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martedì 16 giugno 2026

Il Monumento Lobos Marinos è l'icona più famosa e rappresentativa di Mar del Plata

Monumento Lobos Marinos

4,4

Monumento

Aperto

Il Monumento Lobos Marinos è l'icona più famosa e rappresentativa di Mar del Plata. Situato nella Plazoleta de la Armada Argentina, lungo la celebre Rambla tra il Casino e il Gran Hotel Provincial, questo monumento gemello racchiude una ricca storia artistica e culturale.

Autore e realizzazione
  • Ideazione e firma: Il monumento porta la firma ufficiale del celebre scultore argentino José Fioravanti (1896–1977), uno dei più rilevanti monumentisti del Paese (autore anche di importanti rilievi nel Monumento alla Bandiera a Rosario).

  • Esecuzione materiale: La modellazione e l'intaglio nella pietra furono realizzati dal maestro scultore e scalpellino Janez Anton Gruden (1897–1974), un immigrato esloveno giunto in Argentina dall'area di Trieste, insieme a una squadra di scalpellini nelle cave di Chapadmalal. Sebbene Fioravanti figurasse come autore del progetto complessivo, fu Gruden a dare forma fisica alle sculture.

Origine e contesto storico
  • Inaugurazione e collocazione: Collocato durante la prima metà degli anni '40 (tra il 1940 e il 1946), il monumento fu concepito come elemento decorativo e simbolico all'interno del grandioso progetto urbanistico dell'architetto Alejandro Bustillo per la ristrutturazione della Rambla di Playa Bristol.

  • Materiale locale: Le due imponenti figure (con dimensioni di circa 6 metri d'altezza per 13 di larghezza) sono state scolpite nella tipica "Piedra Mar del Plata" (arenaria quarzosa estratta nelle cave locali), integrandosi nell'estetica costiera della città.

Significato e valore simbolico
  • Omaggio alla fauna e alle radici del luogo: La scelta del leone marino (Otaria flavescens) celebra le radici naturali della costa. Prima della fondazione della città, la fascia costiera era conosciuta fino alla metà del XIX secolo come la "Lobería Grande", in quanto luogo abituale di riposo, riproduzione e insediamento di grandi colonie di leoni marini.

  • Simbolo dell'identità turistica: Dalla sua installazione, mettersi in posa per una fotografia davanti ai lobos marinos è diventato per generazioni di visitatori il gesto rituale che certifica il soggiorno nella "Ciudad Feliz".

  • Riconoscimento: Nel 2019, le sculture sono state dichiarate ufficialmente Monumento Storico Nazionale dell'Argentina.

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sabato 7 febbraio 2026

Il Gran Café Tortoni, simbolo della vita culturale argentina.

Café Tortoni: O mais famoso cafe de Buenos Aires - Aguiar Buenos Aires

Il Gran Café Tortoni è il caffè più antico di Buenos Aires (fondato nel 1858), oggi monumento nazionale e simbolo della vita culturale argentina, celebre per il tango, la letteratura e la sua atmosfera storica. Situato al numero 825 di Avenida de Mayo, è considerato uno dei dieci caffè più belli del mondo.

 

Entrare al Gran Café Tortoni non è solo varcare la soglia di un bar; è fare un salto indietro nel tempo, nel cuore pulsante della "Parigi del Sud". Fondato nel 1858 da un immigrato francese di nome Touan, il Tortoni è il caffè più antico e iconico di tutta l'Argentina.

 

Ecco perché è considerato l'emblema della cultura bonaerense:


Un Tempio di Storia e Arte

Situato sulla prestigiosa Avenida de Mayo, il Tortoni è stato per oltre un secolo il "quartier generale" dell'intellettualità argentina.

  • La Peña del Tortoni: Tra il 1926 e il 1943, il caffè ospitò un circolo letterario e artistico guidato dal pittore Benito Quinquela Martín.

  • Ospiti Illustri: I suoi tavoli in marmo hanno ospitato menti del calibro di Jorge Luis Borges, Luigi Pirandello, Federico García Lorca, Julio Cortázar e persino Albert Einstein.

  • Architettura: Lo stile accademico francese, i soffitti a vetrate colorate (vitraux), i legni scuri e le statue di cera rendono l'atmosfera solenne e accogliente allo stesso tempo.

Il Tango e la "Bodega"

Sotto la sala principale si trova la Bodega, un seminterrato intimo dove ogni sera risuonano le note del tango e del jazz. È uno dei luoghi più autentici per assistere a uno spettacolo di danza e musica dal vivo, lontano dai circuiti troppo turistici e commerciali.

L'Esperienza Classica

Visitare il Tortoni richiede un rito preciso. Se decidi di andarci, non puoi fare a meno di ordinare la specialità della casa:

  • Chocolate con churros: La cioccolata calda densa accompagnata dai tipici dolci fritti.

  • Leche merengada: Una bevanda rinfrescante a base di latte, albume e cannella.

  • Sidra tirada: Un bicchiere di sidro alla spina, perfetto per un pomeriggio estivo a Buenos Aires.


Un piccolo consiglio: Essendo una tappa leggendaria, c'è quasi sempre una fila all'ingresso su Avenida de Mayo. Il mio suggerimento? Cerca di andare la mattina presto o nei giorni feriali per goderti il silenzio e la luce che filtra dalle vetrate.

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mercoledì 3 febbraio 2016

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Gennaio 2016.

1.- Il Natale in Argentina.
Il Natale in Argentina.
Il Natale in Argentina è particolarmente sentito… e insolito perché l’Argentina è uno di quei Paesi, come il Brasile , in cui il 25 Dicembre è piena estate! Uno degli inconvenienti del festeggiare il Natale con la bella stagione è la mancanza di abeti…che non resisterebbero comunque a quelle temperature addobbato per 15 giorni con tanto di lucine. Ci si organizza quindi addobbando a festa
2.- Lombata con salsa chimichurri.
Lombata con salsa chimichurri.
Il chimichurri è un tipo di salsa verde, utilizzata anche nella marinatura delle preparazioni, per la carne alla griglia. Originaria dell'Argentina, è oggi utilizzata anche in altre nazioni sudamericane, fino ad arrivare al Nicaragua. La ricetta contiene evidenti influenze delle cucine spagnola ed italiana, che costituiscono, d'altro canto, uno specchio fedele della società argentina attuale.


3.- Chimichurri, ottima salsa di origine argentina da mettere sulle carni.
Chimichurri, ottima salsa di origine argentina da mettere sulle carni.
Il Chimichurri è la salsa "tradizionale" per l'ormai noto asado argentino, sopratutto quando si fa alla griglia oppure con il tipico "asador" (due ferri in croce, uno piantato sulla terra con delle dimensioni -lunghezza- pari al doppio dell'altro). Tutti gli ingredienti devono essere tagliati a mano affinché possano mantenere il gusto originale. Far macerare il composto per dodici ore prima di

4.- Nahuel Huapi, un lago e un Parco Nazionale dal nome indigeno: l’aria protetta.
Nahuel Huapi, un lago e un Parco Nazionale dal nome indigeno: l’aria protetta.
Nahuel Huapi: in lingua mapuche, Huapi significa isola e Nahuel, tigre. Stiamo per presentarvi luoghi dal valore inestimabile. Luoghi fatti di cose semplici, ma preziose. E' possibile dare un prezzo alla vita, al futuro? Anche se non li conoscete ancora, questi luoghi sono vostri e di tutti. A questo inestimabile patrimonio naturale si associa una straordinaria diversità culturale. Nella


5.- Pollo alla cannella con cipolline e pomodori.
Pollo alla cannella con cipolline e pomodori.
Una recente indagine che rappresenta la quasi totalità delle aziende del comparto avicolo, rende nota la vittoria del pollo sulla tavola degli argentini. Cosa ne decreta il successo? Facile e veloce da preparare, adatto a tutti i gusti (anche dei bambini), e a basso impatto ambientale nella produzione. La sua carne vince su manzo, vitello, maiale, agnello e tacchino perché giudicata più
6.- Pollo al limone con cipolle e zenzero.
Pollo al limone con cipolle e zenzero.
Il nostro pranzo: cosce (e non solo) di pollo al limone e zenzero, un piatto che a casa nostra è davvero un piatto originale! Ingredienti: 1 pollo di circa 1,200 kg 300 g de cipolle affettate 1 spicchio d’aglio schiacciato 2 limoni non trattati 50 g olive verdi snocciolate 1 pezzetto di zenzero fresco a fette sottili 1 pezzetto di cannella 1 mazzetto di prezzemolo
7.- Tra i boschi pietrificati della Patagonia Argentina.
Tra i boschi pietrificati della Patagonia Argentina.
Desertico, silenzioso, appena interrotto da alcuni greggi di guanachi e dotato di una povera vegetazione, si tratta di uno dei panorami più misteriosi della Patagonia. Lontano da ogni villaggio, il paesaggio del Parco Nazionale Bosques Petrificados nella provincia di Santa Cruz, ha una quiete interrotta solo dal passaggio di un branco di guanachi, dalla presenza di una grigia volpe solitario o
8.- Chubut una provincia da scoprire: Florentino Ameghino.
Chubut una provincia da scoprire: Florentino Ameghino.
Florentino Ameghino è un dipartimento argentino, situato nella parte orientale della provincia di Chubut, con capoluogo Camarones. Geografia. Esso confina a nord con il dipartimento di Gaiman, a est e sud-est con l’oceano Atlantico, a sud-ovest con il dipartimento di Escalante e ad ovest con quello di Mártires. Il dipartimento fa parte delle comarche di Virch-Valdes (la parte
9.- Chubut una provincia da scoprire: Escalante.
Chubut una provincia da scoprire: Escalante.
Escalante è un dipartimento argentino, situato nella parte sud-orientale della provincia di Chubut, con capoluogo Comodoro Rivadavia. Geografia. Esso confina a nord con i dipartimenti di Paso de Indios, Mártires e Florentino Ameghino, ad est con l’oceano Atlantico, a sud con la provincia di Santa Cruz, e ad ovest con il dipartimento di Sarmiento. Il dipartimento fa parte della comarca del Río
10.- Chubut una provincia da scoprire: Cushamen.
Chubut una provincia da scoprire: Cushamen.
Cushamen è un dipartimento argentino, situato nella parte nord-occidentale della provincia di Chubut, con capoluogo Cushamen. Geografia. Esso confina a nord con la provincia di Río Negro, a est con il dipartimento di Gastre, a sud con i dipartimenti di Languiñeo, e Futaleufú, e ad ovest con la repubblica del Cile. Il dipartimento fa parte delle comarche di Los Andes (parte occidentale) e della
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mercoledì 6 gennaio 2016

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Dicembre 2015.

1.- Il Natale in Argentina.
Il Natale in Argentina.
Il Natale in Argentina è particolarmente sentito… e insolito perché l’Argentina è uno di quei Paesi, come il Brasile , in cui il 25 Dicembre è piena estate! Uno degli inconvenienti del festeggiare il Natale con la bella stagione è la mancanza di abeti…che non resisterebbero comunque a quelle temperature addobbato per 15 giorni con tanto di lucine. Ci si organizza quindi addobbando a festa
2.- Lombata con salsa chimichurri.
Lombata con salsa chimichurri.
Il chimichurri è un tipo di salsa verde, utilizzata anche nella marinatura delle preparazioni, per la carne alla griglia. Originaria dell'Argentina, è oggi utilizzata anche in altre nazioni sudamericane, fino ad arrivare al Nicaragua. La ricetta contiene evidenti influenze delle cucine spagnola ed italiana, che costituiscono, d'altro canto, uno specchio fedele della società argentina attuale.

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martedì 3 novembre 2015

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Ottobre 2015.

1.- Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Centri Visita nel Parco Nazionale “Nahuel Huapi”.
Museo della Patagonia "Francisco P. Moreno". L'Amministrazione dei Parchi Nazionali inaugurò il Museo il 17 marzo 1940. L'edificio si trova nell'ala orientale del Centro Cívico di San Carlos de Bariloche, un complesso edilizio dichiarato Monumento Storico Nazionale con la Risoluzione n° 1250/87, Decreto PEN Nº 325/89. Il primo direttore del Museo fu Enrique Amadeo Artayeta, dal quale
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mercoledì 13 agosto 2014

Le rovine Quilmes sono i resti del più grande insediamento precolombiano.

Migliaia di sentinelle dalle molteplici braccia sorvegliano le vie e i sentieri di una città in cui visse la tribù dei Quilmes. Siamo in provincia di Tucumán, nei Valles Calchaquìes. In questo luogo si stabilirono, nell’ 800 d.C.,  i Quilmes diventando così uno dei più importanti insediamenti preispanici degli indiani Calchaquies. Nel XVII secolo la popolazione raggiunse i 3000 abitanti nella zona urbana e 10000 nei dintorni.

In un postazione strategica sul Cerro Alto del Rey a 1850 m sorgeva la cittadella. Due fortezze su entrambe le creste montuose a nord e a sud che permettevano di controllare tutta la vallata. Più di 100 unità abitative. Costruzioni circolari adibite a depositi, ad uso macinature. Verso sud una zona dove sorgeva la diga in pietra usata per l’irrigazione dei settori coltivati sui terrazzi.

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martedì 1 aprile 2014

Il meglio di Argentina Tour: i 10 articoli più letti nel mese di Marzo 2014.

1.- Gemellaggi di Buenos Aires.

Gemellaggi di Buenos Aires.

Buenos Aires è la capitale e la maggiore città dell'Argentina con 2.891.082 abitanti (13 milioni nell'area metropolitana). È una delle più grandi metropoli sudamericane e sede di uno dei maggiori porti del continente. È la seconda città in Sudamerica per importanza economica dopo San Paolo del Brasile. Buenos Aires, con la crescita demografica degli ultimi decenni, si è estesa tanto da unirsi

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giovedì 5 settembre 2013

L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina.

L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città.

La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi. Lo si è chiamato “obelisco” perché si doveva chiamarlo in qualche modo. Io rivendico per me il diritto di chiamarlo in modo più generale e generico “Monumento”».

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La costruzione dell’obelisco fu affidata all’impresa edile tedesca G.E.O.P.E.- Siemens Bauunion – Grün & Bilfinger che la portò a termine a tempo di record, in soli 31 giorni, impiegando 157 operai. Per massimizzare il risparmio di tempo si utilizzò cemento Incor a indurimento rapido e si costruì la struttura in sezioni di due metri l’una per facilitare la tenuta del cemento. Per la costruzione, costata 200.000 pesos dell’epoca, si utilizzarono 680 m³ di cemento. Per la copertura furono usati 1360 m² di pietra bianca di Córdoba. La compresenza del cantiere della linea B della metropolitana, favorì la costruzione del monumento, le cui fondamento furono appoggiate direttamente sulla volta di cemento del tunnel.

L’obelisco raggiunge l’altezza massima permessa secondo la linea di edificazione dell’Avenida Roque Sáenz Peña (Diagonal Norte): 67,5 metri di altezza. L’altezza dalla base all’apice è di 63 metri. La base del monumento misura 6,80 metri di lato. Il corpo dell’obelisco si rastrema verso l’apice che è tronco e misura 3,5 metri per 3,5 metri e sostiene un parafulmine che è impossibile vedere a causa dell’altezza.

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I cavi del parafulmine scorrono all’interno della struttura dell’obelisco. Il monumento ha una sola porta di ingresso, posta sul alto est ed è dotato di quattro finestre sulla cuspide alle quali si può arrivare solo tramite una scala con 206 gradini, scanditi da 7 pianerottoli a circa 8 metri uno dall’altro, tranne l’ultimo che è a 6 metri. Nell’area dove sorge l’obelisco era stata previamente demolita una chiesa dedicata a San Nicola di Bari. Sulla chiesa si era issata per la prima volta una bandiera Argentina nel 1812, fatto che è ricordato da un’iscrizione sul lato nord dell’obelisco. Altre iscrizioni sui lati dell’obelisco commemorano la proclamazione di Buenos Aires a capitale federale e altre date importanti per il paese. Sul lato sud è visibile un sonetto dedicato all’obelisco dal poeta Baldomero Fernández Moreno.

Fin dall’inaugurazione, l’aspetto semplice e razionale dell’obelisco non mancò di provocare polemiche tra fautori del modernismo architettonico e i tradizionalisti. Il 29 febbraio del 1938, il presidente Roberto Ortiz successe a Justo e designò come nuovo intendente della città Arturo Goyneche. Nel giugno 1939 dopo il distacco di una parte del rivestimento in pietra dell’obelisco, il Concejo Deliberante di Buenos Aires decretò la demolizione dell’obelisco con l’ordinanza n. 10.251, adducendo varie ragioni economiche, estetiche e di pubblica sicurezza.

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La decisione fu impugnata dall’esecutivo municipale e rigettata come atto privo di valore e contenuti giuridici. In seguito, nel 1943, il rivestimento in pietra fu eliminato e rimpiazzato con uno in cemento, con fenditure che simulano le giunzioni di lastre di pietra.

Attualmente l’obelisco è considerato uno dei simboli di Buenos Aires. L’obelisco è frequentemente utilizzato come punto di riunione per le manifestazioni che percorrono Avenida Corrientes e 9 de Julio. Il 1 dicembre 2005, in occasione della Giornata Mondiale di lotta contro l’AIDS, l’obelisco è stato simbolicamente coperto con un preservativo di 67 metri.

Il 20 settembre 2007, per commemorare i 150 anni di relazioni bilaterali fra Argentina e Germania, l’obelisco è stato ricoperto da un telone con i colori delle bandiere dei due paesi. In questa occasione è stato inaugurato un nuovo sistema di illuminazione del monumento, dono dell’ambasciata germanica e di alcune imprese tedesche: Allianz, Osram e Siemens.

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La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo e un monumento nazionale.

La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina e un monumento nazionale. All’interno di essa hanno sede gli uffici del Presidente della Repubblica Argentina. L’edificio sorge a Buenos Aires e si affaccia sulla storica Plaza de Mayo. Il nome gli deriva dal caratteristico colore rosato ed è considerato uno dei palazzi più importanti di Buenos Aires.

Oltre alle funzioni istituzionali, la Casa Rosada ospita anche il Museo de la Casa de Gobierno, un'esposizione storica di oggetti legati alla storia del paese e dei suoi presidenti.
L’edificio sorge sulle fondamenta di quella che fu la fortezza reale di Don Juan Baltazar d’Austria, costruita dal governatore di Buenos Aires, Fernando Ortiz de Zárate, nel 1594, sulle sponde, a quel tempo ancora scoscese, del Rio de la Plata.

casa rosada vista aerea

La fortezza fu ricostruita nel 1713, rimpiazzata con una costruzione molto più sobria, che copriva quasi un ettaro, circondata da un fossato e con quattro torrioni rettangolari. La costruzione si affacciava sulla Plaza Mayor, l’attuale Plaza de Mayo, ed aveva un ponte levatoio. Questa nuova fortezza fu battezzata Castillo de San Miguel (Castello di San Michele) nel 1720, quando si completò la costruzione delle opere di difesa. Il nuovo edificio servì come sede dei governatori della città e poi dei viceré titolari del Vicereame del Rio de la Plata. Dopo il 1810 fu sede dei governi argentini indipendenti. Negli anni Venti del XIX Secolo, il presidente Bernardino Rivadavia ordinò alcune modifiche, sostituendo il ponte levatoio con un portico di stile neoclassico.

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La facciata della nuova Casa Rosada è necessariamente un modello di eclettismo combinando i più diversi elementi architettonici, mansarde, loggiati e finestre di diversi stili. Il tocco classicista di Tamburini, con il grande arco trionfale che riarticola la facciata, riesce con eleganza a unificare visivamente le disparità risultanti da progettazioni differenti.

Sotto la presidenza di Domingo Faustino Sarmiento il complesso fu dipinto di rosa, colore che ha conservato fino ad oggi, pur con qualche variazione di tonalità, dal rosa pallido a quello molto scuro, quasi salmone, attuale. Secondo la tradizione l’uso del colore rosa fu un’idea del presidente Sarmiento per rappresentare simbolicamente l’unità dei due partiti che si scontrarono nella sanguinosa guerra civile della prima metà del XIX Secolo. Il colore bianco, simbolo degli unitaristi, e quello rosso, simbolo dei federalisti, combinati insieme danno appunto il rosa.

La storia è tuttavia una leggenda perché gli unitaristi avevano come colore di riferimento il celeste più che il bianco. Il color rosa era molto utilizzato per dipingere gli edifici nel XIX Secolo in Argentina perché era facile da ottenere, si trattava di calcina nella quale veniva versato del sangue bovino, che ne aumentava la resistenza all’acqua.

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La facciata del palazzo è attualmente in via di restauro in vista dei festeggiamenti per il Bicentenario della rivoluzione di maggio (1810-2010). Per i lavori il governo argentino ha stanziato oltre sette milioni di pesos. In prospettiva si prevede la pedonalizzazione di tutte le strade che circondano il palazzo, riportando la zona all’estetica che aveva all’inizio del XX Secolo.

Lo spiazzo d’accesso su Calle Rivadavia, conduce al Salone dei busti, dove si trovano le effigi dei presidenti argentini. Da questo salone, mediante due grandi scalinate d’onore (soprannominate Italia e Francia) si giunge al primo piano dell’Ala Nord, dove si trova il Salón Blanco, la sala che serve per i ricevimenti ufficiali e le cerimonie presidenziali.

L’Ala Nord si struttura intorno al Patio de las Palmeras (Il cortile delle palme). L’Ala Sud, quello che era il vecchio Palazzo delle poste, fu profondamente ristrutturata e parzialmente demolita negli anni Trenta del XX Secolo, in conseguenza dei lavori di riaddrizzamento della Calle Hipólito Yrigoyen, a loro volta resi necessari dalla costruzione del Palacio de Hacienda. Il complesso si sviluppa su tre piani verso ovest, dalla parte di Calle Balcarce, e su quattro livelli più uno interrato verso est, dalla parte di Plaza Colón. In questo spazio interrato è sito il Museo de la Casa de Gobierno.

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martedì 25 giugno 2013

Il Cimitero della Recoleta è il più famoso cimitero storico argentino.

La_Recoleta_Cemetery_entranceIl Cimitero della Recoleta è il più famoso cimitero storico argentino e prende il nome dal quartiere di Buenos Aires nel quale si estende.

La Recoleta è uno dei quartieri più caratteristici della città e i giardini che circondano il cimitero costituiscono una popolare area di svago per i cittadini di Buenos Aires.

Al principio del XVIII secolo, i frati missionari dell'ordine degli Agostiniani recolletti scalzi arrivarono nella zona, allora nei dintorni di Buenos Aires, costruendo sul luogo un convento e una chiesa. La chiesa, Nostra Signora del Pilar, terminata nel 1732, esiste ancora ed è stata dichiarata monumento nazionale. Gli abitanti del luogo presero l'abitudine di chiamare la chiesa «la Recoleta», dal nome dei frati che la gestivano (Recoletos escalzos in spagnolo).

Il nome si estese poi al quartiere e infine al cimitero. L'ordine fu disciolto nel 1822 e il terreno del convento passò allo stato che decise di creare il primo cimitero pubblico della città di Buenos Aires. I responsabili della nascita del cimitero della Recoleta furono l'allora governatore Martín Rodriguez (i cui resti riposano nel cimitero) e il suo ministro Bernardino Rivadavia.
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Durante gli anni settanta del XIX secolo, in conseguenza dell'epidemia di febbre gialla che colpì Buenos Aires, numerosi abitanti dell'aristocrazia cittadina abbandonarono i quartieri di San Telmo e Monserrat, trasferendosi nella parte nord della città, considerata più salubre. Recoleta divenne un quartiere ricco e il cimitero si convertì nell'estrema dimora di tutte le famiglie più prestigiose della capitale.
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Al cimitero si accede tramite una grande porta sostenuta da alte colonne doriche, costruita nel 1881 durante il rinnovamento del cimitero ordinato dall'allora sindaco Torcuato de Alvear. All'interno si trovano oltre 4800 tombe distribuite su 54.843 m². Il cimitero ospita vari mausolei decorati da marmi e statue, costruiti nei più vari stili architettonici. È suddiviso in isolati, ordinatamente separati da viali alberati attraversati da strade più piccole, sulle quali si affacciano mausolei e tombe.
 
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Al centro esiste un'ampia rotonda dalla quale si dipartono i viali principali con una scultura di Cristo realizzata nel 1914 dallo scultore Pedro Zonza Briano. Ogni mausoleo di solito ha il cognome della famiglia scolpito sulla facciata e reca placche di bronzo più piccole che recano i nomi propri dei membri della famiglia seppellite all'interno. Il grande scrittore argentino Jorge Luis Borges fantasticò in una sua poesia di essere seppellito nel cimitero della Recoleta, ma fu invece seppellito a Ginevra, in Svizzera.
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