sabato 13 agosto 2011

El Impenetrable grande regione vergine di 6.000.000 di ettari.


El Impenetrable è una grande regione vergine di 6.000.000 di ettari situata nella pianura del Chaco occidentale, nel nord-ovest della provincia del Chaco, in Argentina.

Comprende anche parte delle province di Salta, di Santiago del Estero e di Formosa. È delimitata dal Río Teuco, e dal Bermejo e attraversata dal Bermejito.

A centro dell'Impenetrable si trova un parco protetto, il "Parque Provincial Loro Hablador" (o Parco provinciale del Pappagallo parlante), specie di guacamayo sudamericano.

Il clima della regione è subtropicale, secco sia in estate che in inverno, piovoso in primavera e in autunno. Le temperature oscillano tra i 23 °C ed i 47 °C in estate e tra i 6 °C ed i 19 °C in inverno.

Flora.



Nell'Impenetrable sono presenti alberi duri e molte piante spinose, dei grandi cactus arborescenti del genere Cereus, molto ramificati che superano i tre metri di altezza. Vi crescono anche liane e diversi generi di orchidee. Degli alberi come il quebracho colorato e bianco, il Prosopis nigra (algarrobo nero) e Prosopis alba (algarrobo bianco), il palo santo, l'urunday della famiglia delle Anacardiaceae, il prosopis kuntzei o ítin, il "guayacán" (sia il tabebuia della famiglia delle Bignoniaceae sia il Caesalpinia) della famiglia della Fabaceae, il palo borracho, qualche butia yatay della famiglia delle Arecaceae, delle acacie come pure dei frassini.

Fauna.


La regione ospita diverse specie protette, delle specie come il armadillo mulita, il mazama grigio, il pecari (Catagonus wagneri), il puma, il giaguaro, l' armadillo carreta o cabassous chacoensis, il tamandua o oso melero (genere della famiglia Myrmecophagidae) e i formichieri e formichieri giganti, il tapiro. Sono presenti anche molti uccelli tropicali, alcuni dei quali ad alto rischio di estinzione, come l' ortalis canicollis o charata (ciacialaca del Chaco), il chajá o chauna torquata (Kaimichi dal collare), i pappagalli loriinae, i piccioni di montagna.

Immagni del Mondo 
 

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domenica 31 luglio 2011

La carne e la sua produzione sono una tradizione centenaria e un business colossale.

C'è un luogo sulla Terra in cui la carne e la sua produzione sono una tradizione centenaria e un business colossale: l'Argentina. 

Dalla seconda metà dell'Ottocento, con l'invenzione delle celle frigorifere e la loro introduzione sulle navi, il Paese sudamericano è divenuto, grazie alle sue infinite praterie e ai suoi allevamenti, uno dei maggiori esportatori di carne del mondo.
 
Un primato economico che ha i suoi risvolti anche sul piano meramente gastronomico: in Argentina il piatto nazionale non poteva che essere un grigliata mista di carne, il famos Il nome non è altro che la traduzione spagnola di arrosto, ma non un arrosto qualsiasi, per gli argentini asado è l'Arrosto per eccellenza, l'unico modo di concepire la cottura della carne.

La tradizione dell'asado si lega a doppio filo con l'epopea dei gauchos, i leggendari mandriani meticci che conducevano il bestiame lungo le distese sterminate delle Pampas: a loro si deve la nascita dell'asado e l'elaborazione di numerose varianti, tra cui l'asado con cuero, che si fa sotterrando un bue o un vitello, con tutta la pelle, in una fossa dove il fuoco brucia per ore e ore. 


In ogni caso l'asado più spettacolare è l'asado a la cruz (alla croce) o a la reja (all'inferriata): si infilzano quarti di carne in grandi spiedi di metallo e si conficcano nel terreno, intorno ad un fuoco tenuto sempre ardente fino alla cottura finale. 

Nelle estancias, i tipici ranch argentini, questo tipo di asado diventa occasione di spettacolo per i turisti che, tra il fumo e gli odori della carne, aspettano il loro turno per assaggiare questa bontà.

L'Asado si mangia di solito accompagnato con una salsa tipica, il chimichurri, fatta con olio, aceto, sale, aglio, alloro, origano essiccato, cipolla, peperoncino in polvere ed altre spezie, il tutto tritato a formare una sorta di pesto colorato e dagli odori intensi e persistenti.



Ingrediente Principale: Prezzemolo, Origano, Aglio
Ricetta per persone n. 4
Note: -
Ingredienti: * 4 cucchiai di olio d'oliva
* 4 cucchiai di aceto di vino
* 1 spicchio di aglio finemente tritato
* 4 cucchiai di prezzemolo tritato
* 1 cucchiaino di origano
* 1 cucchiaino di pepe macinato
* 1 cucchiaino di sale
Preparazione:
  • Questa salsa di origine argentina (si pronuncia cimiciurri) è ottima da mettere sulle carni alla griglia o arrosti.
  • Frullate bene tutti gli ingredienti per 30 secondi.
  • Versate questa salsa in una ciotola e lasciatela riposare per almeno 3 ore in modo che possa sviluppare tutto il suo aroma.
  • Al momento di servirla datele una mescolata con una forchetta in modo da amalgamare di nuovo bene tutti i suoi ingredienti.
  • Si conserva per qualche giorno in frigo.

Tutti gli ingredienti devono essere tagliati a mano affinché possano mantenere il gusto originale.

Far macerare il composto per dodici ore prima di usare la salsa che nel frattempo deve essere rigirata di tanto in tanto.

Questa salsa cruda non puó essere conservata a lungo, perché alcuni ingredienti, acquistano un sapore forte.



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sabato 11 giugno 2011

Il Canale di Beagle attira ogni anno numerosi turisti per la quantità di attrazioni naturalistiche che offre, a livello paesaggistico.

Il Canale di Beagle è uno stretto che separa la grande isola della Terra del Fuoco dalle isole di Nueva, Picton, Navarino, Hoste, Londonderry, Stewart ed altre isole minori più a sud.

La sua parte orientale corre lungo il confine tra Cile e Argentina, mentre quella occidentale appartiene completamente al Cile.

Il Canale, lungo 240 chilometri, nel suo punto più stretto è largo circa 5 chilometri e la sua area più ad ovest, Darwin Sound, lo collega al Pacifico.



Il più grande insediamento sul canale è Ushuaia, seguita dal cileno Puerto Williams, due degli agglomerati più meridionali del mondo, ed il canale, sebbene sia navigabile da navi di grandi dimensioni, è poco frequentato dalle imbarcazioni che preferiscono le acque più sicure dello Stretto di Magellano a nord o del Passaggio di Drake a sud.

Il canale prende il nome dalla nave HMS Beagle, coinvolta nell'Ottocento in due rilievi idrografici delle coste della parte meridionale del Sud America, nel secondo dei quali ospitò a bordo il noto Charles Darwin. Il Canale di Beagle attira ogni anno numerosi turisti per la quantità di attrazioni naturalistiche che offre, a livello paesaggistico, di flora e di fauna.

Tra di esse l'isola degli Uccelli (Isla de los Pajaros), ove ammirare i cormorani imperiali o le procellarie giganti, l'isola dei Leoni Marini (Isla de los Lobos) ed i suggestivi fari, tra i quali il più remoto è spesso chiamato Faro del Fin del Mundo.

Gli Yamana si stabilirono sulle isole nel Canale di Murray circa 10.000 anni fa. Si rinvengono alcuni importanti siti archeologici che aiutano a datare gli insediamenti nella Baia Wulaia e sull'Isola di Navarino.

Benché sia navigabile da navi di grande stazza, esistono vie più sicure a sud come il Passaggio di Drake, e a nord come lo Stretto di Magellano. Molte isole minori (Pincton, Lennox e Nueva) fino a Capo Horn furono oggetto di una lunga disputa territoriale tra Cile e Argentina, nota come Conflitto del Beagle.

Secondo il Trattato di Pace e Amicizia del 1984 tra Cile e Argentina rientrano oggi in territorio cileno. Le navi di paesi terzi possono navigare tra lo Stretto di Magellano e Ushuaia attraverso il Canale della Maddalena e il Canale Cockburn al comando di un pilota cileno.

Il canale deve il suo nome alla nave HMS Beagle che effettuò ricerche idrografiche nella regione dal 1826 al 1830. Nel corso della sua spedizione, sotto il comando del capitano australiano Phillip Parker King, il capitano della Beagle Pringle Stokes si suicidò e fu sostituito dal capitano Robert FitzRoy.

L'imbarcazione continuò le proprie ricerche in un secondo viaggio sotto il comando di Fitzroy, il quale ospitò a bordo Charles Darwin come appassionato di naturalismo. Darwin vide per la prima volta i ghiacciai non appena la spedizione raggiunse il canale e il 29 gennaio 1883 appuntò sul proprio diario: "molti ghiacciai del più bel blu berillo creavano un contrasto con la neve".













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