Questo sito utilizza cookie tecnici propri e dei cookie di profilazione di terze parti.
Se continui nella navigazione accetti il loro uso. OK | Per +Info sui cookie Come eliminare i cookie già presenti.
La architettura e il tango passione di Buenos Aires continuano a essere due temi che alimentano la curiosità dei lettori.
Sono stati gli articoli più visti durante l'anno 2017.
Terra d'immigrazione per secoli, Buenos Aires è la capitale di uno dei paesi più vasti al mondo.
La fusione della cultura spagnola e italiana hanno creato una città dinamica con la passione del ballo che scorre nelle vene della sua gente.
Città cosmopolita ed esuberante, più europea che l’latino-americana, è rinomata per l’atteggiamento elegante e forte dei suoi abitanti, che essi conservano anche nei momenti più difficili.
Il Teatro Colón è stato costruito in seguito alla proposta ed al finanziamento del musicista ed impresario italiano Angelo Ferrari che preparò il progetto per l'architetto ed ingegnere italiano Francesco Tamburini.
Edifici di stili italiani, francesi e spagnoli. Costruzioni moderniste. Torri di taglio moderno. Dettagli dell’architettura razionalista. Facciate con personalità.
Nella Capitale dell’Argentina risalgono molti edifici di grande categoria.
Quelli tradizionali, come il Teatro Colón, il Palazzo delle Acque Correnti, la Chiesa del Pilar, la Cattedrale Metropolitana, la Casa Rosada e il Congresso della Nazione.
Quelle moderniste, come ad esempio lo Yacht Club Argentino, il Palazzo Barolo - primo grattacielo della città, ispiratosi nella Divina Commedia – e, a Costanera Sud, l’ex birreria Munich, attuale sede della Direzione dei Musei della Città e del Museo dell’Umore.
Teatro Colón.
In Argentina rientrano nella definizione di monumento nazionale le costruzioni, i luoghi e le caratteristiche elencati dal decreto nazionale come luoghi storici.
Tale designazione incoraggia la conservazione dei luoghi sotto il controllo della Comisión nacional de museos, monumentos y lugares históricos (Commissione nazionale dei musei, dei monumenti e dei posti storici), creata nel 1940. Anche le province redigono liste locali di monumenti storici.
Ci sono circa quattrocento costruzioni o luoghi sulla lista. La maggior parte sono costruzioni o luoghi di epoca pre-ispanica o coloniale, alcuni sono campi di battaglia e altre località sono associate con l'indipendenza del Paese.
Palazzi storici di Buenos Aires.
Poi ci sono quelli, di netto taglio francese, come il Circolo Militare, la Cancelleria e gli alberghi del Viale Alvear. L’architettura contemporanea, rappresentata da eccellenti artisti, si esprime nelle opere architettoniche urbane fra cui il magnifico Teatro San Martín di Viale Corrientes o i palazzi Los Eucaliptos e il Somisa, nel quartiere di Belgrano.
Risalgono inoltre quei fabbricati che hanno convertito il cemento armato in vere e proprie opere d’arte; basta citare i lavori dell'architetto Clorindo Testa nell'ex Banca di Londra, nella Biblioteca Nazionale e nel Museo Xul Solar.
Palazzo Barolo.
Palazzi di splendida architettura.
Sono noti in città parecchi palazzi di splendida architettura: L’Edificio Republica di Piazza Roma, il palazzo Conurban e la Torre YPF di Porto Madero.
E oltre a questo grande numero di gioielli dell'urbanistica non bisogna omettere gli esponenti più elementari ma non per questo meno importanti: le centinaia di case “chorizo”(salsiccia in spagnolo a causa della loro forma stretta e allungata), di stile italiano, disseminate in tutti i quartieri della città.
Gioielli dell'urbanistica moderna.
Il razionalismo merita di un particolare riguardo essendo, in effetti, l'estetica che meglio riflette l’architettura di Buenos Aires.
Palazzo Conurban.
Ci sono vari esponenti di questa corrente, tra cui il palazzo per uffici Comega, il Safico oltre al Teatro Gran Rex.
L'architettura è uno degli aspetti che rendono Buenos Aires un luogo del tutto singolare.Twitta
Tuttavia, il massimo esponente del razionalismo è senza dubbio il paradigmatico e meraviglioso Kavanagh, uno dei primi grattacieli di cemento armato al mondo, costellato di dettagli squisiti, i cui appartamenti sono stati tenuti i più esclusivi della città dal 1935.
Il Kavanagh e la Piazza San Martín.
È quasi impossibile concepire la Piazza San Martín senza la sua facciata. O il quartiere Recoleta, senza i suoi edifici dalle facciate ricurve, senza le terrazze all'aperto e i marmi delicatamente solenni dei suoi portici.
Senza dubbio l'architettura è uno dei particolari aspetti che rendono la città di Buenos Aires un luogo del tutto singolare.
Edificio Kavanagh.
La grandiosa Plaza del Congreso, poco distante dalle celebre Plaza de Mayo di Buenos Aires, svetta monumentale e imponente lo splendido edificio del Palazzo del Congresso (Palacio del Congreso in spagnolo).
Considerato da turisti e cittadini di Buenos Aires il più importante ed emblematico edificio della città, il Palazzo del Congresso è la sede della Camera del Senato e della Camera dei Deputati argentini e si estende per la ragguardevole superficie di 12.000 metri quadrati.
Nonostante nella Plaza del Congreso siano presenti anche altri palazzi ed edifici, il Palazzo del Congresso troneggia nella sua magnificenza rispetto a tutti.
Se ti è piaciuto questo articolo, iscriviti al feed cliccando sull’immagine qui sotto per essere informato sui nuovi contenuti del blog:
Le origini.
Il tango fa la sua comparsa nei sobborghi di Buenos Aires intorno al 1880. Nulla si sa di come sia nato, persino l'etimologia è del tutto incerta, ne vi è un nome, una data, un episodio particolare che sia legato al suo esordio.
Appare all'improvviso come una sorta di linguaggio comune della gente di Buenos Aires, folle di immigrati italiani, spagnoli, tedeschi, russi, famiglie numerose che abitano fianco a fianco nei grandi conventillos, nei cui cortili le note e i passi uniscono le persone più di quel castigliano sgrammaticato che ciascuno si sforza di parlare.
Il Tango tra storia e passione.
Nell'arrabal, il quartiere di periferia, si realizza l'incontro fra la gente del porto e la gente delle campagne. La gente della pampa porta la payada, un'antica forma di poesia popolare caratteristica delle feste di paese: il payador improvvisa sei versi endecasillabi, seguiti da un caratteristico stacco di chitarra.
La Payada.
Intorno al 1870 la payada si evolve e ad essa si unisce il ballo: è la habanera, danza spagnola diffusasi a Cuba e portata dai marinai fino alle due sponde del Rio della Plata, che si diffonde ma immediatamente si trasforma, assumendo l'andamento caratteristico e insolito di una camminata in cui l'uomo avanza e la donna indietreggia.
Nasce così la milonga, e milonguear significa passare la notte alternando canto e ballo.
Il Candombe.
Dal porto di Buenos Aires arriva anche il candombe, danza caratteristica dei neri (che avevano abitato un piccolo borgo nella parte vecchia prima di scomparire decimati dalla febbre gialla), in cui le coppie ballano separate ma molto vicine, abbandonandosi a sensuali movimenti pelvici.
Sono gli ingredienti che si fondono nel tango.
Il tango rappresenta una vera rivoluzione nel ballo di coppia.Twitta
Parlarsi con un abbraccio.
Il tango rappresenta una vera rivoluzione nel ballo di coppia. Con valzer, mazurca, polka e gli altri balli in voga ha in comune solo la presa fra i due ballerini; tutto il resto segue una logica totalmente innovativa.
Non è di apprendimento immediato, e per ballarlo non basta salire in pista (come avviene con le altre danze di società) e seguire il ritmo, ne è sufficiente accompagnarsi a un partner che già lo conosce e "farsi portare". Si tratta di un vero e proprio esercizio di concentrazione. I primi tangueros di cortile non lo improvvisano, se pur nemmeno frequentano corsi presso maestri professionisti: è durante la settimana, dopo il lavoro, che piccoli gruppi di uomini provano e riprovano fra loro i passi, mentre altrove le donne fanno la stessa cosa, per prepararsi al ballo della domenica.
Perché il tango (e ci teniamo a sottolinearlo a dispetto di chi, senza conoscerlo, vuole identificarlo con un assoluto "pensiero triste che si balla") è divertimento, non solo quando ci si lancia in pista alla festa o nel salòn, ma anche facendo parte di allegre e chiassose comitive che si ritrovano per provare e ripetere.
Coreografia.
Il tango è un ballo totalmente libero, privo di coreografie predefinite. Mentre le altre danze si fondano su una figura di base da ripetere alternandola a qualche occasionale variante, il tango è del tutto privo di schemi ripetitivi. La salida basica è solo una combinazione di passi che si utilizza per imparare a ballare (cioè a ... non ripeterla), mentre le figure classiche (ocho adelante, ocho atràs, mordida, medialuna, ecc.) vengono continuamente assemblate, sospese, frammentate e ricombinate, in un'unica caleidoscopica figura che non si ripeterà mai uguale.
Le coppie non procedono mai in modo fra loro coerente: ognuna segue di volta in volta direzioni diverse (e la necessità di evitare le collisioni impone ulteriormente di decidere istante per istante il passo da eseguire), anche se viene complessivamente mantenuta una lenta rotazione in senso antiorario.
Il tango è un linguaggio con cui esprimersi. Per chi balla il valzer o la polka la musica è un supporto ritmico, e la melodia un accompagnamento; un brano o un altro, un interprete o un altro vedono i ballerini eseguire sempre gli stessi movimenti. Ma le melodie del tango sono così ricche di differenti coloriture musicali, gli stili interpretativi e gli impasti strumentali così diversi, la poetica dei testi così mutevole, che passare da un brano all'altro (o anche da un esecutore all'altro di uno stesso brano) significa entrare in una condizione emozionale nuova, che ispira un portamento e uno stile che non sono mai gli stessi.
Compagni di strada.
Più che il ballo dell'Argentina, il tango è il ballo del Rio della Plata, cioè delle città di Buenos Aires e Montevideo, due metropoli che si affacciano da sponde opposte all'estuario del grande fiume, e che al di là dell'appartenenza a due stati diversi, sono molto più vicine fra loro per storia, composizione etnica, cultura di quanto ciascuna non lo sia rispetto al resto della nazione di cui è capitale.
Ma il tango non è la sola danza rioplatense: i tangueros sono soliti alternarlo alla milonga e al vals criollo.
La milonga è caratterizzata da un tempo molto più veloce di quello del tango, con un ritmo semplice, regolare e sincopato. La danza è piena di brio, con figure sempici: essenzialmente una camminata continuamente spezzata, con una forma tipica di ocho sia dell'uomo che della donna (ocho milonguero), e poche altre figure, necessariamente agili, data la velocità. A volte la si balla senza la classica presa: ciascuno tiene le mani allacciate dietro di sè, mentre le fronte si appoggia a quella del partner (secondo alcuni questo stile sarebbe invenzione della nota cantante Tina Merello, che in una occasione dovette nascondere al pubblico una improvvisa ampia scucitura della propria gonna).
Il tango, storia e passione di Buenos Aires, è la musica porteña per eccellenza.Twitta
Il vals criollo è basato sul ritmo del valzer viennese, ma i movimenti sono quasi gli stessi del tango (generalmente un passo sul primo tempo di ogni battuta). Viene chiamato anche vals cruzado per il continuo cambiar direzione nel movimento della coppia.
Tango es musica.
In origine il tango è sola musica per accompagnare la danza. Il conjunto tipico è un trio di flauto, arpa, violino (l'arpa è di tipo diatonico, caratteristica degli indios del Paraguay) oppure flauto, chitarra, violino o anche clarinetto, chitarra, violino. Gli strumenti sono trasportabili, adatti sia a feste che a ritrovi di strada o di cortile. I musicisti suonano ad orecchio e spesso improvvisano, ed è per questo che le arie del primo periodo - non trascritte ne ancora incise su disco - sono in gran parte perdute.
Successivamente il flauto viene sostituito da un insolito strumento, il bandoneòn, una sorta di organetto inventato in Germania (dove non ebbe molta fortuna) e portato nel Rio della Plata da qualche immigrato.
Grazie al genio di numerosi interpreti, che da strumento per semplici arie e accompagnamenti ne fanno uno straordinario mezzo espressivo, con il suo timbro singolare, la possibilità - agendo con abilità sul mantice - di ricavarne variegate coloriture sonore e accentuazioni dinamiche, diventerà nel nuovo secolo la voce più caratteristica del tango.
A partire dal 1900, quando il tango comincia a entrare nei teatri e nei caffè, si impone il trio bandoneòn-violino-pianoforte. Mentre il genere si evolve e l'orchestrazione diviene più ricca, negli anni '10 al trio si sostituisce sul palco il sexteto tipico: due bandoneònes, 2 violini, pianoforte, contrabbasso. Cominciano così a dedicarsi al tango strumentisti e direttori sempre più colti musicalmente, quasi sempre italiani.
Autori.
Julio De Caro (1899-1989), assieme al fratello Francisco, viene cacciato di casa dal padre, originario di Milano e insegnante di conservatorio, alla notizia che i due hanno tradito la musica classica per suonare tanghi nell'orchestra di Arolas. I due fratelli porteranno nel tango degli anni '20 una straordinaria inventiva, che si esprime in contrasti dinamici, fantasie contrappuntistiche, brillanti trovate esecutive: glissandi, effetto chicharra ("cicala - sfregando le corde del violino dietro il ponticello), effetto lija ("carta vetrata"), fischi, risate.
Francisco Canaro (1880-1964) introduce l'uso dell'estibillista (un cantante che interviene solo nel ritornello) preferendo un modello di esecuzione che non è ne' semplicemente strumentale, ne' pienamente vocale. Tipico l'effetto canyengue, ideato dal contrabbassista Leopoldo Thompson, ottenuto battendo con l'archetto o con la mano sulle corde dello strumento.
Juan D'Arienzo (1900-1976) sviluppa un ritmo molto ballabile, quasi ossessivamente metronomico, alternando pause a strappate simili a colpi di frusta o di zappa.
Carlos Di Sarli (1900-1960) valorizza gli archi, usa fraseggi melodici che valorizzano spesso l'unissono e ritmi articolati su contrasti legato-staccato.
Osvaldo Pugliese (1905-1995) si distingue per ardite tessiture armoniche e una accentuata poliritmìa, ossia una particolare forma di canyengue da lui stesso chiamata la yumba.
Se ti è piaciuto questo articolo, iscriviti al feed cliccando sull’immagine qui sotto per essere informato sui nuovi contenuti del blog: