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venerdì 23 maggio 2025

L'agricoltura in Argentina

 

Nel corso della storia agricola, gli agrosistemi della Pampa hanno alternato periodi di crescente vulnerabilità del suolo e dell'ambiente a periodi di miglioramento della qualità del suolo. Queste diverse situazioni sono legate ai concetti di resilienza e vulnerabilità del suolo, strettamente correlati.

A partire dal 1970, i terreni della regione della Pampa hanno subito una straordinaria trasformazione dell'attività agricola, caratterizzata da un significativo aumento della produzione, dall'adozione di tecnologie moderne, dallo sviluppo di nuove forme di organizzazione della produzione e da un accelerato processo di agrocoltura. Questo processo è iniziato nei primi anni '70, in concomitanza con l'espansione della coltivazione della soia, che ha avuto un impatto negativo sulle proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo, nonché sulla sua integrità (Casas, 1998). Negli anni '80, già nel pieno del processo di "agricoltura" nella regione della Pampa e di fronte all'avanzare dei processi di degrado, il concetto di agricoltura conservativa ha acquisito slancio. Anche il concetto di qualità del suolo ha iniziato a diffondersi, implicando una visione globale della conservazione del suolo, non solo della sua integrità fisica, ma anche delle sue funzioni.

Negli anni '90, il sistema di semina diretta si è diffuso. La sua elevata efficienza si basa sul controllo dell'erosione e sul mantenimento di livelli significativi di copertura superficiale forniti dai residui colturali. Affinché il sistema sia sostenibile, è necessario implementare rotazioni che includano colture erbacee (mais, grano, sorgo, ecc.) per mantenere un suolo ben strutturato e un bilancio positivo della sostanza organica. Queste rotazioni dovrebbero essere integrate dall'applicazione di fertilizzanti per reintegrare i nutrienti estratti dalle colture. Questa sezione descrive alcuni parametri diagnostici che indicano l'esistenza di sistemi di produzione non sostenibili. Se queste condizioni non vengono affrontate, limiteranno la crescita della produzione agricola nazionale, avranno un impatto negativo sui livelli di fertilità e aumenteranno il degrado del suolo. È necessario implementare programmi per l'applicazione di buone pratiche di gestione per raggiungere uno sviluppo agricolo sostenibile.

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domenica 9 ottobre 2016

La più grande fabbrica di soia del mondo di ben 200 ettari è in Argentina.

Grazie alla sua ubicazione sulle rive del Paraná che danno sull’Atlantico, l’impianto è stato progettato per processare industrialmente la soia argentina e dei Paesi limitrofi.

L’intero complesso è dotato di un sistema di cogenerazione che lo rende energeticamente autosufficiente  e il governo di Buenos Aires e Renova assicurano che «Rispetta tutti gli standard di sostenibilità e di tutela ambientale  più avanzati del mondo».

La gigantesca fabbrica è stata costruita in Timbúes nel Dipartimento di San Lorenzo grazie ad un investimento di 480 milioni di dollari del consorzio Renova, composto dalle compagnie agroindustriali Vicentín  e Glencore.

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La più grande fabbrica di soia del mondo. 

La fabbrica occupa ben 200 ettari e può scaricare 1.000 camion al giorno, è in grado di immagazzinare 310.000 tonnellate di soia ed è dotata di un porto con uno spazio di stoccaggio per 60.000 tonnellate.

Il vicepresidente di Renova, Sergio Gancberg, ha detto che «L’impianto costruito in tre anni è stato progettato da ingegneri argentini del settore oleario che hanno un posto speciale nel mondo, con un progetto unico al quale hanno lavorato 890 professionisti, provenienti da 15 università nazionali.
La più grande fabbrica di soia del mondo di ben 200 ettari è in Argentina.Twitta
Presentiamo un impianto tecnologico di primo livello, sicuro per il personale, con efficienza energetica e che salvaguarda l’ambiente nella maniera più rigorosa».

Organizzazioni contadine e ambientaliste argentine.


La cosa non convince affatto le organizzazioni contadine e ambientaliste argentine che dicono che questa nuova gigantesca industria non è altro che l’ennesima espansione degli “amigos di glifosato , cioè Monsanto, Glencore, Louis Dreyfus, Bunge, Cargill e Co. e le loro aziende agrochimiche che hanno fatto dell’Argentina un enorme campo di sperimentazione per l’etanolo prodotto con Ogm e di  monocoltivazioni di quella che le associazioni argentine chiamano “soja maldita” perché questa coltivazione intensiva ha bisogno di più di 3 tonnellate di fertilizzanti per produrre 10 tonnellate di soia.
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Crocevia per la comunicazione economica, sociale e culturale.


La regione è sempre stata un crocevia per la comunicazione economica, sociale e culturale. È abitata da 10.000 anni, fin dai primi insediamenti delle società di caccia-raccolta, attestati dalla grande quantità di reperti preistorici.

Era una via di transito per le carovane al tempo dell'Impero Inca, nel XV secolo, e successivamente un importante collegamento fra il Vicereame del Río de la Plata e il Vicereame del Perù, nonché il teatro di numerose battaglie della Guerra d'Indipendenza Argentina.
Leggi anche: Santa Fe sorge di fronte alla città di Paraná, alla quale è collegata dal Tunnel Subfluviale Hernandarias.
Santa Fe sorge di fronte alla città di Paraná, alla quale è collegata dal Tunnel Subfluviale Hernandarias.
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lunedì 3 febbraio 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Gennaio 2014.

1.- Tutto quello che devi sapere per affittare o comprare una casa in Argentina.

Tutto quello che devi sapere per affittare o comprare una casa in Argentina

L’ARGENTINA sta vivendo un vero e proprio processo di industrializzazione, i servizi, le comunicazioni, il commercio, l’industria sono settori in pieno sviluppo. Il basso costo delle case e dei terreni,e le tradiuistoqzioni economiche di stampo europeo, attirano gli investimenti da parte di molti europei. L’Argentina, superata la crisi dell’anno 2001, ha avuto una veloce ripresa ,e si è avviata

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2.- Come vivere in Argentina con 400 euro al mese.

Come vivere in Argentina con 400 euro al mese.

Come si vive in Italia oggi con solo 1000 euro di pensione al mese (che nemmeno tutti hanno) ? E’ dura. Eppure c’è molta gente che non arriva nemmeno a 1000 euro. Gente che prende 800, 700, 600……500 euro al mese!! Facciamo un esempio pratico: 500 euro in Italia oggi sono solo il costo dell’ affitto di un modesto appartamentino in perferia. In Argentina oggi 500 euro sono 4500 pesos ( al

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3.- Il parco nazionale Los Glaciares è il secondo per dimensioni in Argentina.

Il parco nazionale Los Glaciares è il secondo per dimensioni in Argentina.

Los Glaciares (che in spagnolo significa "I Ghiacciai") è un Parco nazionale che si trova nella provincia di Santa Cruz, nella Patagonia argentina. Esso si estende su un'area di 4.459 km²; nel 1981 è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Il Parco nazionale, istituito nel 1937, è il secondo per dimensioni in Argentina. Il suo nome si riferisce alla gigantesca calotta

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4.- Campo di ghiaccio Patagonico Sud gigantesco ghiacciaio continentale in Patagonia.

Campo di ghiaccio Patagonico Sud gigantesco ghiacciaio continentale in Patagonia.

Il Campo di ghiaccio Patagonico Sud (in spagnolo Campo de Hielo Patagónico Sur o anche Campo de Hielo Sur) è un gigantesco ghiacciaio continentale in Patagonia. Si trova nelle Ande meridionali, sulla linea di confine tra Cile ed Argentina. Ha una lunghezza di circa 350 km tra le latitudini 48°20' e 51°30' sud. Ha una superficie di circa 16.800 km² (più o meno come due volte la Corsica),

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5.- Trovare lavoro in Argentina, atto secondo (documenti).

Trovare lavoro in Argentina, atto secondo (documenti).

Torniamo a parlare di burocrazia…è una parola che spaventa molti ma occorre conviverci, come con una suocera bisbetica. In alcuni post precedenti si è discusso del tema delle residenza.  Tuttavia, mi sembra importante fare chiarezza su un altro importante elemento burocratico, la documentazione del lavoratore. Per lavorare come lavoratore dipendente lo stato argentino richiede che la persona

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6.- Trovare lavoro in Argentina, , qualche dritta.

Trovare lavoro in Argentina, , qualche dritta.

Nelle ultime settimane, la bacheca del blog è stata letteralmente invasa da richieste di chiarimenti sulla situazione lavorativa in Argentina…potevamo lasciarvi soli??Ovviamente no!!Pertanto, eccovi un breve compendio con suggerimenti e strumenti utili a coloro che hanno deciso di mettersi alla ricerca di un lavoro in Argentina. Una piccola premessa, lungi da me pensare che i consigli che seguono

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7.- L'Argentina offre il restauro di Santa Maria dei Raccomandati.

L'Argentina offre il restauro di Santa Maria dei Raccomandati.

Un progetto di cooperazione sul restauro dei monumenti è stato siglato tra il Comune dell'Aquila, la Scuola di specializzazione in beni architettonici dell'Università La Sapienza di Roma, e l'ambasciatore dell'Argentina in Italia Torquato di Tella. L'Argentina dunque ha manifestato, aderendo all'attività di promozione del nostro patrimonio culturale portata avanti dal Ministero degli Esteri,

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8.- Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Novembre 2013.

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Novembre 2013.

Sono rimasto molto sorpreso delle statistiche che mi ha presentato il mese di ottobre scorso. In tutta sincerità mi sarei aspettato molto di più da Arte pubblico a Barracas, pezzi di specchio e fotografie di cielo intrappolati in cornici dorate. Non mi ha invece sorpreso l’articolo legato al cinema argentino :I magnifici dieci, i migliori film nella storia del cinema argentino. Un articolo che

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9.- Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Ottobre 2013.

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Ottobre 2013.

Sono rimasto molto sorpreso delle statistiche che mi ha presentato il mese di ottobre scorso. In tutta sincerità mi sarei aspettato molto di più da Arte pubblico a Barracas, pezzi di specchio e fotografie di cielo intrappolati in cornici dorate. Non mi ha invece sorpreso l’articolo legato al cinema argentino :I magnifici dieci, i migliori film nella storia del cinema argentino. Un articolo che

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10.- Clarín perde la sua battaglia contro la Fernández.

Clarín perde la sua battaglia contro la Fernández.

La Corte Suprema dell’Argentina ha deciso a favore della costituzionalità della Legge sui Media, una delle norme maggiormente promosse dal governo di Cristina Fernández de Kirchner.argentinafernandezclarin La legge riduce da 24 a 10 il numero massimo di licenze audiovisive che può possedere un solo proprietario. Ad esserne danneggiato sarà soprattutto il Grupo Clarín, leader multimediale del

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domenica 6 ottobre 2013

Buenos Aires megalopoli sconfinata dove non sono i supermercati a farla da padrone.

Argentina, paese degli estremi. È l’impressione che porto con me da quando la conosco a quattro’occhi.  Persone gentilissime che ti aprono porta e cuore al volo o cafonazzi che stimolano la recondita voglia di menar le mani.
Buenos Aires megalopoli sconfinata dove non sono i supermercati a farla da padrone ma dove, al contrario, si continua anche ad andare dal fruttivendolo, dal calzolaio e dal macellaio sotto casa senza che nel portafogli vuoto risuoni l’eco. La Villa 31, con le sue vie di fango e le sue leggi della strada, a due passi dal centro sfarzoso, dai palazzi lussosi, da Plaza San Martín, da calle Florida con la Galería Pacifico e giusto accanto all’Hotel Sheraton. E poi bar e ristoranti alla moda e oltre, accanto a baretti e trattorie molto spartani – per non dire di piú – di quelli in cui forse in Italia non entreremmo neanche piú, aspettandoci solo polvere e tristi brioscine confezionate della Bauli.
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E invece qui entriamo fiduciosi, pregustando leccornie in locali che spesso, per lo meno a me, fanno fare un tuffo in quella che doveva essere l’Italia anni Sessanta o giú di lí. Tra Guardia Vieja e Billinghurst c’è un angolo vecchio stile che adoro: el Banderín. È uno storico caffè porteño, dichiarato notable nel 2004, giá ve l’aveva raccontato Gabriella in questo post. Di tanto in tanto ci faccio un salto, sola o in compagnia, per passare un momento di stacco.
Mi piace sedermi accanto alla finestra che si affaccia su Guardia Vieja, guardare la gente che passa, indovinare chi entrerá e sbirciare l’altro lato della strada, dove  l’altrettanto vecchio almacen racchiude un’infinitá di barili e latte piene di olive e sottaceti. L’anno scorso durante i mondiali di calcio andavo a far colazione al Banderín con due o tre amici guardando la prima partita del giorno, insieme agli altri clienti col naso all’insú verso il televisore che sempre trasmette sport.
Le pareti sono tappezzate di gagliardetti, maglie firmate, ritagli di vecchi articoli che raccontano prodezze sportive. Un gattone si aggira per il locale o se ne sta pigramente accovacciato su una sedia libera, mentre clienti di qualsiasi etá spalancano le porte e si avvicendano ai tavoli e al bancone, dove di norma fa bella mostra di sé una teglia piena zeppa di medialunas e facturas tra le piú ghiotte che io abbia mai mangiato. Con un café con leche ben caldo tra le mani e una medialuna cicciottella da addentare, el Banderín è un bell’angolo di mondo nel quale concedersi una pausa e guardar fuori dalla finestra da una prospettiva d’altri tempi.
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giovedì 5 settembre 2013

La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo e un monumento nazionale.

La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina e un monumento nazionale. All’interno di essa hanno sede gli uffici del Presidente della Repubblica Argentina. L’edificio sorge a Buenos Aires e si affaccia sulla storica Plaza de Mayo. Il nome gli deriva dal caratteristico colore rosato ed è considerato uno dei palazzi più importanti di Buenos Aires.

Oltre alle funzioni istituzionali, la Casa Rosada ospita anche il Museo de la Casa de Gobierno, un'esposizione storica di oggetti legati alla storia del paese e dei suoi presidenti.
L’edificio sorge sulle fondamenta di quella che fu la fortezza reale di Don Juan Baltazar d’Austria, costruita dal governatore di Buenos Aires, Fernando Ortiz de Zárate, nel 1594, sulle sponde, a quel tempo ancora scoscese, del Rio de la Plata.

casa rosada vista aerea

La fortezza fu ricostruita nel 1713, rimpiazzata con una costruzione molto più sobria, che copriva quasi un ettaro, circondata da un fossato e con quattro torrioni rettangolari. La costruzione si affacciava sulla Plaza Mayor, l’attuale Plaza de Mayo, ed aveva un ponte levatoio. Questa nuova fortezza fu battezzata Castillo de San Miguel (Castello di San Michele) nel 1720, quando si completò la costruzione delle opere di difesa. Il nuovo edificio servì come sede dei governatori della città e poi dei viceré titolari del Vicereame del Rio de la Plata. Dopo il 1810 fu sede dei governi argentini indipendenti. Negli anni Venti del XIX Secolo, il presidente Bernardino Rivadavia ordinò alcune modifiche, sostituendo il ponte levatoio con un portico di stile neoclassico.

Casa_Rosada_in_Buenos_Aires

La facciata della nuova Casa Rosada è necessariamente un modello di eclettismo combinando i più diversi elementi architettonici, mansarde, loggiati e finestre di diversi stili. Il tocco classicista di Tamburini, con il grande arco trionfale che riarticola la facciata, riesce con eleganza a unificare visivamente le disparità risultanti da progettazioni differenti.

Sotto la presidenza di Domingo Faustino Sarmiento il complesso fu dipinto di rosa, colore che ha conservato fino ad oggi, pur con qualche variazione di tonalità, dal rosa pallido a quello molto scuro, quasi salmone, attuale. Secondo la tradizione l’uso del colore rosa fu un’idea del presidente Sarmiento per rappresentare simbolicamente l’unità dei due partiti che si scontrarono nella sanguinosa guerra civile della prima metà del XIX Secolo. Il colore bianco, simbolo degli unitaristi, e quello rosso, simbolo dei federalisti, combinati insieme danno appunto il rosa.

La storia è tuttavia una leggenda perché gli unitaristi avevano come colore di riferimento il celeste più che il bianco. Il color rosa era molto utilizzato per dipingere gli edifici nel XIX Secolo in Argentina perché era facile da ottenere, si trattava di calcina nella quale veniva versato del sangue bovino, che ne aumentava la resistenza all’acqua.

Casa-Gobierno-1

La facciata del palazzo è attualmente in via di restauro in vista dei festeggiamenti per il Bicentenario della rivoluzione di maggio (1810-2010). Per i lavori il governo argentino ha stanziato oltre sette milioni di pesos. In prospettiva si prevede la pedonalizzazione di tutte le strade che circondano il palazzo, riportando la zona all’estetica che aveva all’inizio del XX Secolo.

Lo spiazzo d’accesso su Calle Rivadavia, conduce al Salone dei busti, dove si trovano le effigi dei presidenti argentini. Da questo salone, mediante due grandi scalinate d’onore (soprannominate Italia e Francia) si giunge al primo piano dell’Ala Nord, dove si trova il Salón Blanco, la sala che serve per i ricevimenti ufficiali e le cerimonie presidenziali.

L’Ala Nord si struttura intorno al Patio de las Palmeras (Il cortile delle palme). L’Ala Sud, quello che era il vecchio Palazzo delle poste, fu profondamente ristrutturata e parzialmente demolita negli anni Trenta del XX Secolo, in conseguenza dei lavori di riaddrizzamento della Calle Hipólito Yrigoyen, a loro volta resi necessari dalla costruzione del Palacio de Hacienda. Il complesso si sviluppa su tre piani verso ovest, dalla parte di Calle Balcarce, e su quattro livelli più uno interrato verso est, dalla parte di Plaza Colón. In questo spazio interrato è sito il Museo de la Casa de Gobierno.

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domenica 2 settembre 2012

Il turismo sostenibile in Argentina rispetta e preserva a lungo termine le risorse naturali.

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"Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali". (da Conferenza Mondiale sul turismo sostenibile, Lanzarote 1995).

Si intende per turismo sostenibile ogni forma di attività turistica che rispetta e preserva a lungo termine le risorse naturali, culturali e sociali e che contribuisce in modo positivo ed equo allo sviluppo economico e al benessere degli individui che vivono e lavorano in questi spazi.

Un'industria in netta crescita che certamente genera guadagni e benefici per le popolazioni nei luoghi di destinazione. Ma anche impatti negativi. Questi hanno ricadute su tre aspetti interconnessi: l'ambiente naturale, gli aspetti socio-culturali e quelli legati all'economia e allo sviluppo. Ci riferiamo alla distruzione di coste ed ambienti naturali per far posto agli insediamenti turistici, allo sfruttamento del lavoro minorile, al traffico illegale di specie protette per il mercato dei souvenir, alla perdita d'identità culturale delle popolazioni nei luoghi di destinazione e a molte altre cose. Lo stretto legame di dipendenza tra l'attività turistica e le risorse sulle quali questa vive (ambientali, culturali, umane) rende necessaria una riflessione sui modi di vivere e proporre il turismo.

Il contenuto del documento "Turismo Responsabile: Carta d'Identità per Viaggi Sostenibili" è frutto di un lavoro di condivisione nell'ambito del Terzo Settore che, a partire dal 1994, ha portato alla nascita di un Forum Nazionale sul Turismo Responsabile, alla firma il 23 novembre 1997, a Verona della Carta stessa ed alla costituzione nel maggio 1998 dell'Associazione Italiana Turismo Responsabile per la diffusione e la realizzazione dei principi contenuti nella Carta che oggi 50 associazioni non profit italiano.

Carta d'Identità per viaggi sostenibili
Dato che il turismo, alle soglie del 2000:
  • è la principale attività economica del globo;
  • sposta oltre 5 miliardi di persone ogni anno (tra cui quasi 600 milioni verso l'estero);
  • occupa milioni di lavoratori (1 ogni 15 occupati in tutto il mondo);
  • è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi decenni, favorito dallo sviluppo dei trasporti e comunicazioni;
ma considerato anche che il turismo, nelle sue applicazioni di massa e di lusso, ha spesso avuto effetti molto negativi su ambienti, culture, società, economie nei paesi di destìnazlone, specie nel sud del mondo; é fondamentale che per il suo sviluppo siano stabiliti limiti precisi e condizioni di attuazione appropriate.
In proposito, si fa riferimento anche ad autorevoli documenti prodotti negli ultimi anni da soggetti diversi, i cui contenuti illustrano bene, nelle linee guida, i valori generali che si vogliono trasmettere. Tra questi:
  • Carta di Lanzarote, 27/28 aprile 1995
  • Agenda 21 dell'ONU, 14/6/1992
  • Manifesto del movimento tedesco 'Tourism with Insight'
  • Tourism Bill of Rights and Tourist Code (OMT, 1985)
  • Manila Declaration on the Social Impact of Tourism (OMT, maggio 1997)
  • Montreal Declaration, 1997
E' necessario quindi:
  1. Sviluppare una maggior attenzione all'interazione tra turisti, industria turistica e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali, ed una disponibilità di adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri.
  2. Che gli utenti diventino coscienti del proprio ruolo di consumatori del prodotto-viaggio, da cui dipendono la qualità dell'offerta e il destino di milioni di altri individui nei luoghi di destinazione.
  3. Ridurre al minimo i danni dell'impatto socioculturale ed ambientale prodotto dai flussi turistici.
  4. Rispettare ed incoraggiare il diritto delle comunità locali a decidere sul turismo nel proprio territorio, e con queste stabilire rapporti continuativi di cooperazione solidale.
Prima della partenza
L'utente (viaggiatore individuale o di gruppo)
  1. Si interroga sulle reali aspettative e motivazioni del suo viaggio: ad es. riposo e svago, nel rispetto dell'ambiente e dell'altro; e conoscenza, intesa come cultura e incontro, per soddisfare le sue esigenze di approfondimento e di autenticità.
  2. Chiede di essere informato in modo corretto, da organizzatori e media, oltreché sugli aspetti tecnico logistici del viaggo, anche sul contesto socioculturale da visitare, e di sua iniziativa si procura informazioni (attraverso testi, guide, Internet, materiale audiovisivo).
  3. è interessato a creare in prima persona o tramite gli organizzatori contatti precedenti il viaggio con le realtà locali che potrebbero ospitarlo, e con esponenti che potrebbe incontrare della società civile del luogo di destinazione.
  4. è interessato e disponibile a incontri preparatori con i suoi prossimi compagni di viaggio e/o l'accompagnatore.
  5. Chiede agli organizzatori garanzie sulla qualità del viaggio dal punto di vista etico, cioé sulle sue caratteristiche ambientali economiche e sociali.
  6. Chiede la trasparenza del prezzo, per sapere quale percentuale del prezzo finale rimane alle comunità ospitanti.
  7. Privilegia viaggi in cui la massima possibilità di scelta su tempi e contenuti sia garantita.
L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
 
  1. Fornisce informazioni sul viaggio tramite:
    • cataloghi realistici, in cui il paese da visitare non sia presentato in modo fuorviante, falso, tendenzioso o ambiguo (riferimento ad es. al turismo sessuale) o strumentale (ad es. svendita di tradizioni culturali locali);
    • schede che comprendano una descrizione geografico-am-bientale; informazioni socioeconomiche, politiche e d'attualità; segnalazioni di progetti esistenti di cooperazione sociale e ambientale; le norme di comportamento consigliate;
    • una bibliografia scelta sulla destinazione in oggetto.
  2. E' disponibile ad organizzare incontri preparatori per i partecipanti ai viaggi durante i quali, oltre a conoscersi:
    • si concordino ove possibile itinerari e tempi;
    • o si chiariscano i dubbi degli utenti, siano essi singoli o in gruppo;
    • o si rendano possibili contatti diretti con le comunità dei luoghi di destinazione.
  3. Si impegna dal punto di vista etico sul piano: Ambientale
    • privilegiando alloggi, ristoranti, strutture, trasporti compatibili con l'ambiente (per presenza di depuratori, corretto smaltimento dei rifiuti, risparmio energetico).
    Sociale
    • chiedendo alle autorità statali di luoghi di destinazione di garantire uno sviluppo turistico compatibile;
    • privilegiando servizi di accoglienza (trasporti, alloggi, ristorazione) in linea con la cultura del luogo (ad es. non pretendere cibi estranei alla cultura locale);
    • scegliendo partners locali che rispettino le norme sindacali minime stabilite dall'ILO paese per paese (che tengano conto di orari ragionevoli, del no al lavoro minorile, di paghe eque secondo il salario minimo locale);
    • formando piccoli gruppi di partecipanti che entrino più facilmente in contatto con le realtà locali (è importante specie se queste sono fragili) ed evitando l'esposizione reiterata e continuativa di singole comunità ad un impatto turistico di massa unilateralmente deciso;
    • organizzando itinerari con tempi che non obblighino alla fretta, e in cui le mete selezionate siano in numero limitato;
    • attivando un accompagnatore opportunamente formato che funga anche da facilitatore interculturale;
    • evitando l'eccesso di organizzazione, che impedisce al visitatore di rendersi conto della realtà locale;
    • non favorendo nel turismo la mercificazione sessuale, e scoraggiando con tutti i mezzi prostituzione e pornografia infantili;
    • organizzando la partecipazione dei turisti a manifestazioni, feste e spettacoli tradizionali nel rispetto dell'autenticità e del consenso.
    Economico
    • privilegiando servizi di accoglienza (trasporti, alloggi, ristorazione) a carattere familiare o su piccola scala;
    • scegliendo servizi locali (trasporti, alloggi, ristorazione) dove minore sia il divario di possibile fruibilità tra il viaggiatore e la gente del posto;
    • verificando che parte (certificabile) dei soldi spesi dai turisti si redistribuisca in loco in modo equo (dall'alloggio all'acquisto di artigianato autenticamente del posto), e fornendo in allegato una scheda col prezzo trasparente; e, nel caso di multinazionali, verificando che ci sia una effettiva, consistente ricaduta positiva sull'economia locale.
Le comunità locali ospitanti*
*per comunità locali ospitanti si intende:
  1. Settori dell'industria turistica
  2. Autorità/ istituzioni turistiche e governi locali
  3. Gruppi di cittadini che vivono in aree interessate dal turismo (ma non direttamente coinvolti nel business turistico)
Vogliono controllare lo sviluppo del turismo nella loro zona e quindi:
  1. Si esprimono in merito al flusso di turismo, offrendo o meno disponibilità all'incontro.
  2. Se disponibili, alla domanda turistica rispondono con adeguate proposte di accoglienza.
  3. Tengono conto dei diversi aspetti dell'impatto del turismo:
    ambientale e paesaggistico
    • affinché strade, edilizia, riassetto del territorio siano attuate con valutazioni di impatto ambientale;
    sociale
    • affinché la cultura locale - architettura, arte, lingua, costumi, gastronomia - resti indipendente e viva;
    economico
    • affinché la proprietà locale non venga ceduta a stranieri, o confiscata dai governi locali per scopi analoghi;
    • affinché lo sviluppo non sia unilaterale ed eccessivamente dipendente dal turismo stesso;
    • affinché il denaro che entra con questo si redistribuisca anche in altri settori dinamizzando le interazioni nel tessuto sociale di destinazione;
    • affinché il prezzo pagato risulti equo per tutti (turisti, operatori, e comunità ospitanti)
  4. Attivano e formano guide locali e facilitatori, che indichino quali comportamenti siano locamente accettabili o meno, e mettano in contatto i visitatori con la genie, le opportunità, le autentiche attrattive del luogo.
Durante il viaggio
L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo)
  1. Considera positivo condividere i vari aspetti della vita quotidiana locale e non chiede privilegi o pratiche che possano causare impatto negativo.
  2. Non ostenta ricchezza e lusso stridenti rispetto al tenore di vita locale.
  3. Per foto e video si assicura il consenso della persona ripresa.
  4. Non assume comportamenti offensivi per usi e costumi locali.
  5. Cerca prodotti e manifestazioni che sono espressione della cultura locale (ad es. artigianato, gastronomia, arte, ecc.) salvaguardandone le identità.
  6. Rispetta l'ambiente e il patrimonio storico-monumentale.
L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
  1. Distribuisce un questionario di valutazione dell' esperienza.
  2. Prevede, per una migliore mediazione culturale, la presenza di una guida locale.
Dopo il viaggio
L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo)
  1. Verifica se è riuscito a stabilire una relazione soddisfacente con la gente e il paese visitato.
  2. Valuta come far seguito ai rapporti stabiliti.
  3. Se ha viaggiato in gruppo, risponde al questionario di valutazione dell' esperienza proposto dall'organizzatore e, se lo desidera, partecipa agli incontri con il gruppo con cui ha viaggiato.
L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
  1. Verifica i risultati organizzando se possibile un incontro apposito tra i partecipanti.
  2. Produce materiale informativo che raccolga le esperienze e le comunichi: relazioni scritte, fotografie, film, ecc.
Le comunità locali ospitanti e responsabili nelle regioni turistiche
  1. Verificano i risultati del viaggio che hanno ricevuto: il suo impatto, gli incontri avuti, il suo ritorno economico.
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