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venerdì 7 agosto 2026

L'uso degli erbicidi nell'agricoltura e il loro impatto sull'ambiente e sulla salute

In Argentina l’uso massiccio di erbicidi, soprattutto glifosato, ha avuto conseguenze significative sull’ambiente e sulla salute pubblica. Ha favorito la resistenza delle infestanti, contaminato acqua e suolo, e aumentato i rischi sanitari per le comunità rurali.

Contesto dell’agricoltura argentina

  • L’Argentina è uno dei principali produttori mondiali di soia transgenica, coltivata su milioni di ettari.

  • Queste colture sono spesso progettate per resistere al glifosato, un erbicida ampiamente utilizzato.

  • L’uso intensivo di agrochimici è diventato parte integrante del modello agricolo industriale del paese.

⚠️ Impatti ambientali

  • Resistenza delle infestanti: L’applicazione continua di erbicidi ha portato alla comparsa di erbe resistenti, riducendo l’efficacia dei prodotti e mettendo a rischio la sostenibilità agricola.

  • Contaminazione delle risorse naturali: Studi hanno rilevato pesticidi nell’acqua, nell’aria e nel suolo, con conseguenze sulla biodiversità e sulla qualità delle risorse idriche.

  • Riduzione della fertilità del suolo: L’uso intensivo di chimici altera la microfauna e la struttura del terreno, rendendo i sistemi agricoli più fragili.

‍♂️ Impatti sulla salute

  • Esposizione diretta: Le comunità rurali che vivono vicino ai campi trattati riportano un aumento di malattie respiratorie, dermatologiche e neurologiche.

  • Effetti cronici: Alcuni studi collegano l’esposizione prolungata al glifosato e ad altri erbicidi a tumori, malformazioni congenite e disturbi endocrini.

  • Acqua potabile contaminata: In alcune province, tribunali hanno imposto misure per garantire acqua priva di pesticidi, segnalando la gravità del problema.

Tabella comparativa

Aspetto
Effetto principale
Conseguenze a lungo termine

Ambiente (suolo, acqua)
Contaminazione
Perdita di biodiversità, degrado ecosistemi

Agricoltura
Resistenza infestanti
Riduzione rese, aumento costi di produzione

Salute umana
Malattie acute e croniche
Tumori, malformazioni, problemi endocrini

Prospettive e soluzioni

  • Agroecologia: Promuovere pratiche agricole sostenibili che riducano la dipendenza da chimici.

  • Regolamentazione più severa: Rafforzare i controlli sull’uso di erbicidi e garantire limiti di sicurezza.

  • Educazione e consapevolezza: Informare le comunità rurali sui rischi e sulle alternative disponibili.

In definitiva, l’uso intensivo di erbicidi in Argentina ha creato un circolo vizioso di dipendenza chimica, resistenza delle infestanti e gravi impatti ambientali e sanitari. La transizione verso modelli agroecologici appare sempre più urgente per garantire la sostenibilità del sistema agricolo e la salute delle popolazioni.

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venerdì 31 luglio 2026

Megamining e inquinamento ambientale

In Argentina, il termine "megamining" si riferisce all'estrazione mineraria su larga scala, principalmente di oro, argento e litio, caratterizzata dall'uso di sostanze chimiche e tecniche a cielo aperto, generando un grande dibattito a causa del suo impatto ambientale e sociale (uso di acqua, sostanze chimiche, sterili) ed economico (vantaggi per le multinazionali rispetto alle comunità locali), con province come Catamarca, San Juan e Santa Cruz come epicentri, che si trovano ad affrontare modelli estrattivi con una forte resistenza locale (ad esempio, Famatina, Chubut) e normative che variano da provincia a provincia.

 

La megaminería in Argentina è vista come una grande opportunità economica, ma comporta seri rischi ambientali, soprattutto per l’acqua e gli ecosistemi locali. Le comunità e i movimenti sociali hanno spesso contrastato questi progetti, ottenendo in alcuni casi restrizioni o sospensioni.

Cos’è la megaminería in Argentina

  • Definizione: Si tratta di estrazioni minerarie su larga scala, spesso a cielo aperto, che utilizzano enormi quantità di acqua e sostanze chimiche (come il cianuro) per separare i metalli preziosi.

  • Promozione statale: Negli ultimi decenni i governi nazionali e provinciali hanno incentivato la megaminería con agevolazioni fiscali e investimenti esteri.

  • Prospettive economiche: Promette posti di lavoro e crescita economica, soprattutto in province con poche alternative produttive.

⚠️ Impatti ambientali principali

  • Contaminazione delle acque: L’uso di cianuro e altre sostanze tossiche può inquinare fiumi e falde acquifere, minacciando l’accesso all’acqua potabile.

  • Consumo idrico: Le miniere richiedono enormi quantità di acqua, spesso in zone aride, creando conflitti con agricoltura e comunità locali.

  • Degradazione del suolo e paesaggio: Le attività a cielo aperto modificano irreversibilmente gli ecosistemi e riducono la biodiversità.

  • Emissioni e polveri: L’estrazione e il trasporto generano polveri sottili e gas che peggiorano la qualità dell’aria.

Conflitti sociali e resistenze

  • Movimenti anti-minerari: Comunità locali e ONG hanno organizzato proteste e campagne, ottenendo la sospensione o cancellazione di circa metà dei progetti contestati.

  • Leggi provinciali: Nove province hanno approvato leggi restrittive contro la megaminería, anche se alcune sono state successivamente revocate.

  • Cultura e territorio: Le popolazioni indigene e rurali vedono minacciati i loro modi di vita tradizionali e la sicurezza alimentare.

Tabella comparativa: Pro e Contro della Megaminería

Aspetto
Pro
Contro

Economia
Investimenti esteri, posti di lavoro
Dipendenza da multinazionali, profitti spesso esportati

Ambiente
Nessun beneficio diretto
Inquinamento acqua, suolo, aria; perdita biodiversità

Società
Infrastrutture e servizi in alcune zone
Conflitti sociali, perdita di culture locali

Politica
Entrate fiscali e royalties provinciali
Pressioni per deregolamentare, tensioni tra comunità e governi

Rischi e sfide future

  • Irreversibilità: Molti danni ambientali non possono essere riparati.

  • Conflitti crescenti: La scarsità d’acqua e la sensibilità ambientale aumentano le tensioni sociali.

  • Governance debole: Le province hanno il compito di controllare e regolare, ma spesso mancano risorse e indipendenza.

In definitiva,

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domenica 30 agosto 2020

Viaggio attraverso i parchi nazionali dell'Argentina: Pre-Delta, un paradiso naturale sulla riva del fiume.

Inizio a raccontarvi da questo post le mie storie attraversando i principali Parchi Nazionali dell'Argentina.

Con un totale di 34 riserve naturali, la creazione delle prime due risale al 1934 mentre la provincia con il maggior numero di territori protetti è quella di Santa Cruz.

In alcuni mi sono dedicato al birdwatching, in altri ho fotografato la morfologia del terreno, la sua fauna e le sue piante, mentre in altri mi sono semplicemente dedicata ad ammirare la splendida natura e il suo paesaggio.

I Parchi Nazionali dell'Argentina sono davvero numerosi e mozzafiato. Non potendoli illustrare tutti, oggi ci concentriamo sul Parco Nazionale Pre-Delta.

I Parchi Nazionali argentini sono le aree naturali protette più importanti.

Pre-Delta un paradiso naturale sulla riva del fiume.


A titolo di esempio vi dico che in Argentina i Parchi Nazionali sono le aree naturali protette più importanti poiché consentono di preservare la biodiversità e gli ecosistemi nel modo più naturale possibile.

Comprende un gran numero di isole, ruscelli, lagune e ruscelli vicino al fiume Paraná.

Proteggono anche siti paleontologici e archeologici; promuovono l'educazione ambientale, la ricerca scientifica e il turismo naturalistico.
Queste isole sono crinali con montagne, il cui interno è una piccola depressione, in cui si possono trovare praterie e lagune.

In questo modo viene garantita la diversità culturale e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

Iniziamo con uno dei Parchi Nazionali dell'Argentina di recente creazione: il Parco Nazionale PreDelta, la porta d'accesso al Delta del Paraná.

Le immagini parlano da sole.
Il Parco Nazionale Pre-Delta copre una parte dell'ecoregione del delta e delle isole del fiume Paraná, che comprende un'area di isole basse e allagate, comprese nelle valli alluvionali dei corsi medi dei fiumi Paraná e Paraguay .

Ubicazione.


Il Parco Nazionale del Pre-Delta si trova a Diamante, nella provincia di Entre Ríos. Ha una superficie di 2.608 ettari appartenenti all'ecoregione Delta e Islas del Paraná.
Leggi anche: Viaggio attraverso i Parchi Nazionali dell'Argentina: Parco Nazionale dell'Iguazu.
Creato verso la fine del 1991 il nome deriva dai criteri degli specialisti che chiamarono il tratto iniziale del Delta Superiore Pre-Delta.
La fauna è composta principalmente da mammiferi, rettili acquatici e uccelli. 

Fauna.


Ci sono circa 260 diverse specie di uccelli come dichiarato dal ranger del parco.

La maggior parte di loro si è adattata all'ambiente acquatico poiché il 60-70% della superficie del parco sono zone umide.
Las especies de aves son muy variadas, destacándose el espinero rojizo (que construye sus nidos con palitos, los cuales penden sobre el agua), patos, caraús , chajás, cigüeñas, garzas y también martines pescadores, 

 Galleria d'immagini.






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sabato 20 gennaio 2018

I 10 post più seguiti su Argentina Tour nell'anno 2017: tra Arte, Natura e Gastronomia.

La architettura e il tango passione di Buenos Aires continuano a essere due temi che alimentano la curiosità dei lettori.

Sono stati gli articoli più visti durante l'anno 2017.

Terra d'immigrazione per secoli, Buenos Aires è la capitale di uno dei paesi più vasti al mondo.

La fusione della cultura spagnola e italiana hanno creato una città dinamica con la passione del ballo che scorre nelle vene della sua gente.

Città cosmopolita ed esuberante, più europea che l’latino-americana, è rinomata per l’atteggiamento elegante e forte dei suoi abitanti, che essi conservano anche nei momenti più difficili.


Il Teatro Colón è stato costruito in seguito alla proposta ed al finanziamento del musicista ed impresario italiano Angelo Ferrari che preparò il progetto per l'architetto ed ingegnere italiano Francesco Tamburini.

I 10 post più seguiti su Argentina Tour nel 2017.

L'ARCHITETTURA È UNO DEGLI ASPETTI CHE RENDONO BUENOS AIRES UN LUOGO DEL TUTTO SINGOLARE.

Edifici di stili italiani, francesi e spagnoli. Costruzioni moderniste. Torri di taglio moderno. Dettagli dell’architettura razionalista....

IL TANGO, STORIA E PASSIONE DI BUENOS AIRES, È LA MUSICA PORTEÑA PER ECCELLENZA.

Le origini.Il tango fa la sua comparsa nei sobborghi di Buenos Aires intorno al 1880. Nulla si sa di come sia nato, persino l'etimologia è...
Leggi anche: L’Argentina è cresciuta come un Paese aperto all’immigrazione.

BIODIVERSITÀ PATAGONICA NOTA PER LA RICCHEZZA NATURALISTICA DELLE SUE AREE PROTETTE.

La regione sperimenta circa sette mesi di inverno e cinque mesi di estate. Le gelate non sono rare nel deserto, ma, a causa della...
I 10 post più seguiti su Argentina Tour nell'anno 2017: tra Arte, Natura e Gastronomia. .Twitta

LAGO FAGNANO UNA GEMMA NASCOSTA IMMERSA NEL FASCINO DELLE ANDE FUEGINE.

Il lago Fagnano (o lago Cami) è un lago che si trova sull'Isola Grande della Terra del Fuoco, suddiviso tra il Cile e l'Argentina.Il lago...




LA PIÙ GRANDE FABBRICA DI SOIA DEL MONDO DI BEN 200 ETTARI È IN ARGENTINA.

Grazie alla sua ubicazione sulle rive del Paraná che danno sull’Atlantico, l’impianto è stato progettato per processare industrialmente la...

LA QUEBRADA DI HUMAHUACA È UN FANTASTICO SPETTACOLO OFFERTO DALLA NATURA.

La Quebrada de Humahuaca è un'ampia valle situata nella provincia di Jujuy nell'Argentina nord-occidentale, a circa 1,649 km da Buenos...

PERDITA DI BIODIVERSITÀ, PIÙ DI METÀ DEGLI ECOSISTEMI È COMPROMESSO.

Secondo la Fao ogni anno vengono mediamente distrutti nel mondo ben 13 milioni di ettari di foreste (una superficie grande praticamente...


L’ARGENTINA È CRESCIUTA COME UN PAESE APERTO ALL’IMMIGRAZIONE.

L’Argentina è cresciuta come un Paese aperto all’immigrazione, configurando lungo circa un secolo una società con un’ampia ricchezza

ESQUEL VI INVITA A VIVERE AVVENTURE IN PIENO CONTATTO CON LA NATURA.




Esquel è una cittadina dell'Argentina situata nella parte nord-occidentale della provincia del Provincia di

IL MEGLIO DI ARGENTINA TOUR: I 10 ARTICOLI PIÙ LETTI NEL MESE DI GENNAIO 2016.

1.- Il Natale in Argentina. Il Natale in Argentina è particolarmente sentito… e insolito perché l’Argentina è uno di quei Paesi, come il...

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giovedì 26 gennaio 2017

Lago Fagnano una gemma nascosta immersa nel fascino delle Ande fuegine.

Il lago Fagnano (o lago Cami) è un lago che si trova sull'Isola Grande della Terra del Fuoco, suddiviso tra il Cile e l'Argentina.

Il lago si sviluppa longitudinalmente in direzione est-ovest. La sua lunghezza è di circa 98 km, dei quali 13,5 in territorio cileno ed i restanti 72,5 in territorio argentino. Della sua superficie di 645 km², 39 km² ricadono in territorio cileno.

La sponda meridionale è ripida e vi si estende un altopiano, dove è possibile riconoscere due livelli di terrazze lacustri. Lungo la sponda occidentale, si trova il rio Azopardo, che funge da emissario riversando le acque del lago nel Seno Almirantazgo.
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Il lago era chiamato, dagli indigeni Selknam, El descanso del horizonte, perché la linea immaginaria dell'orizzonte che è costituita dalla catena montuosa è interrotta dal lago per poi continuare al di là di esso.



Fu battezzato lago Fagnano in onore del sacerdote cattolico José Fagnano, che fu il primo administrador apostólico de la Patagonia Meridional, Tierra del Fuego y Malvinas con sede a Punta Arenas.

Dimensioni.
Superficie    645 km²
Lunghezza    98 km
Larghezza    6 km
Profondità massima    200 m
Profondità media    80.7 m
Volume    46.806 km³
Sviluppo costiero  230 km
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lunedì 25 luglio 2016

Perdita di biodiversità, più di metà degli ecosistemi è compromesso.

Secondo la Fao ogni anno vengono mediamente distrutti nel mondo ben 13 milioni di ettari di foreste (una superficie grande praticamente quanto tutta la Grecia), mentre la varietà delle piante e delle colture continua a ridursi inesorabilmente.agricoltura brianza.

Nei soli Stati Uniti d’America, per esempio, all’inizio del secolo scorso esistevano circa 2500 varietà di pere, coltivate oggi in appena due varietà, che alimentano oltre il 95% del mercato.

Svariate ricerche registrano come negli ultimi decenni sia aumentata in maniera vertiginosa la velocità con cui si estinguono specie vegetali ed animali, dovuta nella massima parte dei casi all’attività umana: deforestazione, urbanizzazione, agricoltura intensiva basata su grandi coltivazioni monocolturali, introduzione di specie geneticamente modificate che distruggono la naturale varietà delle specie autoctone, inquinamento, uso di pesticidi e fertilizzanti e così via.

Negli ultimi 400 anni si stima che siano scomparse, infatti, oltre 650 specie di piante.

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Dati allarmanti che ci pongono di fronte a seri interrogativi, che abbiamo posto a Carlo Fadda, ricercatore senior presso la Bioversity International di Nairobi nonché promotore di numerosi progetti nel campo dello sviluppo e della cooperazione internazionale legati alla salvaguardia della biodiversità agricola, a margine del quinto Forum internazionale su alimentazione e nutrizione promosso da Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn).

Leggi anche: Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze tipicamente argentini: l’asado e il mate.

Perché oggi è così importante proteggere la biodiversità?

Perché è in gioco la nostra stessa sopravvivenza. Dipendiamo dalla natura per risorse fondamentali quali cibo, principi attivi per le medicine, materie prime per costruire o produrre energia. In natura ogni specie animale o vegetale, indipendentemente da quanto sia piccola o grande, ha una sua specifica funzione che contribuisce a garantire l’equilibrio dell’ecosistema terrestre. Pensiamo, per esempio, alle api che attraverso l’impollinazione svolgono un’importantissima funzione di fertilizzazione.

Alcuni studi stimano che oltre un terzo degli alimenti umani verrebbe meno se sparissero impollinatori naturali come le api le vespe, le farfalle e altri insetti. Ecosistemi in salute, nei quali viene garantita la naturale varietà di animali e piante autoctone, sono ecosistemi che meglio reagiscono e resistono ai fenomeni atmosferici, meno vulnerabili pertanto ai cambiamenti climatici e a disastri naturali quali uragani, inondazioni, siccità e alle altre fonti di stress provocate dall’uomo e dall’inquinamento di cui è portatore. Una tematica che oggi, specialmente nei paesi più poveri, è di vitale importanza….

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Ogni anno circa il 30% dei raccolti nel mondo va perduto a causa di parassiti e malattie e l’utilizzo di colture geneticamente omogenee su grandi estensioni di terreno può causare la comparsa proprio di nuovi ceppi di malattie e parassiti. Per correre ai ripari nei paesi industrializzati si fa uso massiccio di pesticidi, notoriamente dannosi sia per l’uomo che per l’ambiente, solitamente non accessibili invece ai piccoli coltivatori dei paesi poveri. Una risposta alternativa al problema può darla proprio la salvaguardia della biodiversità agraria, capace di svolgere funzione di antiparassitario naturale. È stato dimostrato che l’utilizzo di diverse varietà di una stessa coltura riduce di molto le possibilità, per quella coltura, di essere attaccata da parassiti.

Qual è la strada da percorrere per non peggiorare ulteriormente la già precaria situazione in cui ci troviamo?

Bisogna innanzitutto partire dall’avere ben chiaro una cosa: l’agricoltura moderna è vulnerabile a causa della bassa diversità genetica delle colture. Chiarito questo, bisogna investire in ricerca e tecnologie che riducano, per esempio, l’uso dei fertilizzanti e ridiano all’agricoltura la sua naturale capacità di sopravvivenza e adattamento ai cambiamenti climatici. Questo lo si fa preservando innanzitutto colture e piante autoctone a scapito delle grandi estensioni di monoculture che sempre più negli ultimi decenni hanno preso il sopravvento nel mondo. Ovviamente risulta poi molto importante portare avanti una profonda opera di sensibilizzazione sia al livello dei governi che dei singoli cittadini, puntando innanzitutto sulle nuove generazioni.

Cosa può fare in concreto ciascuno di noi per contribuire alla salvaguardia della biodiversità?

Si potrebbe cominciare col ridurre gli sprechi d’acqua e di energia nel nostro quotidiano e preferendo sempre un’alimentazione a base di prodotti di stagione. Fondamentale sarebbe inoltre una partecipazione più attiva di ciascuno di noi nell’opera di sensibilizzazione degli altri nei confronti delle tematiche ambientali”.

Perdita di biodiversità, più di metà degli ecosistemi è compromesso

La biodiversità di animali e piante è crollata a livelli di allerta su più della metà delle terre emerse. La distruzione degli habitat naturali è talmente estesa che gli ecosistemi interessati potrebbero perdere le più basilari capacità di funzionamento. Una perdita di biodiversità così estesa, oltre a rappresentare un chiaro danno per l’ambiente, potrebbe avere ricadute negative importanti per la salute dell’uomo e per l’economia.

Sono le conclusioni di uno studio pubblicato ieri sulla rivista Science, nel quale gli scienziati forniscono la valutazione più completa sulla perdita di biodiversità su scala globale ad oggi disponibile. E il messaggio di fondo è chiaro: abbiamo oltrepassato il limite. La ricerca si basa sull’analisi di 2,4 mln di dati per circa 40mila specie raccolti su un campione di quasi 20mila siti sparsi su tutta la Terra.

Nel 58% dei casi (dove vive il 71% della popolazione mondiale) gli scienziati hanno osservato che la corruzione degli ecosistemi è ormai al di sotto del limite di sicurezza. I sistemi naturali più colpiti si trovano negli Stati Uniti, in Argentina, in Sudafrica e nell’Asia centrale.

Perdita di biodiversità, più di metà degli ecosistemi è compromesso

L’anno scorso un gruppo di esperti aveva proposto di identificare come ecosistemi gravemente compromessi quelli dove si è verificata una perdita di biodiversità superiore al 10%. “Stiamo giocando con una roulette ecologica”, sintetizza il professorAndy Purvis del Natural History Museum e uno degli autori della ricerca.

In ballo quindi non c’è soltanto la possibile estinzione di specie animali e vegetali. Anche la qualità della vita dell’uomo, e in particolare gli sforzi per mettere in campo modelli di sviluppo sostenibile nel lungo termine, sono messi a repentaglio da questa situazione. Certo disponiamo di soluzioni tecnologiche per replicare alcune funzioni svolte dalla natura – ad esempio gli impollinatori, sempre meno a causa della progressiva scomparsa delle api per l’inquinamento atmosferico e l’uso di pesticidi – ma non possiamo compensare adeguatamente una forte perdita di biodiversità.

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L’Argentina è cresciuta come un Paese aperto all’immigrazione.

L’Argentina è cresciuta come un Paese aperto all’immigrazione, configurando lungo circa un secolo una società con un’ampia ricchezza e diversità culturale.

Infatti, dalla metà del XIX secolo fino alla metà del XX secolo ricevette un’importante ondata d’immigranti europei, principalmente spagnoli e italiani, ai quali si aggiunsero gruppi meno numerosi provenienti da altri paesi.

Le ultime correnti migratorie, intanto, arrivano soprattuto attualmente dai Paesi limitrofi e, in numero ancor minore, da Oriente e dall’Africa.

D’altronde, i popoli originari, radunati in diverse comunità, mantengono vive le loro tradizioni ancestrali.

Grazie all’ampiezza del suo territorio e alla varietà della sua geografia, l’Argentina vanta una biodiversità ed una molteplicità di climi e topografie che fanno di essa una meta turistica unica al mondo.
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I monti e le valli nel Norovest, le cascate e foreste nella Mesopotamia, le favolose vigne e fiumi della Regione di Cuyo e i paesaggi indescrivibili della Patagonia, conformano l’immenso patrimonio naturale argentino, enormemente apprezzato da visitatori di tutto il mondo.
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Tra le ricchezze naturali sono da sottolineare le Cascate del Iguazú, dichiarate dalla UNESCO Patrimonio Naturale dell’Umanità e scelte dalla fondazione svizzera New 7 Wonders tra le sette meraviglie della natura del mondo; l’Acquifero Guaraní, codiviso con Brasile, Paraguay e Uruguay, è uno dei più grandi serbatoi d’acqua dolce del mondo; il Monte Aconcagua, con i suoi 6.959 metros è la cima più elevata dell’emisfero occidentale; ed il Ghiacciaio Perito Moreno è uno dei più maestosi del mondo, dichiarato anch’esso Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’UNESCO.



buenos aires centro
I visitatori, inoltre, possono conoscere una delle città più attraenti della regione: la Città di Buenos Aires- Essa, infatti, dispone di un’ampia offerta culturale e ricreativa durante tutto l’anno le ventiquattro ore del giorno: il Teatro Colón e i piccoli teatri esperimentali, le librerie antiche e i nuovi centri culturali, gli oltre 100 musei e le gallerie d’arte, le enormi fiere artiganali e i moderni centri commerciali, i bar storici, gli spazi per ballare tango e milonga, le discoteche e i locali con musica internazionale, i ristoranti di tutti i tipi, i casinò e le appassionanti partite di calcio, convivono in questa grande metropoli che accoglie ogni anno la visita di milioni di turisti di tutto il mondo.
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mercoledì 2 dicembre 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Novembre 2015.

1.- Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Museo della Patagonia "Francisco P. Moreno". L'Amministrazione dei Parchi Nazionali inaugurò il Museo il 17 marzo 1940. L'edificio si trova nell'ala orientale del Centro Cívico di San Carlos de Bariloche, un complesso edilizio dichiarato Monumento Storico Nazionale con la Risoluzione n° 1250/87, Decreto PEN Nº 325/89. Il primo direttore del Museo fu Enrique Amadeo Artayeta, dal quale

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lunedì 26 ottobre 2015

Per i suoi paesaggi Los Alerces è considerato uno dei parchi nazionali più belli dell'Argentina.

Il Parco nazionale Los Alerces è una grande area protetta situata nella Provincia di Chubut, in Argentina. Comprende il Lago Futalaufquen, il Fiume Arrayanes, il Lago Verde ed il Lago Menéndez. Per i suoi paesaggi è considerato uno dei parchi nazionali più belli dell'Argentina.

Fu istituito nel 1937 su una superficie di 263.000 ettari. Il motivo della sua creazione è la protezione e la conservazione dei boschi di Fitzroya cupressoides, uno degli alberi più longevi del pianeta ed in pericolo di estinzione.

Gli ambienti dell'area protetta possono essere inquadrati nell'ecoregione del bosco patagonico e della regione montuosa della Ande, con un clima temperato freddo ed inverni umidi con abbondanti nevicate. Nell'area si ritrova un complesso sistema lacustre con fiumi e ruscelli.

Futalaufquen_Lake

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sabato 3 ottobre 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Settembre 2015.

1.- Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.

Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.

Museo della Patagonia "Francisco P. Moreno". L'Amministrazione dei Parchi Nazionali inaugurò il Museo il 17 marzo 1940. L'edificio si trova nell'ala orientale del Centro Cívico di San Carlos de Bariloche, un complesso edilizio dichiarato Monumento Storico Nazionale con la Risoluzione n° 1250/87, Decreto PEN Nº 325/89. Il primo direttore del Museo fu Enrique Amadeo Artayeta, dal quale

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giovedì 3 settembre 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Agosto 2015.

1.- Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.

Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.

Museo della Patagonia "Francisco P. Moreno". L'Amministrazione dei Parchi Nazionali inaugurò il Museo il 17 marzo 1940. L'edificio si trova nell'ala orientale del Centro Cívico di San Carlos de Bariloche, un complesso edilizio dichiarato Monumento Storico Nazionale con la Risoluzione n° 1250/87, Decreto PEN Nº 325/89. Il primo direttore del Museo fu Enrique Amadeo Artayeta, dal quale

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lunedì 31 agosto 2015

Nahuel Huapi, un lago e un Parco Nazionale dal nome indigeno: punti di interesse.

Cerro Tronador.

Cerro Tronador, con i suoi 3.554 metri, è la cima più alta del Parco. Il nome (cerro significa, tra le altre cose, "mucchio") deriva dai frequenti crolli che caratterizzano i ghiacciai che si trovano alla sua sommità. Questa montagna offre numerose alternative per il trekking. Un itinerario parte da Pampa Linda e, dopo circa otto chilometri, arriva al Ventisquero Negro.

Qui si possono ammirare le rotture e le valanghe del Ghiacciaio Manso, che alimentano il nevaio.

E' anche possibile visitare il rifugio Otto Meiling, a 2.100 metri di altezza e a 18 km da Pampa Linda (circa 5 ore di salita), da dove si può ammirare lo stupendo panorama dei ghiacciai. Questo rifugio è il punto di partenza preferito dagli scalatori per salire alle tre cime del Tronador (l'Argentina, la Cilena e l'Internazionale).

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