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All'uscita del mio lavoro camminando per il famoso pedone della Florida nel micro centro della città di Buenos Aires possiamo trovare artisti di strada di ogni tipo che vivono secondo il loro talento posizionando cappellini o barattoli in modo che le persone che passano e come quello che fanno lasciano la loro collaborazione.
Ci sono tutti i tipi di artisti: pittori, statue viventi, cantanti d'opera, gruppi rock e jazz e, naturalmente, violinisti, flautisti e chitarristi.
Proprio come lo stesso Arjona dice che ha iniziato a cantare per le strade di Buenos Aires e in particolare in questo pedone dove decine di migliaia di persone circolano ogni giorno, forse alcuni di questi artisti del romanzo hanno la stessa fortuna, almeno molti di loro lo credono.
Quello con il video seguente ha particolarmente attirato la mia attenzione per la sua grande abilità e ritmo, un sacco di persone che passano da stop e lo registrano, lo filmano e lasciano la sua collaborazione.
Nelle strade di ogni città ci sono artisti di ogni tipo, musicisti, vignettisti, artigiani, giocolieri. In molti casi il talento è enorme anche se solo pochissimi hanno successo.
Nel sottosuolo di Buenos Aires, che devo prendere ogni giorno sia per andare al lavoro che per tornare a casa alla fine della giornata, appaiono diversi artisti che si guadagnano da vivere suonando, cantando e spendendo il berretto per alzare abbastanza per vivere e continuare a fare quello che vogliono.
Il video è un piccolo esempio del talento di un chitarrista nella bellissima e turistica città di Bariloche nel gennaio 2018.
La strada pedonale centrale è una vera e propria esibizione di talento, in pochi isolati c'è musica di archi, folklore, murga, ritrattisti e altri innumerevoli campioni di street art.
Ecco la versione interattiva della guida fotografica alla street art di Buenos Aires, con collegamenti diretti ai murales e agli artisti più rappresentativi. Puoi usarla come itinerario pratico per esplorare la città.
️ Barracas
El Regreso de Quinquela – Alfredo Segatori, murale di 2.000 m².
Calle Lanín – case rivestite di mosaici da Marino Santa María.
La Boca
Caminito – tango e colori vivaci.
Murales Boca Juniors – omaggi al calcio e alla passione popolare.
️ San Telmo
Stencil politici – memoria e resistenza.
Murales storici – volti e simboli della lotta sociale.
Palermo
Frida Kahlo – ritratto vibrante di Campos Jesses.
Arte urbana – murales contemporanei e sperimentali.
Villa Urquiza
Martín Ron – realismo urbano iperrealista e prospettive 3D.
Colegiales e Chacarita
Cinema e Pop Art – omaggi al cinema e alla cultura pop.
Ecco la guida fotografica della street art di Buenos Aires, pensata come un percorso visivo per scoprire i murales più emblematici della città. Ogni tappa include un tema, un artista e un punto di riferimento urbano.
1. Barracas – El Regreso de Quinquela
Artista: Alfredo Segatori
Tema: omaggio al pittore Benito Quinquela Martín e alla vita portuale.
Dettaglio: oltre 2.000 m² di pittura continua, il murale più lungo del mondo.
2. La Boca – Caminito & Gardel
Artisti vari: collettivi locali e internazionali.
Tema: tango, calcio e cultura popolare.
Dettaglio: colori vivaci e figure danzanti lungo le vie di Caminito.
️ 3. San Telmo – Memoria e Resistenza
Artisti: gruppi anonimi e collettivi sociali.
Tema: diritti umani, desaparecidos e lotta politica.
Dettaglio: stencil e graffiti che dialogano con l’architettura coloniale.
4. Palermo – Frida Kahlo e arte urbana
Artista: Campos Jesses e altri muralisti contemporanei.
Tema: icone artistiche e sperimentazione cromatica.
Dettaglio: murales di grandi dimensioni su pareti di locali e caffè.
5. Villa Urquiza – Realismo urbano
Artista: Martín Ron
Tema: figure iperrealiste e prospettive tridimensionali.
Dettaglio: volti e scene quotidiane che sembrano uscire dal muro.
6. Colegiales e Chacarita – Cinema e Pop Art
Artisti: Celine Hitier e collettivi di arte pop.
Tema: omaggi al cinema argentino e internazionale.
Dettaglio: colori saturi e riferimenti cinematografici.
Ecco il tour fotografico della street art di Buenos Aires, una selezione dei murales più rappresentativi che puoi incontrare seguendo l’itinerario urbano tra i quartieri storici e contemporanei della capitale argentina.
Barracas
El Regreso de Quinquela – di Alfredo Segatori, il murale più lungo del mondo, dedicato al pittore portuale Benito Quinquela Martín.
Calle Lanín – case decorate con mosaici colorati da Marino Santa María.
La Boca
Caminito – tango e colori vivaci, con murales che celebrano la cultura popolare.
Murales del Boca Juniors – omaggi al calcio e alla passione del barrio.
️ San Telmo
Stencil politici – arte di protesta e memoria storica.
Murales storici – volti e simboli della resistenza argentina.
Palermo
Frida Kahlo – ritratto vibrante di Campos Jesses.
Arte urbana contemporanea – murales astratti e sperimentali.
Villa Urquiza
Martín Ron – realismo urbano con figure iperrealiste e prospettive 3D.
Colegiales e Chacarita
Cinema e Pop Art – omaggi al cinema argentino e internazionale.
La street art di Buenos Aires è un museo a cielo aperto dove i muri grigi si trasformano in tele giganti che mettono in mostra l'identità, la storia e la creatività del popolo argentino. La città è rinomata in tutto il mondo per la sua capacità di permettere ad artisti locali e internazionali di lasciare il segno in ogni angolo.
Ecco la mappa della street art di Buenos Aires che ti mostra i quartieri e i murales più iconici della città.
️ Quartieri rappresentati
Barracas → El Regreso de Quinquela e Calle Lanín.
La Boca → tango, Carlos Gardel e murales del Boca Juniors.
San Telmo → stencil politici e murales storici.
Palermo → Frida Kahlo e arte urbana contemporanea.
Villa Urquiza → realismo urbano di Martín Ron.
Colegiales e Chacarita → murales narrativi su cinema e cultura pop.
Come usare la mappa
Segui le linee colorate che collegano il centro di Buenos Aires ai quartieri.
Ogni sezione mostra un tema visivo: tango, memoria politica, cultura pop, realismo urbano.
Puoi usarla come itinerario pratico per un tour a piedi o in bici.
Ecco un itinerario di street art a Buenos Aires che ti permette di attraversare i quartieri più iconici e scoprire i murales e graffiti che raccontano la città come un museo a cielo aperto.
♂️ Itinerario consigliato
Barracas
El Regreso de Quinquela di Alfredo Segatori, il murale più lungo del mondo (2.000 m²).
Calle Lanín, con le case rivestite di mosaici colorati da Marino Santa María.
La Boca
Murales attorno a Caminito, con tango, calcio e cultura popolare.
Opere che celebrano Carlos Gardel e la tradizione portuale.
San Telmo
Murales storici e stencil politici.
Atmosfera bohémien tra mercatini e arte di strada.
Palermo
Murales contemporanei e sperimentali, come la celebre Frida Kahlo di Campos Jesses.
Vie come Gorriti e Honduras piene di graffiti e stencil.
Villa Urquiza
Opere iperrealiste di Martín Ron, uno dei più noti muralisti argentini.
Colegiales e Chacarita
Murales narrativi e omaggi alla cultura pop e al cinema.
Temi da osservare
Memoria politica: murales che ricordano la dittatura e la resistenza.
Cultura popolare: tango, calcio, icone come Gardel e Maradona.
Multiculturalismo: omaggi all’immigrazione e alla diversità urbana.
Sperimentazione: tecniche miste, mosaici, stencil e murales 3D.
Consigli pratici
Tour guidati: organizzazioni come Graffitimundo offrono percorsi tematici.
Esplorazione autonoma: il sito del turismo di Buenos Aires propone mappe interattive.
Fotografia: mattina e tardo pomeriggio sono i momenti migliori per la luce.
Il 1926 segnò una serie di eventi culturali di enorme importanza per la Repubblica Argentina.
Mentre Agatha Christie pubblicava "L'assassinio di Roger Ackroyd" ed Ernest Hemingway pubblicava "Fiesta", il suo primo romanzo importante, in giro per il mondo, Roberto Arlt pubblicava il suo primo romanzo, "Il giocattolo pazzo", Ricardo Güiraldes pubblicava "Don Segundo Sombra", Horacio Quiroga pubblicava "Gli esiliati" e Molina Campos teneva la sua prima mostra di disegni e dipinti alla Società Rurale Argentina.
Florencio de los Ángeles Molina Campos nacque il 21 agosto 1891, figlio di Florencio Molina Salas e Josefina del Corazón de Jesús Campos, entrambi appartenenti a famiglie tradizionali a Buenos Aires a quel tempo.
Walt Disney e Molina Campos
Molina Campos, l'artista dei gauchos.
Molina Campos si dedicò al disegno e alla pittura, acquisendo come caratteristica distintiva e distintiva quella di conferire ai suoi personaggi e oggetti un'aria naif e un certo espressionismo.
Si può riassumere che la sua opera era umoristica e malinconica.
Nel 1930 pubblicò una striscia a fumetti intitolata "Los picapiedras criollos" sul quotidiano La Razón e, nello stesso anno, l'azienda tessile Alpargatas firmò un contratto con Molina Campos per la realizzazione di un almanacco del 1931.
Il compito consisteva nel creare 12 opere gaucho con una visione idealizzata e tradizionalista.
La tecnica da utilizzare era la gouache o l'acquerello, che consisteva nell'utilizzare colori diluiti in acqua o con l'aggiunta di altri liquidi. L'almanacco ebbe ripercussioni internazionali.
Una visione idealizzata e tradizionalista dei gauchos.
Nel 1937, con una borsa di studio della Commissione Culturale Nazionale, si recò negli Stati Uniti e sposò María Elvira Ponce Aguirre, secondo la legge americana, poiché lui aveva divorziato in Argentina.
Nel 1938 tenne una mostra all'English Book Shop di New York e nel 1941 ricevette la visita nel suo ranch di Cascallares da un americano già famoso di nome Walter Elias Disney, meglio conosciuto come Walt Disney.
In realtà, affermare che ricevette effettivamente la visita non è del tutto esatto; la visitatrice a sorpresa fu sua moglie, María Elvira, perché Molina Campos si trovava a New York in quel periodo, ingaggiato dalla rivista Liberty per realizzare una serie di disegni pubblicitari.
Molina Campos & Walt Disney.
Nonostante l'assenza del celebre fumettista argentino, Walt Disney capì che la chiave per convincerlo a lavorare per i suoi studi risiedeva molto probabilmente proprio nella moglie, e si dedicò a convincerla.
Design di Molina Campos per il calendario Alpargatas
L'obiettivo della Disney era di assumerlo come consulente tecnico per diversi film.
In particolare, partecipò come collaboratore alle riprese di "Il gaucho volante", "Pippo gaucho", "Saludos, Amigos", "Il gaucho che ride" e "I tre amigos".
Partecipò anche alle riprese di "Bambi", i cui paesaggi si dice siano stati ispirati dall'Isola Vittoria, situata sul lago Nahuel Huapi, vicino a Bariloche, nella Patagonia argentina.
Infatti, ancora oggi, al centro di quella splendida isola si trova una baita di tronchi, da cui si dice che Walt Disney abbia tratto ispirazione per realizzare quel film d'animazione.
Molina Campos lavorò per i Disney Studios fino alla metà degli anni '50.
Molti sostengono che il vero motivo del viaggio di Disney fosse l'attuazione della politica di "buon vicinato" che il governo degli Stati Uniti aveva sviluppato in tutta l'America Latina per ottenere sostegno alla sua partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale.
In quel contesto, visitò diversi paesi della regione, tra cui l'Argentina, e fu certamente interessato a Molina Campos poiché aveva visto gli almanacchi che l'artista di Buenos Aires aveva realizzato nel paese settentrionale per la compagnia petrolifera Movil.
Per quanto riguarda la baita sull'isola Victoria, Disney non l'ha mai visitata e quindi non ne è stato ispirato per realizzare Bambi.
Mi dispiace per molti dei miei connazionali che la pensano così.
Ha visitato il ranch di Molina Campos, dove ha mangiato barbecue, ballato chacareras, bevuto mate, cavalcato e persino vestito da gaucho.
È anche vero che ha visitato altri luoghi, come la provincia di Mendoza, dove è entrato a scuola in piedi sulle mani.
A Molina Campos non sono mai piaciuti i disegni di Pippo vestito da gaucho perché non riflettevano l'abbigliamento e l'atteggiamento di un vero gaucho argentino.
Quando ne parlò alla Disney, gli fu detto che il suo approccio era cambiato e che il modo migliore per rappresentare la cultura sudamericana era attraverso gli occhi degli americani.
L'entusiasmo e l'ammirazione iniziali che entrambi avevano accumulato svanirono gradualmente fino al progetto finale.
Walt Disney, il creatore di un impero dell'intrattenimento per bambini il cui record di premi Oscar ed Emmy rimane insuperato, morì il 15 dicembre 1966.
Molina Campos, che reinventò l'estetica gaucho, morì il 16 novembre 1959.
Buenos Aires è una delle capitali mondiali della street art: dai murales monumentali di Barracas e La Boca ai graffiti più intimi di Palermo e Villa Crespo, l’arte urbana racconta la storia sociale e politica della città, trasformando i quartieri in musei a cielo aperto.
️ Storia della street art a Buenos Aires
Origini politiche: durante la dittatura militare (anni ’70‑’80), i graffiti erano strumenti di protesta e memoria collettiva.
Boom post‑democrazia: dagli anni ’90 in poi, con la libertà di espressione, i murales si sono ampliati in scala e temi.
Legge sul muralismo (2009): regola le opere urbane, richiedendo solo il consenso del proprietario. Questo ha reso Buenos Aires un polo attrattivo per artisti locali e internazionali.
Quartieri e luoghi iconici
Barracas: ospita El Regreso de Quinquela, il murale più lungo del mondo (2.000 m²) di Alfredo Segatori, e la celebre Calle Lanín con mosaici di Marino Santa María.
La Boca: colori vivaci attorno a Caminito, con opere che celebrano tango, immigrazione e cultura popolare.
Palermo: murales contemporanei e sperimentali, come Frida Kahlo di Campos Jesses.
Villa Urquiza: opere di Martín Ron, maestro del realismo urbano.
Colegiales e Chacarita: murales narrativi e omaggi al cinema e alla cultura pop.
Temi ricorrenti
Politica e memoria: murales che ricordano la dittatura, la resistenza e la lotta sociale.
Cultura popolare: tango, calcio (soprattutto Boca Juniors), icone come Carlos Gardel.
Identità urbana: scene di vita quotidiana, resilienza delle comunità, multiculturalismo.
Sperimentazione artistica: uso di mosaici, stencil, 3D e colori vivaci per reinterpretare spazi urbani.
️ Tour e consigli pratici
Tour guidati: organizzazioni come Graffitimundo offrono percorsi tematici nei quartieri più ricchi di murales.
Itinerari indipendenti: il sito ufficiale del turismo di Buenos Aires propone mappe per esplorare Palermo, Colegiales, Villa Crespo e Barracas.
Momenti migliori: mattina o tardo pomeriggio per la luce ideale nelle fotografie.