sabato 30 aprile 2011

Maimará, molteplicità di toni e di percorsi tortuosi in un paesaggio affascinante.

Villaggio di montagna, a 74 Km da San Salvador de Jujuy, con modeste costruzioni in stile coloniale, conserva ancora la sua antica chiesa.

Su uno dei fianchi della montagna si trova il cimitero.

Si può visitare il laboratorio de los Niños Alfareros e acquistare oggetti d'artigianato locale.

Nelle vicinanze si trova la Posta de Hornillos, antico rifugio dei viaggiatori che si dirigevano verso l'Alto Perù al tempo del Virreinato del Rio de La Plata.

Qui hanno pernottato Guemes, Arias e Alvarez Prado, durante le guerre per l'indipendenza.

Attualmente funziona come museo, conserva reliquie storiche, armi e resti archeologici.

Spettacolare la montagna chiamata La Paleta del Pintor per la diversa tonalità dei suoi colori.



Mapa rutas acceso a Jujuy 






Crea le tue foto ed immagini come Slideshow per eBay, Netlog, MySpace, Facebook o la tua Homepage!Mostrare tutte le immagini di questo Slideshow

Ricerca personalizzata

Se ti è piaciuto questo articolo, iscriviti al feed cliccando sull'immagine qui sotto per essere informato sui nuovi contenuti del blog:

0

mercoledì 30 marzo 2011

Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale.

Molti la definiscono la città alla “fine del mondo”. E, in effetti, eliminando il pathos un tantino drammatico, la definizione calza a pennello: Ushuaia è la città più australe del pianeta, l’ultima del mondo andando verso sud, insomma.

Per davvero ci si sente come alla fine di qualcosa ad Ushuaia. Il paesaggio è intensissimo e lascia senza respiro: fuori neve, sempre neve. Attorno montagne maestose e appena di là dallo sguardo, il Cile.

Se non siamo alla fine di questo mondo, a Ushuaia siamo senz’altro all’inizio di un altro: le atmosfere sono da favola, con quelle classiche casette di legno che restituiscono la vivida sensazione di una vita sorridente, gli alberi, poi, hanno nomi strani da paese delle meraviglie: Winteri di Drimys, Nothofagus e Magellano di Maytenus, tanto per dire.
C’è un po’ di tutto a Ushuaia. Le giornate scorrono lente, ma mai ripetitive: grossi leoni marini si aggirano in quantità considerevole in riva a quel mare che è perennemente troppo freddo per poter considerare la città balneare, c’è un magnifico Parco Nazionale, il Lapataia, che altro non è se non una foresta vergine fatta di alberi dai nomi impronunciabili e di un’aria tersa e che rigenera i polmoni.

Il parco accoglie una quantità incredibile di castori sempre indaffaratissimi a costruir dighe di ogni tipo. Da Ushuaia si possono raggiungere, dopo una navigazione di otto giorni, Capo Horn e i fiordi occidentali, terre inospitali quanto attraenti e composte dai famosi ghiacciai della cordigliera Darwin.

E la città alla fine del mondo vive pure di leggenda, anzi di una verità talmente romanzesca da entrare nel mito. Ushuaia, durante la prima metà del secolo scorso, funse da prigione.

Ma non fu prigione qualsiasi, bensì un centro per i criminali più pericolosi del pianeta, quelli che avevano commesso crimini orrendi e difficilmente descrivibili. 
Gente gettata laddove nessuno voleva andare, dimenticata tra le pieghe del tempo e della neve, logorata da lavori pesanti e distruttivi.

Perché fuggire dalla Terra del Fuoco, alla fine del mondo, era impresa impossibile.


 


Se ti è piaciuto questo articolo, iscriviti al feed cliccando sull'immagine qui sotto per essere informato sui nuovi contenuti del blog:


0

domenica 27 febbraio 2011

Pampas significa "pianura senza alberi", impressionante vastità che colpisce più intensamente la memoria del viaggiatore.

Pampa è una parola di origine quechua che significa "pianura senza alberi".

Onorando il suo nome, la maggior parte della sua superficie è proprio rappresentata da una piatta regione di terre fertili, priva di alberi significativi, dove la figura del gaucho è ancora presente nel costume ereditato dalla tradizione contadina.

La regione geografica della Pampa Argentina è il cuore agricolo e la casa di quel simbolo del nazionalismo romantico, e cioè il gaucho.

Comprende le province di Buenos Aires, de La Pampa e le principali parti di quelle di Santa Fe e Cordoba, ed i suoi ambienti includono oltre le piatte pianure anche colline fitte di di boschi, pascoli e laghi salati rivestiti da fenicotteri.

E' indubbio però che per chi viene a visitare queste aree, è il ricordo di impressionante vastità che colpisce più intensamente la memoria del viaggiatore: ci si trova a viaggiare per chilometri e chilometri avvolti da una disarmante estensione dell'orizzonte, accompagnati unicamente dal mutare del cielo argentino.

Immensi campi di erba medica, sorgo, frumento, mais o girasole ondeggiano sospinti dal vento sotto un cielo blu infinito, percorso da gruppi di nuvole mosse da forti correnti atmosferiche in quota.

A rendere ancor più magico il paesaggio l'incontro con qualche gaucho a cavallo, che trotta fiero con il suo cappello e classico poncio di lana.

Con il nome di Pampa si indica un'immensa regione che si estende a sud e a ovest della linea segnata dal Paraná e dal Río de la Plata fino al Colorado, compresa tra le Ande e il mare. È una terra pianeggiante, apparentemente senza confini, nuda e sterminata.

Comunemente vi si distinguono due parti: la Pampa orientale, che abbraccia le province di Buenos Aires (tranne l'estremità meridionale), la parte nord-occidentale della provincia di La Pampa, la sezione meridionale della provincia di Santa Fe e il settore orientale della provincia di Córdoba; la Pampa occidentale, che si estende verso nord-ovest incuneandosi tra il Río Salado a est, il rilievo della Puna a nord e la cordigliera a ovest.

La Pampa orientale, detta anche pampa húmeda per la maggior piovosità nei confronti della pampa seca occidentale, comprende circa un sesto dell'intera Argentina e costituisce la parte più vitale del Paese.

Si presenta come un grande bassopiano formato da una coltre di löss giallastro, finissimo, con intercalati depositi fluviali e ceneri vulcaniche, ricoperto in superficie da uno strato, spesso 20-30 cm, di terra nera, assai fertile. Dal livello del mare si innalza insensibilmente verso ovest, giungendo fino a un centinaio di metri. Dolci ondulazioni vi creano numerose conche, che raccolgono laghi e stagni e impediscono lo scolo delle acque al mare.








Ricerca personalizzata


Se ti è piaciuto questo articolo, iscriviti al feed cliccando sull'immagine qui sotto per essere informato sui nuovi contenuti del blog:

0

Ultimi articoli pubblicati

Recent Posts Widget

Ultimi posts pubblicati

Recent Posts Widget

Post più popolari

Etichette

Archivio

Argentina Tour in Bluesky

Argentina Tour in Facebook

Argentina Tour in Pinterest