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giovedì 20 febbraio 2025

L'incredibile Treno alle Nuvole e una delle tre ferrovie più alte del mondo.

Treno alle nuvole

Il treno più straordinario del mondo raggiunge un'altezza di 4.200 metri in un viaggio di 434 km.

Il treno più incredibile del mondo, quello che arriva fino alle nuvole, sale a 4.200 metri di altezza in un viaggio di 434 km (andata e ritorno).

Il Treno alle Nuvole è una delle tre ferrovie più alte del mondo.

È una delle tre ferrovie più alte del mondo, che attraversa le vertiginose montagne della Cordigliera delle Ande tra paesaggi spettacolari. Parte dalla città di Salta, attraversa la valle di Lerma, entra nella Quebrada del Toro e raggiunge la Puna. 

Viene chiamata il "Treno delle Nuvole" perché, a causa della sua grande altezza, spesso si possono vedere nuvole sotto i ponti o sui pendii. 

Il numero di curve, viadotti, gallerie e altri tornanti che il treno attraversa è dovuto al fatto che l'autore del progetto, l'ingegnere americano Richard Maury, si schierò tenendo conto del principio di aderenza delle ruote del treno ai binari e delle leggi della fisica, abbandonando il sistema meccanico a cremagliera comunemente utilizzato, in modo che le formazioni ferroviarie potessero salire in quota con facilità.

Un treno che non utilizza ruote dentate.

Non utilizza ruote dentate, nemmeno nei tratti più ripidi della salita, perché i binari sono disposti in modo particolare, seguendo un sistema di zigzag e spirali.

Il treno parte dalla stazione di General Belgrano, nella città di Salta, a 1.187 metri sul livello del mare, e termina al viadotto. Durante l'intero percorso, sono previste due fermate: una alla stazione di San Antonio de los Cobres e l'altra al viadotto di La Polvorilla. Parte dalla città di Salta, il punto più basso, e da lì inizia la salita fino al punto finale del viaggio, il viadotto di La Polvorilla, il più alto dell'intera linea del convoglio. Nelle diverse stazioni, gli abitanti dei paesi allestiscono pittoresche bancarelle con artigianato, abbigliamento e prodotti regionali da acquistare come souvenir di questo interessante viaggio.

Il treno offre servizi quali carrozza ristorante, ambulatorio medico, guide audio, video e bilingue.


Tour.

Treno-alle-Nuvole

Si tratta di un viaggio unico e speciale che combina i suoi servizi in due tratte: la Strada Nazionale N°51, con soste fotografiche nei punti panoramici, e l'imbarco sulla magica esperienza del Treno delle Nuvole, che si manifesta in tutto il suo splendore all'arrivo all'imponente viadotto. 

Non solo paesaggi e sensazioni si fondono, ma anche storie ed esperienze che portano a rivivere l'epopea della costruzione ferroviaria, iniziata nel 1920 dall'ingegnere Richard Fontain Maury, anima del progetto. 

Questo tour permette inoltre di ammirare paesi fermi nel tempo, in armoniosa convivenza con la montagna.


Quijano.

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Unisce tradizione, paesaggio e terra di gauchos. Si trova a 30 km dalla città di Salta, all'inizio del percorso naturale che conduce alla regione della Puna. Questa città, conosciuta come la "Porta delle Ande", accoglie i visitatori con la prima discesa dell'escursione, un riferimento storico all'opera ingegneristica più emblematica di Salta: la linea ferroviaria C-14. 


L'Alfarcito.

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Si trova a 2.800 metri sul livello del mare. È possibile visitare la pittoresca cappella, il cui santo patrono è San Cayetano. Le famiglie vivono di artigianato e hanno un'economia di sussistenza basata sull'agricoltura e sull'allevamento di capre e pecore, lepri, guanachi, vizcacha, asini e cavalli. 

Da diversi anni è attivo un Centro Ecclesiastico di formazione, produzione, turismo e artigianato, promosso dal missionario Sigfrido "Chifri" Moroder, che insieme a un team di persone ha cercato di promuovere lo sviluppo degli abitanti delle colline del dipartimento di Rosario de Lerma, come valida opzione di fronte alla cronica emigrazione verso i quartieri poveri delle città. In questo luogo, viene offerto un servizio di colazione rurale con prodotti locali realizzati dalle comunità della zona. 


San Antonio de los Cobres.

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Questo è il punto di trasferimento per questa esperienza; lì, il contingente si sposta alla stazione ferroviaria, dove i viaggiatori salgono sul Treno delle Nuvole che li porta al Viadotto di La Polvorilla. 

Il viaggio dura un'ora fino al viadotto, a 4.200 metri sul livello del mare, dove si attraversa l'opera ingegneristica più imponente del secolo scorso. 

Dopo 30 minuti, il viaggio di ritorno riprende verso San Antonio de los Cobres, dove i passeggeri salgono sugli autobus per tornare a Salta. 


Santa Rosa de Tastil.

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Durante il ritorno, si fa un'ultima tappa a Santa Rosa de Tastil, zona di influenza Qhapaq Ñan nella provincia di Salta e capoluogo della Quebrada del Toro. 

Qui, potrete visitare il Museo del Sito, che espone reperti e oggetti appartenenti al sito archeologico situato in cima alla collina, molto vicino all'attuale centro abitato. 

Il sito archeologico è uno dei più grandi del nostro Paese e si stima che un tempo ospitasse circa 3.000 persone. Potrete anche acquistare vari prodotti artigianali e locali presso il Centro Artigianale della comunità. 

Dopo la visita, proseguirete per il capoluogo di Salta.  

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giovedì 13 giugno 2024

Palermo nella zona nord-est della città è il quartiere più esteso della città di Buenos Aires.

Palermo è un barrio di Buenos Aires, capitale dell'Argentina.

Sorge nella zona nord-est della città e confina a nord con Belgrano, a est con il Rio de la Plata, a sud con Recoleta e Almagro e ad ovest con Villa Crespo e Colegiales.

Con una superficie di 15.4 km² è il quartiere più esteso di tutta la città. È composto principalmente da edifici residenziali, che sono stati sempre più negli ultimi dieci anni.

Ospita il grande Parque Tres de Febrero, con il Planetario Galileo Galilei.
Palermo è il quartiere più esteso della città di Buenos Aires.


Origini.

Il nome del quartiere deriva da un convento non più esistente dedicato a San Benedetto da San Fratello, conosciuto anche come San Benedetto da Palermo.

Piazza Garibaldi con il monumento a Giuseppe Garibaldi.

Quartieri.

Palermo può essere suddiviso in ulteriori sotto-quartieri:



Palermo Soho
Palermo Hollywood
Palermo Chico e Barrio Parque
Las Cañitas

Alto Palermo e Villa Freud: Alto Palermo è il centro di Palermo, la principale zona commerciale e dei trasporti intorno a Santa Fe Avenue.

Al centro c'è l'Alto Palermo Shopping Centre, un grande centro commerciale. Villa Freud, zona intorno a Plaza Güemes, è una zona residenziale, nota per la sua alta concentrazione di psicoanalisti e psichiatri, e quindi il suo nome.
Laghetto di Palermo.

Palermo Viejo: Palermo Viejo (Palermo Antico) è, come il suo nome implica, la parte più antica. È delimitata da Avenida Santa Fé, Avenida Córdoba, Avenida Dorrego a Avenida Coronel Díaz.
Palermo nella zona nord-est della città è il quartiere più esteso della città di Buenos Aires.Twitta
Il quartiere è costruito intorno a Plaza Palermo Viejo; riporta elementi architettonici del vecchio stile spagnolo mischiato con quelli della modernità.

Il Planetario Galileo Galilei.

Trasporto pubblico.

Leggi anche: San Telmo è il quartiere di Buenos Aires che meglio ha conservato l'antico aspetto coloniale.
Il quartiere è servito da diverse stazioni della metropolitana di Buenos Aires con la linea D entro i confini viali Palermo e Santa Fe e Cabildo: Bulnes, Scalabrini Ortiz, Plaza Italia, Palermo, Ministro Carranza, e Olleros
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giovedì 21 giugno 2018

San Telmo è il quartiere di Buenos Aires che meglio ha conservato l'antico aspetto coloniale.

San Telmo è un barrio di Buenos Aires, capitale dell'Argentina.

È il quartiere più storico della città e quello che meglio ha conservato l'antico aspetto coloniale.

San Telmo confina a nord, lungo Chile, con Monserrat, ad est, lungo Avenida Ing. Huergo con Puerto Madero, a sud, lungo Brasil, Avenida Paseo Colón, Avenida Martín García, con La Boca, a sud ovest, lungo Defensa e Avenida Caseros, con Constitución.
San Telmo è il quartiere di Buenos Aires che meglio ha conservato l'antico aspetto coloniale.


Origini di San Telmo.

L'origine di San Telmo risale al XVII secolo, quando fu popolato da portuali e marinai che, nel 1734, eressero la chiesa di San Pedro Telmo, che diede poi il nome a tutto il quartiere.



Successivamente fu abitato dalle famiglie più benestanti della città fino al 1871, quando una grave epidemia di febbre gialla funestò Buenos Aires.

Cercando un riparo dall'epidemia e un ambiente meno malsano i borghesi abbandonarono in massa San Telmo e s'insediarono nelle aree sopraelevate di Retiro e Recoleta.

Le grandi dimore patrizie, rimaste vuote, vennero così affittate ai numerosi migranti che sul finire del XIX secolo iniziavano ad arrivare in massa a Buenos Aires. Così da quartiere della buona borghesia, San Telmo si ritrovò ad essere una delle zone più sovraffollate, povere e sporche della città.
La Feria di San Telmo è uno dei principali eventi culturali della capitale argentina.


La Feria di San Telmo.

La decadenza di San Telmo non si arrestò nemmeno nel XX secolo, tanto che nel 1957 l'architetto Antonio Bonet avanzò la proposta demolire i vecchi caseggiati coloniali e di costruire al loro posto una serie di blocchi residenziali.
Leggi anche: Palermo nella zona nord-est della città è il quartiere più esteso della città di Buenos Aires.

Segnali di ripresa.

Nel 1970 si ebbe un primo segnale di ripresa, quando il direttore del Museo della Città, ebbe l'idea di rivitalizzare San Telmo con un mercatino dell'antiquariato che già l'anno seguente si sarebbe affermato come uno dei principali eventi culturali della capitale argentina: la Feria di San Telmo.
San Telmo è  il quartiere storico di Buenos Aires, famoso per il mercato domenicale dove si trova di tutto, dai souvenir ad oggetti di artigianato, molto carini ed originali.

Nel 1978, durante l'epoca della dittatura militare argentina, l'intendente Osvaldo Cacciatore diede il via ad una serie di sventramenti del quartiere per poter allargare le avenida Independencia, San Juan e Juan de Garay e per la costruzione dell'autostrada sopraelevata 25 de Mayo.
Piazza Doreego è il centro del barrio di San Telmo ed è una delle piazze più turistiche della città.

Monumenti e luoghi d'interesse.

San Telmo ospita alcune delle principali attrazioni turistiche di Buenos Aires che lo rendono uno dei quartieri più popolari e amati dai turisti.
San Telmo è il quartiere di Buenos Aires che meglio ha conservato l'antico aspetto coloniale.Twitta
I principali luoghi d'interesse sono la chiesa di San Pedro Telmo che dà il nome al quartiere, la caratteristica plaza Dorrego, la chiesa ortodossa della Santissima Trinità, il mercato di San Telmo, il Museo storico nazionale dell'Argentina ed il Museo d'arte moderna di Buenos Aires.
Monumento a Mafalda, la bimba ribelle e cocciuta ideata da Quino e conosciuta in tutto il mondo.

Sport.

Il principale sodalizio sportivo del barrio è il Club Atlético San Telmo, che disputa le sue partite interne presso lo stadio Osvaldo Baletto, situato nel quartiere di Isla Maciel, nel partido di Avellaneda, provincia di Buenos Aires.
Il Club Atlético San Telmo, meglio noto come San Telmo, milita nella Primera B Metropolitana e gioca le partite casalinghe allo stadio Osvaldo Baletto.

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venerdì 26 gennaio 2018

La presenza italiana nell’architettura argentina apportò idee e teorie già dal XVII secolo.

Anche se immersa nella colonizzazione spagnola, già dal XVII secolo, la presenza italiana nell’architettura rioplatense apportò idee e teorie -trattati di architettura- fino all’azione diretta dei maestri ed architetti nati e laureati in Italia.

Per quanto riguarda i trattatisti, importanti erano i gesuiti, ordine da cui emersero degli architetti italiani notissimi come i marchigiani Giuseppe Cataldino e Simone Mazzeta, il cremonese Antonio Ripario
Villa Bisighini.

La presenza italiana nell’architettura argentina.

Altri architetti come Giuseppe Brasanelli, Angelo Camillo Petragrassa, Andrea Bianchi e Giovanni Battista Primoli, i cui nomi sono legati a famose opere di carattere religioso come la Cattedrale di Córdoba –indubbiamente il monumento più importante del Virreinato del Río de la Plata- ed opere civili come il Cabildo di Buenos Aires.
Leggi anche: I 10 post più seguiti su Argentina Tour nell'anno 2017: tra Arte, Natura e Gastronomia.
Tutto ciò fino al 1767, anno in cui i gesuiti vennero espulsi dal Re Carlo III e tutti i loro beni trasferiti alla Giunta di Temporalità.
Cattedrale di Cordoba.

Un gruppo importante di architetti italiani.

Un altro gruppo importante di architetti italiani era quello appartenente ad altri ordini religiosi, per lo più Francescani Minori e Propaganda Fide.

Tra loro Luigi Giorgi che operò a Salta e Catamarca; Filiberto Bocchio a Corrientes ed Egidio Giavedoni nel Chaco e nel nord di Santa Fe.

Anche il salesiano Ernesto Vespignani (1861-1925) ebbe grande successo in vari paesi del Sudamerica.

La presenza italiana nell’architettura argentina apportò idee e teorie già dal XVII secolo.Twitta

Questi professionisti venivano dai Centri formativi del Nord d’Italia come l’Accademia di Brera (Barassi, Besana, Broggi, Colombo e Donati) o dai Politecnici di Milano (Caravatti e Tavazza) e quello di Torino (Col, Morra, Censi e Perrone).

Ma provenivano anche da Padova (Menegazzo o Micheletti), da Fermo (Gino Aloisi), da Roma (Alula Baldassarini), da Bologna (Francesco Tamburini ed Ettore Bacci) o da Napoli, come l’ingegnere Luigi Andreoni e Paolo Scolpini.

I maestri ticinesi, invece, spesso formavano aziende edili che poi realizzavano i disegni degli architetti ed ingegneri italiani come quella di Luigi Sessarego e Volpe-Gaggero ad Entre Ríos; Candia e Máspoli a Rosario; Ferruccio Togneri a Buenos Aires; Emanuele Migani a Cuyo o Baldassarre Zani in varie regioni dell’Argentina.

Diverse testimonianze dell’inizio del XX secolo coincidono con il sottolineare l’influenza degli architetti Nicola e Giuseppe Canale (1833-1883), padre e figlio di origine genovese, nella formazione del gusto italiano nell’architettura di Buenos Aires.

Tra le loro opere, qualcuna ha osato trasgredire la solita tipologia religiosa come la chiesa a pianta circolare –simile al panteon romano- dell’Immacolata nel quartiere di Belgrano (1865) od il disegno urbanistico di Adrogué (1872) a diagonali e con degli edifici pubblici sistematizzati.

Ebbe pure grande rilievo la formazione di discepoli come Giovanni Antonio Buschiazzo (1846-1917), autore di numerosi disegni e trasformazioni urbanistiche di Buenos Aires.



La curiosità mi ha portato ad indagare quando e come sono arrivati questi professionisti nel territorio argentino per cui mi sono tuffato nelle liste di sbarco del Porto di Buenos Aires.
I lavori di costruzione dell'attuale Teatro Colón iniziarono nel 1889 sotto la guida dell'architetto italiano Francesco Tamburini e del suo allievo Vittorio Meano con il finanziamento di Angelo Ferrari.

I registri.

Da quei registri ho scoperto che:
-Broggi Luigi, sposato, di 35 anni, di professione Cantero, era partito dal porto di Cherburgo in 3° classe sul vapore Asturias ed raggiungeva Buenos Aires il sabato 6 aprile 1912.
-Donati Alfredo, Salesiano, di 18 anni, partiva da Genova in 1° classe sull’America ed arrivava a Buenos Aires lunedì 31 ottobre 1910.

-Baldassarini Alula, 54 anni, cattolico, sposato, di professione proprietario, imbarcava a Genova in 1° classe sul vapore Duca d’Aosta per arrivare a Buenos Aires mercoledì 10 dicembre 1913.

-Togneri Ferruccio, 38 anni, celibe cattolico, si imbarcò a Genova sulla Frankfurt ed arrivò in Argentina giovedì 28 febbraio 1884.

-Meliga Italo, 26 anni, di professione ingegnere e di religione cattolica, era celibe quando partì dal porto di Genova sulla Perseo per arrivare a Buenos Aires martedì 25 agosto 1885.

-Rezzara Gaetano, 32 anni, cattolico, sposato, di professione ingegnere, partiva dal porto di Genova sul vapore Duca di Genova, in 1° classe, ed arrivava a Buenos Aires lunedì 8 ottobre 1888.

-Micheletti Antonio, ingegnere, 28 anni, sposato, cattolico, si imbarcò a Genova sul Mentana ed arrivo mercoledì 3 aprile 1889 a Buenos Aires.

-Lombardi Emilio, artista di 30 anni, cattolico, sposato, partiva da Genova in 1° classe sulla Montevideo per arrivare a Buenos Aires sabato 25 novembre 1893.

-Berti Adelo, 50 anni d’età, sposato, di professione Artista, cattolico, si imbarcò nel porto di Valparaíso in 2° classe sulla Orissa per arrivare a Buenos Aires  sabato 22 aprile 1911.

-Arnaldi Giovanni Battista, era nato a Porto Maurizio -vicino Genova- nel 1841. Studiò in Italia e poi si trasferì in America.

-Arnaldi Giacomo, età 34 anni, celibe, cattolico, di professione ingegnere, partiva da Genova in 1° classe sul vapore Nord America ed arrivava a Buenos Aires domenica 14 settembre 1890.

A differenza della grande maggioranza degli emigrati, per lo più contadini ed operai, questi professionisti facevano quella micidiale traversata transoceanica -di quasi un mese- in Prima Classe.

Vittorio Meano, nato a Susa (vicino Torino) nel 1860. Studiò architettura all’Accademia Albertina di Torino. Nel 1884 arrivò in Argentina per lavorare a fianco dell’architetto Francesco Tamburini. Morì a Buenos Aires, ucciso dall’amante della moglie, mercoledì 1° giugno 1904.

Troviamo anche l’architetto Clorindo Testa, nato a Ceppaloni –vicino Napoli- il 10 dicembre 1923.

E’ forse l’architetto più importante del XXmo. secolo, per la sua originalità assoluta nel disegnare nonché per essere un grande artista plastico.

Nelle successive puntate parleremo delle opere di molti di coloro che fanno parte del patrimonio storico-culturale argentino.



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