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mercoledì 2 dicembre 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Novembre 2015.

1.- Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Museo della Patagonia "Francisco P. Moreno". L'Amministrazione dei Parchi Nazionali inaugurò il Museo il 17 marzo 1940. L'edificio si trova nell'ala orientale del Centro Cívico di San Carlos de Bariloche, un complesso edilizio dichiarato Monumento Storico Nazionale con la Risoluzione n° 1250/87, Decreto PEN Nº 325/89. Il primo direttore del Museo fu Enrique Amadeo Artayeta, dal quale

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giovedì 3 settembre 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Agosto 2015.

1.- Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.

Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.

Museo della Patagonia "Francisco P. Moreno". L'Amministrazione dei Parchi Nazionali inaugurò il Museo il 17 marzo 1940. L'edificio si trova nell'ala orientale del Centro Cívico di San Carlos de Bariloche, un complesso edilizio dichiarato Monumento Storico Nazionale con la Risoluzione n° 1250/87, Decreto PEN Nº 325/89. Il primo direttore del Museo fu Enrique Amadeo Artayeta, dal quale

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martedì 3 febbraio 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Gennaio 2015.

1.- Il lago Colhué Huapi presenta ampie paludi costiere, alimentate del río Falso Senguer.

Il lago Colhué Huapi presenta ampie paludi costiere, alimentate del río Falso Senguer.

Il lago Colhué Huapi, si trova nella regione centrale della Patagonia Argentina, a sud della provincia di Chubut, e insieme al lago Musters costituisce la fase terminale dell'attuale bacino endoreico del Río Senguer. Entrambi i laghi si trovano nel bacino di Sarmiento. Il nome di questo grande specchio d'acqua deriva dalla lingua mapuche (mapudungun). Il vocabolo Colhué significa "lungo e di

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domenica 4 gennaio 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Dicembre 2014.

1.- Il lago Colhué Huapi presenta ampie paludi costiere, alimentate del río Falso Senguer.

Il lago Colhué Huapi presenta ampie paludi costiere, alimentate del río Falso Senguer.

Il lago Colhué Huapi, si trova nella regione centrale della Patagonia Argentina, a sud della provincia di Chubut, e insieme al lago Musters costituisce la fase terminale dell'attuale bacino endoreico del Río Senguer. Entrambi i laghi si trovano nel bacino di Sarmiento. Il nome di questo grande specchio d'acqua deriva dalla lingua mapuche (mapudungun). Il vocabolo Colhué significa "lungo e di

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lunedì 24 novembre 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Ottobre 2014.

1.- Il lago Colhué Huapi presenta ampie paludi costiere, alimentate del río Falso Senguer.

Il lago Colhué Huapi presenta ampie paludi costiere, alimentate del río Falso Senguer.

Il lago Colhué Huapi, si trova nella regione centrale della Patagonia Argentina, a sud della provincia di Chubut, e insieme al lago Musters costituisce la fase terminale dell'attuale bacino endoreico del Río Senguer. Entrambi i laghi si trovano nel bacino di Sarmiento. Il nome di questo grande specchio d'acqua deriva dalla lingua mapuche (mapudungun). Il vocabolo Colhué significa "lungo e di

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domenica 3 agosto 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Luglio 2014.

1.- Patagonia integrale 2014 da Bariloche a Ushuaia.

Patagonia integrale 2014 da Bariloche a Ushuaia.

Si è conclusa da poco la lunga traversata della Patagonia. 2700 km in terra Cilena e Argentina, tra laghi, fiumi e vegetazioni rigogliose, zone aride e desertiche, montagne innevate, percorsi ondulati e rettilinei infiniti dove il vento la fa da padrone e dipenderà principalmente da lui l'impegno della pedalata. Quest'anno è un anno fortunato, il vento ci ha messo alla prova solo un paio di

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venerdì 6 giugno 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Maggio 2014.

1.- I laghi della Patagonia offrono una varietà di specie ittiche per gli appassionati di pesca sportiva.

I laghi della Patagonia offrono una varietà di specie ittiche per gli appassionati di pesca sportiva.

I laghi della Patagonia offrono una varietà di specie ittiche per gli appassionati di pesca sportiva. Tanto che ogni anno viene visitata da fedeli di tutto il mondo. I laghi della Patagonia sono generalmente laghi profondi e con un profilo del bacino, in una "U" o "V", molto poco produttive e visibilità dalla superficie compresa tra 6 m. e 15 m., raggiungendo anche 25 m. L'acqua è estremamente

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mercoledì 14 maggio 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Aprile 2014.

1.- Gemellaggi di Buenos Aires.

Gemellaggi di Buenos Aires.

Buenos Aires è la capitale e la maggiore città dell'Argentina con 2.891.082 abitanti (13 milioni nell'area metropolitana). È una delle più grandi metropoli sudamericane e sede di uno dei maggiori porti del continente. È la seconda città in Sudamerica per importanza economica dopo San Paolo del Brasile. Buenos Aires, con la crescita demografica degli ultimi decenni, si è estesa tanto da unirsi

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martedì 3 dicembre 2013

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Novembre 2013.

Sono rimasto molto sorpreso delle statistiche che mi ha presentato il mese di ottobre scorso.

In tutta sincerità mi sarei aspettato molto di più da Arte pubblico a Barracas, pezzi di specchio e fotografie di cielo intrappolati in cornici dorate.

Non mi ha invece sorpreso l’articolo legato al cinema argentino :I magnifici dieci, i migliori film nella storia del cinema argentino. Un articolo che è la prova di come certi argomenti suscitano interesse e di come non è sbagliato prenderli in considerazione.

Invece un classico della Patagonia come Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale è rientrato nei canoni normali.

1.- Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale.

Molti la definiscono la città alla “fine del mondo”. E, in effetti, eliminando il pathos un tantino drammatico, la definizione calza a pennello: Ushuaia è la città più australe del pianeta, l’ultima del mondo andando verso sud, insomma. Per davvero ci si sente come alla fine di qualcosa ad Ushuaia. Il paesaggio è intensissimo e lascia senza respiro: fuori neve, sempre neve. Attorno montagne maestose e appena di là dallo sguardo, il Cile. Se non siamo alla fine di questo mondo, a Ushuaia siamo senz’altro all’inizio di un altro: le atmosfere sono da favola, con quelle classiche casette di legno che restituiscono la vivida sensazione di una vita sorridente, gli alberi, poi, hanno nomi strani da paese delle meraviglie: Winteri di Drimys, Nothofagus e Magellano di Maytenus, tanto per dire.

2.- Clarín perde la sua battaglia contro la Fernández.

Clarín perde la sua battaglia contro la FernándezLa Corte Suprema dell’Argentina ha deciso a favore della costituzionalità della Legge sui Media, una delle norme maggiormente promosse dal governo di Cristina Fernández de Kirchner. La legge riduce da 24 a 10 il numero massimo di licenze audiovisive che può possedere un solo proprietario. Ad esserne danneggiato sarà soprattutto il Grupo Clarín, leader multimediale del paese, che dal 2008 mantiene un confronto aperto con il governo. La legge, approvata nell’ottobre 2009, è stata sospesa dalla giustizia dopo che il Grupo Clarín aveva impugnato quattro dei suoi articoli considerandoli incostituzionali.

3.- Arte pubblico a Barracas, pezzi di specchio e fotografie di cielo intrappolati in cornici dorate.

arte pubblico a BarracasBuenos Aires per me è cosí: ti servono solo tre giorni per conoscere i posti considerati ‘da vedere’ dal turista mordi e fuggi che anche solo se fa scalo in un posto dice di esserci stato. Ma, se possibile ancora piú che in altre cittá, starci e respirarla è davvero tutta un’altra cosa. È cosí che, se l’obelisco è il primo impatto, o quasi, dopo aver ingurgitato le prime medialunas della permanenza argentina, la splendida calle Lanín è un incontro che molti, pur vivendoci, non fanno. Nell’affascinante eclettismo da bocca aperta e occhi all’insú tipico – o meravigliosamente atipico – dell’architettura di questa cittá ci sono anche loro, le tre coloratissime cuadras tra Brandsen e la Avenida Suárez nel barrio di Barracas, a sud della cittá.

4.- Buenos Aires megalopoli sconfinata dove non sono i supermercati a farla da padrone.

banderinesArgentina, paese degli estremi. È l’impressione che porto con me da quando la conosco a quattro’occhi.  Persone gentilissime che ti aprono porta e cuore al volo o cafonazzi che stimolano la recondita voglia di menar le mani. Buenos Aires megalopoli sconfinata dove non sono i supermercati a farla da padrone ma dove, al contrario, si continua anche ad andare dal fruttivendolo, dal calzolaio e dal macellaio sotto casa senza che nel portafogli vuoto risuoni l’eco. La Villa 31, con le sue vie di fango e le sue leggi della strada, a due passi dal centro sfarzoso, dai palazzi lussosi, da Plaza San Martín, da calle Florida con la Galería Pacifico e giusto accanto all’Hotel Sheraton. E poi bar e ristoranti alla moda e oltre, accanto a baretti e trattorie molto spartani – per non dire di piú – di quelli in cui forse in Italia non entreremmo neanche piú, aspettandoci solo polvere e tristi brioscine confezionate della Bauli.

5.- Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Settembre 2013.

mate_3Prodotti tipici argentini: il mate e i suoi significati.

Il nome scientifico della pianta dalla quale si ricava la Yerba Mate è Ilex paraguayensis. Si tratta di un albero o arbusto appartenente alla famiglia delle Aghifogliacee che può misurare tra i 3 e gli 8 metri di altezza. Ha foglie perenni dicolore verde brillante leggermente chiuse con una lunghezza che varia da 4 a 10 centimetri. Di origine Sud Americana si coltiva nel Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina (provincia di Misiones), e nel sud della Bolivia. La Yerba Mate viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido.

6.- L’anarchismo nel tango è qualcosa che si è voluto nascondere.

Severino_di_Giovanni1Tango e anarchismo: un binomio poco conosciuto che lo storico Osvaldo Bayer, studioso dell'emigrazione libertaria di origine italiana in Argentina, ha riportato alla luce in un evento di tango ospitato dalla Repubblica della Boca. Bayer è l'autore della biografia dell'anarchico italiano Severino Di Giovanni, una figura romantica che è quasi una leggenda in Argentina. In Italia Di Giovanni e Osvaldo Bayer sono entrambi quasi sconosciuti, eppure di recente di Bayer è stata tradotta in italiano la “Patagonia rebelde”, mentre lo scrittore è stato proiettato come personaggio di fantasia in due romanzi: “Millennium 2” di Manuel Vázquez Montalbán e “Il fioraio di Perón” di Alberto Prunetti. Sul tango anarchico riportiamo la traduzione di un articolo, curata da Maria Rosaria Bucci, tratto da Pagina/12.] A.P.

7.- Refranes, se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città, a Buenos Aires piace parlare.

refranesLa scrittura induce a una disattenzione, una atrofia dell’arte della memoria. Però la memoria è la «Madre delle Muse», il dono umano che rende possibile l’apprendimento.

G. Steiner, Lecciones de los maestros

Una bottiglia di vino, un tavolo intriso di discorsi, sottofondo in dos por cuatro. Se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città. A Buenos Aires piace parlare. Le gole si consumano su un indescrivibile tutto. Grandi lettori gli argentini, non pensiate mai di fare i furbi citando titoli che non destreggiate. Grandi appassionati di sport. Io venni punito sonoramente ad una festa dove mi si chiese per che squadra tifassi: “beh ovvio per la Fiore, sono di Firenze”. Pensavo che si sarebbero accontentati del solito “eh el Bati un héroe para nosotros”.

8.- I magnifici dieci, i migliori film della storia del cinema argentino.

I magnifici dieciLa rivista Rumbos – esce con l’edizione domenicale di diversi giornali regionali – ha chiesto a venticinque personaggi del cinema argentino (attori, registi, scrittori, etc.) di indicare i loro film preferiti. Ne è uscita questa classifica dei “dieci migliori film” della storia del cinema nazionale. Molti di essi si possono vedere interi su youtube, quasi tutti dovrebbero essere disponibili a noleggio o acquisto, per chi vive qui. I link che ho messo io vanno al trailer su youtube, o alla pagina wikipedia, secondo come mi girava. L’inquietante foto del titolo è tratta da El dependiente; il video finale è un trailer (artigianale?) del terrificante (e amatissimo, da quasi tutti gli altri) Esperando la carroza, l’unico film che per me poteva stare tranquillamente fuori dalla lista.

9.- L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina.

obelisco_buenos_airesL’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi. Lo si è chiamato “obelisco” perché si doveva chiamarlo in qualche modo. Io rivendico per me il diritto di chiamarlo in modo più generale e generico “Monumento”».

10.- La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo e un monumento nazionale.

casa rosada vista aereaLa Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina e un monumento nazionale. All’interno di essa hanno sede gli uffici del Presidente della Repubblica Argentina. L’edificio sorge a Buenos Aires e si affaccia sulla storica Plaza de Mayo. Il nome gli deriva dal caratteristico colore rosato ed è considerato uno dei palazzi più importanti di Buenos Aires. Oltre alle funzioni istituzionali, la Casa Rosada ospita anche il Museo de la Casa de Gobierno, un'esposizione storica di oggetti legati alla storia del paese e dei suoi presidenti.
L’edificio sorge sulle fondamenta di quella che fu la fortezza reale di Don Juan Baltazar d’Austria, costruita dal governatore di Buenos Aires, Fernando Ortiz de Zárate, nel 1594, sulle sponde, a quel tempo ancora scoscese, del Rio de la Plata.

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sabato 5 ottobre 2013

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Settembre 2013.

1.- L’anarchismo nel tango è qualcosa che si è voluto nascondere.

Severino_di_Giovanni1[Tango e anarchismo: un binomio poco conosciuto che lo storico Osvaldo Bayer, studioso dell'emigrazione libertaria di origine italiana in Argentina, ha riportato alla luce in un evento di tango ospitato dalla Repubblica della Boca. Bayer è l'autore della biografia dell'anarchico italiano Severino Di Giovanni, una figura romantica che è quasi una leggenda in Argentina. In Italia Di Giovanni e Osvaldo Bayer sono entrambi quasi sconosciuti, eppure di recente di Bayer è stata tradotta in italiano la “Patagonia rebelde”, mentre lo scrittore è stato proiettato come personaggio di fantasia in due romanzi: “Millennium 2” di Manuel Vázquez Montalbán e “Il fioraio di Perón” di Alberto Prunetti. Sul tango anarchico riportiamo la traduzione di un articolo, curata da Maria Rosaria Bucci, tratto da Pagina/12.] A.P.

2.- Refranes, se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città, a Buenos Aires piace parlare.

refranesLa scrittura induce a una disattenzione, una atrofia dell’arte della memoria. Però la memoria è la «Madre delle Muse», il dono umano che rende possibile l’apprendimento.

G. Steiner, Lecciones de los maestros

Una bottiglia di vino, un tavolo intriso di discorsi, sottofondo in dos por cuatro. Se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città. A Buenos Aires piace parlare. Le gole si consumano su un indescrivibile tutto. Grandi lettori gli argentini, non pensiate mai di fare i furbi citando titoli che non destreggiate. Grandi appassionati di sport. Io venni punito sonoramente ad una festa dove mi si chiese per che squadra tifassi: “beh ovvio per la Fiore, sono di Firenze”.

 

3.- I magnifici dieci, i migliori film della storia del cinema argentino.

I magnifici dieciLa rivista Rumbos – esce con l’edizione domenicale di diversi giornali regionali – ha chiesto a venticinque personaggi del cinema argentino (attori, registi, scrittori, etc.) di indicare i loro film preferiti. Ne è uscita questa classifica dei “dieci migliori film” della storia del cinema nazionale. Molti di essi si possono vedere interi su youtube, quasi tutti dovrebbero essere disponibili a noleggio o acquisto, per chi vive qui. I link che ho messo io vanno al trailer su youtube, o alla pagina wikipedia, secondo come mi girava. L’inquietante foto del titolo è tratta da El dependiente; il video finale è un trailer (artigianale?) del terrificante (e amatissimo, da quasi tutti gli altri) Esperando la carroza, l’unico film che per me poteva stare tranquillamente fuori dalla lista.

4.- Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Agosto 2013

Il ghiacciaio Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio.

All´interno del Parco Nazionale I Ghiacciai si trova il ghiacciaio Perito Moreno, una meravigliosa lingua o massa di ghiaccio di 5000 metri di fronte e 60 m di altezza sopra il livello del lago Argentino. È il piú famoso dei 356 ghiacciai che integrano il parco. A differenza d´altri ghiacciai, dove soltanto si producono distaccamenti, il Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio. Lo spettacolo è impressionante. Una massa colossale di ghiaccio bianco azzurro emerge dalle gelide acque. I crolli delle sue pareti si producono costantemente, causando un forte strepito, dopo il quale la calma e il silenzio tornano a irrompere in questo paradiso gelato.

5.- Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale.

Molti la definiscono la città alla “fine del mondo”. E, in effetti, eliminando il pathos un tantino drammatico, la definizione calza a pennello: Ushuaia è la città più australe del pianeta, l’ultima del mondo andando verso sud, insomma. Per davvero ci si sente come alla fine di qualcosa ad Ushuaia. Il paesaggio è intensissimo e lascia senza respiro: fuori neve, sempre neve. Attorno montagne maestose e appena di là dallo sguardo, il Cile. Se non siamo alla fine di questo mondo, a Ushuaia siamo senz’altro all’inizio di un altro: le atmosfere sono da favola, con quelle classiche casette di legno che restituiscono la vivida sensazione di una vita sorridente, gli alberi, poi, hanno nomi strani da paese delle meraviglie: Winteri di Drimys, Nothofagus e Magellano di Maytenus, tanto per dire.

6.- L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina.

obelisco_buenos_airesL’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi.

7.- La nazionale argentina di rugby a 15 e la migliore in assoluto del continente americano.

los-pumas uarL'Unión Argentina de Rugby (UAR) è l'organismo di governo del Rugby XV in Argentina. È membro dell'International Rugby Board con un posto nel Consiglio Esecutivo. È dalla UAR che dipende la nazionale di rugby argentina, conosciuta anche come Los Pumas. E la rappresentante ufficiale dell’Argentina nelle competizioni e nei test-match di Rugby Union ed è sotto la giurisdizione della Unión Argentina de Rugby (sino al 1951 Union de Rugby de Rio de la Plata). È tra le migliori nazionali di rugby a 15 del mondo (a ottobre 2010 occupa la 8ª posizione del ranking mondiale IRB) e la migliore in assoluto del continente americano. Classificatasi terza alla Coppa del Mondo 2007 alle spalle di Sudafrica e Inghilterra e davanti alla Francia, dal 2012 prende parte al The Rugby Championship.

8.- Matambre, un classico argentino grigliato o al forno.

matambre

La carne del vitellone rispetto a quella del vitello ha una minore percentuale  di acqua e un contenuto proteico leggermente maggiore (22g%). Ingredienti:
1 kg di carne di vitellone in un'unica fetta
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 foglia d'alloro
250 g di spinaci crudi
3-4 uova sode
3 carote
1 peperoncino

9.- Prodotti tipici argentini: il mate e i suoi significati.

mate_3Il nome scientifico della pianta dalla quale si ricava la Yerba Mate è Ilex paraguayensis. Si tratta di un albero o arbusto appartenente alla famiglia delle Aghifogliacee che può misurare tra i 3 e gli 8 metri di altezza. Ha foglie perenni dicolore verde brillante leggermente chiuse con una lunghezza che varia da 4 a 10 centimetri. Di origine Sud Americana si coltiva nel Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina (provincia di Misiones), e nel sud della Bolivia.
La Yerba Mate viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido.

10.- L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (2a parte).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Fantagas di Carlos Nine. Il fondato sospetto che il seggio Luigi XV se la faccia con la gatta di casa inquieta non poco l’ispettore Pernot, quando in casa Renaud l’orrore bussa alla porta…
Il più visionario e surreale artista argentino, Carlos Nine, paragonabile forse solo all’Herriman di Krazy Kat, confeziona un’opera di grande suggestione visiva (due storie di 46 pagine per essere precisi) che narra di Pernot, poliziotto alcolizzato a caccia del serial killer Fantagas, in un paesaggio onirico, dai contorni sfumati, tra un’umanità (se così si possono chiamare gli strani animali che popolano la storia) quanto mai allucinata e schizofrenica, spesso travolta da insopprimibili pulsioni erotiche.

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venerdì 6 settembre 2013

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Agosto 2013.

1.- Il ghiacciaio Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio.

All´interno del Parco Nazionale I Ghiacciai si trova il ghiacciaio Perito Moreno, una meravigliosa lingua o massa di ghiaccio di 5000 metri di fronte e 60 m di altezza sopra il livello del lago Argentino. È il piú famoso dei 356 ghiacciai che integrano il parco. A differenza d´altri ghiacciai, dove soltanto si producono distaccamenti, il Perito Moreno offre un fenomeno naturale unico: la rottura d´immensi blocchi di ghiaccio. Lo spettacolo è impressionante. Una massa colossale di ghiaccio bianco azzurro emerge dalle gelide acque. I crolli delle sue pareti si producono costantemente, causando un forte strepito, dopo il quale la calma e il silenzio tornano a irrompere in questo paradiso gelato.

2.- Le cascate del fiume Iguazu sono forse quelle più frequentate e conosciute del Sud America.

Le cascate di Iguazu sono cascate generate dal fiume Iguazú situato sul confine tra lo stato Brasiliano del Paraná e la provincia Argentina di Misiones. Il sistema di cascate consiste di circa 300 cascate, con altezze fino a 70 metri, lungo 2.7 kilometri del fiume Iguazù. La Garganta del Diablo ("Gola del diavolo"), una gola a forma di U profonda 150 metri e lunga 700 metri, è la più imponente, e segna il confine tra Argentina e Brasile. La maggioranza delle cascate sono nel territorio Argentino, ma dal lato Brasiliano (600 metri) si ottiene una visione più panoramica della Garganta del Diablo.
Le cascate sono condivise dal Parco nazionale dell'Iguazú (Argentina) e dal Parco nazionale dell'Iguaçu (Brasile).

3.- L'asado argentino, il modo per eccellenza di concepire la cottura della carne.

C'è un luogo sulla Terra in cui la carne e la sua produzione sono una tradizione centenaria e un business colossale: l'Argentina. Dalla seconda metà dell'Ottocento, con l'invenzione delle celle frigorifere e la loro introduzione sulle navi, il Paese sudamericano è divenuto, grazie alle sue infinite praterie e ai suoi allevamenti, uno dei maggiori esportatori di carne del mondo.
Un primato economico che ha i suoi risvolti anche sul piano meramente gastronomico: in Argentina il piatto nazionale non poteva che essere un grigliata mista di carne, il famos Il nome non è altro che la traduzione spagnola di arrosto, ma non un arrosto qualsiasi, per gli argentini asado è l'Arrosto per eccellenza, l'unico modo di concepire la cottura della carne.

4.- Patagonia, spazi enormi e selvaggi battuti dai venti e la luce intensa.

Formata dalle province di La Pampa, Neuquen, Rio Negro, Chubut e Santa Cruz la Patagonia Argentina offre agli occhi del visitatore una natura che non ha conosciuto, se non nei pochi centri urbani, l'intervento dell'uomo. Spazi enormi e selvaggi battuti dai venti e la luce intensa danno immediatamente la sensazione di essere in una terra alla "fine del mondo". La Patagonia è la zona più australe dell'Argentina, e con i suoi 787.291 Km quadrati rappresenta un terzo del territorio nazionale. La Patagonia si estende da nord a sud dal río colorado fino alla Terra del Fuoco, e da ovest a est dalla cordigliera andina all'Oceano Atlantico.

5.- Ushuaia, la città alla "fine del mondo": grossi leoni marini e un magnifico parco naturale.

Molti la definiscono la città alla “fine del mondo”. E, in effetti, eliminando il pathos un tantino drammatico, la definizione calza a pennello: Ushuaia è la città più australe del pianeta, l’ultima del mondo andando verso sud, insomma. Per davvero ci si sente come alla fine di qualcosa ad Ushuaia. Il paesaggio è intensissimo e lascia senza respiro: fuori neve, sempre neve. Attorno montagne maestose e appena di là dallo sguardo, il Cile. Se non siamo alla fine di questo mondo, a Ushuaia siamo senz’altro all’inizio di un altro: le atmosfere sono da favola, con quelle classiche casette di legno che restituiscono la vivida sensazione di una vita sorridente, gli alberi, poi, hanno nomi strani da paese delle meraviglie: Winteri di Drimys, Nothofagus e Magellano di Maytenus, tanto per dire.

6.- L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina.

obelisco_buenos_airesL’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi.

7.- La nazionale argentina di rugby a 15 e la migliore in assoluto del continente americano.

los-pumas uarL'Unión Argentina de Rugby (UAR) è l'organismo di governo del Rugby XV in Argentina. È membro dell'International Rugby Board con un posto nel Consiglio Esecutivo. È dalla UAR che dipende la nazionale di rugby argentina, conosciuta anche come Los Pumas. E la rappresentante ufficiale dell’Argentina nelle competizioni e nei test-match di Rugby Union ed è sotto la giurisdizione della Unión Argentina de Rugby (sino al 1951 Union de Rugby de Rio de la Plata). È tra le migliori nazionali di rugby a 15 del mondo (a ottobre 2010 occupa la 8ª posizione del ranking mondiale IRB) e la migliore in assoluto del continente americano. Classificatasi terza alla Coppa del Mondo 2007 alle spalle di Sudafrica e Inghilterra e davanti alla Francia, dal 2012 prende parte al The Rugby Championship.

8.- Matambre, un classico argentino grigliato o al forno.

matambre

La carne del vitellone rispetto a quella del vitello ha una minore percentuale  di acqua e un contenuto proteico leggermente maggiore (22g%). Ingredienti:
1 kg di carne di vitellone in un'unica fetta
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 foglia d'alloro
250 g di spinaci crudi
3-4 uova sode
3 carote
1 peperoncino

9.- Prodotti tipici argentini: il mate e i suoi significati.

mate_3Il nome scientifico della pianta dalla quale si ricava la Yerba Mate è Ilex paraguayensis. Si tratta di un albero o arbusto appartenente alla famiglia delle Aghifogliacee che può misurare tra i 3 e gli 8 metri di altezza. Ha foglie perenni dicolore verde brillante leggermente chiuse con una lunghezza che varia da 4 a 10 centimetri. Di origine Sud Americana si coltiva nel Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina (provincia di Misiones), e nel sud della Bolivia.
La Yerba Mate viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido.

10.- L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (2a parte).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Fantagas di Carlos Nine. Il fondato sospetto che il seggio Luigi XV se la faccia con la gatta di casa inquieta non poco l’ispettore Pernot, quando in casa Renaud l’orrore bussa alla porta…
Il più visionario e surreale artista argentino, Carlos Nine, paragonabile forse solo all’Herriman di Krazy Kat, confeziona un’opera di grande suggestione visiva (due storie di 46 pagine per essere precisi) che narra di Pernot, poliziotto alcolizzato a caccia del serial killer Fantagas, in un paesaggio onirico, dai contorni sfumati, tra un’umanità (se così si possono chiamare gli strani animali che popolano la storia) quanto mai allucinata e schizofrenica, spesso travolta da insopprimibili pulsioni erotiche.

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lunedì 26 agosto 2013

L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (2a parte).

 

SEMBRAVA FACILE…
Nel realizzare la mia lista degli “undici” mi sono trovato di fronte diversi problemi. Innanzitutto un fumetto argentino per essere chiamato tale deve essere di autori (sceneggiatore e disegnatore) ambedue argentini? Ho deciso di sì, eliminando le molte opere significative dove un autore era per esempio spagnolo ed eliminando di conseguenza dalla lista tutte le opere che hanno per esempio visto al lavoro Hugo Pratt. Ma ho dovuto fare un’eccezione. Infatti il fumetto argentino non sarebbe stato lo stesso senza il contributo fondante di Alberto Breccia, che ne è stato il massimo esponente, seppure uruguayano. Allo stesso modo ho deciso di inserire un’opera di Josè Munoz e Carlos Sampayo realizzata in Europa e per il mercato europeo, essendo comunque gli autori ambedue argentini e formatisi in Argentina.
Inoltre ho cercato di non inserire riduzioni di romanzi o racconti, privilegiando le sceneggiature originali nate per il fumetto (e quindi non comprendendo per esempio le opere di Alberto Breccia tratte da Lovecraft o da Poe).
Ho quindi pensato di comprendere nella lista sia grandi romanzi, sia opere dalla struttura seriale, sia storie brevi equivalenti a racconti, in modo da non privilegiare nessun tipo di narrativa (è chiaro che alcune opere sono di maggiore impatto, ma questo non dovrebbe influire sul valore dell’opera in sé).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni

Ho fatto delle vittime certo, ma il numero undici è tiranno… Tra le vittime eccellenti non posso non segnalare:
- Robin Wood, grande scrittore che più di altri ha imposto al fumetto la struttura e l’enfasi del grande romanzo, specie con il suo Savarese;
- Quino, l’autore di
Mafalda, che ritengo il più grande umorista grafico del mondo, ma soprattutto per ciò che ha prodotto dopo Mafalda e cioè per le formidabili e sempre profondamente cupe opere umoristiche che però non si configurano (o almeno non sempre) come vero e proprio fumetto;
- Edoardo Risso, che ha elaborato negli anni un tratto importante e imitato in tutto il mondo;
- Carlos Meglia, il cui
Cibersix resta comunque un’opera importantissima, seppure fiaccata dalla serialità.

6) Disegnare o no di Juan Sasturian e Alberto Breccia

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni “C’era una volta un paese molto disegnato, governato da un ammiraglio dispotico e brutale, che non sapeva disegnare”. Questo è l’incipit di una breve storia, Disegnare o no, scritta da Juan Sasturian e disegnata da Alberto Breccia per il volume Los derechos humanos pubblicato in Spagna da Ikusager Ediciones di Bilbao nel 1985. Si tratta di una favola, seppure cruenta, raccontata con la passione di chi ha vissuto la negazione dei diritti umani, illustrata da un Breccia che ormai trascende completamente la tecnica del fumetto tradizionale per riappropriarsi di un segno realmente “libero”. Forse perché tutti coloro che amano il disegno ne percepiscono il potenziale liberatorio, la storia nella sua semplicità risulta emozionante.

Per leggerlo:

  • la storia è stata ripubblicata nel primo di una serie di volumi dal titolo I diritti umani, edito dalla ComicArt di Rinaldo Traini nel 1986, riprendendo l’edizione basca con l’aggiunta di tre storie prodotte appositamente in Italia da Pablo Echaurren, Cinzia Leone e Andrea Pazienza.

7) Fantagas di Carlos Nine

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Il fondato sospetto che il seggio Luigi XV se la faccia con la gatta di casa inquieta non poco l’ispettore Pernot, quando in casa Renaud l’orrore bussa alla porta…
Il più visionario e surreale artista argentino, Carlos Nine, paragonabile forse solo all’Herriman di Krazy Kat, confeziona un’opera di grande suggestione visiva (due storie di 46 pagine per essere precisi) che narra di Pernot, poliziotto alcolizzato a caccia del serial killer Fantagas, in un paesaggio onirico, dai contorni sfumati, tra un’umanità (se così si possono chiamare gli strani animali che popolano la storia) quanto mai allucinata e schizofrenica, spesso travolta da insopprimibili pulsioni erotiche.

Per leggerlo:

  • ahimé mai pubblicato in volume in Italia;
  • esiste una versione della prima delle due storie pubblicata a puntate sulla rimpianta rivista Blue (edizioni MareNero, dal numero 106 del 2000), purtroppo non stampata benissimo;
  • si può leggere in francese nell’edizione originale (Delcourt 1995) ovvero nella bella ristampa in due volumi brossurati ma eleganti delle edizioni Les Reveurs de Rune (2006/2007);
  • in spagnolo nell’edizione Sins entido (2002).

8) L’Eternauta di Hector German Oesterheld e Francisco Solano Lopez

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Si racconta che nel 2007, in occasione dell’inaugurazione della mostra sui cinquanta anni dell’Eternauta, opera capostipite del fumetto moderno, realizzata nel 1957 da Hector German Oesterheld e Francisco Solano Lopez, a Buenos Aires abbia nevicato. Non stupisca se la cosa ci ha commosso, visto che la storia ha inizio con una nevicata sulla città; che Oesterheld è desaparecido nel ’77 e le sue quattro figlie anche; che si tratta della più inquietante variazione sul tema della “guerra dei mondi” e soprattutto della più angosciosa premonizione del clima di impotenza, terrore, violenza che lo sfortunato paese avrebbe vissuto di lì a pochi anni.

Per leggerlo:

  • ci sono tre volumi nella collana Euracomix dell’Eura, nn. 55, 56 e 57 del 1993, che raccolgono la prima e la seconda storia, quelle scritte da Oesterheld;
  • ci sono le raccolte degli inserti di Lanciostory, in tre volumetti, che comprendono anche la terza storia scritta da Alberto Ongaro;
  • c’è il numero 29 dei Classici del Fumetto di Repubblica, che riporta solo la prima storia;
  • c’è poi la versione ridisegnata da Alberto Breccia, pubblicata in Italia da L’Isola Trovata (brossurato, 1979) e oggi riproposta da Comma 22 (cartonato 2009);
  • l’edizione integrale di 001 Edizioni (2011), con molte tavole ripulite, nuove traduzioni e apparato critico.

9) Cayenna di Guillermo Saccomanno e Domingo Mandrafina

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Una serie solo apparentemente leggera, quella delle storie di Cayenna, realizzate da Domingo Mandrafina su testi di Guillermo Saccomanno; le avventure del fuggitivo protagonista, innocente condannato (titolo originale El condenado) ed evaso, che si trova a inventarsi nuove vite in un’odissea attraverso l’America latina, sono più che altro un viaggio nella psicologia di comprimari fissi e occasionali. Il nostro eroe diventa una specie di cronista che comincia a scrivere a macchina un diario, voce fuori campo che dona alla narrazione una dolce malinconia di fondo.
Un’opera estremamente matura, un non-eroe nella migliore tradizione della scuola argentina.

Per leggerlo:

  • sulla rivista Lanciostory dal n. 50 del dicembre 1977;
  • in inserti staccabili da raccogliere allegati alla rivista Skorpio n. 23 del 1987;
  • in due albi della collana I Giganti dell’Avventura n. 5 (1997) e n. 10 (1998); questa è la migliore edizione sia per il grande formato che poiché in bianco e nero;
  • tutte le edizioni Eura.

10) Boogie l’Oleoso di Roberto Fontanarrosa

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Se esiste l’antieroe, se un cattivo può essere il protagonista di storie a fumetti, tuttavia c’è un limite alla simpatia che può ispirare un figlio di puttana! O almeno ci dovrebbe essere! Invece no, non c’è limite per Boogie l’Oleoso! Le vicende di questo killer prezzolato, violento, fascista, razzista (e chi ne ha più ne metta) creato nel 1971 da Roberto Fontanarrosa non riescono a non essere spassose, anche quando toccano temi scottanti come il traffico d’armi o di esseri umani.
Fontanarrosa ha la vena, tutta argentina e figlia del grande Quino (l’autore di Mafalda), di mescolare senza problemi l’umorismo con una sorta di malinconia fatalista di fondo, che somiglia tanto alle melodie del tango.

Per leggerlo:

  • Boogie l’oleoso è stato pubblicato in Italia solo nella singolare collana Humor Satira di Glenat Italia, nel 1989. È facile comunque trovare l’albo brossurato nelle librerie di remainders.

11) Alack Sinner di Josè Munoz e Carlos Sampayo

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni L’opera intera di Josè Munoz e Carlos Sampayo è di estrema importanza, e in particolare il ciclo delle storie di Alack Sinner, realizzato in Europa e per il mercato europeo, è uno degli elementi fondanti del fumetto moderno.
Dall’eterogeneità dei singoli racconti (che hanno seguito lo sviluppo del lavoro della coppia da interessanti interpretazioni dell’hard boiled fino a opere di splendida letteratura disegnata al di fuori dei generi) non è semplice estrapolare una storia significativa più di altre, ma Por unos dibujos, pubblicata nel 1991 sulla rivista Corto Maltese, è quella che amo di più. Perché c’è rabbia ed eleganza, c’è umanità e politica, e c’è ormai una maturità narrativa e grafica che la rende un vero gioiello…

Per leggerlo:

  • le storie di Alack Sinner si avviano sulla rivista Alterlinus (Milano Libri) nel 1974, per proseguire sulla rivista Corto Maltese, RCS;
  • saranno quindi riproposte in parte da Milano Libri nei volumi Perché lo fai, Alack Sinner (1976) e Alack Sinner così com’era (1981);
  • saranno ripubblicate in parte in alcuni albi della collana BlackBird delle edizioni Acme (1992/93);
  • saranno ripubblicate in parte in due volumi delle edizioni Hazard (Nicaragua e Trovare e ritrovare) senza indicazione di data;
  • Alack Sinner comparirà anche nelle storie di Sophie e Nel bar, nonché nel volume Billie Holiday;
  • la storia Por unos dibujos è stata pubblicata sul n. 1 di gennaio 1991 della rivista Corto Maltese, RCS;
  • tutte le storie di Alack Sinner sono in corso di ristampa da parte delle edizioni Nuages di Milano.

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L'Argentina ha prodotto una serie di fumettisti incredibile, che hanno segnato la storia di questa arte (1a parte).

SEMBRAVA FACILE…
Nel realizzare la mia lista degli “undici” mi sono trovato di fronte diversi problemi. Innanzitutto un fumetto argentino per essere chiamato tale deve essere di autori (sceneggiatore e disegnatore) ambedue argentini? Ho deciso di sì, eliminando le molte opere significative dove un autore era per esempio spagnolo ed eliminando di conseguenza dalla lista tutte le opere che hanno per esempio visto al lavoro Hugo Pratt. Ma ho dovuto fare un’eccezione. Infatti il fumetto argentino non sarebbe stato lo stesso senza il contributo fondante di Alberto Breccia, che ne è stato il massimo esponente, seppure uruguayano. Allo stesso modo ho deciso di inserire un’opera di Josè Munoz e Carlos Sampayo realizzata in Europa e per il mercato europeo, essendo comunque gli autori ambedue argentini e formatisi in Argentina.
Inoltre ho cercato di non inserire riduzioni di romanzi o racconti, privilegiando le sceneggiature originali nate per il fumetto (e quindi non comprendendo per esempio le opere di Alberto Breccia tratte da Lovecraft o da Poe).
Ho quindi pensato di comprendere nella lista sia grandi romanzi, sia opere dalla struttura seriale, sia storie brevi equivalenti a racconti, in modo da non privilegiare nessun tipo di narrativa (è chiaro che alcune opere sono di maggiore impatto, ma questo non dovrebbe influire sul valore dell’opera in sé).

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni

Ho fatto delle vittime certo, ma il numero undici è tiranno… Tra le vittime eccellenti non posso non segnalare:
- Robin Wood, grande scrittore che più di altri ha imposto al fumetto la struttura e l’enfasi del grande romanzo, specie con il suo Savarese;
- Quino, l’autore di
Mafalda, che ritengo il più grande umorista grafico del mondo, ma soprattutto per ciò che ha prodotto dopo Mafalda e cioè per le formidabili e sempre profondamente cupe opere umoristiche che però non si configurano (o almeno non sempre) come vero e proprio fumetto;
- Edoardo Risso, che ha elaborato negli anni un tratto importante e imitato in tutto il mondo;
- Carlos Meglia, il cui
Cibersix resta comunque un’opera importantissima, seppure fiaccata dalla serialità.

1) Las puertitas del señor Lopez di Carlos Trillo e Horacio Altuna

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Chi non ha desiderato almeno una volta di aprire una porta oltre la quale trovare un mondo migliore? Las puertitas del señor Lopez, tradotto in italiano come Uscita di sicurezza, è forse il più poetico e surreale fumetto argentino.
Scritta da Carlos Trillo per i disegni di Horacio Altuna, la serie narra le vicissitudini (oniriche?) del povero Lopez, impiegato, borghese, fortemente represso e angustiato da colleghi, superiori, familiari, che nei momenti bui dell’esistenza non fa che varcare una piccola porta (che trova, dovunque si trovi) e al di là della quale c’è un altro mondo. Le fughe di Lopez sono le nostre fughe, nostra è la frustrazione quando, immancabilmente, ritorna alla vita reale, ma per fortuna c’è sempre un’altra porta!

Per leggerlo:

  • con il titolo Uscita di sicurezza nei volumi Euracomix dell’Eura editoriale nn. 36 e 47 (1991/92), purtroppo malamente colorato;
  • con il titolo Le scappatelle del sig. Lopez nel primo volume della collana dedicata a Horacio Altuna da Planeta De Agostini (2009).

2) La città di Ricardo Barreiro e Juan Gimenez

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni La città di Ricardo Barreiro e Juan Gimenez è certamente una tra le opere più importanti dei due autori argentini. Rifugiatisi ambedue a Parigi sul finire degli anni Settanta a causa della dittatura del Generale Videla e ivi conosciutisi, danno vita al serial a fumetti che più di ogni altro trasmette il senso di angoscia e disperazione della condizione argentina dell’epoca, seppur narrato in chiave fantascientifica. È la storia di un giovane che dalla vita di tutti i giorni si trova improvvisamente prigioniero di una città sconosciuta e ostile, popolata da altri disperati e dalla quale non c’è via d’uscita, una città al di fuori dello spazio e del tempo nella quale farà un incontro sconvolgente.

Per leggerlo:

  • in Euracomix n. 16, Eura Editoriale, raccoglie tutta la prima parte della serie, ma le tavole sono state colorate e rimontate per compattare la storia in un volume di 126 pagine;
  • in Fantacomix-Day n. 1, sempre Eura Editoriale, ma preferibile perché in bianco e nero [è presente tutta la prima parte, più la continuazione disegnata da Luis Garcia Duran e la serie Robin delle Stelle di Carlos Trillo e Enrique Breccia];
  • sulla rivista Lanciostory dal n. 7 del 1982.

3) Peter Kampf lo sapeva di Carlos Trillo e Domingo Mandrafina

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Peter Kampf lo sapeva è una singolare storia a fumetti del duo Trillo/Mandrafina, ambientata in una versione fantapolitica degli Stati Uniti negli anni Cinquanta.
Immaginate che Adolf Hitler fosse emigrato in America e là avesse fatto l’autore di fumetti… non ci sarebbe stata la seconda guerra mondiale, ma quei fumetti avrebbero ispirato forse dei fanatici razzisti. E se poi si scopre che il capo dell’agenzia che cura la campagna elettorale di John Wayne, candidato presidente per i repubblicani, si chiama Joseph Goebbels…
Un’opera coinvolgente, dal ritmo serrato e magistralmente disegnata, con un finale amaro, come solo le storie “vere” hanno.

Per leggerlo:

  • pubblicata prima sulla rivista Skorpio, poi ripubblicata in un albetto spillato monografico (Skorpio Più) allegato alla rivista stessa nel 1992. Difficile da trovare, ma qualcuno dovrà pur ristamparla.

4) Frutto acerbo di Carlos Trillo e Domingo Mandrafina

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Realizzata nel 1991 direttamente per il mercato europeo, la storia Frutto acerbo (Cosecha verde in originale) è uno dei più interessanti risultati della collaborazione tra lo scrittore Carlos Trillo e il disegnatore Domingo Mandrafina. In particolare il taglio della sceneggiatura, che è il rincorrersi delle diverse voci narranti degli intriganti protagonisti e dei comprimari, rende la vicenda ritmata e coinvolgente, e il disegno è al massimo dell’espressione di Mandrafina (seppure penalizzato dal colore nell’edizione in volume).
Ennesima riflessione sul potere (in questo caso con un’incursione riguardante il potere dei media e la responsabilità degli intellettuali) gioca con gli stereotipi e le psicologie dei protagonisti, creandone di indimenticabili.

Per leggerlo:

  • pubblicato in origine sulla rivista Lanciostory, vede poi la luce in due volumi (numeri 46 e 60) della collana Euracomix, ancora reperibili.

5) Mort Cinder di Alberto Breccia e Hector German Oesterheld

ESSENTIAL 11: 11 fumetti argentini da Claudio Ferracci Robin Wood Rinaldo Traini Ricardo Barreiro Quino Planeta DeAgostini Pablo Echaurren Nuages Juan Gimenez Josè Munoz Horacio Altuna Héctor Oesterheld Guillermo Saccomanno Francisco Solano Lopez Eura Editoriale Delcourt Comma 22 Comic Art Cinzia Leone Carlos Trillo Carlos Sampayo Carlos Meglia Andrea Pazienza Alberto Breccia 001 Edizioni Un anziano antiquario compra oggetti del passato e il suo strano amico li riconosce, seppure antichissimi, per averli già avuti tra le mani durante la sua incredibile vita, perché egli è immortale.
Può sembrare banale, ma nelle storie rievocate da Mort (così si chiama l’uomo eterno) siano esse risalenti alla costruzione della Torre di Babele, alla battaglia delle Termopili, alla tratta degli schiavi negri dall’Africa o alla prima guerra mondiale, c’è tutta l’umanità e il suo dramma, illuminati dall’imperitura presenza di questo testimone profondamente umano, il corpo inossidabile al tempo che il tempo stesso ha dotato di una saggezza epica.
Il fumetto è Mort Cinder (1962, Argentina), il capolavoro del disegnatore Alberto Breccia realizzato su testi di Hector German Oesterheld, scrittore ed editore.

Per leggerlo:

  • in riviste (Il Mago, Mondatori anni ’70; Lanciostory, Eura Editoriale 1986);
  • nelle raccolte rilegate degli inserti di Lanciostory;
  • in quattro volumi cartonati della Imago Libri (1979);
  • nell’Oscar Mondadori n. 521 del 1974 , che riporta solo due episodi della serie: Gli uomini dagli occhi di piombo (che dà il titolo alla pubblicazione) e La nave degli schiavi, malamente rimontati per il formato tascabile;
  • in volume cartonato edito da Glénat Italia, 1988;
  • nell’edizione integrale di Comma 22 (2008).

NB: nelle edizioni più accurate l’episodio Gli uomini dagli occhi di piombo è pubblicato (come in originale sulla rivista argentina Misterix) in formato orizzontale.

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