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sabato 10 gennaio 2026

Il killer vendicatore degli anarcosindacalisti patagonici scioperanti.

Patagonia tragica

Tra il 1920 e il 1921, nella Patagonia argentina, si svolse un lungo sciopero da parte di coloro che si definivano anarcosindacalisti. 

Tutto iniziò come una lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori rurali nell'allora Territorio Nazionale di Santa Cruz e fu guidato dall'anarchico spagnolo Antonio Soto, meglio conosciuto come "il Soto galiziano".

I problemi si intensificarono e si segnalarono saccheggi, stupri e altri crimini sessuali commessi contro le donne prese in ostaggio dagli scioperanti. 

A peggiorare la situazione, si diffuse la notizia che la polizia cilena stava operando a fianco degli scioperanti.

Alla luce di tutto ciò, nel gennaio del 1921 il Presidente della Repubblica, Hipólito Yrigoyen, inviò truppe dell'esercito comandate dal tenente colonnello Héctor Benigno Varela con l'ordine di sedare la ribellione e normalizzare la situazione.

Gli scioperanti non rinunciarono al loro atteggiamento e tutto finì nel peggiore dei modi: tra i 300 e i 1.500 lavoratori furono colpiti a morte o uccisi nei combattimenti.

Varela fu decorato e promosso e nel 1923 tornò a Buenos Aires. Il 27 gennaio di quell'anno, l'immigrato tedesco, anche lui anarchico, Kurt Gustav Wilckens, lo aspettò fuori dalla sua casa nel quartiere Palermo e gli lanciò contro una bomba a percussione, ferendolo. 

Wilckens lo finì con quattro colpi, ma non riuscì a scappare perché la bomba stessa gli aveva fratturato una gamba.

Il killer vendicatore degli scioperanti è stato arrestato e trattenuto nel carcere di Palermo. 

Ha subito chiarito di aver agito da solo e senza alcun aiuto e che il suo obiettivo era quello di danneggiare il sistema criminale incarnato da Varela.

Pochi mesi dopo, il tedesco fu assassinato in prigione dalla guardia Ernesto Pérez Millán, che in questo modo vendicò Varela.

Millán fu dichiarato pazzo e ricoverato all'ospizio Mercedes. Nel 1925, fu assassinato dallo jugoslavo Esteban Lucich, che in questo modo vendicò Wilckens.

La Patagonia Rebelde. 

La “Patagonia Rebelde” fu una serie di scioperi rurali avvenuti tra il 1920 e il 1922 nella provincia di Santa Cruz, repressi brutalmente dal colonnello Héctor Benigno Varela e dall’esercito argentino, con un bilancio di centinaia di morti. Questo episodio è ricordato come una delle più sanguinose repressioni della storia sociale argentina, culminata poi nell’assassinio di Varela nel 1923 da parte di un anarchico vendicatore.

📌 Contesto storico.

  • Periodo: 1920–1922, subito dopo la Prima Guerra Mondiale.

  • Luogo: Provincia di Santa Cruz, Patagonia, Argentina.

  • Cause: condizioni di lavoro durissime dei peones nelle estancias (fattorie), salari bassi, sfruttamento e promesse non mantenute dai proprietari terrieri.

  • Organizzazione: gli scioperi furono guidati dalla Federación Obrera Regional Argentina (FORA), di ispirazione anarchica.

⚔️ Repressione militare.

  • Comandante: Colonnello Héctor Benigno Varela, a capo del 10º Reggimento di Cavalleria.

  • Mandato politico: Presidente Hipólito Yrigoyen autorizzò l’intervento militare.

  • Modalità: negoziati iniziali falliti → intervento armato → fucilazioni di massa.

  • Vittime: tra 300 e 1.500 lavoratori uccisi, oltre a numerosi arresti.

🔥 Conseguenze.

  • Memoria storica: l’episodio è noto come Patagonia Rebelde o Patagonia Trágica.

  • Vendetta: il 27 gennaio 1923, Varela fu assassinato a Buenos Aires da Kurt Gustav Wilckens, anarchico tedesco, che lo colpì con una bomba e quattro colpi di pistola.

  • Impatto culturale: la vicenda ha ispirato libri, film e dibattiti sulla lotta di classe in Argentina.

🧭 Sintesi.

  • La ribellione in Patagonia fu uno scontro tra lavoratori rurali e oligarchia terriera, con lo Stato schierato dalla parte dei proprietari.

  • Varela è ricordato come il responsabile della repressione, ma anche come vittima di una vendetta politica.

  • Questo episodio rimane un simbolo della lotta sociale e della violenza politica in Argentina del primo Novecento. 

Fonte

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sabato 4 aprile 2015

I 10 articoli più letti nel mese di Marzo 2015.

1.- Cordoba sede storica, culturale e religiosa di eventi importanti.

Cordoba sede storica, culturale e religiosa di eventi importanti.

Córdoba è una città situata vicino al centro geografico di Argentina, ai piedi delle montagne Sierras Chicas sul fiume Suquía, circa 700 km a ovest-nord-ovest da Buenos Aires. E ‘la capitale della Provincia di Córdoba. E ‘il secondo centro industriale dell’Argentina, ma conserva molti dei suoi edifici storici risalenti all’epoca coloniale. El Centro (spagnolo per “centro”) è la zona

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2.- Buenos Aires: un mix creativo nobile e popolare, unico in tutto il Sud America.

Buenos Aires: un mix creativo nobile e popolare, unico in tutto il Sud America.

Forse nessuna città al mondo conserva, come Buenos Aires, tutte le stratificazioni della sua storia di immigrazione. Forse solo New York le può essere paragonata. La zona dove approdò il capitano spagnolo Pedro de Mendoza nel 1536, cercando di imporsi agli indigeni e che fu poi definitivamente occupata nel 1580 da Juan de Garay, fu la culla della città chiamata Nuestra Señora Santa Maria del Buen

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mercoledì 2 luglio 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Giugno 2014.

1.- Il fronte nord del Perito Moreno.

Il fronte nord del Perito Moreno.

Il rapporto del ghiacciaio con la penisola di Magellano è alquanto singolare. Da oltre un secolo la penisola sembra esercitare quasi un fascino magnetico sul Perito Moreno che cerca di raggiungerla e spesso ci riesce ma poi deve inesorabilmente staccarsi come respinto da forze potenti e invincibili (l’ultima volta che ha coronato il suo sogno è stato nel corso dei primi mesi del 2008 e la

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sabato 5 ottobre 2013

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Settembre 2013.

1.- L’anarchismo nel tango è qualcosa che si è voluto nascondere.

Severino_di_Giovanni1[Tango e anarchismo: un binomio poco conosciuto che lo storico Osvaldo Bayer, studioso dell'emigrazione libertaria di origine italiana in Argentina, ha riportato alla luce in un evento di tango ospitato dalla Repubblica della Boca. Bayer è l'autore della biografia dell'anarchico italiano Severino Di Giovanni, una figura romantica che è quasi una leggenda in Argentina. In Italia Di Giovanni e Osvaldo Bayer sono entrambi quasi sconosciuti, eppure di recente di Bayer è stata tradotta in italiano la “Patagonia rebelde”, mentre lo scrittore è stato proiettato come personaggio di fantasia in due romanzi: “Millennium 2” di Manuel Vázquez Montalbán e “Il fioraio di Perón” di Alberto Prunetti. Sul tango anarchico riportiamo la traduzione di un articolo, curata da Maria Rosaria Bucci, tratto da Pagina/12.] A.P.

2.- Refranes, se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città, a Buenos Aires piace parlare.

refranesLa scrittura induce a una disattenzione, una atrofia dell’arte della memoria. Però la memoria è la «Madre delle Muse», il dono umano che rende possibile l’apprendimento.

G. Steiner, Lecciones de los maestros

Una bottiglia di vino, un tavolo intriso di discorsi, sottofondo in dos por cuatro. Se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città. A Buenos Aires piace parlare. Le gole si consumano su un indescrivibile tutto. Grandi lettori gli argentini, non pensiate mai di fare i furbi citando titoli che non destreggiate. Grandi appassionati di sport. Io venni punito sonoramente ad una festa dove mi si chiese per che squadra tifassi: “beh ovvio per la Fiore, sono di Firenze”.

 

3.- I magnifici dieci, i migliori film della storia del cinema argentino.

I magnifici dieciLa rivista Rumbos – esce con l’edizione domenicale di diversi giornali regionali – ha chiesto a venticinque personaggi del cinema argentino (attori, registi, scrittori, etc.) di indicare i loro film preferiti. Ne è uscita questa classifica dei “dieci migliori film” della storia del cinema nazionale. Molti di essi si possono vedere interi su youtube, quasi tutti dovrebbero essere disponibili a noleggio o acquisto, per chi vive qui. I link che ho messo io vanno al trailer su youtube, o alla pagina wikipedia, secondo come mi girava. L’inquietante foto del titolo è tratta da El dependiente; il video finale è un trailer (artigianale?) del terrificante (e amatissimo, da quasi tutti gli altri) Esperando la carroza, l’unico film che per me poteva stare tranquillamente fuori dalla lista.

4.- Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Agosto 2013

Il ghiacciaio Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio.

All´interno del Parco Nazionale I Ghiacciai si trova il ghiacciaio Perito Moreno, una meravigliosa lingua o massa di ghiaccio di 5000 metri di fronte e 60 m di altezza sopra il livello del lago Argentino. È il piú famoso dei 356 ghiacciai che integrano il parco. A differenza d´altri ghiacciai, dove soltanto si producono distaccamenti, il Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio. Lo spettacolo è impressionante. Una massa colossale di ghiaccio bianco azzurro emerge dalle gelide acque. I crolli delle sue pareti si producono costantemente, causando un forte strepito, dopo il quale la calma e il silenzio tornano a irrompere in questo paradiso gelato.

5.- Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale.

Molti la definiscono la città alla “fine del mondo”. E, in effetti, eliminando il pathos un tantino drammatico, la definizione calza a pennello: Ushuaia è la città più australe del pianeta, l’ultima del mondo andando verso sud, insomma. Per davvero ci si sente come alla fine di qualcosa ad Ushuaia. Il paesaggio è intensissimo e lascia senza respiro: fuori neve, sempre neve. Attorno montagne maestose e appena di là dallo sguardo, il Cile. Se non siamo alla fine di questo mondo, a Ushuaia siamo senz’altro all’inizio di un altro: le atmosfere sono da favola, con quelle classiche casette di legno che restituiscono la vivida sensazione di una vita sorridente, gli alberi, poi, hanno nomi strani da paese delle meraviglie: Winteri di Drimys, Nothofagus e Magellano di Maytenus, tanto per dire.

6.- L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina.

obelisco_buenos_airesL’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi.

7.- La nazionale argentina di rugby a 15 e la migliore in assoluto del continente americano.

los-pumas uarL'Unión Argentina de Rugby (UAR) è l'organismo di governo del Rugby XV in Argentina. È membro dell'International Rugby Board con un posto nel Consiglio Esecutivo. È dalla UAR che dipende la nazionale di rugby argentina, conosciuta anche come Los Pumas. E la rappresentante ufficiale dell’Argentina nelle competizioni e nei test-match di Rugby Union ed è sotto la giurisdizione della Unión Argentina de Rugby (sino al 1951 Union de Rugby de Rio de la Plata). È tra le migliori nazionali di rugby a 15 del mondo (a ottobre 2010 occupa la 8ª posizione del ranking mondiale IRB) e la migliore in assoluto del continente americano. Classificatasi terza alla Coppa del Mondo 2007 alle spalle di Sudafrica e Inghilterra e davanti alla Francia, dal 2012 prende parte al The Rugby Championship.

8.- Matambre, un classico argentino grigliato o al forno.

matambre

La carne del vitellone rispetto a quella del vitello ha una minore percentuale  di acqua e un contenuto proteico leggermente maggiore (22g%). Ingredienti:
1 kg di carne di vitellone in un'unica fetta
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 foglia d'alloro
250 g di spinaci crudi
3-4 uova sode
3 carote
1 peperoncino

9.- Prodotti tipici argentini: il mate e i suoi significati.

mate_3Il nome scientifico della pianta dalla quale si ricava la Yerba Mate è Ilex paraguayensis. Si tratta di un albero o arbusto appartenente alla famiglia delle Aghifogliacee che può misurare tra i 3 e gli 8 metri di altezza. Ha foglie perenni dicolore verde brillante leggermente chiuse con una lunghezza che varia da 4 a 10 centimetri. Di origine Sud Americana si coltiva nel Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina (provincia di Misiones), e nel sud della Bolivia.
La Yerba Mate viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido.

10.- L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (2a parte).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Fantagas di Carlos Nine. Il fondato sospetto che il seggio Luigi XV se la faccia con la gatta di casa inquieta non poco l’ispettore Pernot, quando in casa Renaud l’orrore bussa alla porta…
Il più visionario e surreale artista argentino, Carlos Nine, paragonabile forse solo all’Herriman di Krazy Kat, confeziona un’opera di grande suggestione visiva (due storie di 46 pagine per essere precisi) che narra di Pernot, poliziotto alcolizzato a caccia del serial killer Fantagas, in un paesaggio onirico, dai contorni sfumati, tra un’umanità (se così si possono chiamare gli strani animali che popolano la storia) quanto mai allucinata e schizofrenica, spesso travolta da insopprimibili pulsioni erotiche.

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giovedì 5 settembre 2013

La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo e un monumento nazionale.

La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina e un monumento nazionale. All’interno di essa hanno sede gli uffici del Presidente della Repubblica Argentina. L’edificio sorge a Buenos Aires e si affaccia sulla storica Plaza de Mayo. Il nome gli deriva dal caratteristico colore rosato ed è considerato uno dei palazzi più importanti di Buenos Aires.

Oltre alle funzioni istituzionali, la Casa Rosada ospita anche il Museo de la Casa de Gobierno, un'esposizione storica di oggetti legati alla storia del paese e dei suoi presidenti.
L’edificio sorge sulle fondamenta di quella che fu la fortezza reale di Don Juan Baltazar d’Austria, costruita dal governatore di Buenos Aires, Fernando Ortiz de Zárate, nel 1594, sulle sponde, a quel tempo ancora scoscese, del Rio de la Plata.

casa rosada vista aerea

La fortezza fu ricostruita nel 1713, rimpiazzata con una costruzione molto più sobria, che copriva quasi un ettaro, circondata da un fossato e con quattro torrioni rettangolari. La costruzione si affacciava sulla Plaza Mayor, l’attuale Plaza de Mayo, ed aveva un ponte levatoio. Questa nuova fortezza fu battezzata Castillo de San Miguel (Castello di San Michele) nel 1720, quando si completò la costruzione delle opere di difesa. Il nuovo edificio servì come sede dei governatori della città e poi dei viceré titolari del Vicereame del Rio de la Plata. Dopo il 1810 fu sede dei governi argentini indipendenti. Negli anni Venti del XIX Secolo, il presidente Bernardino Rivadavia ordinò alcune modifiche, sostituendo il ponte levatoio con un portico di stile neoclassico.

Casa_Rosada_in_Buenos_Aires

La facciata della nuova Casa Rosada è necessariamente un modello di eclettismo combinando i più diversi elementi architettonici, mansarde, loggiati e finestre di diversi stili. Il tocco classicista di Tamburini, con il grande arco trionfale che riarticola la facciata, riesce con eleganza a unificare visivamente le disparità risultanti da progettazioni differenti.

Sotto la presidenza di Domingo Faustino Sarmiento il complesso fu dipinto di rosa, colore che ha conservato fino ad oggi, pur con qualche variazione di tonalità, dal rosa pallido a quello molto scuro, quasi salmone, attuale. Secondo la tradizione l’uso del colore rosa fu un’idea del presidente Sarmiento per rappresentare simbolicamente l’unità dei due partiti che si scontrarono nella sanguinosa guerra civile della prima metà del XIX Secolo. Il colore bianco, simbolo degli unitaristi, e quello rosso, simbolo dei federalisti, combinati insieme danno appunto il rosa.

La storia è tuttavia una leggenda perché gli unitaristi avevano come colore di riferimento il celeste più che il bianco. Il color rosa era molto utilizzato per dipingere gli edifici nel XIX Secolo in Argentina perché era facile da ottenere, si trattava di calcina nella quale veniva versato del sangue bovino, che ne aumentava la resistenza all’acqua.

Casa-Gobierno-1

La facciata del palazzo è attualmente in via di restauro in vista dei festeggiamenti per il Bicentenario della rivoluzione di maggio (1810-2010). Per i lavori il governo argentino ha stanziato oltre sette milioni di pesos. In prospettiva si prevede la pedonalizzazione di tutte le strade che circondano il palazzo, riportando la zona all’estetica che aveva all’inizio del XX Secolo.

Lo spiazzo d’accesso su Calle Rivadavia, conduce al Salone dei busti, dove si trovano le effigi dei presidenti argentini. Da questo salone, mediante due grandi scalinate d’onore (soprannominate Italia e Francia) si giunge al primo piano dell’Ala Nord, dove si trova il Salón Blanco, la sala che serve per i ricevimenti ufficiali e le cerimonie presidenziali.

L’Ala Nord si struttura intorno al Patio de las Palmeras (Il cortile delle palme). L’Ala Sud, quello che era il vecchio Palazzo delle poste, fu profondamente ristrutturata e parzialmente demolita negli anni Trenta del XX Secolo, in conseguenza dei lavori di riaddrizzamento della Calle Hipólito Yrigoyen, a loro volta resi necessari dalla costruzione del Palacio de Hacienda. Il complesso si sviluppa su tre piani verso ovest, dalla parte di Calle Balcarce, e su quattro livelli più uno interrato verso est, dalla parte di Plaza Colón. In questo spazio interrato è sito il Museo de la Casa de Gobierno.

CasaRosada1890

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