lunedì 8 febbraio 2010

Le rovine gesuitiche di Sant'Ignazio di Miní furono fondate agli inizi del XVII secolo per evangelizzare i nativi guaranì della zona

Le rovine gesuitiche di Sant'Ignazio di Miní (che si trovano e circa 60 kilometri dalla capitale della provincia, Posada) sono uno dei vari esempi dei resti delle missioni. Ci sono nel sud del Brasile, Paraguay e Uruguay.

Furono fondate agli inizi del XVII secolo per evangelizzare i nativi guaranì della zona. Queste rovine furono dichiarate Patrimonio Mondiale dell'umanità dall'Unesco nel 1984.

Questa missione arrivò a contare più di 4000 abitanti, dove i nativi erano insegnati alle funzioni cosi come la fede cristiana per i gesuiti.

Nel 1631 la maggior parte delle missioni furono assediate e distrutte per Bandeirantes (esploratori coloniali) a eccezione di questa e poche altre. Dopo l'espulsione dei gesuiti nel 1768 fu definitivamente abbandonata.

Sorto da una colonia agricola insediatasi su una missione gesuita, il paesino di Sant’ Ignazio negli ultimi anni si è ingrandito grazie all’afflusso turistico portato dalle più belle rovine gesuitiche Argentine. In messo alla selva si trova la casa dello scrittore Uruguayano Horacio Quiroga, trasferitosi in Argentina nel 1910. Innamorato del Nord Est in ogni suo libro manifestò la sua passione per la selva missionera.

A San Ignacio si incontra la Missione Gesuita di San Ignacio Minì, la più monumentale testimonianza dell’opera gesuitica è chiamata “MINI’” che in “guarnì” significa “minore” per differenziarla da San Ignacio Guazù ( maggiore) in Paraguay.
Dichiarata patrimonio culturale dell’Umanità dall’Unesco nel 1983.

Tra gli anni 1609 e 1768 nelle aree confinanti dell'attuale Brasile, Paraguay, Uruguay e l'Argentina si visse un’ esperienza di civilizzazione ancora inedita nel mondo intero. 30 popoli occuparono quella comunemente denominata Provincia Gesuitica, e crebbero fino a raggiungere un sviluppo tecnologico e sociale inaspettato per la corona spagnola, situazione che scatenò l'espulsione dei Gesuiti dell'America.

Quest’opera senza precedenti la si può ammirare in San Ignacio Mini: potrete vedere la sua ricchezza archeologica, il tracciato delle missioni, musei di interpretazione e sculture. San Ignacio possiede l'insieme architettonico barocco missionario meglio conservato del Circuito Internazionale delle Missioni. Da qui il visitatore potrà cominciare il suo percorso verso il passato, tornando indietro per più di 3 secoli di storia. Il Parco Provinciale del Teyú Cuare, la riserva Osununú e la comunità guaranì sono altri luoghi di visita imperdibili. Per terminare la giornata, niente di meglio della Spiaggia del Sole, a 3 Km dell'area urbana, con sci nautico, campi da beach-volley e da calcio e circuito da enduro. E’ il punto d’incontro durante il fine settimana per i giovani di differenti paesi della provincia che la raggiungono per godere della spiaggia e del fiume.


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venerdì 27 novembre 2009

Lago Escondido, circondato da boschi e montagne scoscese a 57 km della città più australe del mondo

Situato a nord di Ushuaia e lontano da insediamenti umani significativi Lago Escondido offrono notevoli spunti per tranquille camminate nel verde... se non piove troppo.

Il villaggio che vive e prospera soprattutto grazie al turismo, si trova a 57 km a nord di Ushuaia. Vi è una grandi quantità di segherie e il funzionamento di parecchi stabilimenti per il legname nella zona.
Usuhaia, capoluogo della provincia Argentina della Terra del Fuoco, è la città più australe del mondo.

Usuhaia si trova sulla costa meridionale dell'Isola Grande della Terra del Fuoco, in un paesaggio circondato da montagne che domina il Canale Beagle. La città ha circa 65.000 abitanti.

Tempo prima, Puerto Williams in Cile era considerata la città più australe; in effetti essa si trova più a sud di Ushuaia, ma non è sufficientemente popolosa per poter essere considerata una città. La più popolata Punta Arenas è anche considerata a volte la città più a sud.

L'insediamento costantemente abitato è Puerto Toro sull'Isola Navarino, ma ha meno di 100 residenti ed è più propriamente chiamato villaggio.

Dopo 50 km di distanza dalla città di Ushuaia, attraversando le Ande attraverso Paso Garibaldi, si raggiunge il Lago nascosto.

Si può iniziare il viaggio dalla banchina del Petrel Inn (dove i compagni ed i pescatori possono rifugiarsi in caso di pioggia) e andare in cerca di pezzi eccellenti di trote nei ruscelli disseminati dappertutto.

Per il pranzo ci sarà la tipica grigliata argentina (asado), accompagnato da un "tagliato" (salumi e formaggi), vino, birra e, naturalmente, il gusto della regione.
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mercoledì 9 settembre 2009

Puchero de carne simile a una zuppa corposa

puchero Puchero de carne simile a una zuppa corposa

Preparazione 30'
Cottura 90'

Ingredienti per 6-8 persone

1 pollo di circa 1 kg
800 g di carne di manzo a pezzetti (tipo spezzatino)
3 carote
1 cipolla
1 porro
1 gambo di sedano
1 ciuffo di prezzemolo
sale grosso
6-8 patate medie
300 g di zucca
1/2 verza
400 g di salsiccia
100 g di pancetta
200 g di fagioli lessati senza sale
6-8 piccole pannocchie di granoturco

Pulite e lavate il pollo, quindi tagliatelo a pezzi. Pulite e lavate le verdure e tagliatele a tocchi; affet­tate la verza dopo aver tolto il tor­solo. Portate a ebollizione 3 lt circa di acqua insieme con la cipolla, il porro e le carote.
Al bollore aggiungete il pollo e la carne di manzo, il prezzemolo e una manciatina di sale, poi lasciate sobbollire a fiamma dolce per circa un'ora, schiumando di tanto in tan­to con un mestolo forato.
Unite a questo punto le patate, la zucca, la verza, i fagioli scolati, la salsiccia tagliata a tocchetti e la pancetta a dadini.
Proseguite la cottura per circa 30 minuti, aggiungendo altra acqua calda se necessaria: dipende dal quantitativo di brodo che desidera­te ottenere. Regolate di sale e, una decina di minuti prima di spegnere, unite le pannocchiette.

Calorie 956

Piatto ipercalorico con tanti glucidi e proteine. Queste sono presenti sopratutto nella carne. Da evitare a che è affetto da gotta e iperglicemia.

Argentina, tango e fantasia,

tango Argentina, tango e fantasia, Terra di grandi personaggi e di forti emozioni
Accogliente e gioiosa, ci svela i suoi sapori segreti
L' Argentina viene chiamata il Paese dei sei continenti, per la diversità climatica delle sue regioni. È così terra di ghiacciai polari, di montagne altissime, di pampas assolate, di foreste subtro­picali, di spiagge rilassanti. Ovvio che la gastronomia sia al­trettanto variegata. A nord-est, al confini con il Brasile. nelb zona della foresta e delle grandi acque, troviamo pesce e selvaggina: dorado ed enormi surubi (fino a 2-3 metri di lunghezza) vengono pescati nei fiumi e cucinati alla griglia, al forno o im­panati e offerti in alternativa alla carne di zebù e a stufati di carne, zucca, mandioca e mais. Molta la frutta tropicale, usata tra l'altro per ricavarne farine per alimentazione. Insolita specialità della zona anche la coda a filetti dello yacare, simile al coccodrillo. Passando a nord-o­vest, vicino alla catena delle Ande, la cucina diventa decisamente pic­cante, con il granoturco a chicchi morbidi (choclo), piccoli peperoni (ajì) e carne bovina, ovina e di maiale seccata al sole. La zona è fa­mosa inoltre per gli ottimi vini di San Juan, Mendoza e La Rioja, il bianco torrontés di Cafayate e il si­dro di Calingasta. Davvero partico­lari la chica. una bevanda fermenta­ta di farina di granoturco e acqua, e la aloja. ricavata dalla fermentazio­ne dei baccelli di carruba. Nella zo­na andina della Patagonia la gastro­nomia diventa più raffinata: 130 va­rietà di cioccolato che danno vita a golosissime fondute, e poi trote e salmoni di allevamento e la centolla, uno squisito granchio gigante. Della influenza gallese è rimasta in particolare la torta nera di frutta secca, spezie e zucchero di canna. Nella pampa il piatto forte è l'asado, carne di manzo preparata alla griglia, succosa e tenerissima. A Buenos Aires è possibile assaggiare la cucina di tutte le regioni argenti­ne e quella internazionale. Nei mol­tissimi locali della capitale la cena viene servita dalle 22 in poi.

lunedì 31 agosto 2009

Matambre, un classico argentino grigliato o al forno

matambre

Preparazione 40'
Cottura 75'

Ingredienti:  per 6-8 persone

1 kg di carne di vitellone in un'unica fetta
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 foglia d'alloro
250 g di spinaci crudi
3-4 uova sode
3 carote
1 peperoncino
aceto
olio
brodo di carne (anche di dado)
sale
pepe

 

Preparazione:  40' + Cottura 75'

Disponete la fetta di carni in una terrina e spruzzatela al abbondantemente di aceto, quindi fatela marinare per 12 ore in frigo, rigirandola di tanto in tanto.

Stendete la carne sul piano da lavoro, asciugatela tamponandola con carta assorbente, quindi co­spargetela con sale, pepe e pepe­roncino macinato.

Pulite gli spinaci, lavateli e a-sciugateli. Lavate le carote e taglia­tele a filetti. Tagliate a spicchi le uova sode.

Disponete questi ingre­dienti sulla fetta di carne, quindi avvolgetela formando un rotolo che legherete con spago da cucina. Fatelo poi rosolare in una padella con 2 cucchiai d'olio.

Sgocciolate il rotolo quando sarà ben rosolato e adagiatelo in una casseruola ovale, copritelo a fi­lo con il brodo, unite la cipolla a pezzi, l'aglio e l'alloro e cuocete per 1 ora e 3/4, a tegame coperto.

Sgocciolate il rotolo e avvolgetelo nella carta stagnola. Lasciatelo raf­freddare e servitelo a fette

Calorie: 265

La carne del vitellone rispetto a quella del vitello ha una minore percentuale  di acqua e un contenuto proteico leggermente maggiore (22g%)

Pastel de Bodas, una torta nuziale dolce-salata

pastel_de_bodas

Ingredienti: per 8 persone

600 g di carne di maiale in un solo pezzo (dalla parte della spalla)
1/2 litro di vino bianco dolce
200 g di pesche essiccate
30 g di uvetta
12 cucchiai di zucchero
250 g di cipolla tritata
80 g di burro
1 cucchiaio di basilico tritato
1/2 cucchiaino di origano
1 chiodo di garofano
1 pizzico di cannella
peperoncino
sale

Per la pasta:
500 g di farina
100 g di burro
4 tuorli
50 g di zucchero
sale

Per la meringa:
2 albumi
80 g di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone

Per la cottura: stampo da 26 cm di diametro imburrato e cosparso de pangrattato

Preparazione: 1 ora + Cottura 50'

Fate rinvenire in ciotole separa­te con acqua tiepida le pesche  l'uvetta. Tagliate a pezzi la carne e mettetela in una casseruola con le pesche strizzate, lo zucchero, il chiodo di garofano, un pizzico di sale e il vino.

Mettete il coperchio e, dal momento dell'ebollizione, fa­te cuocere per circa 30 minuti.

Intanto, in un tegame (meglio se di coccio) fate appassire la cipolla con il burro, a fiamma bassis­sima.

Unitevi la carne e le pesche ben sgocciolate (conservate il fon­do di cottura), le erbe e le spezie.

Fate insaporire per circa 10 mi­nuti, togliete la padella dal fuoco e mescolatevi l'uvetta scolata e striz­zata. Regolate di sale e spegnete.

Preparate la pasta lavorando tutti gli ingredienti sino a ottenere un impasto liscio e omogeneo: ag­giungete anche un pò di fondo di cottura della carne.

Poi stendete nello stampo un po' più della metà della pasta tirata a sfoglia, riempite con la carne ormai fredda e chiu­dete con il resto della pasta, sal­dando i bordi. Cuocete in forno caldo (190°). per circa 40 minuti.

Montate gli albumi con il succo di limone, unendovi lo zucchero a più riprese. Togliete lo stampo dal forno, cospargete la torta con la meringa e rimettetela in forno per circa 10 minuti.

Servite fredda.

Pastel de bodas vuol dire torta nuziale, anche se non è quella classica che intendiamo noi. Si tratta infatti di una torta dolce-salata che in Argentina va per la maggiore in qualsiasi occasione ma, soprattutto, durante un banchetto di nozze.

Calorie: 840
Piatto da consumarsi in piccole dosi per l'elevato contenuto di glucidi e lipidi. La frutta essiccata fornisce comunque sali minerali e vitamine.

Tamales de pollo, piatto tipico del nord argentino

tamales

Ingredienti:  per 6 persone

400 g di farina di mais bianca
brodo di pollo
100 g di burro
4-5 cucchiai di olio
300 g di carne di pollo cotta e tritata grossolanamente
1 cipolla tritata
1 peperoncino piccante piccolo
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 peperone verde
1 spicchio d'aglio
2 uova sode
12 foglie sane e intere di granoturco (o di banano)
sale
pepe

Preparazione:

Tagliate il peperone a pezzetti e friggetelo in una padella con due cucchiai d'olio e Taglio che poi eli­minerete a fine cottura.

In un'altra padella stufate per circa 10 minuti la cipolla con l'olio rimasto, il peperoncino e un mestolino di acqua calda da aggiungere ogni volta che il fondo di cottura asciuga troppo.

Unitevi quindi il pollo, mescola­te e lasciate insaporire per un paio di minuti a fiamma vivace, mesco­lando con un cucchiaio di legno. Profumate con il prezzemolo, rego­late di sale e lasciate intiepidire.

Intanto, in una ciotola amalga­mate la farina di mais con il burro tenuto a temperatura ambiente, sa­late, pepate e aggiungete a poco a poco il brodo tiepido necessario per ottenere un impa­sto morbido e omoge­neo, simile a una polenta morbida.

A questa mescola­te il composto di pollo e  impastate il tutto con le ma­ni. Se dovesse risultare troppo asciutto, bagnate con poco brodo. Formate 12 grosse crocchette e farcitele con pezzetti di peperone fritto e spicchietti di uovo sodo.

Pulite e lavate le foglie di granoturco, tuffatele per un attimo in acqua bollente per ammorbidire, stendetele sul tagliere, asciugatele disponete una crocchetta su ogni foglia.

Chiudete a pacchetto e legate con spago da cucina. Cuocete tamales per 20 minuti in abbondante acqua salata in ebollizione, scolateli e serviteli ben caldi.

Calorie: 518

Piatto gustoso grazie alla carne di pollo che conserva il suo valore nutritivo anche dopo la cottura. E' sconsigliato a chi soffre di gastrite e ulcera

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