mercoledì 30 marzo 2022

Menu argentino di Pasqua: Dulce de Leche ottimo anche da spalmare sul pane fresco.

Il dulce de leche o dolce al latte è un dolce al cucchiaio tipico dell’Argentina e di tutto il Sud America in generale.

Il procedimento per farlo in casa è semplicissimo anche se richiede almeno un’ora di cottura sul fornello.

La presenza del bicarbonato è fondamentale per aumentare la formazione della schiuma (per questo occorre un pentolino grande) che consente al composto di assumere un aspetto e una consistenza più omogenea.

Il dulce de leche è utilizzato in particolare per guarnire il gelato (fiordilatte e al cioccolato), biscotti e i muffin al cioccolato o per farcire i churros rellenos, ovvero i churros ripieni, una versione ancora più abbondante e golosa, molto diffusa in alcune città spagnole.
Il dulce de leche o dolce al latte è un dolce al cucchiaio tipico dell’Argentina,




Il menu argentino di Pasqua.


Il dulce de leche è ottimo anche da spalmare sul pane fresco o tostato.

Ingredientes.

ingredients-green-metallic24x24per 4 persone
Latte intero 1 l
Zucchero 280 g
Bicarbonato 1 cucchiaino

Leggi anche: Il menù argentino di Pasqua, scopri come preparare deliziose ricette sfiziose!

Preparazione + Cottura.

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  1. Versate il latte in una pentola grande e con i bordi alti e portate a bollore.
  2. Unite anche lo zucchero e il bicarbonato, abbassate la fiamma e mescolate bene con una frusta.
  3. Fate attenzione perché aggiungendo il bicarbonato si forma abbondante schiuma.
  4. Mescolate continuamente per 45 minuti e fate particolare attenzione al composto quando inizia a diventare bruno.
  5. Il dulce de leche è pronto quando si creano delle strisce sul fondo della pentola.
  6. Togliete dal fuoco e mescolate ancora per 5 minuti.

Curiosità.


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Ci sono diverse versioni storiche sulla nascita del dulce de leche. La più famosa riguarda il caudillo argentino Juan Manuel de Rosas del XIX secolo.

La storia narra che in un pomeriggio d'inverno, a casa di de Rosas, la domestica stesse preparando della lechada (una bevanda a base di latte e zucchero fatta bollire fino a caramellarsi) quando sentì bussare alla porta.
Il menu argentino di Pasqua: Dulce de Leche ottimo anche da spalmare sul pane fresco o tostato.Twitta
Lasciò la lechada sul fornello e andò ad aprire; quando tornò in cucina, la lechada si era cotta fino a trasformarsi in una crema marrone: il dulce de leche.

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domenica 9 maggio 2021

Viaggio attraverso i Parchi Nazionali dell'Argentina: Esteros del Iberá.

L'Esteros del Iberá è la seconda zona umida del pianeta grazie alla sua superficie. È solo dietro il Pantalanal brasiliano.

"Iberá" in lingua guaranì significa "acqua frizzante" ed è proprio questa una delle caratteristiche di questo ecosistema formato da lagune, estuari, paludi e fiumi alimentati solo dall'acqua piovana.

Aguapés, papaveri e lustrini d'acqua sono alcune delle specie galleggianti che ricoprono la superficie delle lagune, formando camalotales. Queste danno origine agli invasi, e il terreno che permette alle piante di attecchire si deposita sul loro tessuto vegetale. Alcune di queste isole galleggianti sono spesse fino a due metri e possono essere calpestate.

Esteros del Iberá è chiamata una vasta zona umida che copre tra 15.000 e 25.000 km² nella provincia di Corrientes.

Gli Esteros del Iberá sono la seconda zona umida del pianeta grazie alla sua superficie.

La riserva naturale, che ha 1.300.000 ettari, è stata creata nel 1983.
The Esteros del Iberá are the second wetland in South America, and one of the main freshwater reserves in the world.

Creazione del Parco Nazionale Iberá..

Il 23 dicembre 2015, dopo la donazione di 150.000 ettari di terreno (in gran parte allagati) che l'ambientalista americano Douglas Tompkins aveva acquistato a bassissimo prezzo, tramite espressa delega della sua vedova Kristine McDivitt, a dicembre.

Nel 2018 è stata annunciata la creazione del Parco Nazionale Iberá.

Gli Esteros del Iberá sono un vero paradiso per il birdwatching. È una bellissima esperienza.

Fotografarli senza modificare il tuo ecosistema, per averne un ricordo. Ma la cosa più importante è trovarli, percorrere migliaia di chilometri per capirli, guardarli, ascoltarli.

 Come arrivare.

Grazie alla posizione geografica, lontana da zone densamente popolate, e grazie al suo difficile accesso, l'area ha una popolazione animale ricca e variegata. Fonte immagine.
Il Parco Nazionale si trova a 850 km da Buenos Aires (Capitale Federale) e vi si può accedere in diversi modi: dalla capitale argentina o dalla provincia di Corrientes.

L'ingresso più utilizzato è la Colonia Carlos Pellegrini, a 120 km dalla città di Mercedes.

Puoi arrivarci con il tuo veicolo o ci sono anche autobus o minibus che fanno il viaggio una volta al giorno dalla Mercedes.

Grazie alla sua peculiare geografia e al difficile accesso, l'area ha una popolazione animale ricca e varia.

Il periodo migliore per visitare l'Esteros del Iberá è l'autunno o la primavera.

Evita di andare in estate non solo a causa delle alte temperature e degli insetti (soprattutto zanzare) ma è anche il periodo dell'anno in cui piove più frequentemente.

Data l'estensione del Parco e della zona umida per visitarlo ed apprezzarlo in tutta la sua bellezza, si consigliano non meno di 3-4 giorni.

Origine.

La fauna autoctona comprende molte specie minacciate per le quali questo è uno dei loro ultimi habitat.

Più di 2 milioni di anni fa, grandi movimenti geologici hanno spostato il corso originale del fiume Paraná e creato grandi depressioni.

Oggi l'ecoregione Iberá si trova nei canali abbandonati dal fiume, un vasto sistema di estuari, paludi e lagune separate l'una dall'altra da banchi di sabbia.

Flora e fauna.

La zona si distingue per la sua ricchezza ornitologica. È stata registrata la presenza di circa 300 specie di uccelli, provenienti da oltre 50 famiglie

Molte delle specie che popolano la zona umida difficilmente possono vivere lontano dall'acqua.

Gli Esteros del Iberá sono uno dei più produttivi del pianeta.

La sua comunità vegetale - il vero polmone della zona umida - cresce principalmente sull'acqua. Gli aguapé, i papaveri e le zolle d'acqua, sono alcune delle specie galleggianti che ricoprono la superficie delle lagune, formando camalotales.

Quasi tutti gli uccelli hanno abitudini più o meno acquatiche. La riserva Esteros del Iberá è una riserva infinita di uccelli di centinaia di nomi, dimensioni e colori.

Alla fine del XIX secolo divenne di moda usarli come decorazione nei cappelli da donna.
Leggi anche: Viaggio attraverso i Parchi Nazionali dell'Argentina: Parco Nazionale dell'Iguazu.
La caccia a questi uccelli è aumentata in ogni caso.

Poiché queste piume crescono solo durante la stagione riproduttiva, sono state intrappolate nei nidi senza preoccuparsi dei pulcini, che alla fine sono morti anche loro. Fortunatamente, la moda è cambiata.

Tra gli animali presenti spicca il cervo delle paludi. siderato il declino in atto a causa della perdita del proprio habitat a causa di minacce dirette ed indirette, lo classifica  come specie vulnerabile.
Alcune piante sono grandi e belle come le camalote. Altri sono così piccoli da essere quasi invisibili, ma non sono meno importanti perché producono grandi quantità di ossigeno.

I camalote possono incastrarsi, formando vere isole galleggianti.

La bassa pendenza e la densità botanica nei corpi idrici rendono il drenaggio del sistema notevolmente lento; L'acqua scorre poco a poco verso sud-ovest, fino a defluire attraverso i fiumi Corriente e Miriñay, rispettivamente verso i bacini del Paraná e dell'Uruguay

Gli Esteros del Iberá sono il rifugio ideale per oltre 350 specie di uccelli.

Tra le specie rare o con un certo grado di vulnerabilità c'è lo yetapá dal collare (Alectrurus risora),
Articolo pubblicato nella community di TravelFeed in Steemit dove è possibile visualizzare la galleria completa di immagini.
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venerdì 30 aprile 2021

Una recorrida por el Valle de Traslasierra disfrutando el contacto con la naturaleza.


La Ruta Provincial 34 (Camino de las Altas Cumbres) apenas terminada.
La Ruta Provincial 34 (Camino de las Altas Cumbres) apenas terminada.
Hace un par de años estuve recorriendo lo que en ese entonces era la Reserva Natural de Traslasierra (futuro Parque Nacional) un lugar prácticamente desconocido al gran turismo argentino.
Es un valle que ha quedado aislado del resto de la provincia de Córdoba durante mucho tiempo porque el Camino de las Altas Cumbres que une Mina Clavero -la principal ciudad de la región- con Villa Carlos Paz otra ciudad importante de la provincia, recién fue mejorado y modernizado en la década del 70.
La Ruta Provincial 34 es el camino de salida de Traslasierra.
La Ruta Provincial 34 es el camino de salida de Traslasierra.
Era prácticamente la ruta o camino de salida del valle para interconectarse con el resto de la provincia. En malas condiciones durante la primavera, otoño y verano. Prácticamente imposible de transitar en invierno, el Camino de las Altas Cumbres dificultaba la interconexión del valle con el resto del territorio cordobés.
En realidad su nombre oficial es Ruta Provincial 34 y tiene una longitud de 90 kms atravesando las sierras corboesas. Así la encontrarán señalada en los mapas. Lleva el nombre del conocido piloto de rally Jorge Raúl Recalde llamado el "Cóndor de Traslasierra".
La ruta definitivamente completada y asfaltada se termina en el año 2017.
La ruta definitivamente completada y asfaltada se termina en el año 2017.
Prácticamente se podría decir que la obra se inaugura en 1987, cuando quedó concluida la obra de trazado y apertura de la ruta.
La ruta se abrió al tránsito vehicular pero aún faltaban numerosas obras a realizar como asfaltado, demarcado, señalización, alcantarillado, etc.
Una de las tantas curvas en el sinuoso camino de cornisa de las Altas Cumbres cordobesas.
Una de las tantas curvas en el sinuoso camino de cornisa de las Altas Cumbres cordobesas.
A fines del año 2017 se completó el último tramo quedando así finalizada la obra iniciada en la década de los años 50.
Si bien este aislamiento lo ha perjudicado por ejemplo con una densidad de población bastante baja, en cambio la ha favorecido para manetener un medio ambiente agreste y natural que el resto de la provincia ha perdido.
El Cura Brochero fue canonizado por el Papa Francisco en el año 2016.
El Cura Brochero fue canonizado por el Papa Francisco en el año 2016.
Es la zona del Cura Brochero, razón por la cuál es también la meta de un regular turismo de tipo religioso.
Lugar donde pude visitar el centro histórico con su relativo museo, ex casa de ejercicios espirituales, el acueducto Los Chiflones, en el camino al balneario las Maravillas (era el camino que solía recorrer en mula el cura Brochero). Todo gira en torno al santo.
En el mes de Marzo se realiza la Cabalgata Brocheriana recorriendo a caballo todos estos senderos.
Ultimo pero no por ello menos importante es la degustación del famoso chivito de la zona.
El estilo colonial de las casas de la Villa Brochero.
El estilo colonial de las casas de la Villa Brochero.
Son 31 localidades desparramadas a lo largo y a lo ancho de Traslasierra.
Desarrollaré el tema en sucesivos artículos ya que poseo una gran cantidad de fotos que quiero mostrarles.
Creo que la difusión del valle -un poco desconocido a nivel lacional e internacional- merece la pena de ser contada en varias etapas.
Ideal para aquellas personas que disfrutan del turismo aventura no demasiado exigente, con lugares que son un verdadero remanso de paz y tranquilidad.
Los arroyos y pequeños lagos son una constante en el valle.
Los arroyos y pequeños lagos son una constante en el valle.
Los arroyos y pequeños lagos son una constante en el valle de Traslasierra y conviven en perfecta armonía y simbiosis con el paisaje y el entorno natural que los rodea.
El agua que se filtra por las cumbres origina una gran cantidad de ríos y arroyos y pequeños lagos que atraviesan prácticamente todas las localidades y recorren la entera región.
El cauce de los rios del valle de Traslasierra es angosto y poco profundo.
El cauce de los rios del valle de Traslasierra es angosto y poco profundo.
Esto ha dado lugar al nacimiento de numerosos balnearios de agua dulce y a una obra imponente para recoger la descarga del agua en su parte final y evitar daños en la naturaleza como es el Dique La Viña.
Arroyo en las cercanías de Nono un encantador pueblito de las sierras cordobesas.
Arroyo en las cercanías de Nono un encantador pueblito de las sierras cordobesas.
La terminación del último tramo de la ruta ha favorecido notablemente el desarrollo del turismo.
La terminación del último tramo de la ruta ha favorecido notablemente el desarrollo del turismo.
Vista panorámica a la vera del Camino de las Altas Cumbres (hoy Ruta Provincial 34 totalmente asfaltada),
Vista panorámica a la vera del Camino de las Altas Cumbres (hoy Ruta Provincial 34 totalmente asfaltada),
Reserva de Biodiversidad Nativa en Los Hornillos, a las faldas del Cerro Champaquí, tiene el tercer mejor microclima del mundo.
Reserva de Biodiversidad Nativa en Los Hornillos, a las faldas del Cerro Champaquí, tiene el tercer mejor microclima del mundo.
Cascada del nacimiento del rio Mina Clavero como nunca antes la has visto.
Cascada del nacimiento del rio Mina Clavero como nunca antes la has visto.
Casa Mirador del Valle en Villa de Las Rosas.
Casa Mirador del Valle en Villa de Las Rosas.
Mapa de Traslasierra de la Dirección de Turismo de Córdoba (Fuente: https://www.turismocordoba.com.ar/traslasierra/mapa.php
Mapa de Traslasierra de la Dirección de Turismo de Córdoba (Fuente: https://www.turismocordoba.com.ar/traslasierra/mapa.php
Nos vemos en el próximo artículo con un detalle más completo de cada lugar, acompañado de imágenes.
Las imágenes que no indican una fuente específica son propias.
Artículo publicado originalmente en las comunidades de Hive.blog y TravelFeed:
https://hive.blog/hive-136361/@argenvista/una-recorrida-por-el-valle-de-traslasierra-disfrutando-el-contacto-con-la-naturaleza
https://travelfeed.io/@argenvista/una-recorrida-por-el-valle-de-traslasierra-disfrutando-el-contacto-con-la-naturaleza

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