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sabato 26 luglio 2025

Il faro alla fine del mondo

Arrivando a Ushuaia (Argentina), si potrebbe pensare, e in effetti ci dicono, di trovarsi nella città più australe del mondo. Tuttavia, questo non è vero, a meno che non si consideri Puerto Williams (Cile), che si trova quasi di fronte, come una città senza lo status di città.

Faro di Les Eclaireurs

Una volta arrivati e sistemati in uno dei bellissimi e costosi hotel, la città offre un'ampia varietà di escursioni che permettono al visitatore occasionale di ammirare le meraviglie della zona. Si possono effettuare tour a bordo di un trenino recentemente restaurato, voli in elicottero, passeggiate a cavallo, gite in catamarano, musei, visite alle estancias e una visita al "faro alla fine del mondo", che non è altro che il faro Les Eclaireurs, situato al centro del Canale di Beagle, dove affondò la nave passeggeri Monte Cervantes , oggetto di una precedente pubblicazione e che potete leggere seguendo il link.

Treno turistico di Ushuaia

Non appena un turista sente le parole "faro alla fine del mondo", inevitabilmente lo associa al celebre romanzo di Jules Verne, e la sua immaginazione prende il volo, trasportandolo alla trama del libro. Ma attenzione, questo faro non è quello che ha ispirato il grande romanziere, poiché fu costruito diversi anni dopo la stesura e la pubblicazione del romanzo.

Tecniche di marketing che fanno funzionare le vendite anche se il prodotto non è esattamente quello che ci stanno vendendo. Mi dispiace se qualcuno ha visitato la città ed è tornato felice dopo aver visto il faro che ispirò Jules Verne, quando quello vero si trova a molti chilometri a est.

In effetti, il vero faro alla fine del mondo si trova sull'Isla de los Estados, e non si chiama così; si chiama Faro San Juan de Salvamento. Sì, mio caro lettore, oggi devo scrivere di cose un po' deludenti, quindi abbiate pazienza.

Vista della città di Ushuaia dal mare

Anche l'aspetto non aiuta; non è come ci si aspetterebbe un faro: sottile, alto, dipinto a strisce orizzontali bianche e rosse – uno stereotipo che si adatta perfettamente a Les Eclaireurs, non al nostro eroe del romanzo. Come se non bastasse, in diverse edizioni la copertina mostra un faro molto simile alla prima, e non hanno alcuna relazione con l'argomento della trama del romanzo.

Il faro di San Juan de Salvamento si trova sull'Isla de los Estados, scoperta da Schouten e Le Maire il 25 dicembre 1615, che la chiamarono "Terra dei Signori degli Stati". L'isola è lunga 65 chilometri, larga 15 chilometri nel punto più largo e solo 500 metri nel punto più stretto. La sua superficie, comprese due isole adiacenti, è di 530 chilometri quadrati.

Lo straordinario marinaio ed eroe argentino Luis Piedrabuena, profondo conoscitore dei mari e dei pericoli della navigazione in quella zona, costruì un rifugio nel 1862 vicino a Puerto Cook Bay e lo chiamò San Juan de Salvamento. Il faro fu costruito diversi anni dopo da una spedizione della Marina argentina al comando del colonnello Lasserre, che lo inaugurò il 25 maggio 1884. La stessa spedizione fondò Ushuaia il 12 ottobre dello stesso anno.

Faro di San Juan de Salvamento (Il faro alla fine del mondo)

Fu costruito a forma ottagonale su una piccola collina che lo pone a 60 metri sopra il livello del mare, aveva lampade che funzionavano ad olio e al suo interno c'erano diverse capanne con letti a castello dove poteva dormire la guarnigione, aveva anche alcune stanze per conservare cibo e altre provviste necessarie per resistere al clima rigido della zona, i muri erano fatti di legno e il tetto era di zinco.

Restò operativo solo fino al 1902, quando fu sostituito da un altro faro costruito sull'Isola dell'Osservatorio. Le sue luci furono spente e l'equipaggio si trasferì nel nuovo faro. Cadde nell'oblio fino al 1975, quando fu dichiarato monumento storico nazionale e in seguito completamente ricostruito.

Stretto di Gallanaces.png

Mappa della zona

L'iniziativa è stata lanciata da André Bronner, presidente dell'associazione "Le pare du Bout du Monde", sotto l'egida del Ministero della Cultura, sotto la presidenza della Nazione e con fondi forniti dai comuni di Nantes e La Rochelle, in Francia, luoghi di nascita rispettivamente di Jules Verne e dello stesso Bronner.

Giovedì 26 febbraio 1998 è stato inaugurato il nuovo Faro alla fine del mondo nella sua posizione originale sull'Isola degli Stati Uniti.

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mercoledì 22 marzo 2017

Biodiversità patagonica nota per la ricchezza naturalistica delle sue aree protette.

La regione sperimenta circa sette mesi di inverno e cinque mesi di estate. Le gelate non sono rare nel deserto, ma, a causa della condizione molto secca tutto l'anno, le nevicate sono scarse.

La barriera opposta dalle Ande, che si trova ad ovest del deserto, è la ragione primaria della condizione desertica della Patagonia, dal momento che gli alti crinali (superiori ai 4.000 metri) fermano il flusso di umidità dal sud dell'oceano Pacifico.

Questo crea un'ombra pluviometrica che è la causa principale della formazione del deserto, ed è la causa principale della sua aridità, a dispetto del fatto che circa la metà del deserto si trovi a meno di 300 km dall'oceano Atlantico.

Anche la corrente delle Falkland, molto fredda e secca, che lambisce la costa atlantica del Sud America contribuisce all'aridità dell'area.
patagonia
Flora.
Per via dell'elevata variabilità nella temperatura, nelle precipitazioni e nell'altezza, ci sono vari modelli della vegetazione. La brughiera con le paludi e gli arbusti nani, chiamata brughiera di Magellano, predomina lungo il litorale occidentale del sud in cui soffiano venti forti e le precipitazioni sono abbondanti. Intorno ai campi glaciali, l'alta piovosità nelle zone riparate permette l'esistenza della foresta pluviale temperata (foreste subpolari di Magellano), con formazioni di faggio del sud (Nothofagus betuloides).

Il bosco misto (foreste pluviali temperate di Valdivian) si può ritrovare nelle zone con intensità di precipitazione più bassa, e comprende essenze come Nothofagus pumilio, Berberis buxifolia e Gunnera magellanica.

Leggi anche: Lago Fagnano una gemma nascosta immersa nel fascino delle Ande fuegine.
Dal lato orientale delle montagne, ci sono inoltre zone di foreste pluviali e di paludi in cui l'intensità delle precipitazioni è elevata. Oltre queste zone si estendono la steppa ed il pascolo con gli arbusti bassi, dominati da Festuca ed erbe resistenti alle basse intensità di precipitazione ed ai venti forti.
In primavera ed estate, il pascolo è dominato da piante basse ricoperte di piccoli fiori.

Il calafate (Berberis buxifolia) è considerato il simbolo della Patagonia. È un arbusto sempreverde, le cui bacche sono commestibili ed utilizzate per produrre una marmellata. Una leggenda dice che mangiare le bacche di questo arbusto rende la gente sicura di ritornare in Patagonia. Un grande e meraviglioso esemplare di Fitzroya cupressoides, considerato un monumento naturale, si trova nel parco nazionale di Los Alerces.

Fauna.
Il guanaco, il puma, lo zorro o volpe brasiliana (Canis azarae), lo zorrino o Mephitis patagonica (un genere di moffetta) ed il tuco-tuco o Ctenomys magellanicus (un roditore sotterraneo) sono i mammiferi più caratteristici delle pianure della Patagonia.

Il guanaco vaga in greggi nella regione e rappresentava, insieme al Rhea americana, e più raramente al Rhea darwinii, il principale mezzo di sostentamento per le popolazioni native, che li cacciavano a cavallo e con i cani, utilizzando le bolas. Il Vizcacha (Lagidum spec.) ed il Mara (Dolichotis) sono inoltre animali caratteristici della steppa e della Pampa al Nord.

L'avifauna è spesso meravigliosamente abbondante. Il Caracara del sud o carancho (Caracara plancus) è uno dei rappresentanti più caratteristici del paesaggio della Patagonia; il colibrì può essere visto in volo in mezzo alla neve appena caduta. Tra i molti generi di uccelli acquatici basti accennare al fenicottero, all'oca della regione montagnosa (Chloephaga picta) e, nello stretto, alla notevole oca di Magellano (Tachyeres pteneres). La fauna marina comprende la balena australe, il pinguino di Magellano, l'orca e l'elefante marino.
La Penisola di Valdés è stata dichiarata dell'Unesco patrimonio dell'umanità per la grande importanza che ricopre come riserva naturale.

Elenco delle specie.
Guanaco
Volpe della Patagonia
Conuro della Patagonia
Pinguino di Magellano
Condor delle Ande
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giovedì 26 gennaio 2017

Lago Fagnano una gemma nascosta immersa nel fascino delle Ande fuegine.

Il lago Fagnano (o lago Cami) è un lago che si trova sull'Isola Grande della Terra del Fuoco, suddiviso tra il Cile e l'Argentina.

Il lago si sviluppa longitudinalmente in direzione est-ovest. La sua lunghezza è di circa 98 km, dei quali 13,5 in territorio cileno ed i restanti 72,5 in territorio argentino. Della sua superficie di 645 km², 39 km² ricadono in territorio cileno.

La sponda meridionale è ripida e vi si estende un altopiano, dove è possibile riconoscere due livelli di terrazze lacustri. Lungo la sponda occidentale, si trova il rio Azopardo, che funge da emissario riversando le acque del lago nel Seno Almirantazgo.
Lago_Fagnano_Hualo
Il lago era chiamato, dagli indigeni Selknam, El descanso del horizonte, perché la linea immaginaria dell'orizzonte che è costituita dalla catena montuosa è interrotta dal lago per poi continuare al di là di esso.



Fu battezzato lago Fagnano in onore del sacerdote cattolico José Fagnano, che fu il primo administrador apostólico de la Patagonia Meridional, Tierra del Fuego y Malvinas con sede a Punta Arenas.

Dimensioni.
Superficie    645 km²
Lunghezza    98 km
Larghezza    6 km
Profondità massima    200 m
Profondità media    80.7 m
Volume    46.806 km³
Sviluppo costiero  230 km
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Lago_Fagnano_Hualolago-fagnano-1lago-fagnano08
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mercoledì 2 dicembre 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Novembre 2015.

1.- Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Museo della Patagonia "Francisco P. Moreno". L'Amministrazione dei Parchi Nazionali inaugurò il Museo il 17 marzo 1940. L'edificio si trova nell'ala orientale del Centro Cívico di San Carlos de Bariloche, un complesso edilizio dichiarato Monumento Storico Nazionale con la Risoluzione n° 1250/87, Decreto PEN Nº 325/89. Il primo direttore del Museo fu Enrique Amadeo Artayeta, dal quale

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lunedì 29 dicembre 2014

Patagonia integrale: da Bariloche a Ushuaia.

Si è conclusa da poco la lunga traversata della Patagonia.

2700 km in terra Cilena e Argentina, tra laghi, fiumi e vegetazioni rigogliose, zone aride e desertiche, montagne innevate, percorsi ondulati e rettilinei infiniti dove il vento la fa da padrone e dipenderà principalmente da lui l'impegno della pedalata.

Quest'anno è un anno fortunato, il vento ci ha messo alla prova solo un paio di giornate e la pioggia durante l'umida Carretera Austral Cilena ci ha lasciato asciutti.

L'impegno comunque per questo itinerario è consistente e lascia molta soddisfazione.

carretera austral patagonia

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mercoledì 30 luglio 2014

Alla scoperta della mitica Ruta 40: Los Altares –Trevelin.

La mitica RN 40, creata nel 1935, unisce 11 provincie di 3 differenti regioni del Paese, dall’estremo nord al confine con la Bolivia fino al “finis terrae” del sud, come una gigantesca colonna vertebrale lunga più di 5.000 km.

In parte su asfalto e in larga parte su pista, attraversa 236 ponti, incrocia 18 fiumi, si avvicina a 13 grandi laghi e salares, raggiunge 20 riserve naturali e parchi nazionali e connette 27 passi della cordigliera andina.

Percorrerla, se non tutta almeno in parte, specie nella porzione patagonica, è il sogno di molti grandi viaggiatori e il modo migliore per conoscere un territorio vastissimo che, oltre alle tappe classiche di ogni viaggio in Patagonia che si rispetti, offre la possibilità di apprezzare anche scorci meno noti, per percepire l’essenza di quest’area che tanto ha affascinato esploratori da tutto il mondo.

route_40
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Alla scoperta della mitica Ruta 40: Puerto Pirámides – Los Altares.

I paesaggi descritti da Chatwin non sono così mutati negli anni, ce ne si può rendere conto affrontando uno dei viaggi più amati dagli esploratori di questi ultimi decenni.

Andiamo alla scoperta della Patagonia, regione selvaggia ai confini del mondo, scegliendo di attraversarla via terra.

Prediligiamo questa soluzione (che a volte risulterà senz’altro più faticosa rispetto ai più comodi voli) per poter assaporare fino in fondo la vastità degli spazi, il nulla più assoluto che, macinando chilometri, scopriremo riempirsi di paesaggi dalla bellezza imponente.

Lo facciamo percorrendo in buona parte una delle strade mitiche del mondo: la leggendaria Ruta Nacional 40, la strada più lunga e spettacolare d’Argentina.

RUTA-40-PATAGONIA

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mercoledì 2 luglio 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Giugno 2014.

1.- Il fronte nord del Perito Moreno.

Il fronte nord del Perito Moreno.

Il rapporto del ghiacciaio con la penisola di Magellano è alquanto singolare. Da oltre un secolo la penisola sembra esercitare quasi un fascino magnetico sul Perito Moreno che cerca di raggiungerla e spesso ci riesce ma poi deve inesorabilmente staccarsi come respinto da forze potenti e invincibili (l’ultima volta che ha coronato il suo sogno è stato nel corso dei primi mesi del 2008 e la

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sabato 5 ottobre 2013

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Settembre 2013.

1.- L’anarchismo nel tango è qualcosa che si è voluto nascondere.

Severino_di_Giovanni1[Tango e anarchismo: un binomio poco conosciuto che lo storico Osvaldo Bayer, studioso dell'emigrazione libertaria di origine italiana in Argentina, ha riportato alla luce in un evento di tango ospitato dalla Repubblica della Boca. Bayer è l'autore della biografia dell'anarchico italiano Severino Di Giovanni, una figura romantica che è quasi una leggenda in Argentina. In Italia Di Giovanni e Osvaldo Bayer sono entrambi quasi sconosciuti, eppure di recente di Bayer è stata tradotta in italiano la “Patagonia rebelde”, mentre lo scrittore è stato proiettato come personaggio di fantasia in due romanzi: “Millennium 2” di Manuel Vázquez Montalbán e “Il fioraio di Perón” di Alberto Prunetti. Sul tango anarchico riportiamo la traduzione di un articolo, curata da Maria Rosaria Bucci, tratto da Pagina/12.] A.P.

2.- Refranes, se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città, a Buenos Aires piace parlare.

refranesLa scrittura induce a una disattenzione, una atrofia dell’arte della memoria. Però la memoria è la «Madre delle Muse», il dono umano che rende possibile l’apprendimento.

G. Steiner, Lecciones de los maestros

Una bottiglia di vino, un tavolo intriso di discorsi, sottofondo in dos por cuatro. Se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città. A Buenos Aires piace parlare. Le gole si consumano su un indescrivibile tutto. Grandi lettori gli argentini, non pensiate mai di fare i furbi citando titoli che non destreggiate. Grandi appassionati di sport. Io venni punito sonoramente ad una festa dove mi si chiese per che squadra tifassi: “beh ovvio per la Fiore, sono di Firenze”.

 

3.- I magnifici dieci, i migliori film della storia del cinema argentino.

I magnifici dieciLa rivista Rumbos – esce con l’edizione domenicale di diversi giornali regionali – ha chiesto a venticinque personaggi del cinema argentino (attori, registi, scrittori, etc.) di indicare i loro film preferiti. Ne è uscita questa classifica dei “dieci migliori film” della storia del cinema nazionale. Molti di essi si possono vedere interi su youtube, quasi tutti dovrebbero essere disponibili a noleggio o acquisto, per chi vive qui. I link che ho messo io vanno al trailer su youtube, o alla pagina wikipedia, secondo come mi girava. L’inquietante foto del titolo è tratta da El dependiente; il video finale è un trailer (artigianale?) del terrificante (e amatissimo, da quasi tutti gli altri) Esperando la carroza, l’unico film che per me poteva stare tranquillamente fuori dalla lista.

4.- Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Agosto 2013

Il ghiacciaio Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio.

All´interno del Parco Nazionale I Ghiacciai si trova il ghiacciaio Perito Moreno, una meravigliosa lingua o massa di ghiaccio di 5000 metri di fronte e 60 m di altezza sopra il livello del lago Argentino. È il piú famoso dei 356 ghiacciai che integrano il parco. A differenza d´altri ghiacciai, dove soltanto si producono distaccamenti, il Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio. Lo spettacolo è impressionante. Una massa colossale di ghiaccio bianco azzurro emerge dalle gelide acque. I crolli delle sue pareti si producono costantemente, causando un forte strepito, dopo il quale la calma e il silenzio tornano a irrompere in questo paradiso gelato.

5.- Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale.

Molti la definiscono la città alla “fine del mondo”. E, in effetti, eliminando il pathos un tantino drammatico, la definizione calza a pennello: Ushuaia è la città più australe del pianeta, l’ultima del mondo andando verso sud, insomma. Per davvero ci si sente come alla fine di qualcosa ad Ushuaia. Il paesaggio è intensissimo e lascia senza respiro: fuori neve, sempre neve. Attorno montagne maestose e appena di là dallo sguardo, il Cile. Se non siamo alla fine di questo mondo, a Ushuaia siamo senz’altro all’inizio di un altro: le atmosfere sono da favola, con quelle classiche casette di legno che restituiscono la vivida sensazione di una vita sorridente, gli alberi, poi, hanno nomi strani da paese delle meraviglie: Winteri di Drimys, Nothofagus e Magellano di Maytenus, tanto per dire.

6.- L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina.

obelisco_buenos_airesL’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi.

7.- La nazionale argentina di rugby a 15 e la migliore in assoluto del continente americano.

los-pumas uarL'Unión Argentina de Rugby (UAR) è l'organismo di governo del Rugby XV in Argentina. È membro dell'International Rugby Board con un posto nel Consiglio Esecutivo. È dalla UAR che dipende la nazionale di rugby argentina, conosciuta anche come Los Pumas. E la rappresentante ufficiale dell’Argentina nelle competizioni e nei test-match di Rugby Union ed è sotto la giurisdizione della Unión Argentina de Rugby (sino al 1951 Union de Rugby de Rio de la Plata). È tra le migliori nazionali di rugby a 15 del mondo (a ottobre 2010 occupa la 8ª posizione del ranking mondiale IRB) e la migliore in assoluto del continente americano. Classificatasi terza alla Coppa del Mondo 2007 alle spalle di Sudafrica e Inghilterra e davanti alla Francia, dal 2012 prende parte al The Rugby Championship.

8.- Matambre, un classico argentino grigliato o al forno.

matambre

La carne del vitellone rispetto a quella del vitello ha una minore percentuale  di acqua e un contenuto proteico leggermente maggiore (22g%). Ingredienti:
1 kg di carne di vitellone in un'unica fetta
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 foglia d'alloro
250 g di spinaci crudi
3-4 uova sode
3 carote
1 peperoncino

9.- Prodotti tipici argentini: il mate e i suoi significati.

mate_3Il nome scientifico della pianta dalla quale si ricava la Yerba Mate è Ilex paraguayensis. Si tratta di un albero o arbusto appartenente alla famiglia delle Aghifogliacee che può misurare tra i 3 e gli 8 metri di altezza. Ha foglie perenni dicolore verde brillante leggermente chiuse con una lunghezza che varia da 4 a 10 centimetri. Di origine Sud Americana si coltiva nel Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina (provincia di Misiones), e nel sud della Bolivia.
La Yerba Mate viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido.

10.- L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (2a parte).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Fantagas di Carlos Nine. Il fondato sospetto che il seggio Luigi XV se la faccia con la gatta di casa inquieta non poco l’ispettore Pernot, quando in casa Renaud l’orrore bussa alla porta…
Il più visionario e surreale artista argentino, Carlos Nine, paragonabile forse solo all’Herriman di Krazy Kat, confeziona un’opera di grande suggestione visiva (due storie di 46 pagine per essere precisi) che narra di Pernot, poliziotto alcolizzato a caccia del serial killer Fantagas, in un paesaggio onirico, dai contorni sfumati, tra un’umanità (se così si possono chiamare gli strani animali che popolano la storia) quanto mai allucinata e schizofrenica, spesso travolta da insopprimibili pulsioni erotiche.

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venerdì 6 settembre 2013

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Agosto 2013.

1.- Il ghiacciaio Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio.

All´interno del Parco Nazionale I Ghiacciai si trova il ghiacciaio Perito Moreno, una meravigliosa lingua o massa di ghiaccio di 5000 metri di fronte e 60 m di altezza sopra il livello del lago Argentino. È il piú famoso dei 356 ghiacciai che integrano il parco. A differenza d´altri ghiacciai, dove soltanto si producono distaccamenti, il Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio. Lo spettacolo è impressionante. Una massa colossale di ghiaccio bianco azzurro emerge dalle gelide acque. I crolli delle sue pareti si producono costantemente, causando un forte strepito, dopo il quale la calma e il silenzio tornano a irrompere in questo paradiso gelato.

2.- Le cascate del fiume Iguazu sono forse quelle più frequentate e conosciute del Sud America.

Le cascate di Iguazu sono cascate generate dal fiume Iguazú situato sul confine tra lo stato Brasiliano del Paraná e la provincia Argentina di Misiones. Il sistema di cascate consiste di circa 300 cascate, con altezze fino a 70 metri, lungo 2.7 kilometri del fiume Iguazù. La Garganta del Diablo ("Gola del diavolo"), una gola a forma di U profonda 150 metri e lunga 700 metri, è la più imponente, e segna il confine tra Argentina e Brasile. La maggioranza delle cascate sono nel territorio Argentino, ma dal lato Brasiliano (600 metri) si ottiene una visione più panoramica della Garganta del Diablo.
Le cascate sono condivise dal Parco nazionale dell'Iguazú (Argentina) e dal Parco nazionale dell'Iguaçu (Brasile).

3.- L'asado argentino, il modo per eccellenza di concepire la cottura della carne.

C'è un luogo sulla Terra in cui la carne e la sua produzione sono una tradizione centenaria e un business colossale: l'Argentina. Dalla seconda metà dell'Ottocento, con l'invenzione delle celle frigorifere e la loro introduzione sulle navi, il Paese sudamericano è divenuto, grazie alle sue infinite praterie e ai suoi allevamenti, uno dei maggiori esportatori di carne del mondo.
Un primato economico che ha i suoi risvolti anche sul piano meramente gastronomico: in Argentina il piatto nazionale non poteva che essere un grigliata mista di carne, il famos Il nome non è altro che la traduzione spagnola di arrosto, ma non un arrosto qualsiasi, per gli argentini asado è l'Arrosto per eccellenza, l'unico modo di concepire la cottura della carne.

4.- Patagonia, spazi enormi e selvaggi battuti dai venti e la luce intensa.

Formata dalle province di La Pampa, Neuquen, Rio Negro, Chubut e Santa Cruz la Patagonia Argentina offre agli occhi del visitatore una natura che non ha conosciuto, se non nei pochi centri urbani, l'intervento dell'uomo. Spazi enormi e selvaggi battuti dai venti e la luce intensa danno immediatamente la sensazione di essere in una terra alla "fine del mondo". La Patagonia è la zona più australe dell'Argentina, e con i suoi 787.291 Km quadrati rappresenta un terzo del territorio nazionale. La Patagonia si estende da nord a sud dal río colorado fino alla Terra del Fuoco, e da ovest a est dalla cordigliera andina all'Oceano Atlantico.

5.- Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale.

Molti la definiscono la città alla “fine del mondo”. E, in effetti, eliminando il pathos un tantino drammatico, la definizione calza a pennello: Ushuaia è la città più australe del pianeta, l’ultima del mondo andando verso sud, insomma. Per davvero ci si sente come alla fine di qualcosa ad Ushuaia. Il paesaggio è intensissimo e lascia senza respiro: fuori neve, sempre neve. Attorno montagne maestose e appena di là dallo sguardo, il Cile. Se non siamo alla fine di questo mondo, a Ushuaia siamo senz’altro all’inizio di un altro: le atmosfere sono da favola, con quelle classiche casette di legno che restituiscono la vivida sensazione di una vita sorridente, gli alberi, poi, hanno nomi strani da paese delle meraviglie: Winteri di Drimys, Nothofagus e Magellano di Maytenus, tanto per dire.

6.- L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina.

obelisco_buenos_airesL’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi.

7.- La nazionale argentina di rugby a 15 e la migliore in assoluto del continente americano.

los-pumas uarL'Unión Argentina de Rugby (UAR) è l'organismo di governo del Rugby XV in Argentina. È membro dell'International Rugby Board con un posto nel Consiglio Esecutivo. È dalla UAR che dipende la nazionale di rugby argentina, conosciuta anche come Los Pumas. E la rappresentante ufficiale dell’Argentina nelle competizioni e nei test-match di Rugby Union ed è sotto la giurisdizione della Unión Argentina de Rugby (sino al 1951 Union de Rugby de Rio de la Plata). È tra le migliori nazionali di rugby a 15 del mondo (a ottobre 2010 occupa la 8ª posizione del ranking mondiale IRB) e la migliore in assoluto del continente americano. Classificatasi terza alla Coppa del Mondo 2007 alle spalle di Sudafrica e Inghilterra e davanti alla Francia, dal 2012 prende parte al The Rugby Championship.

8.- Matambre, un classico argentino grigliato o al forno.

matambre

La carne del vitellone rispetto a quella del vitello ha una minore percentuale  di acqua e un contenuto proteico leggermente maggiore (22g%). Ingredienti:
1 kg di carne di vitellone in un'unica fetta
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 foglia d'alloro
250 g di spinaci crudi
3-4 uova sode
3 carote
1 peperoncino

9.- Prodotti tipici argentini: il mate e i suoi significati.

mate_3Il nome scientifico della pianta dalla quale si ricava la Yerba Mate è Ilex paraguayensis. Si tratta di un albero o arbusto appartenente alla famiglia delle Aghifogliacee che può misurare tra i 3 e gli 8 metri di altezza. Ha foglie perenni dicolore verde brillante leggermente chiuse con una lunghezza che varia da 4 a 10 centimetri. Di origine Sud Americana si coltiva nel Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina (provincia di Misiones), e nel sud della Bolivia.
La Yerba Mate viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido.

10.- L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (2a parte).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Fantagas di Carlos Nine. Il fondato sospetto che il seggio Luigi XV se la faccia con la gatta di casa inquieta non poco l’ispettore Pernot, quando in casa Renaud l’orrore bussa alla porta…
Il più visionario e surreale artista argentino, Carlos Nine, paragonabile forse solo all’Herriman di Krazy Kat, confeziona un’opera di grande suggestione visiva (due storie di 46 pagine per essere precisi) che narra di Pernot, poliziotto alcolizzato a caccia del serial killer Fantagas, in un paesaggio onirico, dai contorni sfumati, tra un’umanità (se così si possono chiamare gli strani animali che popolano la storia) quanto mai allucinata e schizofrenica, spesso travolta da insopprimibili pulsioni erotiche.

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