo sviluppo siano stabiliti limiti precisi e condizioni di attuazione appropriate.
In proposito, si fa riferimento anche ad autorevoli documenti prodotti negli ultimi anni da soggetti diversi, i cui contenuti illustrano bene, nelle linee guida, i valori generali che si vogliono trasmettere. Tra questi:
  • Carta di Lanzarote, 27/28 aprile 1995
  • Agenda 21 dell'ONU, 14/6/1992
  • Manifesto del movimento tedesco 'Tourism with Insight'
  • Tourism Bill of Rights and Tourist Code (OMT, 1985)
  • Manila Declaration on the Social Impact of Tourism (OMT, maggio 1997)
  • Montreal Declaration, 1997
E' necessario quindi:
  1. Sviluppare una maggior attenzione all'interazione tra turisti, industria turistica e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali, ed una disponibilità di adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri.
  2. Che gli utenti diventino coscienti del proprio ruolo di consumatori del prodotto-viaggio, da cui dipendono la qualità dell'offerta e il destino di milioni di altri individui nei luoghi di destinazione.
  3. Ridurre al minimo i danni dell'impatto socioculturale ed ambientale prodotto dai flussi turistici.
  4. Rispettare ed incoraggiare il diritto delle comunità locali a decidere sul turismo nel proprio territorio, e con queste stabilire rapporti continuativi di cooperazione solidale.
Prima della partenza
L'utente (viaggiatore individuale o di gruppo)
  1. Si interroga sulle reali aspettative e motivazioni del suo viaggio: ad es. riposo e svago, nel rispetto dell'ambiente e dell'altro; e conoscenza, intesa come cultura e incontro, per soddisfare le sue esigenze di approfondimento e di autenticità.
  2. Chiede di essere informato in modo corretto, da organizzatori e media, oltreché sugli aspetti tecnico logistici del viaggo, anche sul contesto socioculturale da visitare, e di sua iniziativa si procura informazioni (attraverso testi, guide, Internet, materiale audiovisivo).
  3. è interessato a creare in prima persona o tramite gli organizzatori contatti precedenti il viaggio con le realtà locali che potrebbero ospitarlo, e con esponenti che potrebbe incontrare della società civile del luogo di destinazione.
  4. è interessato e disponibile a incontri preparatori con i suoi prossimi compagni di viaggio e/o l'accompagnatore.
  5. Chiede agli organizzatori garanzie sulla qualità del viaggio dal punto di vista etico, cioé sulle sue caratteristiche ambientali economiche e sociali.
  6. Chiede la trasparenza del prezzo, per sapere quale percentuale del prezzo finale rimane alle comunità ospitanti.
  7. Privilegia viaggi in cui la massima possibilità di scelta su tempi e contenuti sia garantita.
L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
 
  1. Fornisce informazioni sul viaggio tramite:
    • cataloghi realistici, in cui il paese da visitare non sia presentato in modo fuorviante, falso, tendenzioso o ambiguo (riferimento ad es. al turismo sessuale) o strumentale (ad es. svendita di tradizioni culturali locali);
    • schede che comprendano una descrizione geografico-am-bientale; informazioni socioeconomiche, politiche e d'attualità; segnalazioni di progetti esistenti di cooperazione sociale e ambientale; le norme di comportamento consigliate;
    • una bibliografia scelta sulla destinazione in oggetto.
  2. E' disponibile ad organizzare incontri preparatori per i partecipanti ai viaggi durante i quali, oltre a conoscersi:
    • si concordino ove possibile itinerari e tempi;
    • o si chiariscano i dubbi degli utenti, siano essi singoli o in gruppo;
    • o si rendano possibili contatti diretti con le comunità dei luoghi di destinazione.
  3. Si impegna dal punto di vista etico sul piano: Ambientale
    • privilegiando alloggi, ristoranti, strutture, trasporti compatibili con l'ambiente (per presenza di depuratori, corretto smaltimento dei rifiuti, risparmio energetico).
    Sociale
    • chiedendo alle autorità statali di luoghi di destinazione di garantire uno sviluppo turistico compatibile;
    • privilegiando servizi di accoglienza (trasporti, alloggi, ristorazione) in linea con la cultura del luogo (ad es. non pretendere cibi estranei alla cultura locale);
    • scegliendo partners locali che rispettino le norme sindacali minime stabilite dall'ILO paese per paese (che tengano conto di orari ragionevoli, del no al lavoro minorile, di paghe eque secondo il salario minimo locale);
    • formando piccoli gruppi di partecipanti che entrino più facilmente in contatto con le realtà locali (è importante specie se queste sono fragili) ed evitando l'esposizione reiterata e continuativa di singole comunità ad un impatto turistico di massa unilateralmente deciso;
    • organizzando itinerari con tempi che non obblighino alla fretta, e in cui le mete selezionate siano in numero limitato;
    • attivando un accompagnatore opportunamente formato che funga anche da facilitatore interculturale;
    • evitando l'eccesso di organizzazione, che impedisce al visitatore di rendersi conto della realtà locale;
    • non favorendo nel turismo la mercificazione sessuale, e scoraggiando con tutti i mezzi prostituzione e pornografia infantili;
    • organizzando la partecipazione dei turisti a manifestazioni, feste e spettacoli tradizionali nel rispetto dell'autenticità e del consenso.
    Economico
    • privilegiando servizi di accoglienza (trasporti, alloggi, ristorazione) a carattere familiare o su piccola scala;
    • scegliendo servizi locali (trasporti, alloggi, ristorazione) dove minore sia il divario di possibile fruibilità tra il viaggiatore e la gente del posto;
    • verificando che parte (certificabile) dei soldi spesi dai turisti si redistribuisca in loco in modo equo (dall'alloggio all'acquisto di artigianato autenticamente del posto), e fornendo in allegato una scheda col prezzo trasparente; e, nel caso di multinazionali, verificando che ci sia una effettiva, consistente ricaduta positiva sull'economia locale.
Le comunità locali ospitanti*
*per comunità locali ospitanti si intende:
  1. Settori dell'industria turistica
  2. Autorità/ istituzioni turistiche e governi locali
  3. Gruppi di cittadini che vivono in aree interessate dal turismo (ma non direttamente coinvolti nel business turistico)
Vogliono controllare lo sviluppo del turismo nella loro zona e quindi:
  1. Si esprimono in merito al flusso di turismo, offrendo o meno disponibilità all'incontro.
  2. Se disponibili, alla domanda turistica rispondono con adeguate proposte di accoglienza.
  3. Tengono conto dei diversi aspetti dell'impatto del turismo:
    ambientale e paesaggistico
    • affinché strade, edilizia, riassetto del territorio siano attuate con valutazioni di impatto ambientale;
    sociale
    • affinché la cultura locale - architettura, arte, lingua, costumi, gastronomia - resti indipendente e viva;
    economico
    • affinché la proprietà locale non venga ceduta a stranieri, o confiscata dai governi locali per scopi analoghi;
    • affinché lo sviluppo non sia unilaterale ed eccessivamente dipendente dal turismo stesso;
    • affinché il denaro che entra con questo si redistribuisca anche in altri settori dinamizzando le interazioni nel tessuto sociale di destinazione;
    • affinché il prezzo pagato risulti equo per tutti (turisti, operatori, e comunità ospitanti)
  4. Attivano e formano guide locali e facilitatori, che indichino quali comportamenti siano locamente accettabili o meno, e mettano in contatto i visitatori con la genie, le opportunità, le autentiche attrattive del luogo.
Durante il viaggio
L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo)
  1. Considera positivo condividere i vari aspetti della vita quotidiana locale e non chiede privilegi o pratiche che possano causare impatto negativo.
  2. Non ostenta ricchezza e lusso stridenti rispetto al tenore di vita locale.
  3. Per foto e video si assicura il consenso della persona ripresa.
  4. Non assume comportamenti offensivi per usi e costumi locali.
  5. Cerca prodotti e manifestazioni che sono espressione della cultura locale (ad es. artigianato, gastronomia, arte, ecc.) salvaguardandone le identità.
  6. Rispetta l'ambiente e il patrimonio storico-monumentale.
L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
  1. Distribuisce un questionario di valutazione dell' esperienza.
  2. Prevede, per una migliore mediazione culturale, la presenza di una guida locale.
Dopo il viaggio
L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo)
  1. Verifica se è riuscito a stabilire una relazione soddisfacente con la gente e il paese visitato.
  2. Valuta come far seguito ai rapporti stabiliti.
  3. Se ha viaggiato in gruppo, risponde al questionario di valutazione dell' esperienza proposto dall'organizzatore e, se lo desidera, partecipa agli incontri con il gruppo con cui ha viaggiato.
L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
  1. Verifica i risultati organizzando se possibile un incontro apposito tra i partecipanti.
  2. Produce materiale informativo che raccolga le esperienze e le comunichi: relazioni scritte, fotografie, film, ecc.
Le comunità locali ospitanti e responsabili nelle regioni turistiche
  1. Verificano i risultati del viaggio che hanno ricevuto: il suo impatto, gli incontri avuti, il suo ritorno economico.
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martedì 28 agosto 2012

Patagonia Argentina terra di indigeni.

patagonia indigeniLo spazio che oggi costituisce la Patagonia Argentina è stato territorio di indigeni, creoli, gesuiti e immigranti europei di diverse nazionalità. E San Carlos de Bariloche non fu un’eccezione.

Lo prova persino il nome della città, miscela del passo della cordigliera trovato da un gesuita a sud di Cerro Tronador, Vuriloche, e del nome del commerciante tedesco che costruì la prima casa nel 1895, Don Carlos Wiederhold, che per errore fu tramandato come San Carlos; poi, per uno sbaglio di stampa di fine del secolo XIX fu sostituito dal vocabolo indigeno Bariloche.

L’ambiente circostante fuori dalla città è tanto naturale che permette d’immaginare i tehuelches, puelches e pehuenches cacciando struzzi e guanachi nei dintorni del lago Nahuel Huapi, sopportando inverni molto freddi con venti terribili e con piogge scarse che gli impedivano di coltivare la terra.

Questi indigeni rimasero nella zona fino alla seconda metà del secolo XVII, quando furono assorbiti da un popolo più forte ed evoluto culturalmente, i mapuches, che si trasferirono dal territorio cileno scappando dai coloni spagnoli.

Dallo stesso passo della cordigliera che avevano utilizzato per la prima volta i mapuches - attraverso Le Ande verso est - nel 1550 arrivarono gli spagnoli che vivevano a sud del Cile.

Nel 1653 arrivarono in questo territorio i sacerdoti gesuiti, che realizzarono un’opera di evangelizzazione in accordo con il loro credo cattolico. Poco a poco, gli indigeni si videro obbligati a cambiare le proprie abitudini e piano piano diminuirono di numero. La mancanza d’informazioni sulle caratteristiche geografiche del luogo, fu il motivo per cui alcuni scienziati pionieri vennero inviati per raccogliere dati sulla regione.

Tuttavia il fatto che avrebbe cambiato definitivamente le caratteristiche culturali fu la Campagna al Deserto, una guerra che si sviluppò nel 1878-79 e che ebbe per obiettivo l’allontanamento degli indigeni, in modo tale che la zona venisse occupata da abitanti bianchi che provenivano dal nord del paese.
 
indigeni1
Lentamente si aggiunsero immigranti di diversa nazionalità, un processo che fu promosso dal governo argentino dell’epoca. Prima arrivarono i tedeschi e gli americani del nord e una decade dopo, nel 1904, arrivarono gli abitanti svizzeri che risiedevano temporaneamente in Cile. L’economia si rinnovò e incominciarono a funzionare segherie, carpenterie e latterie, insieme ad altre attività come la costruzione di navi artigianali per trasporto merce.

In questa zona vergine e lontana dai grandi centri abitati, i nuovi abitanti dovettero sacrificarsi e lavorare per consolidare le basi economiche della regione. Senza dubbio, i discendenti di quei pionieri sono il vivo ricordo di quell’epoca, con il compito di trasmettere di generazione in generazione le gesta della fondazione di questa regione.
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lunedì 27 agosto 2012

Il Tatú Carreta specie a rischio estinzione.

L'armadillo gigante o tatú gigante (Priodontes maximus Kerr, 1792) è un mammifero cingolato della famiglia Dasypodidae.

Si osserva raramente nelle foreste dell'Amazzonia, nella Guyana e nell'Argentina settentrionale.

Descrizione.
   Lunghezza del corpo 110-120 cm,
    Lunghezza della coda 40-50 cm,
    Peso 45-55 kg.

L'armadillo gigante può pesare fino a 50-60 kg. Il guscio è costituito da numerosi piatti, quelli più piccoli sono in coda e gambe. La colorazione generale è marrone. essere giallastri sui fianchi. Il muso allungato e le orecchie non sono molto grandi. Nelle mani ha grande, lungo. La femmina ha due mamme.

Caratteristici sono gli unghioni che armano le cinque dita degli arti anteriori, che arrivano anche a misurare 12 cm di lunghezza.

Si nutre di lombrichi, carogne, termiti, formiche, larve di insetti, piccoli serpenti.
 



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